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Novara Lecce: un pareggio annunciato


Pareggio senza gol: è questo il verdetto del delicato scontro salvezza di Novara. E forse non poteva essere diversamente visto l’atteggiamento guardingo e speculare avuto dalle due squadre. Tesser e Cosmi, infatti, schierano entrambi un 3.5.2 per intasare gli spazi e rendere sterili gli attacchi avversari. Così la partita si svolge soprattutto a centrocampo e le occasioni da gol latitano. Nel primo tempo soltanto una per parte. Per il Lecce è Di Michele a colpire l’incrocio esterno dei pali al 38′, mentre è bravissimo Benassi in uscita a parare la conclusione ravvicinata di Mascara al 44′. Nell’occasione il portiere giallorosso s’infortuna cadendo col fianco sul piede del fantasista novarese e, ad inizio ripresa, è costretto a lasciare il posto a Petrachi. Per il resto solo tanti cartellini gialli e tanta noia. A poco serve l’ingresso di Caracciolo per Jeda da una parte e la presenza del rientrante Cuadrado dall’altra: la partita stenta comunque a decollare in quanto la paura di perdere prevale nettamente sulla voglia di vincere in entrambe le formazioni.

Nella ripresa la musica cambia poco. Addirittura Cosmi fa entrare Blasi per Bertolacci, per rendere più solido il centrocampo! E lascia un’altra volta per l’intero match in panchina l’attaccante bulgaro Boijnov, acquistato di recente appunto per rinforzare l’attacco giallorosso! Bisogna attendere il 25° per vedere un’occasione da gol: è bravissimo Di Michele ad andare in dribbling in mezzo a tre avversari ed a lasciar partire un gran botta dal limite verso l’incrocio dei pali, ma il portiere di casa Ujkani, in volo, devia in angolo. Il finale, invece, è tutto per il Novara. Prima è bravo Petrachi in uscita a chiudere sulla conclusione di Caracciolo, mentre al 93′ è il giapponese Morimoto-subentrato a Mascara- a colpire la parte alta della traversa, facendo venire i brividi a Cosmi ed a tutti i tifosi salentini.

Finisce zero a zero e la zona salvezza resta lontana per il Lecce atteso ora da due partite in casa: Cesena e Roma sono le prossime avversarie. Inutile dire che serve vincere e per farlo, probabilmente, bisognerà osare e rischiare molto di più.

Deodato Giovanni Guida

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Cagliari-Lecce: una vittoria fondamentale


Un’altra bellissima vittoria avvicina il Lecce sempre di più alla salvezza. Dal Sant’Elia di Cagliari, infatti, i giallorossi di mister Cosmi tornano vittoriosi per due a uno e portano così a quattro turni la propria striscia di risultati positivi. Nel primo tempo gli isolani, schierati col solito 4.3.1.2, tengono bene il campo, mentre il Lecce si dispone guardingo in copertura: il 3.5.2 di Cosmi sembra fatto apposta per difendere e poi sfruttare le fulminee ripartenze di Cuadrado e Muriel. La partita scorre senza grandi sussulti e comunque Benassi è sempre attento sulle conclusioni dalla distanza dei rossoblu di casa. L’occasione più ghiotta capita però a di Michele su un ottimo assist di Muriel: la conclusione dell’esperto attaccante salentino si spegne di poco a lato. Poi è il turno di Ibarbo ad impensierire la difesa del Lecce con una travolgente azione sulla destra ma, sul capovolgimento di fronte, un perfetto lancio di capitan Giacomazzi per Muriel, trova quest’ultimo lestissimo a sbarazzarsi di Canini ed a trafiggere con un perfetto diagonale l’incolpevole Agazzi: è il minuto 44 e il primo tempo si conclude, quindi, col Lecce in vantaggio.
L’assenze di Cossu e Lazzari si rivelano pesantissime nell’economia del gioco cagliaritano e i giallorossi hanno saputo approfittarne.
Subito ad inizio ripresa, tuttavia, il Cagliari trova il pari grazie ad un generoso rigore assegnato dall’arbitro Rocchi per un veniale fallo di mano di Miglionico su cross di Pisano. Dal dischetto batte Larrivey e fa uno a uno.
Il Lecce non si scompone e, dopo aver rischiato di subire lo svantaggio su di una conclusione ravvicinata di Conti respinta da Tomovic, al 16′ trova il match-ball: in una mischia in area sarda Bertolacci è lesto a girare un sinistro vincente alle spalle del portiere di casa e così i giallorossi si portano sul 2 a 1. Il Cagliari cerca di reagire e al 20′ va vicino al pari con un colpo di testa di Larrivey ben parato dall’ottimo Benassi. Al 37′, invece, è ancora di Michele a sprecare una ghiotta occasione, ancora su assist dello stratosferico Muriel. Ma, ormai, è fatta: Rocchi indica la via degli spogliatoi e per il Lecce è festa grande. La squadra di Cosmi sta diventando una bella realtà del campionato ed a questo punto la si può davvero ritenere capace di qualsiasi impresa.

Deodato Giovanni Guida

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Lecce – Siena: spettacolo del gol al Via del Mare


Quando l’arbitro Rizzoli di Bologna decreta la fine del primo tempo tra Lecce e Siena, sul risultato di 1 a 1, neppure il più ottimista dei supporter giallorossi avrebbe potuto immaginare il secondo tempo trionfale della squadra di casa, alla fine vittoriosa per 4 a 1 sul Siena di mister Sannino. Nel primo tempo, infatti, la squadra salentina appare sin troppo contratta, gioca per vie orizzontali invece di proporre veloci verticalizzazioni e, in definitiva, permette al Siena di fare la partita. I toscani schierati con un 3.4.2.1 propongono il due di fantasisti Reginaldo-Brienza alle spalle del sempre valido Calaiò e controllano la gara, risultando spesso anche minacciosi dalle parti di Benassi. Al 12′ – subito dopo l’ennesimo infortunio a Esposito sosituito da Di Matteo- è Rossettini dal centro area a sprecare una facile palla gol e al 24′ è Del Grosso che approfitta di una distrazione in marcatura di Cuadrado per trafiggere Benassi con un bel diagonale. Uno a zero per il Siena e palla al centro. Il Lecce, schierato da Cosmi col solito 3.5.2 accenna una reazione che, comunque, porta al pareggio al minuto 32: prima Muriel dal limite con un bel rasoterra invita alla difficile deviazione in angolo il portiere ospite Pegolo e nella mischia conseguente al corner è proprio il giovane talento colombiano a trovare il gol del pari, complice la distrazione collettiva del pacchetto arretrato senese. La prima frazione di gara si conclude così sull’uno a uno, ma sugli spalti serpeggia il malumore per la prova offerta dall’undici salentino: ben altro ci vorrebbe, secondo i tifosi e gli addetti ai lavori stampa compresa, per avere la meglio degli organizzati e validi avversari, diretti concorrenti per la salvezza. Nei primi venti minuti della ripresa la partita scorre blanda eccezion fatta per una bella azione di Cuadrado da una parte e dell’ex Angelo dall’altra. Ma è al 21′ minuto che arriva la grande svolta del match: Muriel riceve palla sulla destra e dribbla come birilli 4-5 avversari e, una volta entrato in area, viene atterrato dall’ex barese Gazzi, nel frattempo subentrato a Parravicini. Rizzoli decreta il calcio di rigore ottimamente trasformato da Di Michele. Il Lecce è finalmente in vantaggio! Il Siena cerca di reagire, entra anche Destro in attacco al posto di Reginaldo ma, al 36° un fantastico gol “coast to coast” dell’altro talento colombiano Cuadrado chiude la partita: il leccese prende palla nella propria trequarti, percorre 70 metri di campo, salta 4 avversari e trafigge Pegolo con un pregevole pallonetto: 3 a 1 e apoteosi al Via del Mare. Nei minuti di recupero poi- dopo la stupida esplulsione di Blasi- una splendida punizione di Brivio s’insacca con traiettoria potente e precisa alle spalle di Pegolo: 4 a 1! Cosmi festeggia con i tifosi, il Via del Mare con i suoi 7000 fedelissimi diventa pieno di entusiasmo e la salvezza ora appare decisamente più vicina.

Deodato Giovanni Guida

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Atalanta – Lecce: un punto utile


Tornare con un pareggio dall’insidiosa trasferta di Bergamo è sempre un fatto positivo. Anche se, stavolta, il Lecce è più fortunato che bravo. Nel primo tempo, infatti, soltanto i pali della porta difesa da Julio Sergio fermano gli attacchi degli orobici, decisamente più volitivi e determinati dell’undici salentino. Colantuono schiera i nerazzurri di casa con un elastico 3.4.1.2 col fantasista Morales alle spalle dell’argentino Denis e dell’ex giallorosso Marilungo. Cosmi risponde col solito 3.5.2 con il neo-acquisto Boijnov che prende il posto di Muriel al centro dell’attacco e con il trio Oddo-Esposito-Miglionico in difesa. E proprio quest’ultimo risulterà alla fine il migliore in campo per il Lecce. La cronaca del primo tempo dice di un’Atalanta protesa in attacco e capace in due occasioni di andare vicinissima al gol: al 22′ è Marilungo a colpire il palo dopo una bella girata in area, mentre un minuto dopo stessa sorte tocca ad un tiro ravvicinato di Pegolo. La prima frazione si chiude sullo zero a zero e del Lecce, in chiave offensiva, non vi è traccia.
Nella ripresa la squadra salentina assume un atteggiamento più propositivo e, pur tirando poco in porta, controlla meglio il gioco.
Entrano Di Matteo per Esposito e Muriel per lo spento Boijnov, ma la gara scivola inesorabilmente verso il pari a reti bianche. L’Atalanta reclama un penalty per una trattenuta di Blasi su Denis e poi si rende ancora pericolosa con una bella punizione di Cazzola ben neutralizzata da Julio Sergio, proteso in tuffo alla sua destra. Per il Lecce sul finale entra anche Bertolacci per Di Michele, ma la cifra tecnica dell’incontro non cambia e così l’arbitro Gervasoni decreta la fine: zero a zero e tutti a fare la doccia.
Domenica prossima al Via del Mare arriverà il Siena e sarà un vero e proprio scontro salvezza. Per il Lecce esisterà solo un verbo nell’orizzonte che porte alla salvezza: vincere. E per farlo occorrerà attaccare e soprattutto fare gol, merce rara in casa giallorossa in questa annata finora più amara che dolce.

Deodato Giovanni Guida

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Lecce, l’andata termina con un pari


Il Lecce di Serse Cosmi ha chiuso il girone d’andata con 13 punti, l’ultimo dei quali conquistato domenica scorsa al Via del Mare contro il Chievo Verona. La gara ha segnalato subito una partenza a handicap per i salentini i quali, dopo appena un quarto di gara, si sono trovati sotto di due gol – realizzati dall’ottimo nazionale Under 21 Alberto Paloschi, scuola Milan, complici due grossolani errori della difesa con Tomocic e, soprattutto con Andrea “Ciccio” Esposito. Poi lo stesso Esposito ha accorciato le distanze nel primo tempo, durante il quale si è registrato anche un palo colpito dal colombiano Muriel.

Nella ripresa il Lecce ha continuato a spingere e il sospirato pareggio è giunto nel tempo di recupero con Di Michele, lesto a infilare in porta un bel traversone basso di Pasquato. La partita è finita quindi sul 2 a 2, con tanto di rissa finale in campo tra i protagonisti per un calcio di rigore reclamato dagli ospiti e non concesso dall’arbitro Mazzoleni.

Finisce così un girone d’andata davvero avaro di punti casalinghi per i giallorossi: dei 13 punti conquistati, che valgono la penultima posizione in classifica a sei lunghezze dalla quota salvezza, soltanto due sono scaturiti da altrettanti pareggi con Novara e, appunto, Chievo, gli altri 11 sono frutto di ottime performance esterne con le tre vittorie contro Cesena, Bologna e Fiorentina e 2 pareggi contro Genoa e Parma. Ora, per ambire a una salvezza difficile, ma ancora possibile, bisogna cominciare a fare punti soprattutto tra le mura amiche e in particolare contro le dirette concorrenti: nei prossimi turni casalinghi sono attese l’Inter domenica prossima e poi le pericolanti Bologna e Siena. In queste gare contro squadre coinvolte nella bassa classifica il Lecce dovrà costruire e rafforzare le sue speranze. Per fare ciò, comunque, non sarà sufficiente – evidentemente – l’attuale organico, dimostratosi carente in tutti i reparti, specie nei centrali di difesa e d’attacco. Così la società sta correndo ai ripari ed appaiono ormai certi gli arrivi di Manuel Blasi dal Parma, centrocampista di qualità e quantità, e dell’esperto difensore centrale uruguaiano Miglionico dal Livorno: entrambi dell’80, possono dare un contributo di classe ed esperienza alla squadra di Cosmi.

Inoltre dall’Udinese arriverà l’esterno sinistro basso brasiliano nazionale Under 21 Gabriel Silva, di cui si dice un gran bene. Per il portiere circola il nome di Curci della Roma e per l’attacco quelli di Larrondo del Siena, di Bogdani del Cesena, di Iaquinta della Juventus e del laziale Libor Kozak. L’arrivo di uno tra questi è assolutamente necessario al Lecce, perché l’attuale parco attaccanti non è provvisto di un centravanti fisicamente forte, intorno al quale far ruotare i vari Di Michele, Muriel e Pasquato. Del Corvia di quest’anno è inutile parlare.

Deodato Giovanni Guida

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Lecce – Juventus: ancora zero punti


Al cospetto di oltre 23mila spettatori paganti – record stagionale di presenze ed incasso – dei quali più dell’80% di fede bianconera, la capolista Juventus e il fanalino di coda Lecce danno vita a una partita povera di emozioni. L’epilogo naturale sarebbe stato un pareggio, ma l’ennesima distrazione difensiva leccese e gli errori sotto porta degli attaccanti di casa hanno portato alla vittoria per 1 a 0 dei bianconeri allenati dal fischiatissimo leccese Antonio Conte.

Reo, quest’ultimo, secondo i tifosi di casa, di un’esultanza di troppo per un gol segnato contro il Lecce quando giocava nella Juve e dei suoi trascorsi baresi, come allenatore. E così, tornando alla gara, l’unica nota positiva della giornata per il Lecce rimangono i circa 700mila euro incassati, nonostante parte dei tifosi della “Nord” rimasti fuori per protesta conto il caro biglietti. Di muovere la classifica però non se parla proprio e così sono ben 9 i punti che separano ora i giallorossi di casa dalla quart’ultima posizione utile per salvare la permanenza in serie A.

I salentini allenati da Serse Cosmi si schierano col solito 3.5.2 e affidano l’attacco al veterano David Di Michele e al giovane colombiano Luis Fernando Muriel, mentre la capolista risponde con un 4.3.3 che vede il tridente offensivo formato da Pepe, Quagliarella e l’ex Mirko Vucinic e le chiavi del gioco affidate al fortissimo centrocampista Andrea Pirlo, uno dei più grandi calciatori al mondo.

Nei primi venti minuti i padroni da casa giocano bene con il colombiano Cuadrado – alla fine il migliore in campo – sugli scudi ma, dopo i cambi per infortunio di Strasser con Oliveira da una parte e di Quagliarella con Matri dall’altra, sono i torinesi a trovarsi in vantaggio: Vucinic si accentra, la difesa si apre, sul tiro seguente Benassi non trattiene e proprio il nuovo entrato Matri realizza di testa il gol che alla fine risulterà decisivo. Nella ripresa il ritmo e le azioni gol calano ulteriormente, ma i padroni di casa hanno due ottime occasioni per pareggiare, una con Di Michele il quale, da favorevolissima posizione, spara un tiro alto e sbilenco di rara bruttezza, naturalmente inefficace. Poi con il subentrato Pasquato che, incredibilmente, da due passi grazia il portierone Buffon con un diagonale assolutamente da dimenticare. Vince la Juve per la gioia irrefrenabile dei suoi tifosi, perde il Lecce. Ora mancano due gare alla fine del girone d’andata: contro la Fiorentina fuori casa e poi contro il Chievo tra le mura amiche. Se il Lecce non fa punti, può iniziare a salutare con largo anticipo la tanto amata serie A.

Deodato Giovanni Guida

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Parma Lecce: l’ennesima beffa


Tre gol per parte e spettacolare pareggio tra Parma e Lecce al “Tardini”. Peccato però che ad una manciata di minuti dal termine il Lecce era avanti di due gol e nulla faceva presagire l’ennesima beffa per i giallorossi i quali, a questo punto, dovrebbero forse farsi benedire per portare a casa una vittoria.

Nel primo tempo, per la verità, il Lecce, sceso in campo con un 4.3.3 nel quale il compito di attaccare è sulle spalle del trio Muriel – Quadrado – Di Michele, ha avuto un atteggiamento sbagliato ed ha interpretato male la gara, tanto che il Parma di Franco Colomba si è portato in vantaggio al 18′ con un rigore di Floccari ed ha complessivamente meritato il vantaggio. Il Lecce è sembrato essere rimasto nel Salento tanto è stata fiacca la sua reazione al gol di svantaggio. Nel secondo tempo, però, la musica è cambiata ed il Lecce ridesegnato da Cosmi con un 3.5.2. dopo l’ingresso di Brivio al posto di Esposito ha messo alle corde gli emiliani per 40 minuti, realizzando tre splendidi gol: doppietta di Di Michele (un gol su splendida rovesciata) e un altro gol di Quadrado. Ma, nel finale, prima l’ex Pellè e poi infine, nel recupero, Galloppa, hanno realizzato i due gol che hanno permesso al Parma di raggiungere un pareggio davvero insperato e gettato nella disperazione il Lecce, che si è visto sfuggire una vittoria che sembrava ormai fatta.

A fine partita l’allenatore leccese Cosmi ha affermato: “Nei minuti finali abbiamo vanificato tutto ed è un vero peccato perchè, subendo quei due gol, oltre al risultato abbiamo vanificato anche il lavoro svolto in settimana e l’impegno messo in campo nell’arco della partita. Una vittoria, oggi, sarebbe stata preziosissima per noi, perchè ci avrebbe consentito di portarci a soli tre punti dalla quartultima posizione; ed invece, ci tocca andare a San Siro con il morale non proprio al massimo. Credo che qualsiasi allenatore, oggi, proverebbe rabbia per la mancata vittoria; io, al termine della partita, ho preferito trattenermi qualche minuto in campo perchè avevo un gran bisogno di sfogarmi. Se abbiamo fatto due gol alla Lazio e tre gol qui a Parma, significa che il Lecce ha tanto per poter vincere le partite ma anche tantissimo per perderle: vorrà dire che mi dedicherò in maniera particolare proprio a questo aspetto”. Infine, aggiunge: “A Milano dovrà scendere in campo il Lecce del secondo tempo di oggi e dell’intera gara disputata contro la Lazio, anche se pretendo qualcosa in più, soprattutto in determinate zone del campo.

Siamo consapevoli del livello tecnico dell’Inter, ma mercoledì sera abbiamo il dovere di provarci, proponendo un bel calcio per tutto l’arco dell’incontro”.

Deodato Giovanni Guida

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Lecce: bel gioco, ma ancora zero punti


Il nuovo Lecce di Serse Cosmi perde la sua “prima” al Via del Mare 3 a 2 contro la Lazio di un super Miroslav Klose. Questo dice il risultato, ma la cronaca della partita e gli applausi dei 7mila presenti allo stadio certificano la rinascita, almeno sul piano del gioco e delle azioni gol, della squadra salentina. Si è vista insomma la mano del nuovo tecnico Cosmi il quale, da gran motivatore qual è, ha saputo incidere sul morale della squadra, facendola crescere in convinzione ed autostima. Ma, veniamo alla cronaca. Nel primo tempo il Lecce- schierato con un 4.4.2 nel quale spiccano i rientri di capitan Giacomazzi, Oliveira e Di Michele – costruisce con Muriel ed il redivivo Di Michele numerose palle gol e le spreca malamente. Al 12′ però il portiere laziale Marchetti stende l’esperto attaccante leccese appena liberato in area, l’arbitro decreta il rigore, ma non l’espulsione per fallo da ultimo uomo, che poteva starci. Di Michele stesso s’incarica della trasformazione del penalty e il Lecce è in vantaggio. La squadra di casa sfiora il raddoppio al 20′ con Muriel e subito dopo ancora con Di Michele. La Lazio- schierata dall’ex Edy Reia con il solito 4.3.1.2 nel quale il brasiliano Hernanes agisce da trequartista alle spalle del forte duo Klose-Rocchi – sembra frastornata eppure, al 28′, trova il pari: angolo di Ledesma, correzione aerea di Diakitè e il centravanti della nazionale tedesca Klose è pronto come un falco a insaccare la palla alle spalle dell’incolpevole Benassi. Anche sull’1 a 1 però, il Lecce continua a fare la partita ed è ancora il giovane colombiano Muriel ha divorarsi un gol al 37′, quando conclude male verso la porta laziale, invece di servire il liberissimo Giacomazzi a centro area. Il primo tempo si chiude in parità, col rammarico di un vantaggio salentino meritato, ma non realizzato.

Nella seconda frazione Reya ridisegna la Lazio con la difesa a tre e con alcuni cambi azzeccati: su tutti quello dell’albanese Cana, il quale trova lo spiraglio giusto per portare in vantaggio i suoi già al secondo minuto. Ma il Lecce non si arrende e sospinto dal pubblico e dal suo allenatore continua ad attaccare e trova il pari dopo un quarto d’ora con un bel colpo di testa di Ferrario su assist di Muriel. La partita diventa sempre più vivace, si registrano numerosi rovesciamenti di fronte nei quali entrambe le squadre possono assestare il colpo del ko. E così, infatti, accade. Al minuto 81 Di Michele solo in area indugia in un dribbling di troppo e sbaglia un gol, riparte la Lazio, complice un errore in disimpegno di Mesbah, il neo entrato Cissè sfodera un bel cross in area dove è appostato il panzer Klose che, di testa, non perdona realizzando un gol di rara precisione. Finisce 3 a 2 per la Lazio. Ma davvero questa volta il Lecce esce a testa alta dal campo e può continuare a sperare nella salvezza, perché se si gioca bene al calcio prima o poi i risultati arrivano, magari anche con un po’ di fortuna, elemento completamente assente in questa prima parte di stagione.

Cosmi a fine gara è naturalmente arrabbiato per il risultato ma fiducioso nel futuro: “I conti li tireremo a maggio” dice convinto, infatti, l’esperto tecnico perugino. Un uomo che, a prima vista, emana grinta e coraggio a non finire.

Deodato Giovanni Guida

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Lecce: Serse Cosmi per ripartire


“L’Us Lecce comunica di aver risolto in data odierna il rapporto di collaborazione con Eusebio Di Francesco al quale desidera esprimere, unitamente al suo staff, un sentito ringraziamento per l’opera fin qui svolta con totale dedizione e competenza professionale. L’Us Lecce comunica inoltre di aver raggiunto un accordo con Serse Cosmi per la conduzione tecnica della prima squadra”. Con questo comunicato apparso ieri sul sito della società, si è chiusa l’esperienza sulla panchina leccese di Eusebio Di Francesco e si apre una nuova fase per la squadra salentina, con la guida tecnica della squadra affidata al tecnico perugino Serse Cosmi. La decisione del cambio di allenatore era nell’aria da tempo e la sconfitta per 4 a 2 di Napoli ha fatto sì che il patron Giovanni Semeraro decidesse per la svolta, nella speranza di raddrizzare le sorti di una stagione che al momento appare molto complicata, con il Lecce fanalino di coda della serie A. Eppure anche a Napoli il Lecce qualcosa di buono lo ha fatto intravedere, specie in fase di possesso palla e di azioni offensive, con il giovane colombiano Muriel in gran spolvero e autore di una pregevole marcatura. Ma, in fase difensiva la squadra anche al San Paolo è apparsa completamente inadeguata ed è caduta inesorabilmente sotto i colpi del duo Lavezzi-Cavani, veri mattatori del match. E così è maturata l’ennesima sconfitta, con la quale si è chiusa l’esperienza sulla panchina leccese per Di Francesco, il quale paga colpe non sue in quanto l’inesperienza di molti elementi e l’indisponibilità causa infortuni di altri non lo hanno messo certo nelle condizioni migliori per esprimere le proprie capacità di allenatore, peraltro ben emerse nelle precedenti esperienze di Lanciano e Pescara. Ora tutte le speranze sono riposte, naturalmente, nella proverbiale grinta di Cosmi; il tecnico perugino ha alternato nella sua carriera un prima fase esaltante ed una seconda con esperienze, invece, di segno alternato: anche lui quindi è in cerca di rilancio. La sua carriera ha avuto inizio nei dilettanti a Pontevecchio in provincia di Perugia: diversi campionati vinti lo hanno fatto approdare ad Arezzo, dove ha condotto la squadra toscana dalla serie D alla C1. Poi è arrivata la chiamata del Perugia in serie A, squadra con la quale è giunto, dopo esaltanti campionati, in coppa Uefa. Poi tante altre esperienze, con alterne fortune, a Udine con la disputa della Champions League, Genoa, Brescia, Livorno e infine, l’anno scorso a Palermo, dove però è restato in sella per sole quattro partite, prima di essere esonerato.

Ora questa nuova avventura con il Lecce. Sabato al via Del Mare è attesa la Lazio e subito dopo la trasferta di Parma. Molto probabilmente Cosmi adatterà la squadra al suo solito – ma non immutabile – credo tattico, il 3.5.2. Funzionerà? In ogni caso, in campo sono sempre i calciatori con le loro performance a fare la differenza.

Deodato Giovanni Guida

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