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Ulivi monumentali? Tutela sì, immobilismo no


Ritorna con foga il dibattito sul destino degli ulivi monumentali e la legge tutela. La Regione Puglia ha per stemma proprio un ulivo e il Salento è una delle patrie di questo tipo di coltivazione tradizionale.

Il 16 maggio, il segretario regionale Udc Salvatore Negro è intervenuto con il seguente testo nel dibattito in Regione: “I secolari alberi di ulivo che caratterizzano il paesaggio della Puglia vanno tutelati, soprattutto contro il traffico illegale di alberi monumentali. Ma ai vincoli imposti dalla legge 14 del 2007 non corrisponde un adeguato indennizzo per i proprietari dei terreni su cui vivono questi monumenti della natura che per la loro età non rendono quanto gli alberi più giovani e non permettono alle aziende agricole di rinnovarsi. Superata la fase dell’emergenza del traffico illegale occorre rivedere la legge che va adeguata alle esigenze degli agricoltori, senza voler distruggere il lavoro di quei contadini e braccianti che per secoli hanno curato il territorio. La legge attuale sottopone a vincoli paesaggistici tutta la particella su cui si trovano almeno il 60% di ulivi monumentali e quindi non ai singoli alberi secolari. Questo costituisce una diminuzione del valore del fondo su cui non si può costruire neanche un trullo, nel rispetto della tradizione, e lo stesso terreno non può essere destinato ad altra coltivazione più redditizia.
Noi siamo convinti che questi alberi vadano tutelati al pari di tutti gli altri monumenti di cui è ricco il nostro territorio, costituendo delle idonee fasce di rispetto intorno alle piante senza vincolare tutta l’area e allo stesso tempo ad un vincolo deve corrispondere un indennizzo certo. Per questo nei prossimi giorni ci faremo promotori di una modifica alla legge regionale che riconosca un indennizzo ai proprietari dei nostri monumentali alberi d’ulivo, patrimonio unico al mondo”.
Sull’argomento è intervenuto anche Il consigliere regionale Pdl Nicola Marmo, che il giorno seguente l’intervento di Negro, ha diffuso della seguente nota: “In occasione dell’approvazione della legge sulla tutela degli ulivi secolari, evidenziai sia l’eccessiva estensione dei suoi vincoli, che rischiavano di trasformare quelle che erano aziende agricole in meri musei gratuiti a cielo aperto, sia il dovere di risarcire comunque gli agricoltori sulle cui spalle gravano.
A distanza di anni, è tempo di tirare le somme del lavoro svolto, perché non si possono bloccare all’infinito e senza ristoro alcuno, in una sorta di confisca surrettizia, attività economiche che devono produrre reddito e lavoro, nell’attesa infinita di sapere se i loro ulivi, spesso soltanto marci, sono secolari o meno.
Se poi si considera che la nuova Pac prevede una drastica riduzione delle integrazioni in olivicoltura, a vantaggio proprio delle politiche per l’ambiente, ma che ambiente e paesaggio nulla rimborsano agli agricoltori che mantengono gli olivi secolari per la bellezza della Puglia, ci imbattiamo in una nuova genìa di benefattori necessitati, in mecenati obbligatori, una categoria indebitata fino al collo, ai limiti della sopravvivenza.
L’occasione è utile anche per rimarcare la necessità che la riforma in atto del mercato del lavoro non introduca –in totale incoerenza con gli impegni assunti con la Ue- ulteriori rigidità in relazione alle assunzioni giornaliere, quali quelle relative ai periodi di raccolta. Il sistema dei voucher, per esempio, non va abolito né depotenziato, ma semmai integrato con ancora maggiori flessibilità, accompagnate da un più efficiente sistema di controlli”.

Jenny De Cicco

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Censimento dei “vecchi” di Puglia


Il censimento degli ulivi monumentali in Puglia passa dalle foto via satellite.

Sessanta milioni di piante d’ulivo quelle che dovrebbero essere le piante pugliesi. Il censimento, che costerà 250mila euro, attraverso la realizzazione di ortofoto che diventeranno mappe, ha per obiettivo raggiungere in sei mesi il censimento di 500 mila piante.

Il censimento è l’obiettivo dal quale dipendeva la legge regionale sulla tutela degli ulivi monumentali. Al momento gli esemplari censiti ed etichettati sono 13 mila e 500 e per ciascuno esiste una scheda specifica con tanto di coordinate geografiche per l’individuazione.

“I dati così rilevati – dichiara Lorenzo Nicastro, assessore pugliese – permetteranno l’elaborazione di modelli matematici, sulla base di caratteristiche di piantumazione e conduzione degli uliveti a seconda dei territori, da incrociare con le ortofoto per ottenere una mappatura completa dell’intero territorio regionale che conta circa 60milioni di piante di cui presumibilmente circa 5 milioni monumentali. È del tutto evidente che questa attenzione, questo lavoro di catalogazione e di studio, l’elaborazione di modelli e di database delle nostre piante, delle aree e delle loro morfologie, sono in netto contrasto con le fantasiose ricostruzioni di chi ha voluto far passare il messaggio che l’impegno normativo della Puglia, unica regione ad aver prodotto una norma specifica sulla materia degli ulivi monumentali e il cui operato viene apprezzato nel contesto internazionale del Mediterraneo, andasse contro il patrimonio arboreo, unitamente alla possibilità per i pugliesi di vivere con essi in maniera armonica e senza subirli come un museo delle cere a cielo aperto. Il nostro compito, che sentiamo con forza e a cui non vogliamo sottrarci, è quello di stringere le maglie dei processi amministrativi e dei controlli tecnici perché gli ulivi siano tutelati: questo abbiamo fatto eliminando dalla precedente legge il termine del 31 dicembre come scadenza dei vincoli di espianto, questo abbiamo fatto dando certezza dei procedimenti amministrativi di valutazione delle richieste di espianto con il termine dei novanta giorni, ribadisco, assolutamente non configurabile come silenzio-assenso dal momento che esso non esiste in materia ambientale”.

E’ proprio il termine di 90 giorni ciò che fa preoccupare chi difende dall’espianto i patriarchi pugliesi. 90 giorni entro i quali la burocrazia deve rispondere, e se non vi è risposta il richiedente potrà espiantare e reimpiantare l’albero dove dichiarato nella domanda all’Ufficio Provinciale Agricolo, ecco il punto contestato dagli ambientalisti, contro il quale hanno attuato la petizione “Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia” (http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi ).

Jenny De Cicco

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Grande vittoria per gli ambientalisti pugliesi, la legge “ammazza ulivi” è stata modificata


La proposta di modifica della legge regionale 14 per la “Tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali della Puglia“, tanto temuta dagli ambientalisti, è stata votata all’unanimità. Qualche mese fa il tentativo di introdurre un termine di 60 giorni per il rilascio di autorizzazioni all’espianto e allo spostamento degli ulivi pugliesi.

Le autorità hanno ribadito che lo spostamento degli ulivi non coincide necessariamente con la sostituzione delle piante con colate di cemento, ma con altre iniziative di sviluppo sostenibile.

Ora la legge, su proposta di Massimo Cassano, prevede 90 giorni per la raccolta dei pareri e “le modifiche stabiliscono che le opere di miglioramento fondiario consentite nei terreni con notevole presenza di ulivi monumentali devono essere eseguite senza arrecare danno alle piante già esistenti. Il ddl assorbe una proposta di legge che introduce il termine di 90 giorni entro cui devono essere comunicati ai richiedenti i pareri in merito all’eventuale spostamento degli ulivi”.

“Grazie a tutti veramente e di cuore – Riporta la comunicazione di Oreste Caroppo, rappresentante del Coordinamento civico per la tutela del territorio – Finalmente possiamo fare tutti un grande respiro di sollievo”.

Il risultato ottenuto dalla mobilitazione partita da Facebook, passata per quotidiani e testate e la petizione on-line, hanno aperto la strada tramite un’azione pacifica, moderata e responsabile, a nuovi modi di condurre battaglie ambientaliste in Puglia”.

“Gli ulivi non saranno salvi davvero finché non saranno equiparati a ecosistemi forestali, delle agro-foreste, e a loro estesi i vincoli valevoli per le aree boscate, e gli ulivi secolari e plurisecolari vincolati come oggi si vincolano i patriarchi verdi di qualsiasi specie – proseguono dal Comitato – Non avremmo così bisogno di commissioni plotoni d’esecuzione che devono rilasciare le autorizzazioni agli espianti Un uliveto se c’è non si deve espiantare e così gli ulivi se non per comprovate esigenze di pubblica utilità (non certo gli impianti falso-green di eolico e fotovoltaico di oggi cui si appioppa persino tale assurda definizione di pubblica utilità, potere della lobby trasversale falso-green). Un ultimo pensiero: torniamo a piantare anche altre specie autoctone a partire dai poveri Pini mediterranei vittime in Salento di vessazioni a opera d’ignoranti, speculatori e biofobi che si accaniscono contro queste conifere mediterranee definendole alloctone”.

Jenny De Cicco

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Salvi gli ulivi secolari


Approvato all’unanimità dalla V commissione permanente, presieduta da Donato Pentassuglia, il disegno di legge di “Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”, a firma dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Prima del voto, il testo è stato integrato con un emendamento per il rilascio delle autorizzazioni agli espianti e spostamenti degli alberi. Questa modifica, avvenuta su proposta di legge avanzata dal vice-capogruppo Pdl Massimo Cassano, fissa a 90 giorni il termine entro cui la commissione competente deve fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto.

A seguito di questa approvazione il vice-capogruppo del PdL Massimo Cassano ha rilasciato una dichiarazione. “Con il via libera all’unanimità – afferma Cassano – da parte della V commissione Ambiente e Territorio, in linea con le necessità espresse dal presidente Donato Pentassuglia, alla mia proposta di Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia, finalmente è stata ristabilita quella necessaria equità tra i diritti dei cittadini e il dovere di salvaguardare il paesaggio e le caratteristiche naturali del nostro territorio.

Equità fondamentale affinché la tutela degli ulivi monumentali possa diventare un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico, turistico e infrastrutturale ignorando legittime istanze di sviluppo del tessuto sociale.

Per questo non posso che ritenermi soddisfatto dopo il passaggio in Commissione di norme che hanno l’unico fine di migliorare l’efficienza dell’istruttoria e burocratizzare la tempistica delle procedure in materia, con il limite fissato a 90 giorni entro cui la commissione competente dovrà fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto e allo spostamento degli alberi. Tutti gli ulivi dovrebbero essere salvaguardati e non solo quindi quelli monumentali, ma in un’ottica che non soffochi di fatto le aspettative dei cittadini, che devono essere sempre poste nel gradino più alto dell’azione amministrativa”.

Alessandro Conte

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Approvato disegno di legge che modifica la legge regionale sulla tutela degli ulivi


Ѐ stata approvata una modifica, con relativa integrazione, alla legge regionale n. 14 del 14 giugno 2007 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”. Non si tratta, però, della proposta di modifica avanzata nei giorni scorsi dal Pdl e prontamente denominata “Ammazza ulivi secolari” dagli ambientalisti, è piuttosto uno schema di disegno di legge che garantisce la conservazione del patrimonio ambientale. Tra le modifiche proposte dal governo regionale vi è anche la presenza, all’interno della commissione preposta, di un rappresentante dell’amministrazione comunale sul cui territorio è previsto l’intervento. Inoltre, per l’articolo 13, è prevista una precisazione in merito alle opere di miglioramento fondiario nei terreni ove vi è la presenza di ulivi, da farsi “senza arrecar danno alle piante esistenti”. “In termini di garanzia del patrimonio degli ulivi monumentali della nostra regione – dichiara l’assessore alle Politiche ambientali, Lorenzo Nicastro – abbiamo inteso modificare il testo attualmente in vigore eliminando dall’art. 15 il riferimento al 31 dicembre 2011 che avrebbe potuto determinare una deregulation nelle more del completamento del censimento delle piante in corso. Siamo convinti che il patrimonio degli ulivi monumentali sia un dono della nostra terra da preservare, evitando che il raggiungimento di un termine temporale fissato quattro anni fa potesse in qualche modo dare la stura a possibili interventi di edilizia disordinata. Rimaniamo convinti che gli ulivi siano una risorsa da valorizzare, non un peso e che essi vadano inquadrati in una visione più ampia della nostra terra, in termini paesaggistici, agricoli, turistici, culturali ed economici”.

Alessandro Conte

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