Qualche giorno fa, passeggiando da buon turista “destagionalizzato” nel deserto meridiano delle deserte strade della vecchia Otranto, mi salta agli occhi una novità nell’arredo urbano: una enigmatica scritta. Con bella mano a bomboletta spray, in un bel nero denso, qualche segreto poeta ha creato un interessante slogan: CARMELO BENE UNO DI NOI. “Che voleva dire l’anonimo autore?” mi sono chiesto. Che cosa ne direbbero i miei amici e conoscenti idruntini?
Il fatto è che se dovessi dire io, che da dieci anni passo l’ultimo dell’anno a Otranto, che un po’ conosco Bene e la sua opera, non saprei proprio che cosa immaginare.
Provo a pensarci e mi dico: forse per quel misto di disprezzo e di sarcasmo con cui Carmelo Bene si è rivolto a tutti, specie agli otrantini? Per il carattere roboante e antico del suo teatro e le contraddizioni della sua figura pubblica? Per la volontaria assenza di eredi ideali o sodali continuatori (ma solo sciacalli sul cadavere SIAE, disposti a tutto affinchè NON si possa vedere, amare, studiare, capire Carmelo Bene)?
Non mi importa qui chi ha fatto la bella scritta, ma chiedo piuttosto a tutti gli otrantini in ascolto, giovani e vecchi: per favore, me la potete spiegare? Potete dirmi se siete d’accordo o no? Se sì, che cosa rende Carmelo Bene uno di “voi”? Se no, in che cosa, perché? In che modo infine Carmelo Bene potrebbe costituire una ipotetica qualità della “identità idruntina”, di cui spesso sento parlare.
Ditemi voi, io non so. Quello che so è che sarebbe di sicuro una buona occasione per tratteggiare una “identità” di Otranto, anzi degli otrantini d’oggi, misurandosi con figure recenti piuttosto che con vicende remote ed eroi antichi. Ma anche di più: Carmelo Bene è di certo figura rilevante e riconosciuta, ma anche discussa e contraddittoria, il che rende difficile una integrale identificazione, si rendono necessari qualche precisazione e diversi distinguo, bisognerà almeno ammettere una idea articolata di “identità”.
Io cerco solo di capire. Vi andrebbe, per favore, di darmi una mano?
Renato Grilli


La Betitaly Volley Maglie suona due campane