Archive | Febbraio, 2011

Anche a Maglie: “Se non ora, quando?”

“Se non ora, quando?”, è quello che si chiederanno le donne del basso Salento orientale che interverranno al sit in che si terrà domattina alle 10,30 in piazza Aldo Moro a Maglie, e che rientra in un più ampio movimento nazionale, che vuole concentrare l’attenzione sullo svilimento della donna alla luce dell’attuale situazione del premier Silvio Berlusconi, le scappatelle del quale, ormai, sono sotto gli occhi di tutti. Anche a Maglie, come nel capoluogo Lecce, si è deciso di dar vita a una manifestazione di protesta, in orari diversificati, affinché non si interferisca con l’azione promossa nella città dei lupi. La manifestazione di Maglie avrà lo scopo di sensibilizzare e informare la cittadinanza, attraverso la distribuzione di materiale informativo cartaceo, sulla necessità di fermare una mentalità diffusa e lesiva dell’essere donna. Un’iniziativa che integra ma non sostituisce quella leccese, e che si rivolge alle donne del circondario, ma anche a quelle del resto della provincia, a tutte coloro che vogliono esprimere la propria voce. “Le vicende a cui siamo costrette ad assistere – spiega una delle organizzatrici Lory De Donno – ledono il nostro essere donne fiere e orgogliose, madri, figlie, studentesse e lavoratrici. Sarà un momento per chiedere rispetto per noi e per tutte, ma soprattutto per i nostri figli: uomini e donne di domani. Ogni essere umano, che sia esso di genere maschile o femminile, deve indignarsi per quello che oggi viene indicato come modello a cui ispirarsi. Le donne sono molto di più, come gli uomini sono molto di più, e io credo che ognuno di noi abbia dentro di sé la verità, anche se spesso viene taciuta. Facciamo in modo che il senso della morale e della dignità torni ad essere il fulcro di una società civile e libera da personalismi e politiche basate sullo scambio e sul servilismo”.

Angela Leucci

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Minervino attende 800mila euro di fondi Ministeriali per l’ex asilo Scarciglia.

La notizia di un ingente finanziamento pubblico fa sempre ben sperare e ogni tanto può far tornare a sognare. Il sogno questa volta è chiuso all’interno di un luogo che rappresenta la memoria di una comunità: l’ ex asilo Scarciglia di Minervino di Lecce, da luogo chiuso della memoria dei genitori di oggi diventerà un luogo aperto per il futuro dei loro bambini, ragazzi e giovani. Mentre ci parla di una serie di progetti realizzati e di tante cose ancora da fare nel territorio del suo comune, il Sindaco Ettore Caroppo, si lascia sfuggire che è anche in attesa del via libera per realizzare un centro polifunzionale. Approfondendo l’ argomento veniamo a conoscenza della potenzialità di un progetto realizzato da Donatella De Vito, in collaborazione con lo Spin-off dell’Università del Salento, l’azienda Sphera srl, l’architetto Andrea Mantovano e il Geometra Claide Urso che sta per ricevere 800mila euro di fondi pubblici. L’Asilo Scarciglia, è un complesso con uno stabile di notevoli dimensioni dei primi del Novecento, che si sviluppa su tre piani, in un ampio parco appena all’ ingresso della cittadina. Ha ospitato per più di sessanta anni la scuola materna ed elementare delle Maestre Pie Maestre Filippine e dal 1991 è rimasto abbandonato al decorrere del tempo. Almeno fino a che l’Obiettivo Convergenza del Programma Operativo Nazionale Sicurezza ha proposto agli enti locali di recuperare e riconvertire beni pubblici in degrado, puntando all’ aggregazione sociale. Questo è stato l’input per progettare il “Centro di Aggregazione Scarciglia”: i locali dell’ex scuola materna diventeranno due aule multimediali, un laboratorio teatrale per proiezioni audio-video, una sala web tv, un laboratorio musicale, uno studio di registrazione, un centro stampa per iniziative editoriali, postazioni di accesso ad internet, una biblioteca con sala lettura e ampi e attrezzati spazi all’aperto, due locali ristoro con caffetteria e una ospitale foresteria. Nelle intenzioni dei progettisti, si sono creati degli spazi per attività educative e formative adeguate ai bisogni del territorio, con una sensibilità verso fenomeni di emarginazione sociale e per scongiurare la micro-criminalità giovanile. Inoltre, il caratteristico tocco dell’ amministrazione Caroppo, da sempre orientata al risparmio energetico e alle energie rinnovabili: il Centro, attraverso un restauro conservativo, manterrà la sue tipicità architettoniche nonostante l’importante intervento ai solai e alle pavimentazioni. Verranno utilizzate tecnologie all’avanguardia per la climatizzazione degli ambienti attraverso l’energia geotermica e biodinamica. Largo uso di illuminazione a led per il risparmio energetico, un sistema di recupero per le acque piovane e un particolare giardino pensile che oltre a decorare la facciata della struttura, verrà sfruttato per garantire una minore perdita della temperatura interna. Tutto questo però solo dopo il via libera dei tanto attesi fondi ministeriali, che per il momento restano fermi a Roma. E ad attenderli c’è un’intera generazione di bambini, ragazzi e giovani che potranno dare forma alle loro idee per crescere e sviluppare tutte le loro sensibilità e competenze anche fuori dalla routine scolastica.

Salvo Sammartino

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Porto Badisco, per gli uggianesi è “Mare nosciu”. Ecco come una associazione lotta per la tutela del porticciolo.

In una fredda serata di febbraio, abbiamo incontrato il giovane consigliere comunale di Uggiano la Chiesa Vincenzo Sisinni incaricato alla marina di Porto Badisco, che ci ha presentato Daniela Felline, avvocato e presidente dell’ associazione “Porto Badisco Mare Nosciu”. Il Consigliere Sisinni ci ha solo anticipato che in questi giorni si sta occupando di fare delle segnalazioni ai Comuni di Otranto e di Uggiano sullo stato di abbandono in cui versa il porticciolo di Badisco, a seguito dei quali, spera che le due municipalità si occuperanno, ciascuna secondo le sue competenze, di risolvere alcune criticità. La dottoressa Felline invece ci parla dell’ attività dell’ associazione “Mare nosciu”: “La nostra associazione è nata per contestare la scarsa attenzione che viene rivolta dagli Enti locali alle problematiche di Porto Badisco – esordisce l’avvocato Felline, parlandoci della storica contesa tra Otranto e Uggiano, che si “rimpallano” le attenzioni o le disattenzioni in questo caso, della marina e dell’ antico borgo dei pescatori adiacente – “ad esempio l’associazione è impegnata in un contenzioso contro una società di privati per l’ uso dell’ area del porticciolo, della spiaggia e della zona rocciosa fino alle grotte” – continua la Presidente Felline – “l’associazione si è costituita in giudizio e mi sono fatta personalmente carico di portare avanti la causa per rendere Porto Badisco libero e accessibile per tutti. Confidiamo in un esito positivo delle ultime fasi processuali che avranno luogo nel prossimo Aprile” – anticipa la dottoressa Felline – “soprattutto dopo aver depositato agli atti processuali degli antichi carteggi catastali risalenti ai primi del ‘900, nei quali l’area interessata risulterebbe demaniale”. Oltre all’attività giudiziaria, l’associazione si occupa da tempo di altre attività tese a far comprendere il significato storico di Porto Badisco, nato come borgo di pescatori, poi divenuto “luogo della vacanza” per gli uggianesi, i quali devono però scontrarsi con uno stato di abbandono, denunciato dalla stessa associazione. Oltre a questo, poi l’associazione si batte per la salubrità dei luoghi: “Giorni fa nel consiglio direttivo ci siamo preoccupati dei risultati di un campionamento effettuato nelle acque del porticciolo di Porto Badisco, commissionato all’Università di Lecce” – continua Daniela Felline – “dopo aver osservato che in certi periodi l’acqua assume colori poco invitanti, abbiamo incaricato lo scorso anno la dottoressa Antonella De Donno, del Dipartimento di Biologia di effettuare dei campionamenti per monitorare costantemente la salute delle acque. I due campionamenti effettuati ai primi di luglio del 2010 e alla fine di agosto 2010 hanno evidenziato dei valori “borderline” per la presenza di batteri coliformi fecali” – conclude la dottoressa Felline – “questo ci spinge a verificare se e dove ci sono degli scarichi abusivi di acque nere di alcune abitazioni private o attività commerciali, oltre ad andare ad esaminare il collettore fognario di Malepasso, poiché i fenomeni sono associati alla risacca di scirocco che tende a riportare a riva la corrente e con essa anche gli scarichi di questa condotta”.

Salvo Sammartino

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Otranto, Uggiano e Giurdignano fanno sistema per la “rigenerazione urbana”.

E’ appena terminato l’incontro con gli amministratori dei tre centri coinvolti nell’ auditorium presso il parco dei Santi Medici a Uggiano e i partecipanti si radunano in capannelli, a discutere e salutarsi prima di rientrare nelle loro case, dopo una serata di “partecipazione politica”. Nella serata del 10 febbraio scorso, un nutrito gruppo di cittadini provenienti dai tre comuni coinvolti hanno interagito con il Sindaco di Uggiano Salvatore Piconese, quello di Otranto Luciano Cariddi e di Giurdignano Donato Fanciullo, insieme con l’ingegnere Roberto Calà, designato per illustrare i contenuti della legge regionale 21 del 29 luglio 2008 e seguirne la sua applicazione pratica nel nostro territorio. Le “Norme per la rigenerazione urbana” sono delle indicazioni cui i comuni dovranno attenersi per programmare una serie di interventi, ciascuno sul proprio territorio, ma in modo da integrare ancora di più le tre realtà già coinvolte in altre esperienze di programmazione. Giurdignano e Otranto ad esempio condividono la programmazione urbanistica generale, mentre Uggiano e Otranto hanno in comune le sorti della comune marina di Porto Badisco, tirata in ballo a più voci nella serata per un possibile programma di “rigenerazione”. Ciò che si è subito compreso, attraverso gli interventi degli amministratori è che la norma non prevede la costruzione di nuovi fabbricati. Prevede invece una prima fase di ascolto e di coinvolgimento attivo della cittadinanza per individuare criticità, bisogni e necessità di ciascuna municipalità per poi tradurla in un piano integrato di interventi, per il quale verranno stanziate delle risorse comunitarie dell’Asse VII del POR 2007-13. Per fare questo, il Comune di Otranto è stato individuato quale Ente capofila in un protocollo sottoscritto a tre mani, che pone i tre comuni sullo stesso livello. Quella di questi giorni è solo la fase interlocutoria; un altro incontro analogo si terrà presso il Castello Aragonese di Otranto il prossimo 16 febbraio alle 17.30. Ma quali sono le impressioni “a caldo” di questi dibattiti? Ci sono stati una serie di interventi, alcuni molto duri e quasi aggressivi circa la condizione in cui versa Porto Badisco, la marina che ricade nel territorio idruntino, ma che viene frequentata dagli uggianesi. Un vero “nervo scoperto” è lo storico confronto tra i due comuni che si contendono amore e interessi, opportunità economiche e bellezze paesaggistiche selvagge dell’approdo virgiliano. Le uniche idee propositive della serata sono venute da un timido intervento di uno dei pochi giovani presenti in sala. Uno dei pochi che ha centrato lo spirito della norma regionale, tra richieste “fuori tema” di contributi economici per fini privati e degli urlaticahier de doleances. Ha parlato di omogeneità nell’ uso dell’ illuminazione pubblica, derivante da fonti rinnovabili e proveniente da lampade a led tutte uguali per i tre comuni, dell’adozione di un piano del colore ispirandosi alla vicina “città bianca” di Ostuni, di un arredo urbano omogeneo, marciapiedi, panchine e pattumiere tutte simili e addirittura una Polizia locale con un campo d’azione esteso alle tre municipalità coinvolte. E di una maggiore attenzione per i beni storici della Valle dell’ Idro, che si snoda in tutti e tre i comuni. Un contributo che è valso l’intera serata, a modesto parere di chi scrive. Perché bisogna lasciare da parte l’ astio per l’ amministratore che ci è antipatico in queste occasioni, né pensare di realizzare l’ennesima rotatoria, l’ennesimo marciapiede, piazza o fondo stradale con i soldi dell’ Unione europea. Non bisognerebbe scomodare l’intervento esterno di una legge regionale che muove capitali da Bruxelles per fare qualcosa di così immediato come un marciapiede o una illuminazione. Basta il lavoro di un bravo assessore.

Salvo Sammartino

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Una importante opportunità per i giovani di Otranto che vogliono accedere alle nuove professioni verdi: il Centro di Educazione Ambientale.

Tra le tante notizie che riguardano la normale attività amministrativa dei comuni è complicato discernere quelle che offrono maggiori possibilità per i ragazzi ed i giovani in cerca di occupazione. Negli ultimi tempi, ad esempio, è stata annunciata la nascita del Centro di Educazione Ambientale di Otranto ma non sono state ancora approfondite le opportunità che tale strumento può offrire ai tanti ragazzi di Otranto che studiano o hanno studiato le numerose materie legate alle cosiddette “professioni verdi”.

Il Cea offrirà a tutti loro incredibili possibilità di accesso alla professione, sia con progetti mirati che con attività periodiche. Per fare degli esempi concreti basta dare uno sguardo ai Cea già esistenti nell’area del parco Otranto-Leuca che sono in una situazione simile a quella del Cea di Otranto.

Il Centro di Educazione Ambientale di Andrano(http://www.ceadiandrano.org/), ad esempio ha offerto possibilità occupazionali a diverse decine di giovani, attraverso attività e progetti. Nel corso di questi ultimi anni, infatti, sono stati avviati e terminati il progetto Per.-Na.-Tur.” “turismo sostenibile, percorsi tematici e ippovie per la promozione del patrimonio naturalistico e culturale” legato al p. i. c. interreg III A Italia – Albania asse iv – misura 4.2 – azione 1 che ha impegnato decine di ragazzi formatisi nelle materie di ingegneria ambientale, biologia, gestione sostenibile delle risorse, agronomia etc. Insomma, tutti occupati grazie ai “Green Jobs” ed alle attività normalmente svolte all’interno del Parco regionale quali i percorsi didattici “vivere il parco”, apicoltura, laboratori all’aperto e “vivere il mare”. Insomma, una opportunità importante che, secondo le stime degli economisti, rappresenta uno dei pochi settori in crescita nell’Italia di questi ultimi anni. Il Cea di Poggiardo (http://www.ceasalento.it/), invece, con le sue attività ha creato un percorso virtuoso tra formazione ed occupazione. In esso, infatti, è attiva una sede dedicata alla formazione che ha dato occupazione a decine di giovani dei Green Jobs e ne ha formati diverse decine da immettere nel mondo del lavoro. In questo caso si va dalla vigilanza ambientale al mediatore culturale, dal restauratore edile dei manufatti rurali a colui chi individua gli ecotipi rurali etc.

Insomma, due centri che operano in condizioni simili a quello appena nato di Otranto e che forniscono già una ottima base di partenza per il Cea idruntino. Tutti i giovani che in questi anni si sono formati in materie nuove che hanno a che fare con le professioni verdi hanno, finalmente, anche ad Otranto un concreto sbocco professionale. Del resto, il stasso di crescita segnalato per tale tipo di occupazione, relativo al numero degli occupati annui, cresce al ritmo del 5% all’anno sin dal 2005. A questo punto si spera in percorsi aperti, partecipati e di grande respiro per creare sinergie importanti tra enti pubblici ed associazioni al fine di garantire un futuro ai tanti ragazzi che credono che nella conservazione e gestione sostenibile delle risorse ci sia il futuro dell’umanità. Una sfida importante in cui Otranto ha compiuto il primo passo.

Elio Paiano

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A Minervino si viaggia a 30 all’ora…Per limitare i danni.

Campeggia di fronte a chiunque entri nella sede municipale di Minervino di Lecce, il manifesto che a partire dalle scorse vacanze natalizie è affisso agli angoli della città: “Limite massimo di velocità 30 km all’ora” recita a chiare lettere, riportando in sintesi l’ordinanza sindacale del 4 novembre 2010. Con questa ordinanza, il sindaco di Minervino Ettore Caroppo, di concerto con l’ufficio di Polizia Municipale intende dare un forte segnale, abbassando di 20 km all’ora, la soglia contemplata nel codice della strada come limite massimo all’interno dei centri urbani. Va da sé che nei piccoli centri come quelli dell’entroterra idruntino, quali sono Minervino di Lecce e le sue frazioni di Specchia Gallone e Cocumola, il limite di 50 km all’ora prescritto dalla norma nazionale è già un numero da autodromo. Per non parlare del pericolo per i pedoni, gli automobilisti e i possibili danni derivanti da una guida troppo “sportiva”: “Il problema è sorto dopo una lunga serie di richieste di risarcimento danni ad autoveicoli, nonostante l’amministrazione abbia curato il ripristino di 25 km di viabilità comunale” – esordisce il Sindaco Caroppo illustrando insieme al Comandante della Municipale Nicola D’Elia, il contenuto dell’ordinanza. Non è stato un grave incidente, per fortuna alla base di tale scelta: “Le richieste di risarcimento ammontano in media tra i 15mila e i 20mila euro l’anno e il vincolo dei 30 all’ora è funzionale ad evitare danni alle auto e ad abbassare così le richieste di risarcimento. Come si fa a danneggiare le sospensioni e gli ammortizzatori a 30 all’ora?” Ironizza il Sindaco e conclude esorcizzando la nostra legittima curiosità sull’eventuale comparsa di rilevatori elettronici della velocità: “Sono contrario all’ istallazione di macchinette per il tele-rilevamento, perché i bilanci comunali non si sanano con i proventi delle multe da autovelox. Puntiamo anzi alla prevenzione e proprio per questo abbiamo da poco effettuato una selezione pubblica per nuovi agenti della Polizia Municipale per il servizio ausiliario e part-time che coadiuveranno il nostro Comando di Polizia Municipale nelle attività quotidiane”.

Salvo Sammartino

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Campionato Regionale Prima Categoria Girone C – US VEGLIE – FC OTRANTO 0 – 1

U.S. Veglie: Bollardi, Peluso, Del Vecchio, Pezzarossa (Patera), Delli Noci, Caputo, Brambilla, Schirinzi (Nestola S.), Nestola A., Rizzo, Aramini. Allenatore Leone

F.C. Otranto: Monteduro, Reale, De Iaco, De Giorgi, Sariconi, Morello, Stifani, Iaia, Cataldo (Giannone), Cursano, Marrocco. Allenatore Salvadore.

Arbitro: Fusco di Brindisi

Reti: 86° Cursano

Note: 41° espulso Del Vecchio

Un Otranto cinico, spietato, pronto a ghermire la propria preda non appena questa commette il minimo errore, che riesce a sconfiggere sul proprio terreno di gioco un coriaceo e mai domo Veglie, tenendo a debita distanza (-3) il San Vito vittorioso in quel di Parabita. A meno sette punti il Tiggiano, sconfitto sul proprio campo dal Surano per due reti a uno e il Monteroni, vittorioso in trasfera a Poggiardo per sei reti a zero.

In quel di Veglie, non è stata una scampagnata, per gli uomini di Mr. Salvadore. Tutt’altro, i ragazzi di Mr. Leone hanno, come suol dirsi, dato l’anima pur di sconfiggere la capolista, ma alla fine dei 90 minuti, combattuti senza esclusioni di colpi da entrambe le squadre, sono stati gli ospiti ad esultare per la meritata vittoria.

Vittoria sofferta ma meritata, per gli uomini del presidente Mazzeo, giocata con il cuore e soprattutto con l’intelligenza di grande squadra, che ha avutola pazienza di saper aspettare il momento letale per colpire il proprio avvesario e ciò è avvenuto al 86°, al termine di uno scambio in velocità tra il “geometra” De Giorgi, l’incursore Reale, il professore Giannone, che smarcando al limite dell’area capitan Cursano, permettava a quest’ultimo di portare in vantaggio la compagine ospite con un tiro di sinistro di collo esterno.

Il Veglie, rinforzato dagli ultimi acquisti della sessione invernale, è sceso in campo deciso, senz’alcun timore riverenziale nei confronti della più blasonata avversaria, chiudendo le fonti di gioco dell’Otranto (come la marcatura a uomo di De Giorgi e Cursano) e poi cercando di provocare e irretire il bomber Marrocco.

L’Otranto sceso in campo in formazione rimaneggiata per le assenze di Scrimieri, Samueli, Scrimitore e con il “professor” Giannone semi convalescente seduto in panchina, ha controllato agevolmente le folate offensive degli avanti Vegliesi, rendendosi pericoloso con il baby Cataldo, ottima e convincente la sua prova, poi con Stifani ed infine con Morello, nel bel mezzo di ciò c’è stata l’espulsione decretata dal sig. Fusco nei confronti di Del Vecchio, reo di aver mollato un man rovescio a Marrocco, che da preda è diventato cacciatore. Gli effetti di tale sanzione disciplinare si notavano subito nel secondo tempo, De Giorgi e Cursano erano più liberi di far giocare la propria squadra, Iaia riusciva ad essere meno daltonico rispetto al primo tempo e al 86° c’è stata l’apoteosi che ha permesso alla compagine otrantina di espugnare Veglie.

Domenica prossima, a Otranto, c’è il Tiggiano.

Rino Gualtieri

Cronaca Sportiva Campionato Regionale Prima Categoria Girone C, a cura di Rino Gualtieri: Articoli precedenti =>

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Otranto, recuperate due tartarughine

Una bella storia arriva oggi da Otranto, quella del recupero di due tartarughine di tipo “caretta caretta” dal porto, per la precisione nella zona in concessione alla Lega Navale. Le due bestioline, della grandezza di 20 e 15 centimetri, sono state affidate al responsabile del centro di recupero tartarughe marine del Comune di Lecce, Giacomo Marzano. Le piccole sono state poi trasportate altrove, per i problemi che avevano. La più grande, infatti, presentava una ferita, che probabilmente costituisce la causa del suo essere giunta a riva, è stata condotta alla facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari, mentre la più piccola si trova ora nel parco di Rauccio per le sue gravi condizioni di ipotermia: ora chi se ne sta prendendo cura, la sta portando alla temperatura normale, prima di riprendere ad alimentarla normalmente. Le tartarughe, che sono state trovate ormeggiate tra i pontili, fanno parte della specie più diffusa nel Mar Mediterraneo, tuttavia è a rischio estinzione nelle acque territoriali italiane. Per questa ragione, un simile recupero appare molto importante per la salvaguardia della specie e del nostro ecosistema locale.

Angela Leucci

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Un piccolo incendio al Faro di Palascìa, ci si chiede quando sarà fruibile

Il faro di Palascìa è stato da poco indicato come sede di un Centro di educazione Ambientale, ma versa già in condizioni critiche ed ha bisogno di urgenti interventi, ieri notte un incendio (pare a causa di un corto circuito) ha distrutto diverse apparecchiature dell’Università del Salento. “Le porte tengono, ma è difficile aprirle” (fanno sapere diversi impiegati del Comune che hanno fatto un sopralluogo di recente) “le finestre è meglio non toccarle altrimenti cascano giù, il parquet è piegato in più punti”. Questi i danni segnalati, ma all’interno del faro c’è anche l’Obseco un osservatorio biologico dell’Università del Salento con diverse centinaia di migliaia di euro di attrezzature. Come se non bastasse, i fondi spesi dal Gal Capo di Leuca per la “spettacolarizzazione” hanno portato altre attrezzature destinate alla fruizione pubblica. Che tale fruizione languisse da tempo se ne erano accorti un po’ tutti, le associazioni in primis e la decisione del Comune di affidare il faro al locale circolo di Legambiente intendeva porre rimedio proprio a questo. Ma, non appena il bene è stato affidato, un corto circuito ha provocato diversi danni alle attrezzature facendo scoppiare un piccolo incendio. Mentre ancora i danni devono essere quantificati, resta il dubbio su come rendere fruibile realmente la struttura, vista la mancanza di fondi e la necessità di continui interventi di manutenzione. Resta il dubbio anche su alcune scelte tecniche fatte all’origine, come lo stesso pavimento in parquet, facilmente deteriorabile in una struttura posta in riva al mare. Insomma, la grande battaglia di tutti i salentini per evitare che divenisse un ristorante o una villa privata è stata vinta, ma la reale fruibilità del faro resta ancora lontana. Una volta quantificati i danni e trovati i fondi per il ripristino si spera che la decisione del Comune di affidare la struttura a Legambiente permetta una fruizione con aperture certe della struttura. All’interno, infatti, sono presenti importanti strutture scientifiche affidate all’Università del Salento, ma la gestione “quotidiana” ha lasciato non poco a desiderare, sempre, ovviamente, per mancanza di fondi.

Elio Paiano

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Recensione: “Il vuoto” di Giovanni Iasella

Versi che si susseguono in maniera futurista, parole che vogliono ricordare dei sentimenti perduti, costatazione di un vuoto, quello del divenire contemporaneo. È questo “Il vuoto”, silloge di poesia di Giovanni Iasella, autore originario di Uggiano la Chiesa, edita dalle edizioni Del Grifo. Chi scrive si è voluto firmare con lo pseudonimo di Uno. Uno che non vuole essere l’unità dell’umanità differente con i suoi milioni di pensieri diversi, ma uno che getta un sasso in uno stagno, raccontando quello che sente. Le tematiche sono le più disparate, dalla solitudine, alla natura, all’ideologia, non sempre condivisibile, all’amore. L’elemento che spicca con forza è un’estrema consapevolezza del verso, che si traduce in un ritmo sincopato, che riecheggia di forme proprie dei futurismo sovietico à la Majakovskij, ma non disdegna neppure delle forme estetiche dannunziane, proprie dell’ideologia cui l’autore fa riferimento. Nonostante le poesie non siano mai spiccatamente politiche, infatti, trattano tuttavia di un’ideologia che traspare in ogni singolo verso. La raccolta è composta da 37 componimenti di differenti lunghezza, che si snodano lungo un centinaio di pagine. Indice e copertina sono, come per lo pseudonimo, di un’anonimia disarmante: il sommario è posto in ordine rigorosamente alfabetico, mentre la copertina bicroma, bianca e rossa, sembra voler mettere l’accento sul contenuto, anziché sulla forma, nonostante il succitato estetismo del verso. “Il vuoto” non è un libro per tutti, per una questione di gusto personale: è indubbio che molti non riusciranno a essere d’accordo con quello che questo libro contiene, ma alcuni ne saranno anche disturbati, mentre altri ancora lo gradiranno infinitamente, tutto dipende dalla formazione e dal tipo di sensibilità di ciascuno.

Angela Leucci

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PD Otranto: Convegno “FAVORIRE LO SVILUPPO: Dal Sostegno alle Imprese al Finanziamento delle Strutture Ricettive”

PD CIRCOLO DI OTRANTO

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Domenica 6 febbraio 2011

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_________ alle ore 10 _________

Castello Aragonese di Otranto – Sala Triangolare

CONVEGNO

FAVORIRE LO SVILUPPO:

“Dal Sostegno alle Imprese al Finanziamento delle Strutture Ricettive”

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Introdurrà:

Gabriele TEMIS – Coordinatore Circolo PD di Otranto

Saluterà:

Dott. Luciano CARIDDI – Sindaco di Otranto

Interverranno:

Francesco VETRUCCIO – Vice Sindaco di Otranto

Sergio BLASI – Segretario Regionale PD Puglia

Chiuderà:

Loredana CAPONE – Vice Presidente Regione Puglia

Ass. Sviluppo Economico

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Amministrazioni Comunali, Imprese e Cittadini sono invitati a partecipare

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Uggiano: Al via il centro “Risorse valorizzazione beni ambientali e culturali”

Verrà inaugurato domani 4 febbraio alle 18,30 il centro “Risorse valorizzazione beni ambientali e culturali”, presso la sezione della Protezione Civile di Uggiano la Chiesa. All’incontro, per spiegare funzionamento e funzionalità del nuovo centro interverranno il presidente della Protezione Civile di Palmariggi Pasquale Colizzi, la responsabile del progetto Laura Zatta, il presidente del CSV Salento Luigi Russo, il docente universitario Cosimo Alessandro Quarta e Natale Gencarelli di Ecoscape, centro studi sul paesaggio. Il tutto per soddisfare un progetto che partirà a breve, ossia “Terra mia”, che prevede la concretizzazione del volontariato attivo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale dell’entroterra idruntino. Al progetto aderiscono infatti i comuni di Palmariggi, Bagnolo del Salento, Cannole e Uggiano la Chiesa, oltre che gli istituti comprensivi di Uggiano, Muro Leccese e Cursi. Il progetto è stato creato (e finanziato) nell’ottica di giungere a delle azioni sinergiche nel campo del volontariato e dell’associazionismo, partendo dal presupposto che esiste una necessità di adottare delle iniziative comuni per quel che riguarda l’ambiente e la cultura: da che mondo è mondo l’unione fa la forza, ma non solo. Andare d’accordo su queste due tematiche per i centri dell’entroterra idruntino significa anche svolgere attività logistiche che siano d’ausilio alla formazione di un’immagine unitaria e ben organizzata, che non può che agevolare il processo di implementazione del turismo nella zona.



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