Domanda posta agli avvocati dalla Sig.ra Mara:
Buon giorno, volevo un chiarimento – siamo in 3 fratelli 2 sposati fuori casa ed 1 in casa non sposato – 2 anni fa e’ deceduto nostro padre la casa al 50% compropietaria nostra madre e’rimasta tutta a lei abbiam orinunciato – la persona che vive con lei versa un contributo mensile per vivere – questa persona ha gli stessi diritti degli altri 2 ( sposati da 10 anni) oppure ci sono delle agevolazioni – grazie
cordiali saluti
L’Avvocato Risponde:
Gentile signora,
il quesito da Lei proposto, sia pure non particolarmente dettagliato, credo possa essere inquadrato nei termini che seguono.
Sicuramente i diritti successori spettanti sia alla moglie che ai figli, nella qualità di eredi del marito e padre deceduto, non trovano alcuna limitazione e mantengono il valore proprio in ragone delle quote stabilite tramite testamento o, se questo non c’è, tramite la legge in materia ( artt. 565 e ss Codice Civile).
In particolare la circostanza che uno degli eredi viva all’interno della casa familiare, che in virtù della morte del genitore è pro-quota stata ereditata dagli altri fratelli non conviventi, non influisce minimamente sui diritti di cui abbiamo innanzi detto.
Inoltre, il fatto che lo stesso figlio convivente versi mensilmente una somma di danaro a titolo di contributo mensile, costituisce un obbligazione derivante non dalla sua qualità di erede e compropriatario pro-quota dell’appartamento, bensì dal fatto stesso di utilizzare l’appartamento e i servizi in esso presenti (acqua, luce, gas etc.); in altre parole detta somma rappresenta una sorte di canone di locazione, e non può avere alcun effetto sull’assetto successorio ad oggi determinato.
Con l’auspicio di aver dato risposta alla domanda proposta, porgo
Distinti saluti.
Avv. Andrea Conte


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