“Folkolore Associazione Culturale”, fondata nel 2009 da Chiara Rescio e Walter Stomeo, ha condotto una difficile ricerca sul campo che ha portato alla documentazione di molte leggende popolari narrate personalmente dagli abitanti del Salento. L’opera si chiama “Sull’onda delle leggende del Salento”: il libro costituisce un utile strumento per chi predilige la vacanza culturale, posto che, oltre a raccogliere racconti e illustrazioni, permette di rintracciare i luoghi di cui si parla grazie a due cartine geografiche, nonché a precise coordinate che possono essere inserite nel navigatore dell’auto. Il documentario ci fa scoprire invece quel filo sottile che unisce realtà e leggenda: lo stesso filo che unisce le grotte, gli scogli, le spiagge, le torri e il mare del Salento agli antichi abitanti di questi luoghi. Ma anche a chi li abita oggi e a chi li abiterà domani, perché nel Salento la cultura e il territorio sono una cosa sola: perché le pietre e gli uomini, nel Salento, sono una cosa sola.
“Sull’onda delle leggende del Salento” non è insomma solo una raccolta di leggende popolari: “è anche un viaggio alla scoperta dei misteriosi luoghi che le hanno ispirate”, sostengono gli autori, “non è solo un libro fatto di parole e immagini, è anche un documentario fatto di musica, interviste e riprese che ci accompagna direttamente sui luoghi, perché “Sull’onda delle leggende del Salento” non è solo la fantasia che c’è nella memoria, è anche il reale che c’è nella leggenda”. E’ questo il filo sottile che collega i cristalli delle Grotta Zinzulusa con il foro nella roccia ai piedi della torre dell’Alto, il tunnel della Grotta degli Innamorati ai muretti a secco della punta Due pietre. Torre del serpente, Isola della fanciulla, Grotta della poesia, Rupe della Dannata: sono proprio questi nomi, presenti oggi negli atlanti e nelle cartine geografiche, a dare l’indizio della presenza di antiche leggende tra gli anfratti e le scogliere della costa salentina”.
Ma c’è davvero un serpente dietro il nome di questo faro a olio che anticamente segnalava il Capo d’Otranto? E’ esistita veramente la fanciulla che dà il nome all’isolotto di Torre Pali? E il dirupo altissimo, a picco sul mare, chiamato Rupe della Dannata, a Santa Caterina, porta ancora con sé i segreti di una donna del passato? Le risposte in questo interessante e prezioso lavoro dell’associazione “Folkolore”, ideato in collaborazione con “Kurumuny Edizioni”, che si può reperire nelle librerie salentine, oppure presso la sede dall’associazione in via Soleto a Martano. Info su www.memoriapopolare.it.
FabioTarantino


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