Domanda posta agli avvocati dal Sig. Alejandro Cruz:
Buona sera avvocati, vorrei farvi una domanda ed è la seguente, mi piacerebbe sapere se per legge c’è un numero stabilito di querele, il quale una volta superato fa pagare la persona per tutti i reclami precedenti, mi spiego meglio, ho avuto dei problemi con una persona alla quale ho querelato per 6-7 volte, l’ultima volta mi dicevano i carabinieri, che quando viene superato un tot di querele la persona va in galera rischiando dai TRE ai SETTE anni di reclusione, è vero quanto a me riferito dalle forze dell’ordine, dico anche che sono solo querele e che questa persona non è stato condannato in alcuna occasione. Sperando di essermi spiegato al meglio ed aspettando una vostra risposta vi ringrazio e saluto.
L’Avvocato Risponde:
Egregio signore,
dalla lettura del quesito proposto, che Le assicuro essere stato chiaro nella sua linearità, mi porta a svolgere due distinte riflessioni.
Innanzi tutto, ed al fine di sgombrare ogni dubbio, Le confermo che non vi è alcun numero massimo di esposti, denunce o querele che una persona può proporre nel caso si senta leso e danneggiato da una condotta ingiusta altrui.
Pertanto, ed è la logica conseguenza, il nostro codice penale non predeve alcuna sanzione detentiva o di altra natura a carico di chi superi un certo numero di querele.
Ovviamente, anche nel caso da Lei esposto, entra in gioco il principio di responsabilità e ragionevolezza che deve accompagnare ogni nostra azione.
Mi spiego meglio.
Nel caso in cui una serie di querele vangano proposte contro la stessa persona, tra l’altro senza che nel frattempo intervengano decisioni giudiziali a conferma della giustezza dell’ipotesi accusatoria, potrà avvenire che tale condotta (proporre più querele tra le stesse parti) potratta nel tempo assuma un carattere persecutorio o vessatorio tale da consentire, in ipotesi, di configurare un comportamento penalmente rilevante.
Forse in questa ottica si può leggere l’ammonizione che Le hanno rivolto i militari della benemerita, che delle volte risultano particolarmente zelanti nell’interpretare quel ruolo di pacificatori che da prassi di sono assegnati.
Spero di aver chiarito i dubbi proposti e Le porgo
Distinti saluti.
Avv. Andrea Conte
Egregio signore,
dalla lettura del quesito proposto, che Le assicuro essere stato chiaro nella sua linearità, mi porta a svolgere due distinte riflessioni.
Innanzi tutto, ed al fine di sgombrare ogni dubbio, Le confermo che non vi è alcun numero massimo di esposti, denunce o querele che una persona può proporre nel caso si senta leso e danneggiato da una condotta ingiusta altrui.
Pertanto, ed è la logica conseguenza, il nostro codice penale non predeve alcuna sanzione detentiva o di altra natura a carico di chi superi un certo numero di querele.
Ovviamente, anche nel caso da Lei esposto, entra in gioco il principio di responsabilità e ragionevolezza che deve accompagnare ogni nostra azione.
Mi spiego meglio.
Nel caso in cui una serie di querele vangano proposte contro la stessa persona, tra l’altro senza che nel frattempo intervengano decisioni giudiziali a conferma della giustezza dell’ipotesi accusatoria, potrà avvenire che tale condotta (proporre più querele tra le stesse parti) potratta nel tempo assuma un carattere persecutorio o vessatorio tale da consentire, in ipotesi, di configurare un comportamento penalmente rilevante.
Forse in questa ottica si può leggere l’ammonizione che Le hanno rivolto i militari della benemerita, che delle volte risultano particolarmente zelanti nell’interpretare quel ruolo di pacificatori che da prassi di sono assegnati.
Spero di aver chiarito i dubbi proposti e Le porgo
Distinti saluti.


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