Il Salento è una terra ricca di colori straordinari, di meravigliosa varietà e di luoghi incantevoli da conoscere, visitare e scoprire. Uno dei modi alternativi per esplorare il territorio salentino nella sua totale espressione è in sella ad un cavallo. Con questo splendido animale si possono scoprire aree di pregio naturalistico e ambientale dove con altri mezzi sarebbe impossibile inoltrarvisi. Il luogo migliore per vivere una simile avventura è il centro equestre più noto del Salento, l’Ippogrifo, da tutti conosciuto come “il maneggio di Lucio”. Collocato in un paradiso naturale a pochi metri dai laghi Alimini, a 7 km a nord di Otranto sulla provinciale 151.
Lucio, con i suoi lunghi baffi, cappello e sguardo da cowboy, guida la fila di cavalli in sella al suo stallone. Ci si inoltra subito tra vecchi ulivi, se ne ammirano alcuni esemplari centenari e dalla masseria Pagliarone, che dà il nome alla zona, si giunge alla masseria Patulicchie. Il complesso della masseria risale al Cinquecento e la torre, di notevole mole, doveva raggiungere anche una considerevole altezza, tanto da poter fungere come posto di osservazione, essendo in comunicazione visiva con le vicine torri costiere e con altri torri all’interno. Dopo circa mezz’ora si arriva sulla costa di Sant’Andrea e dall’alto della scogliera si ammira il mare cristallino, uno scenario incantevole reso ancora più affascinante dalla diversa percezione che si ha stando ancora più in alto del normale: in sella a un cavallo. Si procede verso Sant’Andrea, piccola località balneare caratterizzata da grotte scavate nella roccia, un tempo ricovero per gli uomini e per gli animali e successivamente usate come ricovero dai pescatori che vi dimoravano stabilmente. Dopo aver attraversato la frastagliata costiera caratterizzata da meravigliose insenature e anfratti, si attraversa un tratto di fitta pineta per poi arrivare su un ponte dove si può ammirare il punto di unione tra il mare e il lago grande degli Alimini.
Gli ulivi, nella loro maestosità, fanno da cornice alla fila di cavalli, e intorno echeggia solo il canto delle cicale. Ci si inoltra poi in un tratto di pineta che Lucio ama chiamare “Amazzonia”. Subito ci si rende conto del perché: strettissimi sentieri che solo a cavallo si possono intraprendere, una galleria di tronchi e rami di pino. Si viene avvolti da un inebriante profumo di alloro, pino domestico, timo e tante altre piante che contribuiscono a creare un habitat di incomparabile bellezza. Usciti da questi sentieri si intravedono le incantevoli insenature del lago. All’avvertimento di Lucio, “spalle indietro”, i cavalli affondano gli zoccoli in una fanghiglia e pochi passi più avanti ci si ritrova a guadare il lago conosciuto come la “Rotonda”, il lago salmastro che si vede, nel primo tratto della passeggiata, legarsi al mare. Vi è una ricca presenza di una fauna avicola particolare come il martin pescatore, il barbagianni, il pettirosso. Lo si attraversa a qualche metro dalla riva e l’acqua arriva sino agli stivali. I pesci nuotano tra le gambe dei cavalli. Di fronte vi è anche una torre di avvistamento che consente di ammirare l’habitat circostante nel suo complesso splendore e carpire tutti i particolari della vita lacustre.
Serena Cappello


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