La situazione al Centro di Prima Accoglienza di Otranto “Don Tonino Bello” è molto critica. Gli arrivi di migranti sono sempre di più, il viavai è incessante e la struttura mostra i suoi limiti. L’altro ieri sono arrivati in 149, poi 14, altri 43 ieri, in un luogo dove è prevista l’identificazione e la destinazione degli immigrati. Operazioni che dovrebbero durare poche ore, per via del sovraffollamento, richiedono almeno un’intera giornata. La situazione è difficile, e se gli sbarchi continueranno con questo ritmo la struttura non riuscirà più ad operare. “Abbiamo problemi che diventano sempre più seri” –spiega Raffaele De Cicco, che si occupa del Centro per il Comune di Otranto – “solo per dare l’idea, in un luogo con 50 brandine, ma solo 30 materassi, abbiamo ospitato 140 persone. Abbiamo creato giacigli di fortuna con coperte ripiegate etc. Ma ci manca ormai di tutto”. Raffaele ufficialmente sarebbe in ferie, ma rientra per prestare servizio e poi deve riandare in “vacanza”. Il tutto perché il Comune non può pagargli gli straordinari, anzi, anche il normale stipendio è a rischio. Le risorse sono poche, ma Raffaele si preoccupa per gli immigrati: “Non abbiamo più latte, neanche un goccio per i bambini e per le colazioni, fino al 20 settembre non avremo più acqua, ci servono almeno 45 materassi, perché 5 ce li ha regalati un imprenditore di Otranto, qualcuno dovrebbe aiutarci, se il ritmo di arrivi resta questo presto la situazione diventerà critica”. Insomma, mancano i materassi, il latte e –soprattutto – l’acqua in una stagione così calda ed afosa. Del resto, con le limitate risorse di cui dispone il Comune, fornire le 20 casse al giorno circa che si sono consumate ultimamente è già un problema serio. Figuriamoci tutto il resto.
Elio Paiano


La Betitaly Volley Maglie suona due campane