“Il centro va sistemato. Ci occorrono almeno i materassi per coprire il numero di letti disponibili, le bottiglie d’acqua per i migranti, i volontari e le forze dell’ordine, il latte per i bambini e per le colazioni”: questol’appello di Raffaele De Cicco, che si occupa della struttura per conto del Comune. In realtà i problemi sono ancora più gravi. La struttura è nata per ospitare i migranti per poche ore, al massimo una trentina di persone e per non più di tre-quattro ore, giusto il tempo di smistarle negli altri centri dopo averle identificate e visitate. Ma con gli arrivi in aumento e i pernottamenti non previsti la struttura è andata in crisi. Ci sono necessità sanitarie, visto che dopo ogni sbarco il centro va disinfestato, ma anche di personale. Per fare un esempio, lo stesso De Cicco, visto che il Comune ha già raggiunto il tetto massimo per il progetto-obiettivo, se non ci sono clandestini è costretto ad andare in ferie, poi a rientrare e ancora a rimettersi in ferie. Un calvario cui non si può dare sollievo perché neanche un uomo in più può essere assunto dal Comune.
Elio Paiano


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