Avevamo fatto scattare l’allarme già il 13 agosto 2011, non appena alcuni volontari ambientalisti ci avevano fatto scoprire questo ennesimo rischio per il nostro mare e per la nostra costa (ma cosa ci stanno a fare i tanti deputati e senatori pugliesi a Roma???). Qualcuno ci aveva detto che erano solo chiacchiere e che mai il governo Berlusconi avrebbe permesso questo annunciato disastro; altri ci hanno detto che in fin dei conti se si trova petrolio diventeremo tutti più ricchi e ci saranno più posti di lavoro… Invece le trivelle fotografate l’altro ieri al largo di Santa Cesarea Terme ci hanno portati alla dura realtà: le operazioni stanno iniziando, e si tratterà di operazioni di trivellazione estremamente pericolose per i nostro mare, per la costa e per la fauna. Figurarsi se si troverà il petrolio che cosa potrà succedere!!!
Ora, però, occorre fare di più rispetto alla informazione e alla mobilitazione. Bisogna mettere in atto ogni procedimento, come previsto dalla legge italiana, per spingere il Ministero dell’ambiente a bloccare le autorizzazioni alla Northern Petroleum a trivellare il nostro mare. Bisogna subito inondare il ministero con lettere di “osservazioni contrarie” protesta da parte dei cittadini. Bisogna che tutti i sindaci Salentini e i rispettivi consigli comunali adottino delle delibere con “osservazioni contrarie alle autorizzazioni alla trivellazione” da inviare immediatamente al Prefetto e al Ministero dell’Ambiente, che ha il dovere di recepirle tutte.
Sos Costa Salento, come abbiamo fatto per il sistema dei depuratori, per gli abusivismi, per i rischi di privatizzazione selvaggia, suonerà la sveglia e fornirà a tutti i soggetti interessati apposito supporto, anche legale. Questo mare non può essere “sfruttato”, ma deve essere “salvaguardato” e “valorizzato”, perché solo un suo utilizzo ambientalmente compatibile potrà portare ricchezza e lavoro al Salento e ai suoi abitanti.
Luigi Russo
Presidente SOS Costa Salento


La Betitaly Volley Maglie suona due campane