La polemica sull’Ato Le2 non si ferma e approda in Parlamento e alla Regione Puglia. L’onorevole Teresa Bellanova del Pd ha presentato un’interrogazione al ministro degli Interni Roberto Maroni e al ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, per richiederne l’intervento e la verifica di quanto emerso nella vicenda Ato Le2. Nella polemica si è inserito anche il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro, il quale ha chiesto la soppressione delle Ato in quanto centri di potere e di clientelismo.
“Quando si parla di gestione delle risorse pubbliche – scrive la Bellanova – la parola d’ordine deve essere trasparenza. Il consorzio ha scelto l’applicazione del regime contabile pubblico e pertanto dovrebbe obbligatoriamente attenersi nella predisposizione e approvazione degli strumenti finanziari e contabili a quanto dettato dal decreto legislativo 267 del 2000. Credo che su questo si debba chiedere obbligatoriamente chiarezza. A mio avviso, non si può derubricare questa richiesta come un fatto puramente personale, a maggior ragione quando il sindaco di Corigliano d’Otranto fin dal lontano 26 aprile 2010 ha denunciato approssimazione nel programmare e organizzare la gestione del servizio di igiene urbana, dimettendosi dalla carica di vice-presidente, diffidando Silvano Macculi e chiedendo insistentemente, sino a oggi, un’azione di controllo sull’operato del consorzio. L’ambito dell’organizzazione, gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani è un settore particolarmente delicato che interessa l’intera collettività, sia dal punto di vista della tutela ambientale e della salute, sia dal punto di vista prettamente economico, rispetto al quale sarebbe buona prassi mantenere un alto livello di vigilanza. In merito a un tema così rilevante, dunque, ritengo non sia consentito porre in deroga i principi di legalità, trasparenza e controllo dell’operato di tutti coloro che sono preposti ad assicurare un servizio alla comunità. Ecco perché ho deciso, nel rispetto di tutti i cittadini facenti parte dell’Ato Le2, di porre la questione direttamente sui tavoli ministeriali”.
Jenny De Cicco


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