Non c’è più religione, è proprio il caso di dirlo. Così, stanotte, ignoti malfattori hanno preso di mira un luogo del culto sacro, la chiesa del Sacro Cuore di Maglie, penetrando al suo interno e commettendo un furto, che poco ha a che fare con la religione e con la fede. E’ stata infatti trafugata la cassaforte contenuta all’interno dell’ufficio del sacerdote e parroco don Antonio Carluccio. Oltre a una somma di denaro che attualmente non è stata ancora quantificata (e che serviva per la chiesa e per i poveri), all’interno della cassaforte c’erano anche pissidi e calici, “strumenti del mestiere” per gli uomini di chiesa, che oltre a valere molto, sebbene non abbiano mercato, sono benedetti. I ladri sono penetrati nell’ufficio della chiesa dalla porta posteriore, ma non si sa a che ora possa essere avvenuto il crimine esattamente. Sta di fatto che non si tratta della prima volta che una chiesa magliese viene presa di miro dai balordi. Poco protette o quasi per niente, le chiese diventano il ricettacolo delle brame di qualcuno evidentemente, ma forse non di un ladro professionista: tutti sanno infatti che gli oggetti sacri come calici e pissidi sono difficilissimi o meglio quasi impossibili da ricettare, sia per l’enorme pericolo di venire scoperti all’acquisto, sia per il rispetto che esiste verso la religione.


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