Sono ormai giorni che vediamo in giro per il Salento questi camion gialli, che trasportano la troupe di una fiction televisiva targata Rai. Si tratta de “Il prefetto di ferro”, che è interpretato dal magistrale Gigi Proietti e prevede le location di Maglie, Nardò, Lecce e Martano. In questi giorni la troupe si è fermata a Maglie, con delle riprese prima a palazzo Capece, che ospita l’omonimo prestigioso liceo, e poi a palazzo Tamborino, uno dei più bei palazzi privati della zona. “Il prefetto di ferro”, che è stato anche un film degli anni ’70 interpretato da Giuliano Gemma, è tratto da una storia vera, quella di Cesare Mori, che fu mandato negli anni ’20 a fare il prefetto in Sicilia dal dittatore Benito Mussolini, ma ben presto scoprì le connessioni tra mafia e fascismo, venendo epurato, promosso, e mandato a Roma come parlamentare. Ancora una volta, il Salento si conferma terra di film e fiction, seguendo una tendenza ormai in voga negli ultimi anni. Le ragioni della scelta sono molteplici, dalla luce che aveva tanto colpito Ferzan Ozpetek, che venne qui a girare “Mine vaganti”, ma anche un basso costo della vita, che permette di largheggiare con i budget artistici in tempi di crisi. Tra i film girati nel Salento negli ultimi anni, vale la pena ricordare “Senza arte né parte” di Giovanni Albanese, “L’uomo nero” di Sergio Rubini, “Fine pena mai” di Fluid Video Crew, “2061 – Un anno eccezionale di Carlo Vanzina, “Manuale d’amore 2” di Giovanni Veronesi, “La terra” di Sergio Rubini, “Melissa P.” di Luca Guadagnino, “Eccezzziunale… veramente – Capitolo secondo… me” di Carlo Vanzina, “La bestia nel cuore” di Cristina Comencini, “L’anima gemella” di Sergio Rubini, “Liberate i pesci” di Cristina Comencini, “Figli di Annibale” di Davide Ferrario. Per non parlare, andando indietro nel tempo di “Le farò da padre” di Alberto Lattuada, che nel 1974 precorreva i tempi della cementificazione di Porto Miggiano. Tra le serie TV girate nel Salento, vale la pena ricordare anche “Il giudice Mastrangelo” di Enrico Oldoini e “Mogli a pezzi” di Vincenzo Terracciano e Alessandro Benvenuti.


La Betitaly Volley Maglie suona due campane