Archive | Novembre, 2011

Carolina Bubbico per le strade di Palmariggi

Tutti pazzi per il video di Carolina Bubbico “A me piacerebbe ridere”, con la regia di Gianni De Blasi e realizzato nell’ambito del progetto Officine della Musica. Ma cos’ha di speciale questo video, almeno per gli abitanti dell’entroterra idruntino? Ha di speciale che è stato girato a Palmariggi. Nel video si vede la cantante e musicista jazz Carolina Bubbico, su uno strano mezzo di trasporto musicale, degno delle migliori fantasie di Neil Gaiman, per le strade e le campagne di Palmariggi. Il tutto insieme con un certo numero di autoctoni, che descrivono le loro emozioni attraverso espressioni facciali e che sembrano quasi perplessi o infastiditi da questa inusuale presenza, come accade spesso nei nostri paesi quando si vede arrivare qualcuno che, palesemente, non è del luogo. Il video è molto divertente e parte proprio dalla campagna palmariggina, tra un ulivo e un muretto a secco, per finire alla straordinaria piazza del paese con la chiesa sullo sfondo e l’edicola sul lato, in cui si ritrovano varie umanità, tra una panchina a una scalinata, e ci sarà anche qualcuno che verserà una lacrima. Sarà una bambina con il suo sorriso a fermare la corsa della Bubbico su questo strano mezzo di trasporto. Musica stupenda, parole toccanti e una voce che fa tremare le ginocchia, sono questi gli ingredienti non certo accessori di quello che ci si augura sia un grande successo musicale.

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Loredana De Vitis presenta “Storie d’amore inventato”

Riparte l’attività letteraria di Art Cafè a Maglie, in attesa della premiazione del secondo concorso di poesia e narrativa, che si svolgerà a metà dicembre. Stavolta, a deliziare il pubblico con le sue storie sarà Loredana De Vitis, con la sua raccolta “Storie d’amore inventato”, che viene presentato il 16 novembre alle 21,30. De Vitis, che peraltro è stata vincitrice del premio Subway, venendo distribuita in tutte le metropolitane e le principali linee urbane d’Italia, sarà letta dalla performer Nuccia Refolo, con l’accompagnamento al pianoforte del jazzista Francesco Negro. La narrativa di Loredana De Vitis è intensa e segue il suono delle parole come se la fonetica diventasse all’improvviso semantica, accompagnando con un uso della punteggiatura, che qualcuno potrebbe definire improprio, e invece è fatto ad arte per narrare una storia che non si può vedere e non si può toccare: sono queste le storie d’amore inventato, quelle delle lettere mai scritte, quelle dei biglietti d’addio (tra)lasciati mentre bolle l’acqua della pasta, mentre l’ascensore occupato scandisce un tempo di una scelta differente che ci segna inconsapevolmente. Sulla biografia riportata in calce al suo volume, si legge di Loredana De Vitis: “Loredana De Vitis è laureata in filosofia e lavora con le parole. Il suo reportage culturale Welcome to Albània è scaricabile on line su Issuu. È curiosa, ama le gatte, i gatti, le artiste, gli artisti, scrivere, comprare orecchini indiani, bere il caffè, fare il bagno e osservare. Comincia a stancarsi di parlare”. Perché il vero scrittore si esprime solo attraverso la parola scritta.

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Hermes Mangialardo torna con Urban Jungle

“La lingua batte dove il clito ride”. È questo che ripete Roy-J, il rapper creato dal cartoonist salentino Hermes Mangialardo per la nuova stagione, stavolta sul web, di Urban Jungle. La serie a cartoni animati, che tratta degli esemplari più strani ma ricorrenti nella fauna urbana, sta per ritornare, con la raccolta fondi per la realizzazione che avviene su Eppela. La grande novità è rappresentata dal fatto che stavolta non c’è un narratore, ma Lou l’indie, Mortimer il dark, Krist il grunge e naturalmente Bruce il metallaro avranno la loro voce e ci accompagneranno a conoscere i loro mondi variegati e fatti di cliché e apparenze. La prima puntata parlerà del vegano. “Vegetariani, vegani, attori e statue viventi, tifosi e sportivi, hipster, fashion victim e tutti gli altri bussavano al mio computer – si legge nella nota scritta dall’autore su Eppela – per avere anche loro i loro tre minuti di celebrità. Non avendo più alcuna emittente tv che producesse una nuova serie (la prima stagione era trasmessa da Qoob Tv ormai estinta, ndr), stavo per abbandonare il progetto. Poi mi sono imbattuto in Eppela e ho pensato: perché non rivolgersi alla community del web, alla giungla urbana, la stessa che ha decretato il successo dei primi episodi, per far sì che l’avventura di Urban Jungle continui? E quindi eccomi qui, per ripartire insieme a voi con la prima puntata della nuova serie, la 2.1, dedicata al Vegetariano e alla sue deriva più estrema, ossia il Vegano: un animale urbano il cui scopo principale è rovinare le grigliate degli amici facendoci sentire in colpa ogni volta che addentiamo una bistecca”. Naturalmente, lo scopo dell’autore è l’ironia, sebbene pare che qualcuno si sia anche offeso: su Youtube figura ancora il commento di un giovanissimo scout che se l’era presa per come Mangialardo l’aveva dipinto, probabilmente, a causa dell’età, non comprendendone a fondo la comicità.

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Il ripascimento della posidonia salverà le coste dall’erosione

L’erosione costiera potrebbe avere i giorni contati. È stato presentato il 15 novembre a Bari il primo sistema artificiale al mondo per la coltivazione e il ripascimento della posidonia oceanica. E’ il risultato del progetto Start (Sviluppo di una Tecnologia Ambientale per la Ricostruzione, la Tutela delle praterie sottomarine di posidonia e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle operazioni su fondali), sviluppato dalla Tct di Brindisi in con Legambiente Puglia e finanziato dal Bando Aiuti agli investimenti in Ricerca per le Pmi della regione Puglia.

Questo studio rappresenta un modo per affrontare in maniera naturale l’erosione delle coste del Mediterraneo e in particolare delle pugliesi e delle salentine.

La pianta occupa circa il 3% dell’intero bacino del Mediterraneo e può arrivare a un metro di altezza formando praterie-barriere sottomarine. A causa dell’eccessiva antropizzazione delle coste la specie ha subito una drastica diminuzione del numero, entrando dal ‘90 nella lista rossa delle specie del Mediterraneo a rischio di estinzione. “Quando si realizzano opere marittime entro i 30 metri di profondità e si intercettano praterie di posidonia, la Valutazione di impatto ambientale prevede la mitigazione del danno attraverso il trapianto delle piante destinate a essere distrutte in un’altra parte del fondale. Il nostro progetto si inserisce nel mezzo di questa fase: prima del reimpianto abbiamo provato a tenere la posidonia in una sorta di incubatrice – spiega Giuseppe Scordella, coordinatore scientifico del progetto – E’ stato sviluppato un sistema a circuito idrico chiuso di cento metri quadri, in grado di mantenere condizioni ambientali stabili tipiche di un sistema marino di 15 metri di profondità. Per avviare la sperimentazione non è stata rimosso dai fondali nessuna pianta, ma sono state utilizzate, facendosi consegnare dai pescatori di Torre San Giovanni, le piantine finite nelle reti a seguito delle mareggiate. Poi abbiamo monitorato le 1500 talee trimestralmente. Esse riescono a sopravvivere in ambiente artificiale e la loro crescita è superiore rispetto a quella che si osserva nelle normali situazioni di espianto e di reimpianto. Già a partire dal primo monitoraggio è stata osservata una rilevante crescita verticale delle foglie. Al termine del progetto, la percentuale media di sopravvivenza delle talee è stata pari al 94,4 per cento dopo 9 mesi di coltivazione”.

“Ora l’impegno si sposta sul secondo e più importante passo: reinserire le talee coltivate in ambiente marittimo”, ha detto Francesco De Rinaldis, vicepresidente Tct. La tecnologia è in fase di brevettazione, ma si potrebbe pensare a delle convenzioni con le varie marinerie per l’approvvigionamento della posidonia che finisce nelle reti e che altrimenti sarebbe destinata a diventare rifiuto.

Jenny De Cicco

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I cinghiali a Lecce sono storia vecchia

La questione cinghiali non è nuova, ma parte dal 2007. L’allora presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino, intervenne il 17 ottobre 2007, sulla questione cinghiali per mezzo di una lettera indirizzata al Comandante del Corpo Forestale dello Stato.

In località Ramanno e Torre Veneri le colture subivano ingenti danneggiamenti ad opera di questi suini selvatici, la cui presenza fu stata segnalata anche dalla Polizia provinciale. La soluzione al problema dal comandante della stazione di Lecce del Corpo forestale e richiesta al Prefetto e al presidente della Provincia Pellegrino fu quella dell’abbattimento selettivo.

Pellegrino all’epoca ripose con parere negativo, fermo restando “il diritto degli agricoltori a essere risarciti dei danni subiti, secondo le procedure di indennizzo che la normativa prevede. Per la legislazione regionale e per il calendario venatorio regionale il cinghiale è specie cacciabile nella Regione Puglia, però in periodi limitati della stagione venatoria e secondo regole particolari. Potrebbe la Provincia, che presiede alla legalità dell’esercizio venatorio nel suo territorio, assumere iniziative in deroga alla disciplina, come da lei sembra volersi auspicare? E’ vero che si tratta di una specie da molti secoli non più facente parte della fauna selvatica salentina e che l’insediamento di alcuni esemplari nella zona deve collegarsi ad animali sfuggiti a situazioni di cattività e riprodottisi in loco, ma il cinghiale non può ritenersi specie non autoctona in una logica che, a mio avviso deve necessariamente essere regionale. E tenendo presente che è una specie che, come molti ungulati, si va diffondendo sempre di più sul territorio nazionale, occupando posti dai quali era scomparsa da secoli”.

Ecco quanto accadeva nel 2007, ma nel marzo 2009 furono ritrovati vivi tre lattonzoli ibridi maiale-cinghiale, nei pressi della masseria La Lizza, strada per San Ligorio. In seguito al trasporto presso il centro faunistico del museo naturalistico di Calimera, l’ipotesi fu che i tre piccoli non fossero animali nati in natura, considerando che nel Salento non vi è presenza di maiali domestici allo stato brado, probabilmente, secondo gli esperti veterinari di fauna omeoterma i piccoli provenissero da qualche allevamento della zona, avvalorando l’ipotesi di Pellegrino del 2007.

Secondo la polizia provinciale gli esemplari si sarebbero poi estinti in seguito all’incendio del bosco di Torre Veneri di quest’anno, durante il quale alcuni cacciatori approfittarono per uccidere gli esemplari in fuga.

Secondo la forestale branchi numerosi di cinghiali sono stati avvistati recentemente intorno alla zona militare di Torre Veneri.

Alla paura degli ambientalisti dell’estinzione della specie e dell’immoralità della caccia incontrollata, si aggiunga che la fertilità dei cinghiali accresce proporzionalmente alla pressione venatoria subita dalla specie. Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali irrompono nei campi. Causando relazioni sociali disordinate ed estri non coordinati,vi sarebbe l’effetto opposto alla limitazione del numero.

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Incidente sulla Statale 16: due feriti

Un grave incidente ieri mattina alle 10,30, ha coinvolto entrambe le corsie della Statale 16 Otranto-Maglie, bloccando il traffico per alcuni minuti. Due i feriti, i conducenti dei mezzi, di cui uno gravissimo, sono stati condotti in ospedale dai sanitari del 118.

Lo schianto è avvenuto nei pressi dello svincolo per Palmariggi, il primo procedendo da Otranto verso Maglie. Un furgoncino bianco e una Subaru grigia hanno urtato violentemente. Incerte le dinamiche dell’accaduto e nessun testimone dell’impatto. Sono intervenuti subito dopo l’incidente vari passanti, tra i quali vi era anche un medico che ha prestato primo soccorso al conducente del furgoncino, un 30enne di Sanarica, Fabio Miggiano, che sembrava il più grave e giaceva privo di conoscenza e con il volto visibilmente tumefatto nel mezzo, ma respirava autonomamente. Le condizioni gravissime hanno suggerito l’immediato ricovero presso il Vito Fazzi di Lecce. Miggiano è ora in prognosi riservata. Per quanto riguarda il conducente dell’auto grigia, Raffaele Rizzo di 48 anni, originario di San Cesario di Lecce, ha riportato traumi vari, e anch’egli è stato condotto nel medesimo nosocomio del giovane.

A causa dell’assenza di testimoni al momento dell’incidente, risulterà difficoltoso chiarire la dinamica, ma dai primi rilievi del commissariato di polizia di Otranto, intervenuti con l’aiuto della Stradale, sembra che il furgoncino uscisse da Palmariggi in direzione Maglie, mentre la Subaru arrivava da Otranto procedendo così nella stessa direzione.

In seguito allo schianto tra i due mezzi, la Subaru è finita sulla corsia opposta, con l’anteriore rivolto in direzione di Otranto, e anche il furgoncino all’arrivo dei militari aveva l’anteriore rivolto in direzione Otranto, probabilmente dopo un testacoda cui era seguito al centro della strada.

Jenny De Cicco

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Seduta aggiornamento ddl attività estrattive

Nuova seduta sul disegno di legge sulle attività estrattive: approvati altri tre articoli. Come programmato, si è svolta una nuova seduta congiunta della quarta e quinta commissione per l’approvazione del ddl sulla “nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. In questa riunione sono stati approvati solo tre articoli per la mancata presenza dell’assessore Loredana Capone.

Assenza che non è piaciuta al capogruppo del Pdl, Rocco Palese, e che ha costretto il presidente della quarta commissione a rinviare nuovamente i lavori al 25 novembre prossimo. “Sono materie troppo importanti per essere affrontate senza la presenza dell’assessore competente – ha dichiarato Palese – non è un appunto all’assessore, che senza dubbio avrà ottimi motivi che giustificano la sua assenza, rinviare però, è la scelta più corretta”. Dichiarazione favorevole per questo ulteriore passo in avanti è stata espressa dal presidente del gruppo Sel in Consiglio regionale, Michele Losappio.

“Altri 3 articoli della legge di riordino del settore estrattivo – ha affermato Losappio – sono stati approvati oggi dalle commissioni congiunte. Con essi un ulteriore emendamento del gruppo Sel (il sesto in 14 articoli) che meglio specifica l’analisi giacimento logica prevista attraverso l’obbligo di carte e sezioni con scala non inferiore a 1:2000. Si avvicina il tempo di approvazione di una legge che metterà la Puglia al passo del Paese con il necessario ammodernamento rispetto alla legge del 1986 oggi ancora in vigore”.

Alessandro Conte

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S. GIORGIO I. – OTRANTO 0 – 0

S. Giorgio I.: Ricci, Izzo, Nazaro, Troccoli, Zangla, D’Onghia, Buzzacchino, Tursi (Rabindo), Crupi, Magno, Consoli. Allenatore: Marinelli

Otranto: Silipo, Salentino, Neco, Samueli, Galante, Biasco, Dell’Atti, Presicce, Pighin (Scrimieri), Tarantino (De Matteis), Salzano (Marrocco). Allenatore: Salvadore.

Arbitro: Vergaro (Bari)

Note – ammoniti: Izzo e Troccoli del S. Giorgio I., Galante, Dell’Atti dell’Otranto. Espulso per doppia ammonizione Biasco dell’Otranto.

Nella difficile, ma non impossibile trasferta tarantina, l’Otranto rimedia uno striminzito 0 – 0 e tante recriminazioni.

I dolori per la compagine otrantina iniziano dopo pochi minuti del fischio dell’arbitro Vergaro. Galante si fa ammonire scioccamente per proteste (aveva subito un fallo di gioco), precludendosi per domenica contro il Galatina la possibilità di giocare in quanto già diffidato.

Al 15′ Biasco, precedentemente ammonito, per rimediare a un errore del proprio compagno di reparto, commette un’infrazione sancita con l’espulsione per somma di ammonizioni, ma il team otrantino, seppur in inferiorità numerica, per i restanti 75 minuti triplica le proprie energie attraverso un’abnegazione e uno spirito di sacrificio classico di chi vuole ottenere la grande impresa. Che potrebbe riuscire al 18′ con l’otrantino d’adozione Pighin, lesto a scagliare una sassata su un pallone servitogli da Tarantino che si infrange sulla traversa della porta difesa da un esterefatto Ricci. Al 26′ è Presicce che pennella una punizione che annichilisce l’estremo difensore locale, ma non la dea bendata. Nei restanti minuti finali della prima parte di gara sono ancora gli otrantini a tenere in mano le redini della gara in cui emergono due mostri di bravura: il metronomo Presicce e il poliedrico Dell’Atti, per l’occasione capitano. Nei secondi 45 minuti di gara, gli otrantini cingono d’assedio la metà campo locale e D’Onghia e compagni, malgrado la superiorità numerica dei propri atleti, attraverso un gioco poco ortodosso e coadiuvati dall’arbitro Vergaro, riescono a contenere le sfuriate degli avanti otrantini, che potrebbero passare in vantaggio se Vergaro avesse assegnato la massima punizione per un fallo di mano in area di rigore da parte di D’Onghia su un traversone effettuato da Salzano, o non avrebbe fermato Marrocco involatosi verso la porta di Ricci. Ma come spesso succede nel calcio, al 85′ l’imprevedibile è dietro l’angolo: Magno scocca un tiro che per fortuna si infrange sul legno della porta difesa da un inoperoso, fino a quel momento, Silipo. Nella nona giornata del campionato regionale di promozione, girone B, il Galatina battendo sul proprio terreno per 4 – 0 il Maruggio, consolida con 23 punti la sua “leadership” e allunga sul Martano, bloccato in casa per 1 – 1 dal Novoli, mentre il Gallipoli riesce ad avere la meglio, fra le proprie mura, del Crispiano sconfitto per 2 – 1 e con 18 punti si porta a una sola lunghezza della compagine guidata da Colagiorgio (Martano), mentre nello scontro diretto tra il Leverano e il Massafra, ad avere la meglio sono i Leveranesi per 2 – 0 che raggiungono a quota 17 punti i tarantini; il Manduria con 15 punti e l’Otranto con 14 inseguono a 2 e 3 lunghezze l’unico posto utile per accedere ai play off, chiude la classifica il San Cesario con 5 punti. Domenica è di scena a Otranto il Galatina.

Rino Gualtieri

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Allarme cinghiali, che fare?

E il cinghiale dove lo metto? La domanda, all’apparenza bizzarra, è balzata agli onori delle cronache nei giorni scorsi dopo la denuncia del proprietario di Masseria Scusi, Ubaldo Cannoletta, che nella sua azienda situata tra San Cataldo e Lecce non può coltivare più nulla a causa della presenza dell’ingombrante suino. Secondo Cannoletta, si tratta di branchi di diverse decine di animali che ogni notte scorrazzano come vandali per gli orti della proprietà. Un danno notevole non solo per le colture ma anche per l’allevamento di animali da cortile che nel corso degli anni ha subito un drastico ridimensionamento. La causa? La voracità dei cinghiali che non permette di coltivare grano, orzo, verdure, ortaggi di nessun tipo. Si tratta di una specie ibrida, nata dall’incrocio con maiali comuni: vive nascosta nei boschi allo stato semi brado e di notte si aggira per i campi alla ricerca di cibo. Gli agricoltori hanno sollecitato più volte l’intervento della Provincia di Lecce affinché si trovi una soluzione definitiva. Il primo passo è stato quello di chiedere un risarcimento dei danni per la distruzione delle colture e l’abbandono degli allevamenti: Palazzo dei Celestini ha risposto che l’indennizzo dovrebbe essere a carico di chi gestisce l’azienda faunistico venatoria Bosco Fiore, area in cui ricade Masseria Scusi. Richiesta però respinta dai responsabili dell’azienda faunistica che si sono fatti forti del fatto che, secondo la legge, il privato è tenuto a pagare in caso di danni procurati da fauna selvatica stanziale e non da specie ibride semi domestiche. Questo per quanto riguarda i danni.

Per limitare le scorribande dei cinghiali invece l’azienda faunistico venatoria ha chiesto alla Provincia di realizzare un piano di abbattimento controllato. La notizia arrivata alle associazioni ambientaliste nazionali ha però scatenato un putiferio con tanto di petizione per evitare l’eliminazione fisica degli animali. Email a iosa sono state inviate all’Urp della Provincia di Lecce, a Telerama che ha raccolto le lamentele di Cannoletta e agli altri organi di informazione locali: nel testo si chiede di evitare “un comportamento violento e inammissibile da un punto di vista etico e inutile da un punto di vista pratico” perché, come dimostrerebbero alcuni studi francesi e tedeschi, la riduzione dei capi aumenta la fertilità e quindi paradossalmente incrementerebbe il numero di cinghiali .

Maurizio Tarantino

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A Uggiano incontri su “Lavoro e Cultura d’Impresa”

Fare impresa è difficile ma anche definire il significato di cultura d’impresa non è semplice. Così, il comune di Uggiano la Chiesa ha deciso di organizzare un incontro informativo per i giovani del proprio territorio. L’amministrazione comunale e l’assessorato alle Politiche Giovanili organizzano il 19 novembre prossimo, alle 18,30 presso la biblioteca comunale, il primo incontro su “Lavoro e Cultura d’Impresa” rivolto ai giovani liceali, a studenti universitari, giovani inoccupati per fornire mezzi e strumenti messi a loro disposizione dallo Stato, dalla Regione e della Provincia con il fine di aumentare tra di essi la consapevolezza della necessità del fare impresa e del bisogno impellente di formare nella società contemporanea una buona cultura del lavoro.

Cultura del lavoro è un termine che definisce l’insieme di creatività, innovazione e responsabilità, la capacità d’imporsi obiettivi che vadano oltre al mero profitto negli individui, un termine spesso associato all’onestà, alla trasparenza, alla responsabilità, in poche parole a una buona etica del lavoro.

Alla base della crescita occupazionale ed imprenditoriale ci sono dunque le persone, la ricerca, l’innovazione, la passione e le motivazioni. Migliorare questa consapevolezza vuol dire migliorare la situazione occupazionale dei giovani, che rappresentano la maggiore cifra di disoccupati e inoccupati del Paese.

Previsti a Uggiano una serie di sei incontri al fine d’analizzare il mercato del lavoro salentino, sottolineando i punti di forza, le criticità, le debolezze e le risorse presenti sul territorio.

Per l’occasione verrà presentata la nuova versione dello sportello InformaGiovani, con i servizi aggiuntivi previsti per il 2011/2012 e il portale web relativo allo sportello.

Interverrà l’assessore Provinciale alle Politiche del Lavoro Ernesto Toma e sarà presentato l’avviso pubblico della Provincia di Lecce riguardante i tirocini professionalizzanti.

Jenny De Cicco

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A Maglie la Toma affonda, Danilo Bassi perde l’imbattibilità interna

Lo stadio Tamborino Frisari è stato violato dopo più di un anno di imbattibilità, grazie alla Libertas Noicattaro che vince a Maglie 2-0. Con la debacle della scorsa settimana, siamo a due sconfitte consecutive, che la Toma Maglie non aveva mai inanellato in questa stagione. I padroni di casa non hanno affrontato al meglio il match, con i pericoli maggiori dalla parte della difesa magliese: Danilo Bassi nella prima frazione di gioco ha dovuto fare gli straordinari, evitando la rete che avrebbe fermato il suo record d’imbattibilità interno, che ha ormai superato quota mille minuti. Il tecnico Sergio Volturo ha cercato di correre ai ripari nella ripresa, senza grossi risultati dato che la Toma Maglie non ha preso le redini del gioco. La pressione nella metà campo casalinga è stata fatale quando De Santis ha realizzato lo 0-1 direttamente su punizione, ammutolendo i numerosi tifosi che assiepavano gli spalti. Con l’imbattibilità di Bassi interrotta a 1090 minuti, il Maglie ha provato a rimettere in sesto almeno la partita, ma gli ospiti non si sono fatti scappare l’occasione del colpaccio, siglando lo 0-2 finale con Caracciolese. Al di là di record infranti e serie negative, ciò che più fa riflettere è contro quali compagini queste sconfitte sono arrivate: in 7 giorni, subìto il 2-1 a Tricase e il 2-0 contro il Noicattaro. Ebbene, sia la squadra di Tricase che quella barese in classifica non sono messi benissimo, per usare un eufemismo: la prima era penultima prima di affrontare il Maglie, e la seconda con questi 3 punti è riuscita appena a uscire dalla zona playout. Lo stesso Maglie contro avversarie ben più quotate era uscita vittoriosa, mettendo in cascina punti che valevano doppio data la posizione in classifica. Proprio quella classifica che ha visto il Maglie uscire dalla zona playoff dopo la sconfitta casalinga, e le contemporanee vittorie dell’Atletico Corato e del Racale. Con questi ultimi era arrivato il pareggio esterno, il Corato ospiterà la prossima settimana proprio il Maglie.

PAOLO MERENDA

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Quarta vittoria consecutiva per la Betitaly Volley Maglie

Finora, il cammino della Betitaly Volley Maglie in campionato è quasi perfetto: dopo la sconfitta all’esordio, 2-3 in casa contro la Dannunziana Pescara, sono arrivate quattro vittorie, via via più convincenti.

Il match di oggi con una delle maggiori pretendenti al salto di categoria in B1, il Volalto Caserta, segna, oltre alla vittoria e ai tre punti conquistati, anche un passo avanti, dato che è arrivata con un nettissimo 3-0. La conquista maggiore è stata la fiducia nei propri mezzi: un esempio su tutti l’atleta bulgara Boteva, due metri e quattro centimetri, tenuta a bada da Mara Di Martile, che specialmente sulle diagonali l’ha disinnescata. Di conseguenza, il resto del gruppo, a partire da Daniela Stabile che ha preso per mano le compagne verso la vittoria, ha saputo dare il massimo per vincere davanti al proprio pubblico, numeroso e calorosissimo. Ottimo il contributo anche di Titti Romano, che ha saputo recuperare palle preziosissime, portate poi a punto da Stabile, Neire Scupola e le altre. Dopo un primo set chiuso 25-22, il secondo è andato appannaggio delle padrone di casa per 25-18. Il tecnico Tonino Solombrino ha avuto però molto da fare nel corso del terzo set, quando il team ospite è andato in netto vantaggio, anche di dieci punti. La reazione delle ragazze magliesi è stata esemplare: in netta crescita, hanno reagito con la giusta grinta, portandosi fino al 25-22 che ha decretato il 3-0 definitivo.

Seconda vittoria contro la seconda campana affrontata, dopo l’Aversa tre settimane fa, che segna anche la prima del filotto positivo tutt’ora in corso, formato da quattro vittorie consecutive. Curiosa e promettente curiosità, il punteggio degli untimi tre incontri: 3-2, 3-1, 3-0. Un miglioramento che i numeri spiegano molto bene, e un miglioramento sul quale dice la sua il presidente Gigi Macagnano: “Siamo una matricola, questi risultati ci rendono orgogliosissimi di quanto stiamo realizzando dati gli enormi sacrifici. Ci godiamo appieno la gioia di questa bellissima impresa sportiva, ma sarebbe un errore in questo momento peccare di presunzione.”

PAOLO MERENDA

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