Che cos’è un anno che se ne va? Ognuno ha un suo modo per indicare il proprio modo per voltare pagina, secondo quello che la cultura dominante indica. Anche se forse il mese di dicembre è fondamentale per molti punti di vista. Per le streghe della favole, è il mese del solstizio d’inverno, quando cioè la porta tra i due mondi si apre e tutto si mescola. Per i Maya, il prossimo anno dovrebbe segnare qualcosa d’importante proprio nel mese di dicembre: ancora non si sa bene cosa, ma se proprio si vuol fare i catastrofisti, consigliamo un magnifico film con John Cusack, “2012”. Per i cristiano cattolici arriva il Natale, per i pagani, prima del concilio di Nicea nel 325, c’era invece un’altra festa religiosa. Noi il 31 dicembre cambieremo pagina. Non solo noi di Otranto Oggi, che speriamo di avervi fatto trascorrere un anno intenso e all’insegna dell’informazione, ma tutti noi esseri umani ricchi (ancora per poco) e occidentali ci impegneremo con i buoni propositi per il nuovo anno. Uno dei nostri buoni propositi è quello di continuare a informarvi come abbiamo sempre fatto. Gli auguri per il nuovo anno sono invece un po’ di più. Ci auguriamo che la situazione di Porto Miggiano si sblocchi finalmente come gli ambientalisti chiedono, come pure quella delle trivelle nell’Adriatico. Ci auguriamo che le prossime elezioni comunali mostrino grande sportività da parte di tutti i candidati che saranno in corsa nei comuni salentini. Ci auguriamo che diminuiscano sempre più gli incidenti stradali, che i nostri politici migliorino la sicurezza stradale, che i nostri amici e congiunti non bevano quando si devono mettere al volante, e che comunque non corrano, anche da sobri. Ci auguriamo che nessuno commetta più violenze contro gli animali, che tutti i cagnolini e i gattini trovino delle persone che vogliano loro bene. Ci auguriamo che la situazione dei pubblicisti trovi chiarezza e che la Carta di Firenze venga accettata e trovi diffusione. Ci auguriamo che le nostre piccole aziende di prodotti locali crescano in barba alla crisi. Ci auguriamo di trovare l’ironia giusta che ci faccia andare avanti tra i mille problemi quotidiani. Ci auguriamo che il nostro Salento esca dall’isolamento cui Trenitalia ci sta confinando. Eliminare i treni notturni per gli Eurostar ha generato una situazione grave non solo per gli studenti, ma anche per i lavoratori, basti pensare a tutti quei ragazzi che fanno gli insegnanti al nord Italia, o che svolgono qualunque altro mestiere. Qualcosa deve cambiare, e il cambiamento non deve essere necessariamente dentro di noi.
Angela Leucci


La Betitaly Volley Maglie suona due campane