Sono partiti i primi traghetti da Otranto. Il Red Star è partito la sera del 4 marzo, attorno alle 23, da Otranto. Presto anche lo Ionian Spirit solcherà le acque del porto cittadino. Nulla è ancora sicuro, infatti il divorzio tra Agoudimos, Red Star e il porto brindisino non è stato ancora sancito.
Nel frattempo Brindisi non ha più linee di collegamento con l’Albania e come era stato anticipato dall’agenzia idruntina Adriatic Shipping di Giuseppe Tessolon, le due compagnie che garantivano il servizio da Brindisi e Valona stanno completando il viaggio che le traghetterà verso lo scalo sud salentino.
Il trasferimento non è ancora definitivo, infatti l’attracco della Red Star a Otranto è stato “solo” uno scalo tecnico.
Franco Aversa per la Agoudimos e Johnny Prudentino per il Red Star stanno ancora valutando la possibilità di riorganizzare le loro attività, in vista del trasferimento verso il porto di Otranto, l’abbandono del porto di Brindisi per gli alti costi che comportava e gli scarsi servizi garantiti ai propri passeggeri.
A rinforzare l’ipotesi dell’abbandono dello scalo brindisino in favore di quello leccese ci sono i primi licenziamenti. Due dipendenti sono stati licenziati da Massimiliano Taveri, proprietario della struttura ospitante il terminal passeggeri di Costa Morena Est e che rischia di svuotarsi completamente, con ricadute occupazionali per l’economia brindisina per le scelte degli armatori.
A godere delle scelte degli armatori, ai danni dello scalo di Brindisi, Otranto, le cui autorità hanno sedotto Agoudimos e Red Star mettendo a disposizione delle compagnie una serie di strutture di corredo all’attività portuale di cui Brindisi è sprovvista e a un prezzo molto economico.
Infatti secondo calcoli fatti da Aversa, le operazioni portuali dell’attracco a Otranto sono più rapide e meno costose, il 50% in meno di Brindisi, fatto che peserà non poco sulla scelta degli armatori, soprattutto in questo periodo di recessione.
Jenny De Cicco


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