Il filone letterario che riguarda le fiabe, le favole e i racconti fantastici, alle volte considerato alla stregua di un genere minore, offre delle inaspettate possibilità culturali.
È il caso di “Raccontiamo”, nuovo lavoro di Rosaria De Pascalis, edito da Kurumuny, che dona ai lettori – non solo piccoli – delle preziose perle narrative da gustare in tutto il loro splendore.
Le fiabe non solo suscitano un atteggiamento positivo da parte dei bambini nei confronti della lettura e dei libri, stimolando in loro la curiosità e la criticità verso il testo, ma sottendono alcuni valori morali di irrinunciabile trasmissione. Fin dai tempi più remoti (basti pensare a Esopo), questi scritti hanno sempre nascosto tra le righe delle qualità aggiunte, che, presto o tardi, si sono rivelate come validissimi insegnamenti di vita. Forse perché nella vita c’è un po’ della fiaba e viceversa.
A questo modo la pensa Antonio Errico: “Alla fine si scrive sempre una fiaba.
Non si può scrivere nient’altro che una fiaba. Perché tutta la vita è come una fiaba: si incontrano creature che sono buone o cattive, si attraversano mari e montagne e boschi scuri, si vivono giorni belli e giorni brutti. Allora si scrive una fiaba per capire la vita, per rintracciarne il senso più profondo, per delineare la fisionomia delle esistenze che abbiamo dentro, che ci sono intorno” .
L’autrice, nata a Nicosia nel1964, vive da otto anni nel Salento dove insegna nella scuola secondaria di secondo grado non è nuova alla scrittura di fiabe e favole, infatti ha già pubblicato “Una settimana di racconti” (Ed. Salentina, 2009), e un articolo, “Identità nazionale e valori della Costituzione”, sulla rivista “Nuova Rassegna” (Noccioli Ed. Firenze).
Gianluca Conte


La Betitaly Volley Maglie suona due campane