Il fatto che il Salento non sia soltanto la terra del “sole, mare e vento”, è ormai cosa assodata. Questo territorio deve giornalmente affrontare problemi di grande vastità: sociali, economici, ambientali. Ed è proprio dall’ambiente, spesso volutamente o sbadatamente bistrattato, che prende le mosse “Rifiuti poco speciali”, mostra fotografica a cura del corso di fotografia tenuto da Zei e svoltosi tra ottobre e dicembre dello scorso anno.
L’esposizione, inaugurata in febbraio, resterà visionabile ancora per qualche giorno presso la sede di Zei, in via dei Chiaramonte a Lecce.
“Il Salento è una terra bellissima, spesso è una cartolina e molto spesso è sporco. Fuori dalle immagini che si vedono sulle guide turistiche, oltre il muretto a secco e davanti ad un mare cristallino si nascondono l’inciviltà, l’incuria e la strafottenza di chi inquina consapevolmente. Oltre la cementificazione, oltre l’abusivismo, oltre il continuo “mangia-mangia” a cui questa terra è da tempo soggetta ci sono un mare di rifiuti che vogliamo definire “poco speciali” perché sono sotto gli occhi di tutti ed ormai fanno parte, inconsciamente, del nostro paesaggio” si può leggere sul documento che presenta la mostra.
I partecipanti hanno saputo cogliere al meglio lo spirito dell’iniziativa, presentandoci, con i loro scatti, un Salento non certo nascosto, anzi, sotto gli occhi di tutti, ma proprio per questo diventato quasi “normale” ai nostri occhi. È la solita vecchia storia, quando qualcosa è troppo evidente, finisce per diventare invisibile. Il messaggio della mostra appare chiaro, ovvero non assuefarsi alla logica dell’indifferenza e del menefreghismo riguardo la natura, l’ambiente, la vita stessa, come recita il sottotitolo dell’evento: “Mostra fotografica contro l’inquinamento della nostra terra e per un Salento più pulito”.
Gianluca Conte


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