La soglia di fuoco è il terzo libro pubblicato da Marianna Burlando e il suo primo romanzo. Marianna Burlando è nata a Genova ma vive da più di vent’anni nel Salento, dove svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta in ambito oncologico. La scrittrice in questo libro ha trattato un argomento molto delicato e poco conosciuto, il legame tra gli interventi chirurgici sofisticati e le sperimentazioni di farmaci su cavie umane che spesso si trasformano in vittime inconsapevoli, pagando con la propria vita le ricompense in denaro. Il romanzo è ambientato tra Londra e Chennai, in India, e si alternano scene tragiche e crude, con morti e omicidi, a vicende più piacevoli e serene, grazie ai personaggi protagonisti del romanzo. La scrittura di questo libro è molto sciolta, disinvolta e scorrevole rendendo la lettura fluida e piacevole. Sono assenti quegli artifici che probabilmente lo allontanano dal poterlo paragonare ai grandi romanzi del Novecento ma l’argomento trattato è sicuramente di grande originalità e importanza. È un romanzo contemporaneo che viene letto soprattutto come un thriller, ma può essere considerato anche un romanzo d’amore per la vita, perché porta a chiedersi per cosa vale la pena di vivere e se esiste qualcosa per cui vale la pena rischiare di morire.
Ieri, domenica 15 aprile, la scrittrice ha presentato il suo libro in occasione dell’evento Incontro con l’autore, organizzato a Sanarica dall’associazione culturale di Botrugno Il Baco. Rispondendo a una serie di domande Marianna Burlando si è dimostrata una donna forte e sensibile, gradevole e generosa. I proventi del ricavato della vendita del libro andranno infatti tutti in beneficienza alla Lilt.
Luana Campa


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