Archive | Maggio, 2012

A Castrì di Lecce Pati Luceri presenta “Partigiani e Antifascisti di Terra d’ Otranto”

Venerdì 11 maggio, alle 19, presso la sede del collettivo Reazione, si terrà la presentazione del libro “Partigiani e Antifascisti di Terra d’Otranto” di Pati Luceri, edito da Giorgiani Editore.

L’appuntamento è organizzato da Reazione e dall’associazione culturale Reflet.
Dialogheranno con l’autore Mauro Chirenti di Reazione e Dario Brandi, presidente di Reflet.

Il lavoro di Luceri è basato, in buona sostanza, sulla ricerca dei combattenti contro il Nazismo e il Fascismo in Italia e nel continente europeo.

Da questo studio, condotto con estrema dedizione, viene fuori una realtà ben diversa da quella che ci è stata presentata in tutti questi anni.
Contrariamente a quello che si è sempre creduto, i partigiani salentini non erano settecento, bensì più di milleduecento. Lo affermano, oltre alla ricerca sul campo, numerosi documenti visionati dall’autore.

Il libro è composto da tre sezioni: quella riguardante il leccese, la più consistente; quella del brindisino e quella del tarantino.

Un dato davvero interessante balza immediatamente all’occhio leggendo l’opera di Luceri: le donne salentine che al tempo della Resistenza decisero di impegnarsi per la libertà e di fare parte attiva del movimento di liberazione sono in numero di otto (e forse di più) e non solo una come si è sempre ritenuto in passato.

Quello che però conta davvero, al di là delle precisazioni di genere, è che questo libro riporta alla luce una verità che sembrava dormire per anni sotto una coltre di dimenticanza, perché gli italiani, si sa, non poche volte hanno memoria corta, ed è una verità indubitabile: un gran numero di cittadini meridionali si è donato completamente perché noi tutti vivessimo in un paese libero dai regimi totalitari.

Gianluca Conte

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Musicabile, quando la musica crea legame

Una sala gremita per Musicabile.
Si è svolto ieri sera presso l’auditorium Cezzi a Maglie, lo spettacolo finale di Musicabile, il progetto volto all’interazione e approccio alla disabilità di Fidapa di Terra d’Otranto, giunto al suo ottavo anno di svolgimento. I corsi mirano all’integrazione e corretta interazione tra persone normodotate e ragazzi affetti da disabilità di diverso genere.
La normalità è solo il filtro con cui la gran parte della gente intende il mondo, ma sono l’emozione, l’amore e la gioia a rendere uguali tutti.
Nonostante fuori impazzasse la festa patronale di Nicola di Myra a Maglie, l’edizione 2012 del saggio finale del Laboratorio Musicabile “Tavolozze dinamiche”, è stata partecipatissima.
Musicabile è condotto da Danila Canitano, Adele Maruccio e Luigina Massaro, esperte di musica e interazioni sociali.
Le tre donne hanno guidato anche quest’anno il percorso avviato lo scorso gennaio, in cui è previsto l’affiancamento disabile-normodotato, non solo per il miglioramento delle interazioni dei giovani iscritti al corso, ma per fornire nuovi occhi a chiunque volesse comprendere lo status dei ragazzi del laboratorio e così migliorarsi, munendosi di strumenti per un nuovo modo di vedere le cose.
Al corso hanno partecipato anche alcune giovani studentesse del liceo socio-psico-pedagogico “Aldo Moro” di Maglie, in modo da mettere in pratica ciò che da loro viene studiato durante l’anno scolastico ed apprendere meglio il futuro lavoro di educatrici.
La serata è stata dedicata a Matteo Melcore, 23enne magliese diversamente abile, purtroppo scomparso lo scorso agosto. Alla serata ha partecipato la madre di Matteo, una donna forte che ha deciso di proseguire la partecipazione al corso Musicabile, nonostante non fosse più presente il suo “angelo”, ciò per mantenerne viva la memoria e proseguire nell’assistenza degli altri giovani partecipanti.
Matteo ha lasciato un segno d’amore forte nel cuore di chi lo ha incontrato, i compagni e le guide hanno deciso di leggere a turno i propri ricordi sul giovane dal palco, raccogliendo gli scroscianti applausi della sala e la commozione per il segno di un legame solido e forte creatosi all’interno del gruppo.
Presenti alla serata anche Eufemia Ippolito, presidente nazionale Fidapa e Giulia Galantino, presidente del distretto sud-est Fidapa.

Jenny De Cicco

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San Cassiano e Castrignano dei Greci scelgono la continuità

San Cassiano e Castrignano dei Greci al voto, due reazioni tutte salentine alle necessità dei tempi.
Nel piccolo comune nei pressi di Maglie, viene riconfermato Gabriele Petracca, ri-sindaco alla guida di una lista civica di estrazione pidiellina, vincitore nei confronti del nuovo Ferdinando Scaravan, rappresentante della sinistra locale
L’affluenza è stata bassa nel paesino se confrontata con le amministrative di 5 anni fa, in cui vinse Gabriele Petracca eletto il 27 maggio 2007 con il 54,3% nella civica tendente al centro destra e si avvia verso i 20 anni di governo cittadino.
Anche San Cassiano ha riconfermato Petracca con 1.051, il 73,18% per la lista civica “Insieme per San Cassiano” e conquista 4 seggi, mentre l’uomo nuovo della locale sinistra, Ferdinando Scavran, si ferma a 385 voti, ovvero al 26,81% con la lista civica San Cassiano Libera e ottiene i 2 seggi dell’opposizione.
L’affluenza a San Cassiano è scesa di quasi il 10%, dallo 85,2% al 77,21% di questo 2012.

Mentre a Castrignano dei Greci l’affluenza si è attestata al 66,96% ( alle passate elezioni fu il 72,2%), segno negativo anche in questo caso per l’affluenza alle urne.

Se la campagna elettorale del paese griko ha sorpreso per la frammentarietà, non sorprende invece l’elezione a sindaco di Antonio Zacheo.
Il sindaco uscente e non ricandidabile è stato Donato Amato, eletto il 27 maggio 2007 con il 54,3% dei voti dei suoi elettori, che sono 4.385 in totale, il quale ha sostenuto proprio il neo sindaco Zacheo.
I voti si sono così divisi, Antonio Zacheo 1.302 voti, 46,17% civica – “Progetto Democratico” la quale ottiene i 5 seggi di maggioranza, mentre i due scranni d’opposizione vanno alla lista civica pdellina di Anna Maria De Simone 973 voti, 34,50%, “per Castrignano”.

Restano a secco di rappresentanti le altre liste: Salvatore Treglia ha ricevuto 222 voti, per un totale del 7,87% “ l’Idea Comune”. Resta fuori dal palazzo comunale anche la frisulliana Rita Marilena Comi 205 le preferenze ricevuto, con un 7,26% “Castrignano Migliore”, fuori anche Sel di Vincenzo Casaluci, 118 voti 4,18% “Insieme per Cambiare”.

Jenny De Cicco

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Antonio Mariano forma la nuova giunta a Scorrano

Tutto pronto, la nuova giunta di Scorrano è formata, giusto poco dopo l’elezione di consiglieri e naturalmente del sindaco. Che è Antonio Mariano e ha chiamato a sé i quattro assessori richiesti per il suo comune, scelti tra i consiglieri eletti nella sua lista di appoggio alle elezioni. Gli assessori sono quindi Amedeo Scarpa, Antonella Rizzo, Pierluigi Blandolino e Rocco Amato. I primi tre non sono esattamente volti nuovi della politica scorranese, benché non siano neppure facce vecchie per una mera questione anagrafica. Scarpa, “l’assessore dei bambini”, per la sua esperienza nelle politiche dell’infanzia, e Rizzo sono stati infatti assessori nella giunta Pendinelli, Scarpa per due dei mandati dell’ex sindaco Mario, che ha deciso di restare al ruolo di consigliere e quindi lasciar governare la città a volti relativamente nuovi, Rizzo solo per quest’ultimo mandato. Neppure quello di Blandolino è un nome troppo nuovo: figlio dell’ex sindaco e insegnante amatissimo da magliesi e scorranesi Antonio Blandolino, Pierluigi si era candidato sindaco cinque anni fa. La sua lista non ce l’aveva fatta a vincere, ma lui si è guadagnato un posto in consiglio e stavolta è diventato addirittura assessore, segno che forse ha fatto breccia nel cuore della gente. Mariano, che è stato a sua volta assessore, ha deciso di non ricorrere ad assessori esterni, dato anche che nel comune è possibile avere contemporaneamente la carica di consigliere e di assessore. Di fatto, tutti coloro che sono stati candidati in appoggio alla lista di Mariano ora hanno un posto in consiglio comunale.

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Vincenzo Siciliano è stato licenziato

È stato licenziato Vincenzo Siciliano, cameraman senza retribuzione da circa 7 mesi, ormai ex dipendente di Canale8. Siciliano ha ricevuto ieri una lettera di licenziamento che veniva giustificato con una “ristrutturazione aziendale”.
Unanime la solidarietà nei confronti del cameraman espressa dal mondo civile, istituzionale, politico e naturalmente dei sindacati.
Vincenzo Siciliano fu il primo dipendente della nota emittente locale a denunciare lo stato d’insolvenza della stessa a suo danno: si è concretizzata la protesta dal titolo “L’informazione non è un hobby”, che sta dilagando tra i professionisti del “quarto potere”, i quali utilizzano slogan e immagini in difesa del proprio lavoro al posto delle normali foto-avatar dei propri profili su social network e in altre maniere più concrete.
La notizia del licenziamento è arrivata in pieno spoglio delle amministrative 2012 e ha sconfortato i colleghi di Vincenzo.
La protesta è dilagata a macchia d’olio, i fattori che hanno contribuito alla popolarità della protesta sono stati certamente la velocità d’informazione d’oggi grazie all’utilizzo della rete, e la situazione di disagio, molto comune tra gli operatori del settore informazione.
A Vincenzo non venivano retribuiti i 900 euro mensili.
Parlando e postando on line è così diventato un simbolo, un emblema amaro e crudele della situazione di precarietà in cui versano la maggior parte dei lavoratori dell’informazione, dai tecnici ai giornalisti, e causata dall’incoscienza di alcuni editori e soprattutto da leggi e contratti nebulosi e svantaggiosi per il contraente, i quali permettono lo sfruttamento di un lavoro onesto e necessario alla società, quello dell’informatore.
Emittenti e giornali, avvisano dai sindacati, spesso sfruttano il lavoro altrui pur ricevendo finanziamenti pubblici che potrebbero essere ridistribuiti ai dipendenti delle aziende.
“Esprimo piena solidarietà nei confronti di Vincenzo Siciliano”, ha riferito l’onorevole salentina Teresa Bellanova in una nota stampa, Giovanni D’Agata, dello sportello dei diritti e Idv ribadisce: “Vincenzo Siciliano è stato licenziato per ritorsione. Lo Sportello dei Diritti, tramite i suoi legali, si propone di assumere in maniera assolutamente gratuita la difesa del cameraman.”
Il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto: “Quanto accaduto è un atto incomprensibile e ingiustificato, che lede la professionalità e la dignità dei lavoratori.”

Jenny De Cicco

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Con “Mo(n)di di scrivere” Lupo Editore apre le porte agli amanti della scrittura

Lupo Editore organizza “Mo(n)di di scrivere”, un corso per chiunque voglia accostarsi (o migliorare il suo rapporto) al magico mondo della scrittura.

“L’idea nasce dalla constatazione che è comune pensare che una buona penna sia frutto di un innato talento. Invece, la scrittura, come qualsiasi altra forma di espressione, necessita di uno studio, una veste da indossare a seconda dell’occasione. Bisogna comprenderne i trucchi, ricercare gli strumenti giusti, gli attrezzi utili da custodire nella valigia dello scrittore”, fanno sapere dalla casa editrice, “Non esistono, però, leggi e regole fisse per scrivere un romanzo, un testo per i bambini o ragazzi, una sceneggiatura teatrale o cinematografica. Ma esistono diversi modi per svariati mondi. Basta saper esprimere e dare forma alle visioni, alle storie che si rincorrono nella mente…fermarle e metterle sul temuto foglio bianco”.

Il corso di scrittura proposto da Lupo Editore, che mette al centro dell’attenzione un’esplorazione riguardante le differenti forme letterarie, giocando con “modi/mondi” di scrivere, perché ogni forma è, appunto, sia un modo che un mondo, sarà suddiviso nei seguenti moduli: Scrivere un romanzo (editing e autoediting), Scrivere per l’infanzia e per i ragazzi, Scrivere per il teatro, Scrivere per il cinema.

Gli incontri, strutturati secondo la formula “weekend full immersion”, avranno luogo, a partire dal 19 maggio, presso la Tenuta Scaloti, una splendida villa d’epoca immersa nel verde, sulla provinciale Copertino-San Pietro in Lama e saranno tenuti da Donatella Neri, Livio Sossi, Francesco Niccolini, Omar Di Monopoli, i quali avranno un occhio particolare per la parte pratica, in cui ogni docente guiderà i partecipanti alla scrittura e all’editing di un testo.

La formula di questo corso, davvero originale, permetterà di iscriversi – entro il 12 maggio –all’intero corso o ai singoli moduli. Per qualsiasi informazione è possibile contattare la casa editrice telefonicamente o visitare il sito internet di Lupo Editore.

Gianluca Conte

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Un fotografo otrantino a Bruxelles

A Bruxelles mostra dell’elite fotografica pugliese. Presente un leccese di origini idruntine, Lorenzo Papadia.
Quindici i fotografi rappresentati dalle proprie opere ne «Il mondo della Puglia creativa», presso la zona G-Galerie Cafeterie Rdch- sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.
Lo scopo è promuovere la Puglia con di immagini e testi di Sm-art lab, un collettivo nato a Lecce da Valentina D’Andrea con Carla Punto e propone gigantografie fotografiche su progetti e opere connesse con il design, l’artigianato, l’operatività culturale, la scrittura e la fotografia.
Sm-Art Lab si presenta come una realtà in divenire, che di stagione in stagione cambia, si rigenera, si arricchisce e si lascia influenzare dal contesto: per questo gli appuntamenti estivi hanno un sapore tutto diverso da quello che riservano le iniziative programmate per i mesi più freddi.

Già a partire dai luoghi, cambiano le atmosfere. Nell’autunno/inverno 2011-2012, la carovana di creativi si muove in ambienti accoglienti, come ristoranti, teatri, salotti di case private, boutique. In questi spazi, le originali creazioni proposte si offrono alla curiosità di un pubblico che rifugge le banalità e gli stereotipi ed è alla ricerca di oggetti unici, emozionanti, rigorosamente hand-made.
L’allestimento di Bruxelles prevede 16 pannelli in cartone corredato da un catalogo bilingue che documenta le storie degli artisti. Partecipano: Big Sur, Alessandra Bray, Ida Chiatante, Valentina D’Andrea, Decadelab, Rosamaria Francavilla, Yes we knit, Elisabetta Liddi, Carmilia Menelao, Gemma Palamà, Lorenzo Papadia, Luigi Rigliaco, Adalgisa Romano, Giuseppe Summa, Fulvio Tornese. Inaugurazione il 9 maggio alle 17.30 Possibilità di informarsi all’indirizzo web www.sm-artlab.it.

Jenny De Cicco

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Lecce sceglie di andare sempre più avanti con Paolo Perrone. Vittoria schiacciante del sindaco uscente

Lecce, Martedì 8 Maggio 2012, ore 4,30, 102 sezioni scrutinate su 102: Paolo Perrone riconfermato sindaco di Lecce. I dati finali confermano il trend delle prime battute: Paolo Perrone (Centro-Destra) 64,3%, Loredana Capone (Centro-Sinistra) 25,8%, Luigi Melica (Udc) 4,6%, Maurizio Buccarella (Movimento 5 Stelle) 4,3%, Antonio Capone ( Lista Civica- Verso Lecce) 0,6%, Andrea Valerini (Alternativa Comunista) 0,3%. La città sceglie di andare avanti guardando indietro, il risultato clamoroso del centro-destra è più di una scelta maturata nei mesi di campagna elettorale, è una conferma stabilizzata nei cinque anni dell’amministrazione Perrone. A Palazza Carafa continua il lungo corso inaugurato nel 2007 che prosegue in una direzione migliorativa, per niente intaccata dalle pesanti accuse pre-elettorali. Tuttavia c’è un tempo per ogni cosa, e ora è il momento di raccogliere ciò che si è seminato, e lasciare spazio ai sentimenti. Perrone, “commosso dall’affetto” al comitato elettorale, che lo attende festante ringrazia tutti per la vittoria schiacciante, ed esprime il desiderio di abbracciare la città intera. Lascia per una volta i commenti politici e le disamine di genere ai compagni di viaggio che hanno festeggiato la sua vittoria. La soddisfazione per il risultato raggiunto stagliata sui volti di Antonio Gabellone, Gerardo Filippo, Mauro Vadrocci, e tanti altri amici e sostenitori, trova la sua eco espositiva nelle parole di Raffaele Fitto che dichiara: “È un grande risultato per i leccesi che hanno premiato il lavoro di questi anni.
Il consenso al sindaco uscente fa emergere una realtà in controtendenza rispetto al dato nazionale, ed è una risposta all’ondata di disaffezione generale. Il risultato della città di Lecce dimostra che l’unica risposta possibile all’anti-politica è la buona politica. Quella dell’amministrazione di Paolo Perrone, a Lecce negli ultimi cinque anni”. Rivendica per sé una previsione anticipata della vittoria, Rocco Palese che ricorda la sua forte convinzione nel sostenere la serietà dei programmi e la credibilità dei candidati del centro destra. Saverio Congedo non lesina critiche a un centro sinistra polverizzato da un voto che, sottolinea l’esponente regionale del partito di Perrone, non parla solo di risultati amministrativi leccesi, ma richiama a ben più profonde analisi regionali. Ma ci sono giorni in cui l’istituzionalità degli eventi lascia spazio all’anti-convenzionalità del singolo episodio, e oggi vince un uomo pubblico ma festeggia anche un privato cittadino. Paolo esulta per la sua conferma a sindaco della città di Lecce, e svela frammenti personali di una storia familiare. A vigilare su di lui il padre, Enzo Perrone, che per tutto il tempo dello spoglio raccoglieva dati e con equilibrio invitava alla moderazione, e accanto al neo-riconfermato primo cittadino, sempre, in tutte le occasioni, compresa quest’ultima, una giovane premiere dame, la figlia Marta. Come dire che per una che va via in Francia, un’altra italiana la sostituisce sulla scena politica locale. Ricomincia l’8 Maggio del 2012 l’avanzata del centro-destra, e va sempre più avanti nel segno della continuità, sempre più avanti con le sue “mete” ad alta partecipazione, sempre più avanti con la rigenerazione dei suoi quartieri, sempre più avanti con le sue opere, sempre più avanti con la sua economia e le sue tradizioni, sempre più avanti con la cultura e il turismo, sempre più avanti nel welfare, sempre più avanti nell’ambiente e nella mobilità sostenibile. Sempre più avanti con Paolo Perrone.

Maria Rosaria Contaldo

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A Otranto si riconferma sindaco Luciano Cariddi

Il sindaco uscente, Luciano Cariddi, con la lista “ViviAmo Otranto” si riconferma alla guida di Otranto. Otranto registra un’affluenza alle urne molto alta (80,83%), in controtendenza rispetto alla media nazionale, e il verdetto dei due seggi elettorali nei quali i cittadini si sono recati per esprimere il proprio voto è chiaro: “ViviAmo Otranto” vince con il 61,8% (2.526 voti), la lista “Alleanza per Otranto” si piazza al secondo posto con il 32,1% (1.314 voti), infine, chiude la lista “Nuovi Orizzonti per Otranto” con il 6,1% (248 voti).
Così, tra la continuità e il rinnovamento è prevalso il primo aspetto, un bis concesso con una vittoria schiacciante – circa 1200 voti di scarto – sulla lista “Alleanza per Otranto” guidata da Corrado Sammarruco. Ѐ stato un crescendo di consensi per il sindaco uscente dopo una campagna elettorale dai toni a tratti accesi: alla fine Cariddi e la sua compagine sono stati supportati dagli elettori. In tutta questa situazione un aspetto spicca su tutti: stiamo parlando delle cosiddette quote rosa. L’unica donna presente nella lista di Cariddi, Lavinia Puzzovio, ha avuto successo con 356 voti, ma per il resto delle liste il distacco di genere è stato evidente. Le ipotesi possono essere molteplici, ma un fatto è certo e incontestabile, distante da qualsiasi concezione partitica tanto di destra quanto di sinistra: la politica otrantina non è ancora pronta ad avere un numero corposo di donne al suo interno, ancor di più se si pone l’accento sul ruolo di candidato sindaco. L’emancipazione della donna nella vita sociale è storicamente crescente, ma per quanto concerne la politica le quote rosa sono destinate a ruoli marginali e quasi mai di spicco, tranne in alcune realtà. A Otranto, in questa tornata elettorale, vi era una forte componente femminile in entrambe le liste di opposizione, ma questo non è bastato ad annullare il gender gap nell’immaginario della cittadinanza. Indipendentemente dalle quote rosa, la parola “cambiamento”, sempre politicamente parlando, non ha attecchito negli animi degli otrantini che, dati alla mano, hanno giudicato positivamente l’operato dell’amministrazione uscente. Storicamente il “cambiamento” non è ben visto dalla gente per tante ragioni e una di queste è da ricercare nel proverbio che recita: “chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova”. Ora la parola “continuità”, tanto osannata durante queste ultime settimane, è una realtà e rimane viva la speranza che tutte le forze di maggioranza e opposizione possano dare una mano affinché Otranto dia il meglio di sé.

Alessandro Conte

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Tricase si prepara al ballottaggio

Lo scrutinio delle schede al Comune di Tricase non riserva grandi sorprese: come era prevedibile alla vigilia, il comune del sud Salento vivrà l’ emozionante avventura del secondo turno. L’affluenza alle urne si è attestata sul 72,78%, in flessione rispetto al dato delle scorse amministrative (79,24%), per un totale di 11519 votanti su 15800 aventi diritto.
Il ballottaggio del 20 e 21 maggio prossimi vedrà sfidarsi Antonio Coppola, sostenuto dal suo movimento Più Fatti, da Sel e dalla maggioranza del Pd, e Nunzio Dell’Abate, il candidato di Udc, della lista civica Insieme Dell’Abate e di Gat, Gruppo Aperto Tricase, il movimento da lui stesso fondato nei mesi scorsi. Si sfideranno due volti noti alla cittadinanza di Tricase: Coppola ha deciso di scendere in campo dopo l’esperienza come sindaco dal 2001 al 2007 e di consigliere comunale dal 2008 al 2011. L’avvocato Nunzio Dell’Abate ha ricoperto la carica di assessore alla Cultura nella giunta Musarò e negli ultimi periodi si è fatto promotore di numerose iniziative per la valorizzazione delle strutture e delle risorse presenti sul territorio.
Il responso delle urne ha confermato, quindi, in pieno le previsioni della vigilia. Questo, del resto, è il naturale risultato di un voto molto frammentato, che ha costretto gli elettori a scegliere il candidato sindaco tra sei sfidanti: nell’area del centrosinistra Giuseppe R. Panico e Antonio Coppola; in casa del centrodestra Ippazio Cazzato, Antonio Scarcella e Giorgio Vigneri. Al centro, se così si può collocare, Nunzio Dell’Abate. La travagliata ricerca di un accordo all’interno degli schieramenti e il gioco delle alleanze confermate o smentite dell’ultima ora hanno fatto il resto.
Per completezza, questi i risultati, quando sono stati scrutinati 20 seggi su 21 e mancano i dati relativi alla sezione 1, dove sono circa 40 le schede
oggetto di contestazione: Coppola 35,7% con 3960 voti; Dell’Abate: 33,5% con 3711 voti; Panico 10,1% con 1017 voti; Scarcella 9,8% con 1084 voti; Cazzato
7,2% con 796 voti; Vigneri 3,7% con 409 voti. Risultato sicuramente sorprendente in negativo quello del Pdl, che si attesta appena sul 10% di consensi.
Tricase, quindi, è ancora alla ricerca dell’uomo giusto per Palazzo Gallone: dopo due esperienze politiche di colore diverso, conclusesi entrambe prima della fine naturale del loro mandato, la cittadinanza ha bisogno di stabilità. Non si può fare altro che attendere l’esito del ballottaggio, che vedrà l’elettorato di Tricase impegnato a scegliere il proprio sindaco tra due settimane, e nel frattempo cercare di intuire il gioco degli apparentamenti più o meno palesi.

Antonella Cazzato

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Marco Potì nuovo sindaco di Melendugno tra i fuochi d’artificio

A Melendugno il dato è tratto. Rispettati i sentimenti popolari preelettorali che vedevano favorite le liste guidate da Potì e Giausa. Una campagna elettorale che si è contraddistinta anche per la partecipazione e il forte scambio d’accuse tra avversari. A seggi chiusi e schede scrutinate il vincitore è Marco Marcello Niceta Potì, il 7 maggio Melendugno e Borgagne hanno scelto la propria giunta. Il dato dell’affluenza totale è stata del 79,22%, gli abitanti/elettori risultano essere 9.838/8.726 e il calo da disaffezione politica è stato basso, solo 1 punto percentuale, infatti nelle precedenti elezioni l’affluenza fu dell’80,89%.
Vittorio Potì fu eletto al primo turno il 7 giugno 2009 con il 52,6%, imponendosi sullo sfidante Luigi Roberto Felline, fermatosi 47,38% con la lista civica Uniti per Melendugno e Borgagne. Il dopo Potì ha visto dividersi i gruppi politici precedentemente uniti sotto le sue insegne. 4 le liste in competizione e la scelta del locale Partito Socialista Italiano, per mantenere nelle proprie cerchia la frazione roccaforte di Potì, è caduta su Marco Potì, segretario del partito di Melendugno e nipote di Vittorio. Per i voti per lista e candidati sindaco e consiglieri (http://www.internationalcrossroads.it/melendugno-2012).
I numeri hanno dato ragione a Marco Marcello Niceta Potì, eletto per i contenuti della sua campagna elettorale e certamente ha influito anche il ricordo dello zio. Con 2363 voti Marco è stato accolto come nuovo sindaco tra abbracci e fuochi d’artificio. La maggioranza consiliare sarà composta da Bufano eletto con 582 preferenze, Prete 262, Cisternino 233, Petrachi 227, Dima 201, Potenza 195, Doria 180. I consiglieri d’opposizione eletti sono Marino Giausa 2148 voti, Mauro Russo 582 entrambi lista 1 e Luigi Roberto Felline della lista 3. Rimangono fuori dall’assegnazione dei seggi la lista numero 2, guidata da Genis Luca Camassa, Uniti per crescere.

Jenny De Cicco

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Elezioni amministrative 2012: i risultati di Scorrano, Castro e Ortelle

Chiuso lo spoglio ora si guarda avanti. Si cambia a Scorrano, dove il sindaco eletto è Antonio Mariano, che succede al doppio governo cittadino di Mario Pendinelli, staccando di quasi sei punti percentuali Fernando Presicce, il candidato di centrosinistra. Sarà un compito arduo quello di Mariano: Scorrano possiede delle specificità che vanno valorizzate o migliorate. Cultura, servizi sociali e del lavoro saranno i primi passi da compiere con dovizia nella città delle luminarie, dopo dieci anni di amministrazione Pendinelli in cui la cittadina ha compiuto dei passi da gigante, per cui Mariano dovrà confermare un trend positivo posto dal suo predecessore, ancora amato e stimato nella mente e nei cuori dei suoi concittadini. A Ortelle invece vince con circa 670 voti Francesco Rausa, sostenuto dalla lista Insieme per lo sviluppo. Si piazza seconda Partecip@zione, con il candidato sindaco Luigi Circhetta, la cui lista presumibilmente dovrebbe guidare l’opposizione, almeno stando ai numeri registrati alle urne. Cambiano le cose a Castro, dove a trionfare è il centrosinistra di Alfonso Capraro: l’amministrazione comunale cambierà quindi registro politico, con un trend che si conferma in molte parti d’Italia, dove si è attestata nel voto popolare una voglia di cambiare.

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