Domenica di gare per la “Totò Pellegrino”: il presidente Antonio Fisotti, Maurizio Pellegrino e Aldo Borgia impegnati su strada nella Granfondo “Città di Lecce”, Cristian Briguglio e il portabandiera Antonio Pellegrino al decimo Trofeo “Fiera Pessima” di Avetrana. La Granfondo di Lecce è partita dal Foro Boario: 94 km attraverso 25 paesi del Salento per una gara veloce e tutta in pianura, molto pericolosa per i meno esperti. Molte cadute e qualche incidente inevitabile per via dei 508 ciclisti divisi in due grandi gruppi, rimasti compatti fino alla fine. Assenti le salite e la relativa selezione, gli incidenti hanno comunque causato 111 ritirati. Anche il presidente della “Totò Pellegrino”, Antonio Fisotti, testimonia: “Mancavano all’ arrivo oltre cento ciclisti, e molti di questi sono ancora ricoverati in ospedale con varie fratture e traumi”, ha raccontato Fisotti nell’immediato dopo-gara. “Sono stato testimone di una delle più brutte cadute: due amici sono rimasti a terra: uno con la frattura esposta della clavicola-prosegue, e l’altro in un bagno ed esanime. Mi sono dovuto fermare in attesa dell’arrivo dei soccorsi”, conclude il presidente, “per non parlare della caduta sul traguardo allo sprint finale”. Nonostante ciò, la performance dei ciclisti idruntini è stata esemplare: Aldo Borgia è stato da subito tra i migliori, con una media di quasi 40 chilometri l’ora è arrivato quarto nella categoria A4 (a 12 secondi dal vincitore), e 64esimo su 400 arrivi. Maurizio Pellegrino è arrivato alla seconda volata, lasciando gli onori del traguardo alla componente femminile del gruppo, giungendo 260° assoluto e 99° nella categoria A3; infine ad Antonio Fisotti rende onore un 285° assoluto e un 37° posto nella categoria A4. Antonio Pellegrino prosegue invece la sua collezione di piazzamenti con i circuiti di cross-country al decimo Trofeo “Fiera Pessima” di Avetrana: un circuito lungo 45 km, veloce, con continui saliscendi e molti tratti di terreno duro e compatto, su cui Pellegrino si è piazzato ottavo nella categoria M4 e 79° nella classifica assoluta, pedalando per 2 ore e dieci minuti. “E tutti in fuori-soglia, col cuore a mille e poco fiato”, ha detto il ciclista al rientro, “su un tracciato che ha messo a dura prova i nostri quadricipiti e le biciclette”. Prova ne è stato il disguido tecnico che ha costretto Cristian Briguglio a chiamarsi fuori dai giochi dopo metà gara, mentre stava dando il meglio di sé.
Salvo Sammartino


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