Tre associazioni ambientaliste si schierano contro l’eolico. Com’è possibile, viene da chiedersi, dato che l’eolico è una delle risorse energetiche inesauribili e pulite che solitamente vengono maggiormente accreditate quando si parla di energie alternative alle risorse esauribili? È presto detto: la loro protesta, inoltrata alle autorità regionali, vuole puntare a una questione fondamentale, ossia come le torri eoliche rappresentino, a loro avviso, un pugno in un occhio, in particolare presso siti di rilevanza ambientale non indifferenti, come le zone comprese tra Otranto, Giuggianello, Minervino e Palmariggi, ma soprattutto la cosiddetta “collina dei Fanciulli” e Torre Sant’Emiliano. In queste zone, dovrebbero sorgere infatti tre impianti di torri eoliche. “La Collina è scrigno di miti e leggende plurimillenarie, paradiso di natura e archeologia, di incantevole bellezza – si legge nella lettera a firma del Coordinamento Civico per la Tutela della Salute del Territorio e del Cittadino, il Forum Ambiente e Salute del Salento e Save Salento – i tre progetti per impianti di mega eolico, per circa 20 maxi-aerogeneratori, lì ubicati nei tre feudi adiacenti rispettivamente di Giuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce, rappresentano uno stupro dall’impatto di indicibile carica devastatrice e di inaudita gravità. Non solo, le ubicazioni di quelle torri, alte ben 125 metri su una collina che non supera 115 metri sul livello del mare, comporterà il completo sfiguramento e danneggiamento dello skyline di Otranto e del cono visuale paesaggistico di Torre Sant’Emiliano”. A tutt’oggi, però, pare, dallo stesso comunicato inviato dagli ambientalisti, che i lavori siano fermi, anche se sono spuntati i cartelli di inizio lavori, nonostante la Soprintendenza li abbia bloccati: le torri dovevano sorgere infatti su dei siti di grande interesse archeologico, storico e architettonico, per cui si dovrà attendere per vedere come questa intricata vicenda andrà a finire.
Angela Leucci






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