Tassa di soggiorno a Otranto? Confindustria, Confesercenti e Assohotel non ci stanno, e propongono il ricorso al Tar richiedendo anche il decreto cautelare urgente di sospensione, attraverso gli avvocati Luca Bruni e Luigi Mariano. Oltre alle associazioni, a proporre ricorso sono anche quindici operatori turistici di Otranto che chiedono sia discussa nel merito tale imposizione. “Un ricorso che verte su diversi punti”, spiega l’avvocato Bruni, “tra cui l’intempestività dell’introduzione di questa tassa, con la stagione già in corso e con costi giornalieri già negoziati con il cliente, e poi la violazione del codice del contribuente e dei principi generali in materia, che rimandano al 1° gennaio dell’anno successivo l’operatività di ogni imposta o tributo, e infine la violazione del vincolo di destinazione delle somme, dato che il Comune di Otranto, nell’approvazione del bilancio, non ha indicato come e dove intende spendere i proventi di questo prelievo”. Insomma, sulla tassa di soggiorno si addensano, in piena estate e nel primo anno di applicazione, le nubi di un ricorso al Tar che potrebbe avere gli esiti più vari. Peraltro, se dovesse essere accolto il decreto cautelare d’urgenza che sospende la tassa, la maggior parte degli introiti previsti andrebbero perduti. Con molta probabilità il Tar si pronuncerà il 27 di luglio, in piena stagione turistica.
Elio Paiano


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