Il progetto esecutivo per la riqualificazione di piazzetta Matteotti dovrà cambiare. La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistico per le province di Lecce, Brindisi e Taranto ha risposto alle osservazioni della minoranza consiliare, inviando una lettera che gli uffici comunali avevano già ricevuto in data 24 agosto e che riprendeva per lo più le stesse osservazioni dell’opposizione. Emerge dalla missiva del soprintendente ad interim Salvatore Buonomo un fattore da non sottovalutare, cioè che “non dovranno essere sostituite le alberature esistenti”. Su piazzetta Matteotti, negli ultimi due mesi, si erano spesi i gruppi di minoranza “per far prevalere il buon senso degli amministratori cittadini rispetto a un progetto che non riqualifica ma stravolge una pregevole opera pubblica della fine dell’Ottocento”. “Prima della rimozione dell’asfalto – si legge ancora nella lettera – dovranno essere eseguiti saggi atti a verificare la presenza di una pavimentazione preesistente in basoli che dovranno essere recuperati. La pavimentazione dell’area dovrà essere eseguita con basoli di pietra calcarea, il cui campione dovrà essere sottoposto all’esame della scrivente eliminando le previste riquadrature e ulteriori fasce. La pezzatura e la posa in opera dei basolati dovranno rispettare le dimensioni dei basoli esistenti e le tecniche costruttive tradizionali. Le aree già pavimentate possono essere integrate con l’inserimento di aiuole e elementi di arredo”. Intanto i gruppi di minoranza, attraverso i due capigruppo Antonio Bovino e Marco Castelluzzo, soddisfatti delle prescrizioni della Soprintendenza, rilanciano, all’unisono, sull’idea di riqualificazione, sostenendo che riqualificare non significa rimuovere un pezzo importante di storia martanese, ma integrare e aggiungere altri elementi di abbellimento in sintonia con l’esistente.
Fabio Tarantino


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