di Mauro Ragosta
Negli ultimi 150 anni, la provincia di Lecce ha mostrato sempre gli stessi schemi economici, che trovano larga applicazione anche nel comparto turistico. Il turismo è caratterizzato, infatti, da dinamiche coerenti con le più generali peculiarità dello storico incedere dell’economia leccese. Va da sé che, sebbene Otranto presenti delle specificità rispetto al più ampio contesto leccese, queste tuttavia non la disarcionano dai più generali orientamenti della provincia. È a Otranto che si percepiscono le nuove tendenze del turismo salentino. Ma qual è lo schema di riferimento, tipico del mondo produttivo del Basso Salento? Questo si compone in quattro fasi sequenziali. La prima si connota per l’emergenza di un fenomeno produttivo su sollecitazione della domanda locale. Qui, la produzione presenta una vasta gamma di soluzioni, dalle più economiche alle più sofisticate. La seconda fase, invece, si sostanzia in una crescita quantitativa su soluzioni prevalentemente economiche. È una fase di forte fermento imprenditoriale e, molto spesso, costellata da operatori che si inseriscono nel settore solo perché caratterizzato da alti profitti. Segue dunque la terza fase che si contraddistingue dalla crisi, dove, il principale effetto è quello di liberare il settore dagli imprenditori d’avventura. Infine, la quarta fase è quella dello sviluppo, in cui gli imprenditori maturano e si realizzano prodotti e servizi di alta qualità, capaci di competere e affermarsi a livello nazionale e internazionale, in maniera proattiva, conferendo così stabilità all’intero sistema economico locale. Sulla scorta di questo quadro di riferimento, non è difficile intuire che il turismo a Otranto sia all’apice della terza fase e molti sono gli indizi dell’avvio della quarta, mentre il resto degli agglomerati turistici della provincia si intrattengono ancora nella seconda fase. Appare evidente lo stato di crisi del turismo idruntino. Questo è messo in evidenza, in primo luogo, dal calo vistoso della media delle presenze negli ultimi sette, otto anni, dove ad aggravare la situazione contribuisce l’attuale aumento dell’offerta di posti letto e di strutture ricettive. Uno scenario che aumenta la concorrenza tra gli operatori, i cui risvolti sono l’abbassamento dei loro profitti. Ma c’è di più. A segnalare la situazione difficile sono la chiusura dei battenti di non pochi esercizi commerciali, registrando questi, infatti, una flessione del 10% circa, negli ultimi cinque anni, e l’aumento preoccupante del numero dei protesti, passati da pochissime decine nel 2003 a oltre 180 nel 2009. È una congiuntura economica per la città di Otranto non facile, anche se ultimamente si intravedono segnali e azioni da parte degli operatori privati, che pongono l’offerta turistica idruntina su un nuovo piano di sviluppo, più aderente alle nuove tendenze turistiche, dove, infatti, i frequentatori ultrasessantacinquenni stanno assumendo un ruolo strategico. Non sono poche le strutture alberghiere che si sono insediate a Otranto e che presentano un’offerta, sotto il profilo qualitativo, in linea con quelle che sono le opportunità del turismo attuale, che per molti aspetti sta arricchendo gli schemi che si sono imposti negli anni ‘90. Non è qui inopportuno, mettere in luce, inoltre, che, il turismo delle persone adulte si manifesta non nei periodi di punta, ovvero in luglio e agosto, ma nei periodi spalla, di apertura e di chiusura della stagione, pur non essendo irrilevante la loro presenza nei periodi più caldi. Ma a Otranto si è ancora in presenza di un riassetto dell’offerta a livello embrionale. Molto forti sono i modelli legati all’offerta tradizionale. E non chiare si mostrano le idee tarate sulle nuove tendenze che hanno per attore un turista esigente, molto esigente, il quale considera in maniera globale il sistema d’accoglienza. In poche parole, dunque, non solo l’alloggio, il ristorante e il mare. Predilige, infatti, località vive anche sotto il profilo commerciale e culturale, non rappresentando per lui prioritario solo l’offerta dell’accoglienza nei suoi tratti essenziali, compresi quelli urbanistici. In tale prospettiva, gli attori del sistema turistico idruntino, siano essi privati siano essi pubblici, in questi prossimi anni dovranno, pertanto, porre attenzione a impostare un’azione turistica che, attraverso l’elaborazione della creatività, abbia come filosofia la costruzione di un centro vivo e vivibile di più ampio spettro e maggiore articolazione, che sappia soddisfare le esigenze specifiche degli ultrasessantacinquenni con una capacità economica significativa e con un grado culturale superiore.


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