Il parco di Piazza Comi a Maglie è in condizioni disastrose. A denunciare lo stato di degrado dello spazio verde è Mariateresa De Maggio referente magliese di Sinistra Ecologia e Libertà: “Si tratta di un parco ricavato in una zona periferica ma densa di alloggi, lasciato in uno stato di abbandono totale. La situazione è, oltreché desolante, pericolosa. Come tutti i cittadini magliesi ricorderanno, non si tratta del primo caso di degrado, già avevamo assistito allo scempio del parco giochi intitolato a Don Pino Palanga che fu risistemato solo ed esclusivamente dietro sollecitazioni e denunce che fecero muovere l’interesse dell’ Assessore competente”. L’esponente di Sel, pur premettendo non riuscire a comprendere “la furia di certi vandali (totalmente condannabile) che sembrano accanirsi sempre contro le pochissime realtà destinate al tempo libero e fruibili da anziani e bambini”, non può esimersi dal notare “lo stato di perseverante abbandono in cui versano certi luoghi. Riguardo al Parco di Piazza Comi, se non dovesse più assolvere (come sembrerebbe) alla funzione per cui è stato progettato, chiediamo, almeno, che vengano rimossi gli ultimi ‘giochi’ poiché rappresentano esclusivamente fonte di pericolo della quale, siamo certi, l’amministrazione comunale non vorrà rendersi responsabile”. L’amara conclusione della De Maggio è che “al netto di tutte le difficoltà di gestione, resta a tutt’oggi innegabile che un bimbo, nel comune di Maglie, non abbia alcuno spazio realmente verde di cui poter fruire in una situazione di sicurezza, pulizia e vigilanza per tutto l’arco dell’anno”. Il Circolo Sinistra Ecologia e Libertà di Maglie ritiene che anche “questo piccolo problema possa essere motivo di discussione utile in una cittadina nella quale il confronto sembra scomparso al punto che nessuno sente il dovere di convocare un Consiglio Comunale giacché l’ultimo si è tenuto nel mese di dicembre. Aspettiamo fiduciosi che qualcosa si muova ma, nel frattempo, ci sembra doveroso segnalare quelle anomalie presenti nella nostra comunità”.
Maurizio Tarantino


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