San Cassiano e Castrignano dei Greci scelgono la continuità

San Cassiano e Castrignano dei Greci al voto, due reazioni tutte salentine alle necessità dei tempi.
Nel piccolo comune nei pressi di Maglie, viene riconfermato Gabriele Petracca, ri-sindaco alla guida di una lista civica di estrazione pidiellina, vincitore nei confronti del nuovo Ferdinando Scaravan, rappresentante della sinistra locale
L’affluenza è stata bassa nel paesino se confrontata con le amministrative di 5 anni fa, in cui vinse Gabriele Petracca eletto il 27 maggio 2007 con il 54,3% nella civica tendente al centro destra e si avvia verso i 20 anni di governo cittadino.
Anche San Cassiano ha riconfermato Petracca con 1.051, il 73,18% per la lista civica “Insieme per San Cassiano” e conquista 4 seggi, mentre l’uomo nuovo della locale sinistra, Ferdinando Scavran, si ferma a 385 voti, ovvero al 26,81% con la lista civica San Cassiano Libera e ottiene i 2 seggi dell’opposizione.
L’affluenza a San Cassiano è scesa di quasi il 10%, dallo 85,2% al 77,21% di questo 2012.

Mentre a Castrignano dei Greci l’affluenza si è attestata al 66,96% ( alle passate elezioni fu il 72,2%), segno negativo anche in questo caso per l’affluenza alle urne.

Se la campagna elettorale del paese griko ha sorpreso per la frammentarietà, non sorprende invece l’elezione a sindaco di Antonio Zacheo.
Il sindaco uscente e non ricandidabile è stato Donato Amato, eletto il 27 maggio 2007 con il 54,3% dei voti dei suoi elettori, che sono 4.385 in totale, il quale ha sostenuto proprio il neo sindaco Zacheo.
I voti si sono così divisi, Antonio Zacheo 1.302 voti, 46,17% civica – “Progetto Democratico” la quale ottiene i 5 seggi di maggioranza, mentre i due scranni d’opposizione vanno alla lista civica pdellina di Anna Maria De Simone 973 voti, 34,50%, “per Castrignano”.

Restano a secco di rappresentanti le altre liste: Salvatore Treglia ha ricevuto 222 voti, per un totale del 7,87% “ l’Idea Comune”. Resta fuori dal palazzo comunale anche la frisulliana Rita Marilena Comi 205 le preferenze ricevuto, con un 7,26% “Castrignano Migliore”, fuori anche Sel di Vincenzo Casaluci, 118 voti 4,18% “Insieme per Cambiare”.

Jenny De Cicco

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Antonio Mariano forma la nuova giunta a Scorrano

Tutto pronto, la nuova giunta di Scorrano è formata, giusto poco dopo l’elezione di consiglieri e naturalmente del sindaco. Che è Antonio Mariano e ha chiamato a sé i quattro assessori richiesti per il suo comune, scelti tra i consiglieri eletti nella sua lista di appoggio alle elezioni. Gli assessori sono quindi Amedeo Scarpa, Antonella Rizzo, Pierluigi Blandolino e Rocco Amato. I primi tre non sono esattamente volti nuovi della politica scorranese, benché non siano neppure facce vecchie per una mera questione anagrafica. Scarpa, “l’assessore dei bambini”, per la sua esperienza nelle politiche dell’infanzia, e Rizzo sono stati infatti assessori nella giunta Pendinelli, Scarpa per due dei mandati dell’ex sindaco Mario, che ha deciso di restare al ruolo di consigliere e quindi lasciar governare la città a volti relativamente nuovi, Rizzo solo per quest’ultimo mandato. Neppure quello di Blandolino è un nome troppo nuovo: figlio dell’ex sindaco e insegnante amatissimo da magliesi e scorranesi Antonio Blandolino, Pierluigi si era candidato sindaco cinque anni fa. La sua lista non ce l’aveva fatta a vincere, ma lui si è guadagnato un posto in consiglio e stavolta è diventato addirittura assessore, segno che forse ha fatto breccia nel cuore della gente. Mariano, che è stato a sua volta assessore, ha deciso di non ricorrere ad assessori esterni, dato anche che nel comune è possibile avere contemporaneamente la carica di consigliere e di assessore. Di fatto, tutti coloro che sono stati candidati in appoggio alla lista di Mariano ora hanno un posto in consiglio comunale.

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Vincenzo Siciliano è stato licenziato

È stato licenziato Vincenzo Siciliano, cameraman senza retribuzione da circa 7 mesi, ormai ex dipendente di Canale8. Siciliano ha ricevuto ieri una lettera di licenziamento che veniva giustificato con una “ristrutturazione aziendale”.
Unanime la solidarietà nei confronti del cameraman espressa dal mondo civile, istituzionale, politico e naturalmente dei sindacati.
Vincenzo Siciliano fu il primo dipendente della nota emittente locale a denunciare lo stato d’insolvenza della stessa a suo danno: si è concretizzata la protesta dal titolo “L’informazione non è un hobby”, che sta dilagando tra i professionisti del “quarto potere”, i quali utilizzano slogan e immagini in difesa del proprio lavoro al posto delle normali foto-avatar dei propri profili su social network e in altre maniere più concrete.
La notizia del licenziamento è arrivata in pieno spoglio delle amministrative 2012 e ha sconfortato i colleghi di Vincenzo.
La protesta è dilagata a macchia d’olio, i fattori che hanno contribuito alla popolarità della protesta sono stati certamente la velocità d’informazione d’oggi grazie all’utilizzo della rete, e la situazione di disagio, molto comune tra gli operatori del settore informazione.
A Vincenzo non venivano retribuiti i 900 euro mensili.
Parlando e postando on line è così diventato un simbolo, un emblema amaro e crudele della situazione di precarietà in cui versano la maggior parte dei lavoratori dell’informazione, dai tecnici ai giornalisti, e causata dall’incoscienza di alcuni editori e soprattutto da leggi e contratti nebulosi e svantaggiosi per il contraente, i quali permettono lo sfruttamento di un lavoro onesto e necessario alla società, quello dell’informatore.
Emittenti e giornali, avvisano dai sindacati, spesso sfruttano il lavoro altrui pur ricevendo finanziamenti pubblici che potrebbero essere ridistribuiti ai dipendenti delle aziende.
“Esprimo piena solidarietà nei confronti di Vincenzo Siciliano”, ha riferito l’onorevole salentina Teresa Bellanova in una nota stampa, Giovanni D’Agata, dello sportello dei diritti e Idv ribadisce: “Vincenzo Siciliano è stato licenziato per ritorsione. Lo Sportello dei Diritti, tramite i suoi legali, si propone di assumere in maniera assolutamente gratuita la difesa del cameraman.”
Il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto: “Quanto accaduto è un atto incomprensibile e ingiustificato, che lede la professionalità e la dignità dei lavoratori.”

Jenny De Cicco

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Con “Mo(n)di di scrivere” Lupo Editore apre le porte agli amanti della scrittura

Lupo Editore organizza “Mo(n)di di scrivere”, un corso per chiunque voglia accostarsi (o migliorare il suo rapporto) al magico mondo della scrittura.

“L’idea nasce dalla constatazione che è comune pensare che una buona penna sia frutto di un innato talento. Invece, la scrittura, come qualsiasi altra forma di espressione, necessita di uno studio, una veste da indossare a seconda dell’occasione. Bisogna comprenderne i trucchi, ricercare gli strumenti giusti, gli attrezzi utili da custodire nella valigia dello scrittore”, fanno sapere dalla casa editrice, “Non esistono, però, leggi e regole fisse per scrivere un romanzo, un testo per i bambini o ragazzi, una sceneggiatura teatrale o cinematografica. Ma esistono diversi modi per svariati mondi. Basta saper esprimere e dare forma alle visioni, alle storie che si rincorrono nella mente…fermarle e metterle sul temuto foglio bianco”.

Il corso di scrittura proposto da Lupo Editore, che mette al centro dell’attenzione un’esplorazione riguardante le differenti forme letterarie, giocando con “modi/mondi” di scrivere, perché ogni forma è, appunto, sia un modo che un mondo, sarà suddiviso nei seguenti moduli: Scrivere un romanzo (editing e autoediting), Scrivere per l’infanzia e per i ragazzi, Scrivere per il teatro, Scrivere per il cinema.

Gli incontri, strutturati secondo la formula “weekend full immersion”, avranno luogo, a partire dal 19 maggio, presso la Tenuta Scaloti, una splendida villa d’epoca immersa nel verde, sulla provinciale Copertino-San Pietro in Lama e saranno tenuti da Donatella Neri, Livio Sossi, Francesco Niccolini, Omar Di Monopoli, i quali avranno un occhio particolare per la parte pratica, in cui ogni docente guiderà i partecipanti alla scrittura e all’editing di un testo.

La formula di questo corso, davvero originale, permetterà di iscriversi – entro il 12 maggio –all’intero corso o ai singoli moduli. Per qualsiasi informazione è possibile contattare la casa editrice telefonicamente o visitare il sito internet di Lupo Editore.

Gianluca Conte

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Un fotografo otrantino a Bruxelles

A Bruxelles mostra dell’elite fotografica pugliese. Presente un leccese di origini idruntine, Lorenzo Papadia.
Quindici i fotografi rappresentati dalle proprie opere ne «Il mondo della Puglia creativa», presso la zona G-Galerie Cafeterie Rdch- sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.
Lo scopo è promuovere la Puglia con di immagini e testi di Sm-art lab, un collettivo nato a Lecce da Valentina D’Andrea con Carla Punto e propone gigantografie fotografiche su progetti e opere connesse con il design, l’artigianato, l’operatività culturale, la scrittura e la fotografia.
Sm-Art Lab si presenta come una realtà in divenire, che di stagione in stagione cambia, si rigenera, si arricchisce e si lascia influenzare dal contesto: per questo gli appuntamenti estivi hanno un sapore tutto diverso da quello che riservano le iniziative programmate per i mesi più freddi.

Già a partire dai luoghi, cambiano le atmosfere. Nell’autunno/inverno 2011-2012, la carovana di creativi si muove in ambienti accoglienti, come ristoranti, teatri, salotti di case private, boutique. In questi spazi, le originali creazioni proposte si offrono alla curiosità di un pubblico che rifugge le banalità e gli stereotipi ed è alla ricerca di oggetti unici, emozionanti, rigorosamente hand-made.
L’allestimento di Bruxelles prevede 16 pannelli in cartone corredato da un catalogo bilingue che documenta le storie degli artisti. Partecipano: Big Sur, Alessandra Bray, Ida Chiatante, Valentina D’Andrea, Decadelab, Rosamaria Francavilla, Yes we knit, Elisabetta Liddi, Carmilia Menelao, Gemma Palamà, Lorenzo Papadia, Luigi Rigliaco, Adalgisa Romano, Giuseppe Summa, Fulvio Tornese. Inaugurazione il 9 maggio alle 17.30 Possibilità di informarsi all’indirizzo web www.sm-artlab.it.

Jenny De Cicco

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Lecce sceglie di andare sempre più avanti con Paolo Perrone. Vittoria schiacciante del sindaco uscente

Lecce, Martedì 8 Maggio 2012, ore 4,30, 102 sezioni scrutinate su 102: Paolo Perrone riconfermato sindaco di Lecce. I dati finali confermano il trend delle prime battute: Paolo Perrone (Centro-Destra) 64,3%, Loredana Capone (Centro-Sinistra) 25,8%, Luigi Melica (Udc) 4,6%, Maurizio Buccarella (Movimento 5 Stelle) 4,3%, Antonio Capone ( Lista Civica- Verso Lecce) 0,6%, Andrea Valerini (Alternativa Comunista) 0,3%. La città sceglie di andare avanti guardando indietro, il risultato clamoroso del centro-destra è più di una scelta maturata nei mesi di campagna elettorale, è una conferma stabilizzata nei cinque anni dell’amministrazione Perrone. A Palazza Carafa continua il lungo corso inaugurato nel 2007 che prosegue in una direzione migliorativa, per niente intaccata dalle pesanti accuse pre-elettorali. Tuttavia c’è un tempo per ogni cosa, e ora è il momento di raccogliere ciò che si è seminato, e lasciare spazio ai sentimenti. Perrone, “commosso dall’affetto” al comitato elettorale, che lo attende festante ringrazia tutti per la vittoria schiacciante, ed esprime il desiderio di abbracciare la città intera. Lascia per una volta i commenti politici e le disamine di genere ai compagni di viaggio che hanno festeggiato la sua vittoria. La soddisfazione per il risultato raggiunto stagliata sui volti di Antonio Gabellone, Gerardo Filippo, Mauro Vadrocci, e tanti altri amici e sostenitori, trova la sua eco espositiva nelle parole di Raffaele Fitto che dichiara: “È un grande risultato per i leccesi che hanno premiato il lavoro di questi anni.
Il consenso al sindaco uscente fa emergere una realtà in controtendenza rispetto al dato nazionale, ed è una risposta all’ondata di disaffezione generale. Il risultato della città di Lecce dimostra che l’unica risposta possibile all’anti-politica è la buona politica. Quella dell’amministrazione di Paolo Perrone, a Lecce negli ultimi cinque anni”. Rivendica per sé una previsione anticipata della vittoria, Rocco Palese che ricorda la sua forte convinzione nel sostenere la serietà dei programmi e la credibilità dei candidati del centro destra. Saverio Congedo non lesina critiche a un centro sinistra polverizzato da un voto che, sottolinea l’esponente regionale del partito di Perrone, non parla solo di risultati amministrativi leccesi, ma richiama a ben più profonde analisi regionali. Ma ci sono giorni in cui l’istituzionalità degli eventi lascia spazio all’anti-convenzionalità del singolo episodio, e oggi vince un uomo pubblico ma festeggia anche un privato cittadino. Paolo esulta per la sua conferma a sindaco della città di Lecce, e svela frammenti personali di una storia familiare. A vigilare su di lui il padre, Enzo Perrone, che per tutto il tempo dello spoglio raccoglieva dati e con equilibrio invitava alla moderazione, e accanto al neo-riconfermato primo cittadino, sempre, in tutte le occasioni, compresa quest’ultima, una giovane premiere dame, la figlia Marta. Come dire che per una che va via in Francia, un’altra italiana la sostituisce sulla scena politica locale. Ricomincia l’8 Maggio del 2012 l’avanzata del centro-destra, e va sempre più avanti nel segno della continuità, sempre più avanti con le sue “mete” ad alta partecipazione, sempre più avanti con la rigenerazione dei suoi quartieri, sempre più avanti con le sue opere, sempre più avanti con la sua economia e le sue tradizioni, sempre più avanti con la cultura e il turismo, sempre più avanti nel welfare, sempre più avanti nell’ambiente e nella mobilità sostenibile. Sempre più avanti con Paolo Perrone.

Maria Rosaria Contaldo

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A Otranto si riconferma sindaco Luciano Cariddi

Il sindaco uscente, Luciano Cariddi, con la lista “ViviAmo Otranto” si riconferma alla guida di Otranto. Otranto registra un’affluenza alle urne molto alta (80,83%), in controtendenza rispetto alla media nazionale, e il verdetto dei due seggi elettorali nei quali i cittadini si sono recati per esprimere il proprio voto è chiaro: “ViviAmo Otranto” vince con il 61,8% (2.526 voti), la lista “Alleanza per Otranto” si piazza al secondo posto con il 32,1% (1.314 voti), infine, chiude la lista “Nuovi Orizzonti per Otranto” con il 6,1% (248 voti).
Così, tra la continuità e il rinnovamento è prevalso il primo aspetto, un bis concesso con una vittoria schiacciante – circa 1200 voti di scarto – sulla lista “Alleanza per Otranto” guidata da Corrado Sammarruco. Ѐ stato un crescendo di consensi per il sindaco uscente dopo una campagna elettorale dai toni a tratti accesi: alla fine Cariddi e la sua compagine sono stati supportati dagli elettori. In tutta questa situazione un aspetto spicca su tutti: stiamo parlando delle cosiddette quote rosa. L’unica donna presente nella lista di Cariddi, Lavinia Puzzovio, ha avuto successo con 356 voti, ma per il resto delle liste il distacco di genere è stato evidente. Le ipotesi possono essere molteplici, ma un fatto è certo e incontestabile, distante da qualsiasi concezione partitica tanto di destra quanto di sinistra: la politica otrantina non è ancora pronta ad avere un numero corposo di donne al suo interno, ancor di più se si pone l’accento sul ruolo di candidato sindaco. L’emancipazione della donna nella vita sociale è storicamente crescente, ma per quanto concerne la politica le quote rosa sono destinate a ruoli marginali e quasi mai di spicco, tranne in alcune realtà. A Otranto, in questa tornata elettorale, vi era una forte componente femminile in entrambe le liste di opposizione, ma questo non è bastato ad annullare il gender gap nell’immaginario della cittadinanza. Indipendentemente dalle quote rosa, la parola “cambiamento”, sempre politicamente parlando, non ha attecchito negli animi degli otrantini che, dati alla mano, hanno giudicato positivamente l’operato dell’amministrazione uscente. Storicamente il “cambiamento” non è ben visto dalla gente per tante ragioni e una di queste è da ricercare nel proverbio che recita: “chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova”. Ora la parola “continuità”, tanto osannata durante queste ultime settimane, è una realtà e rimane viva la speranza che tutte le forze di maggioranza e opposizione possano dare una mano affinché Otranto dia il meglio di sé.

Alessandro Conte

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Il Tar dà ragione al Comune di Santa Cesarea

Il comune di Santa Cesarea ha ragione. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce ha pronunciato la sentenza sul ricorso proposto dal Comune di Santa Cesarea Terme contro la Regione Puglia, e delle Terme di Santa Cesarea, rappresentata, per l’annullamento della determinazione del Dirigente Ufficio Pianificazione della N. 01581/2011.
Infatti la concessione per lo sfruttamento delle sorgenti termali di Santa Cesarea da parte della società Terme di Santa Cesarea è scaduta e il suo rinnovo va annullato. Questa è la sentenza del Tar di Lecce dello scorso 23 febbraio e depositata il 27 aprile, accogliendo il ricorso presentato dal Comune di Santa Cesarea contro il provvedimento di rinnovo emanato dalla Regione.
La società Terme di Santa Cesarea aveva ottenuto la concessione ventennale per lo sfruttamento delle sorgenti denominate “Santa Cesarea” il 30 luglio 1991 dal presidente della giunta regionale e ne ha chiesto il rinnovo, per altri 20 anni, ma il comune si è opposto, comunicando le proprie ragioni in una nota inviata alla Regione il 23 marzo 2011 e un’altra nota più dettagliata inviata dopo che la pubblicazione della richiesta di rinnovo sull’albo pretorio.
La Regione ha comunque rinnovato la concessione alla società Terme di Santa Cesarea, in data 19 luglio 2011, per la durata di altri 20 anni, decisione contro cui il comune ha presentato ricorso al tribunale amministrativo.
La Regione non avrebbe verificato, prima del rinnovo, se la società “Terme di Santa Cesarea” avesse rispettato le disposizioni e i requisiti richiesti. La domanda di rinnovo è stata infatti presentata oltre il termine, la regione non ha considerato le opposizioni avanzate dal comune secondo cui per assegnare la concessione si sarebbe dovuta fare una gara formale e dunque l’articolo 30 legge regionale 44/1975 è incostituzionale laddove prevede il rinnovo senza gara.
Al ricorso la società si è opposta con un controricorso, presentato il 14 novembre 2011, in cui si sostiene l’inammissibilità del ricorso del Comune per “carenza di legittimazione e di interesse”.
Con la sentenza del 23 febbraio, il Tar ha però dato ragione al Comune.
Daniele Cretì, sindaco della cittadina, si dichiara soddisfatto per il raggiungimento del risultato sperato e che “con il buon senso da parte di tutti si possa addivenire quanto prima ad una soluzione condivisa’.
“Credo che l’ azione politica di un amministratore pubblico debba essere sempre finalizzata alla tutela e valorizzazione del bene comune. La sentenza emessa dal TAR di Lecce interessa una porzione di terreno su cui circa vent’ anni fa è stato realizzato il Nuovo Centro Termale costato alle casse pubbliche quasi 40 miliardi di lire. Credo sia un dovere delle Istituzioni cercare soluzioni idonee per mettere in funzione questa struttura di proprietà comunale ed attualmente concessa in uso alla società Terme di Santa Cesarea dotandola delle necessarie acque minerali. Noi non intendiamo nel modo più assoluto mettere in ulteriore difficoltà un’azienda di cui il Comune di Santa Cesarea ne è socio quasi al 50%. Nell’assemblea dei soci che si è tenuta venerdì scorso per l’ approvazione del bilancio abbiamo già chiesto al socio Regione un tavolo di concertazione per discutere anche di questa problematica nell’interesse della comunità cesarina e del territorio: sono convinto che con il buon senso da parte di tutti si possa giungere quanto prima a una soluzione condivisa”.

Jenny De Cicco

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Vini rosati, concorso al castello con polemica

Premiazione del primo concorso nazionale di vini rosati a Otranto.
La cerimonia di premiazione si terrà nella mattinata del 5 maggio 2012 presso il Castello Aragonese di Otranto. Durante l’intera giornata, sarà possibile visitare la mostra dedicata alle etichette di tutti i partecipanti al concorso con degustazioni a cura di diverse aziende vinicole provenienti da tutta Italia.
Il concorso nasce dalla volontà condivisa della Regione Puglia, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, di Assoenologi nazionale e di Unioncamere Puglia, con l’obiettivo di valorizzare questa tipologia enoica che negli ultimi anni ha mostrato una crescita significativa in Italia, suscitando l’interesse sempre maggiore dei mercati.
Il concorso intende valorizzare le migliori produzioni nazionali, favorirne la conoscenza e diffusione e, nello stesso tempo, orientare le aziende a produrre vini di qualità, adeguatamente presentati e commercializzati, con moderni criteri mercantili.
Per l’occazione saranno allestite sale espositive e il 5 maggio è prevista anche l’inaugurazione della mostra “Rosati d’Italia”, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e forestali Mario Catania e dell’assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia Dario Stefàno.

Presso la Sala Triangolare al piano terra del Castello Aragonese inizio della Tavola Rotonda con la conduzione eccezionale dei due dj “Fede e Tinto” – Rai Radio 2, della trasmissione Decanter . A seguire il convegno “I rosati e il loro consumo”. Introduce il Davide Gaeta – Facoltà di Economia Università degli Studi di Verona, Consigliere Accademia Italiana della Vite e del Vino e con la partecipazione di Mario Catania – ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Nichi Vendola – presidente della Regione Puglia, Dario Stefano – assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia, Federico Castellucci – direttore generale Oiv Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, Paris, Antonio Calò – presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Serge Dubois – presidente Union International Oenologues, Giuseppe Martelli – direttore Assoenologi.
La cerimonia di premiazione si terrà alle 12, premiano Mario Catania, Nichi Vendola e Dario Stefano.
L’occasione lieta è scossa dalla polemica innescata da Rocco Palese, segretario regionale del Pdl che ritiene “inopportuno che l’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia abbia inteso organizzare il primo concorso cnologico nazionale a Otranto proprio alla vigilia delle elezioni amministrative, e nel giorno del tradizionale silenzio elettorale, alla presenza peraltro del sindaco uscente (e ricandidato dalla sinistra) e del Presidente della Regione, dimenticando casualmente il presidente della Provincia di Lecce e ingenerando inevitabilmente il dubbio che si volesse organizzare una passerella politica, compromettendo quindi una pregevole manifestazione dedicata alle eccellenze d’Italia e del Salento, alla quale avremmo con piacere voluto partecipare. Certamente la manifestazione è stata organizzata mesi fa, ben sapendo che a Otranto ci sarebbero state le elezioni, ed è singolare che a noi consiglieri regionali sia arrivato un invito via mail solo ieri (giovedì) per domani (sabato). Data l’importanza che questa manifestazione riveste per le aziende del Salento, tra le prime in Italia per quantità e qualità di produzione di rosati, sarebbe stato decisamente più opportuno spogliarla da qualsiasi ombra e da qualsiasi dubbio che l’assessore Stefano (come tutti sanno originario di Otranto) abbia magari voluto cogliere l’occasione per far fare l’ultima passerella da sindaco, nel giorno del silenzio elettorale, al candidato della sinistra”.

Jenny De Cicco

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Sorgerà a Morigino la quinta farmacia magliese?

Dove aprirà la quinta farmacia magliese? A porre la questione il consigliere di Città libera, Antonio Giannuzzi: “La legge 475/68 e la circolare esplicativa del ministero, dispongono che sia tutto il territorio ad essere servito, cosa che a Maglie, in parte, è stata attuata con la localizzazione di due farmacie, una a Nord-Est e una a Sud-Est oltre alle due rimaste in centro; nessuna farmacia è localizzata ad Ovest della città che è, poi, la parte maggiormente popolata con prossimo importante nuovo sviluppo abitativo, come da previsione del Prg. Ci si aspettava che, in quest’occasione, la lacuna potesse essere colmata, ma l’amministrazione, con lettera del 23 aprile, comunica alla regione e agli altri organi interessati, l’intenzione di localizzare la nuova farmacia nella frazione di Morigino”. Una scelta che è solo apparentemente motivata dalla dichiarata volontà di dare un servizio alla frazione, “ma che sembra in realtà – continua il consigliere -soltanto una trovata populista e che, ritengo, non potrà essere attuata. Intanto il numero dei potenziali clienti, non può giustificare i rilevanti investimenti, necessari, per una farmacia fornita ed attrezzata; non è vero che gli abitanti di Morigino non hanno il servizio, considerato che, come da sempre fanno, si servono, per medicinali, come per altre spese, nel comune adiacente di Cursi; la consuetudine a servizi nel centro più vicino, dimostra che Morigino, non rientra nel disposto inserito nella circolare ministeriale che invita a tener conto dell’esigenza di ‘garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate’ in quanto c’è già una farmacia a circa 400 metri servita pure da una pista ciclabile, in posizione più vicina di quanto lo siano i quartieri nuovi, ad Ovest di Maglie”. Osserva Giannuzzi che in comuni scarsamente popolati anche con più residenti di quanti ne conti la nostra frazione, “molte farmacie esistenti hanno chiuso o sono rimaste inoptate dai farmacisti concorrenti alle assegnazioni delle nuove farmacie, non disposti a porre in essere investimenti dei quali non potrebbe esserci alcun ritorno”. Una scelta che è anche contraria allo spirito della liberalizzazioni “finalizzate a creare servizi e lavoro, con l’obbligo di assicurare un’equa distribuzione sul territorio. La scelta, espone il comune di Maglie ad un possibile contenzioso che, come al solito, si risolverebbe con l’esborso di risorse, senza possibilità di far valere le proprie, deboli, ragioni. Invito l’amministrazione a rivedere le proprie determinazioni, ricordando che non è ‘adeguata l’attuale distribuzione con riferimento al capoluogo’ come si legge nelle comunicazioni del 23 aprile, proprio per le ragioni già espresse, evitando di incorrere nuovamente -conclude Giannuzzi- nel disservizio offerto dagli Studi Medici Associati che, pur dovendo servire tutta la città, hanno scelto una sede, assolutamente decentrata creando, anche per questo, un enorme disservizio ai pazienti, sotto gli occhi indifferenti della pubblica amministrazione”.

 

Maurizio Tarantino

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Citizen Dick

Stamattina, stavo rivedendo “Quarto potere”, uno straordinario film del 1941, diretto e interpretato da un appena 25enne Orson Welles. Come tutti quelli che abbiano visto la pellicola sanno, il film parla di un magnate dell’editoria e della comunicazione che muore in solitudine. Il titolo originale è “Citizen Kane”, dal cognome del protagonista della storia, mentre in Italia è stato tradotto con “Quarto potere”, con evidenti riferimenti alla teoria sociologica secondo cui la stampa possa o meno influenzare l’opinione pubblica. La trama presenta affinità con la realtà, perché prende ispirazione da un personaggio realmente esistito, ma è impossibile non ravvisare oggi in Kane un antico Silvio Berlusconi e in Xanadu la sua Arcore. Ma questa è un’altra storia, anche perché il finale del film non ha affinità con il reale, dato che il protagonista muore in solitudine, mentre Berlusconi è vivo, sta bene e fa politica, più che altro però ricorda il finale de “Il caimano”. Ma in fondo fiction e realtà si mescolano sempre, al cinema, per mostrarci un mondo ideale, un mondo di evasione.
Difficile però, vedendo “Citizen Kane”, non addentrarsi in pensieri più profondi che non semplici accostamenti anacronisticamente impossibili. Viene da pensare all’influenza dei media sulle persone. “Quarto potere” ha fatto sì che poi venissero coniate le espressioni “Quinto potere”, in riferimento alla tv, e “Sesto potere”, che invece inerisce a internet. Ma a chi fa informazione come me viene spesso un pensiero in mente: quanto effettivamente i media influiscono sul pensiero delle persone o le persone abbiano i mezzi e i modi per ragionare con la propria testa? Propendo per quest’ultima ipotesi. Perché altrimenti, come scriveva uno dei miei autori preferiti, Mark Twain, già nell’800, altrimenti significherebbe immaginare che il lettore sia in realtà un idiota. Ogni giornalista si augura che i propri lettori abbiano spirito critico, proprio per non trovarsi a parafrasare il titolo del filmone di Welles, e sostituire il nome Kane con un altro. Dick.

Angela Leucci

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A Galatina “Perseo” del maestro Mimmo Anteri

Sabato 5 maggio, alle 18,30, presso il Museo Civico Pietro Cavoti, verrà inaugurata la personale di pittura del maestro Mimmo Anteri da titolo “Perseo – identikit di un mito”.

La mostra, a cura del critico d’arte Angela Serafino, vedrà l’intervento del professor Gianluca Virgilio, presidente dell’Università Popolare Aldo Vallone.

Mimmo Anteri, nato a Grottaglie ma residente e operante a Gallipoli, è sicuramente un artista tra i più originali e significativi della cultura salentina, e non solo, in quanto le sue opere sono conosciute ed apprezzate non solo sul territorio nazionale ma anche all’estero. Un artista i cui lavori non a caso sono stati definiti ricchi di “geometrie esistenziali”, per dirla con Battiato.

La pittura del maestro Anteri esprime i segreti della natura, i suoi lati arcani, nascosti. Le sue scelte cromatiche, insieme all’equilibrio e all’armonia del tratto, rendono questo straordinario artista quasi un aedo della forma e dello spazio, dell’aria, dei cieli.

Il simbolismo della sua arte, che porta l’immagine verso una rimozione della realtà così come appare, è lo specchio di un cammino artistico che interseca in più punti il vissuto dell’artista, così che i paesaggi interiori e quelli fissati sulla tela convergano secondo la naturalità dell’essere.

La ricerca dell’Anteri pone come suo punto cardine i colori, nel cui mistero, secondo lo stesso artista, è nascosta la vita, e con la vita l’energia, la forza che consente all’uomo di innalzarsi ad un livello superiore d’astrazione.
È con i colori che il maestro esprime le proprie emozioni, i propri sentimenti, il proprio percorso, ricco di storia e di miti che, metaforicamente, rappresentano le profondità del sentire umano.

Gianluca Conte

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