Scioperi contro i buoni lavoro in agricoltura

Sciopero in tutta Italia, da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dei braccianti agricoli. Anche in Puglia, e in Salento, a scatenare la protesta è l’articolo 11 del disegno di legge sul mercato del lavoro che prevede la possibilità, per tutti gli imprenditori agricoli di utilizzare i Buoni Lavoro dell’Inps fino a 110 giornate lavorative in un anno.
Sono oltre 100mila i lavoratori agricoli pugliesi in totale precarietà.
I lavoratori del voucher non usufruiranno della disoccupazione, dell’indennità di malattia, infortunio e maternità, dell’iscrizione negli elenchi anagrafici, la contribuzione figurativa agricola ai fini pensionistici i diritti previsti dalla contrattazione collettiva e dalla legislazione sul lavoro.
La manifestazione è prevista a Bari con corteo e comizio da piazza Castello.
Solo da Lecce sono previsti dieci pullman in partenza, numero non certo, considerando che probabilmente potrebbe aumentare date le richieste dei manifestanti.
Condanna da più parti e da più partiti alla legge, tra i quali il Pdl pugliese, per bocca di Rocco Palese: “Anche in Puglia i lavoratori agricoli e i sindacati sono scesi in piazza per chiedere alcune fondamentali modifiche al Disegno di Legge nazionale sul Mercato del lavoro per garantire diritti contrattuali e previdenza agricola ai cosiddetti lavoratori stagionali. Chiediamo al Governo Regionale e ai parlamentari pugliesi di recepire le loro istanze e sostenere in Parlamento gli emendamenti proposti dai sindacati. In sostanza i sindacati chiedono modifiche agli articoli 11, 24 e 28 del DDL sul mercato del lavoro che nell’attuale formulazione, pur riconoscendo i contratti stagionali come esempi di buona flessibilità, prevede che questi contratti siano esclusi dal pagamento dell’aliquota aggiuntiva (1,4%) dovuta dalle aziende per gli altri lavoratori a tempo determinato ma non include in questa esclusione i lavoratori stagionali così come individuati dai Contratti Collettivi nazionali di lavoro. I sindacati chiedono invece di includere anche questi lavoratori nella esclusione dell’aliquota dovuta dalle aziende.
Inoltre chiedono anche alcune modifiche alla cosiddetta Mini Aspi, l’Assicurazione Sociale per l’Impiego che giustamente il Governo nazionale prevede di garantire anche ai lavoratori precari, ma non a tutti e, in questo caso, ne sarebbero esclusi i lavoratori agricoli stagionali. Chiediamo quindi al Governo regionale e ai parlamentari pugliesi, di recepire le istanze dei sindacati dei lavoratori di un settore, quello agricolo, che in Puglia è trainante per l’economia e il cui andamento nel nostro territorio è fortemente legato alla stagionalità dei prodotti alimentari”.
Condanna al disegno di legge anche dalla onorevole pugliese del Pd Teresa Bellanova.

Jenny De Cicco

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Tabella degli appuntamenti a Otranto in memoria di Bene

Continuano gli eventi per la commemorazione del decimo anniversario dalla morte di Carmelo Bene.
Il 16 marzo 2002 moriva a Roma Bene, uno dei massimi esponenti della cultura italiana. Teatro soprattutto, ma anche cinema, letteratura, poesia, televisione. Un artista poliedrico quanto controverso, in vita e in morte, che la sua regione, la Puglia, ricorda con un grande tributo.
Alcune iniziative si sono già svolte nelle scorse settimane, fra Otranto, Lecce e Bari.
Il programma, ricco e serrato continua a Otranto dal 28 aprile al 5 maggio (escluso il 1° maggio), presso il Castello Aragonese
Ecco la tabella degli appuntamenti ad Otranto.

 

28

APRILE

29

APRILE

30

APRILE

2

MAGGIO

3

MAGGIO

4

MAGGIO

5

MAGGIO

 

15.00

BENE! QUATTRO DIVERSI MODI DI MORIRE IN VERSI

(Blok-Majakovskij-Esenin-Pasternak)

di Carmelo Bene

1974, 96’

15.00

OTELLO O LA DEFICIENZA

DELLA DONNA

di William Shakespeare secondo Carmelo Bene

1979, 77’

15.00

HOMMELETTE

FOR HAMLET

Operettainqualificabile(daJulesLaforgue)

di Carmelo Bene

1987, 62’

15.00

CANTI ORFICI

(Domenico Campana)

di Carmelo Bene

1996, 63’

LORENZACCIO

AL DI LA’ DI

DE MUSSET E BENEDETTO VARCHI

di Carmelo Bene

1986, 57’’

15.00

CARMELO BENE -“ULiSSE”

DI JAMES JOYCE

1988, 17’

a seguire:

CARMELO BENE – IN-VULNERABILITA’ DI ACHILLE (TRA SCIRIO E ILIO)

di Carmelo bene

1997, 51’

 

15.00

L’ARTEFICE SUPREMO:

COME TI ERUDISCO

IL TEATRO

di Gino Santoro e Sergio Spina

(La storia siamo noi)

75’’

 

15.00

C.B. sul Web

LECTURA DANTIS

Carmelo Bene e Fernando Grillo al Castello di Otranto

2001, 43’

 

17.00

AMLETO

di Carmelo Bene (da Shakespeare a Laforgue)

1974, 64’

17.00

MACBETH

HORROR SUITE

di Carmelo Bene

1996, 69’

17.00

CARMELO BENE

VOCE DEI CANTI

Dai Canti di

Giacomo Leopardi, 1.a parte

1998, 83’

17.00

CARMELO BENE

VOCE DEI CANTI

Dai Canti di

Giacomo Leopardi, 2.a parte

1998, 92’ circa

17.00

CARMELO BENE IN CARMELO BENE. QUATTRO MOMENTI SU TUTTO IL NULLA

di Carmelo Bene

2001, 101’

 

17.00

MANFRED

Versione per concerto in forma d’oratorio

di Carmelo Bene

1979, 72’

 

17.00

PINOCCHIO, OVVERO LO SPETTACOLO DELLA PROVVIDENZA

(da Carlo Collodi)

di Carmelo Bene

1999, 76’

 

19.00

RICCARDO III

(da Shakespeare) secondo Carmelo Bene

1977, 77’

19.00

EDIPO RE

di Pier Paolo Pasolini,

1967, 104’

19.00

NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI

Film di Carmelo Bene 1968, 141’46”

19.00

DON GIOVANNI

Film di Carmelo Bene

1971, 90’

19.00

SALOME’

Film di Carmelo Bene

1972, 80’

19.00

L’ADELCHI

di Alessandro Manzoni

in forma di concerto

di Carmelo Bene

1984, 98’

 

19.00

SPEZZONI DI, SU, CON, CONTRO C.B.

DA VARIE TRASMISSIONI TELEVISIVE

date varie, 80’

 

21.00

CARMELO BENE IN DIVINI CANTI, LECTURA DANTIS E ALTRI INCANTAMENTI

di Felice Cappa con la partecipazione di Salomé Bene

2012, 65’

21.00LargoPortaAlfonsina

SERATA FINALE

L’Orchestra sinfonica di Lecce Tito Schipa diretta da Marcello Panni

L’HYPERION

di Carmelo Bene

e altri brani

 

Jenny De Cicco

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Scorrano, denunciato il responsabile di atti vandalici

A Scorrano arrestato l’uomo che forava le gomme. Ancora non è dato sapere il movente, forse la noia, o qualche bega con i proprietari delle autovetture.
Tutto è iniziato il 14 aprile scorso, quando nella notte qualcuno danneggiò 5 auto parcheggiate a Scorrano. Nel frattempo i carabinieri della locale stazione di Scorrano hanno avviato le indagini, oggi giunte al termine con la denuncia, in stato di libertà A.
D. 40enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, per altri episodi di danneggiamento e ora accusato di danneggiamento aggravato.
Stando alla ricostruzione dei carabinieri, il 40enne provvisto di un oggetto appuntito, probabilmente forato le gomme di cinque auto parcheggiate nei pressi delle abitazioni dei rispettivi proprietari, tutti abitanti nella stessa via, a cui l’uomo non ha risparmiato danneggiamenti alla carrozzeria.
Nulla di grave questa volta, solo qualche graffio e qualche pneumatico forato, ma certo tanto fastidio per i proprietari delle vetture, che avranno perso tempo la mattina del 15, quando hanno trovato al risveglio l’amara sorpresa.

Jenny De Cicco

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Trivelle nell’ Adriatico, una risorsa?

Trivelle nell’Adriatico, da minaccia a risorsa? “Al lavoro non si dice mai no, ma con l’ambiente non si scherza, incontriamoci e valutiamo pro e contro della politica degli idrocarburi contro l’economia verde”. Il presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna risponde al ministro Corrado Passera sui vantaggi occupazionali dalla ricerca di gas e petrolio nell’Adriatico. “Il responsabile dello Sviluppo Economico calcola 25mila posti di lavoro con le trivelle? La Puglia non si tira indietro quando si parla di occupazione, apriamo perciò un tavolo col Governo nazionale e confrontiamoci, ma devono partecipare tutti: amministrazioni locali, imprenditori turistici, pescatori, ambientalisti”.
In mancanza di dati certi, intanto, Introna non contesta “alla cieca” le stime, ma le trova “incomplete e parziali, perché nella sua alta responsabilità il ministro dovrebbe valutare le conseguenze delle torri in un bacino pressoché chiuso come l’Adriatico.
Quale il futuro di un turismo ora fiorente in un paesaggio intatto? Che ne sarà delle marinerie dei tanti porti pescherecci che punteggiano le coste orientali della penisola?”. E quali sarebbero le occupazioni alternative di migliaia di famiglie: “Troverebbero tutti posto sulle piattaforme petrolifere?”.
Oltre all’impatto sulle attività imprenditoriali che vivono grazie all’Adriatico, le preoccupazioni del presidente del Consiglio pugliese s’indirizzano verso un eventuale disastro ambientale. “Passera ha calcolato a quale costo, umano ed economico, e in quanto tempo si potrebbero superare i danni di un deprecabile incidente: collisione, sversamento, esplosione, errore umano? Nessuno si oppone a nuova occupazione ma nessuno può dimenticare quello che c’è, tutto quello che vive sull’Adriatico e dell’Adriatico e che potrebbe venire cancellato da un’onda nera oleosa. Invito il ministro Passera a fornire una risposta, come avevo già invitato il suo collega all’ambiente Clini, che si era impegnato ad organizzare coi Consigli regionali una Conferenza internazionale dell’Adriatico, ma non ha fatto sapere più niente”. La proposta è di avviare un tavolo tecnico con le Regioni e Amministrazioni italiane, con gli Stati adriatici, con le associazioni ambientaliste e con le categorie, dagli albergatori, ai concessionari di lidi ai pescatori ed agli operatori professionali di tutti i settori legati al mare, anche se le risposte delle associazioni sembrano protendere per un no fermo e deciso.
Intanto interviene anche Peppino Longo dell’Udc regionale: “Saremmo tutti quanti dei pazzi a dire no a nuovi posti di lavoro ma non vogliamo che questo accada a scapito dell’ambiente, del territorio e dell’economia della nostra Puglia. La stima sulla nuova occupazione del ministro Passera non può che farci piacere ma il pensiero che le piattaforme petrolifere nel mare Adriatico possano creare anche enormi danni, fa passare in secondo piano la soddisfazione per eventuali nuovi posti di lavoro. Il timore, inoltre, che il settore pesca insieme col turismo possano risentirne in maniera sensibile deve far riflettere tutti, il ministro Passera per primo. Al momento il progetto è abbastanza nebuloso e preoccupante”.

Jenny De Cicco

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Niente manifesti per la Liberazione a Uggiano

Appena passata la Festa della Liberazione e a Uggiano la Chiesa l’opposizione polemizza.
Progetto Futuro, la civica d’opposizione ha pubblicato su Facebook una nota con titolo ”Il 25 aprile a Uggiano la Chiesa e Casamassella”, in cui sottolineano come secondo loro: “Il sindaco Piconese dimentica di onorare la Festa di Liberazione. Non era mai accaduto che l’amministrazione comunale di Uggiano la Chiesa dimenticasse di fare affiggere i manifesti istituzionali in occasione di una così importante ricorrenza.
Ma con questo sindaco ormai c’è da aspettarsi di tutto. L’episodio denota una totale assenza di senso delle istituzioni da parte dell’attuale sindaco e maggioranza consiliare ed è la conferma di quanto ormai è sotto gli occhi di tutti: un paese completamente allo sbando, senza una guida autorevole, capace di rappresentare degnamente il nostro paese e di dare risposte alle istanze dei cittadini ed ai tanti problemi della comunità.
È un dovere onorare coloro che hanno liberato la nostra nazione dalla tirannia.
È un dovere ricordare a tutti che la nostra libertà è frutto del sacrificio di migliaia di italiani. È un dovere”.

Maria Cristina Rizzo, ex sindaco, esponente del gruppo Progetto Futuro Uggiano e vice presidente regionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, rincara la dose in un commento a pedice della nota: “Un’altra vergogna per la nostra comunità. Il peggioramento non conosce limiti”.
L’opposizione attende una risposta, sulla vicenda che probabilmente non è frutto della dimenticanza o dell’indifferenza del sindaco, probabilmente si tratta di una scelta consapevole della maggioranza consiliare, che ha deciso di lasciare i festeggiamenti a iniziative private e non utilizzare i denari erariali in manifesti, considerando anche i tempi di crisi per gli stessi piccoli comuni.

Jenny De Cicco

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Rapina a Calimera

Il più classico dei colpi messo a segno da due giovani rapinatori.
Poco dopo le 11 di questa mattina due rapinatori hanno tentato, riuscendoci, una rapina all’ufficio delle poste di Calimera di via Atene. I due giovani rapinatori sono riusciti a sottrarre quasi 2000 euro.
I rapinatori confidavano in un bottino superiore, confidando nel 27, il giorno di paga degli italiani.
Anche l’andamento del colpo è stato dei più classici, uno dei giovani è entrato a volto coperto da un passamontagna, nell’ufficio postale, mentre il secondo ha fatto da palo rimanendo a bordo di uno scooter. Mentre l’altro, armato di un taglierino, terrorizzava i tre cassieri e la decina di clienti, ha scavalcato il bancone e intimato i presenti di conferirgli i soldi.
Preso il denaro dalla cassa ha raggiunto il complice. I due si sono dileguati in direzione di Castrì. Le indagini sono tuttora in corso e gli investigatori credono che possa essere coinvolto un terzo complice ad attendere i due in qualche campagna della zona, dove i ladri potrebbero aver abbandonato lo scooter per un mezzo più sicuro, come l’auto.

Jenny De Cicco

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A Galatina la primavera si tinge d’arte

Domenica 29 aprile, dalle 16 alle 22, il centro storico di Galatina sarà animato dall’evento culturale “PrimaverArte”.

L’iniziativa, che comprende un succoso programma, è promossa dall’Associazione artistico- culturale “InGenio_la forma delle idee”.

“PrimaverArte” si articolerà in uno spazio che coinvolgerà quasi interamente il centro storico della città, offrendo la possibilità – come spiegano gli stessi organizzatori – a chiunque voglia partecipare “di riappropriarsi di un bene artistico-storico-architettonico di grande potenzialità inespressa. Lungo un percorso che coinvolgerà via Umberto I, via Raimondello Orsini, via del Balzo e Corso Garibaldi. Passeggiando per l’intrico di viottoli, i visitatori potranno godere di performance musicali e artistiche di varia natura, che risponderanno al tema scelto: la Primavera”.

Tra gli appuntamenti, davvero eterogenei, annoveriamo la presentazione del libro “Se Dio vuole. Il destino di un venditore di libri”, di Papa Ngady Faye e Antonella Colletta, organizzato da “Agorà-percorsi inVersi”, le decorazioni primaverili e gli aperitivi culturali preparati dagli esercenti aderenti all’iniziativa, le ghiottonerie dolciarie di Diletta Contaldo, l’arte sartoriale di Angela Chezzi.

Non mancheranno le performances di musica e poesia con il “Trio Colore” e la musica con “Orange Rain”, “No Fingersnails” e trio “Signum”. E poi ancora, fotografia, architettura, scultura, istallazioni, estemporanee, pittura e artigianato con la partecipazione di molti artisti.

Quanto sopra descritto non è che una parte del programma – che prevede anche diversi appuntamenti riservati ai bambini – realizzato dai ragazzi di InGenio, i quali tengono a sottolineare “che senza alcun tipo di sostegno (né economico, né organizzativo) si sono prodigati, coinvolgendo e collaborando con altre Associazioni presenti sul territorio, (Agorà, Pro Loco, Città Nostra, A. & A., Teste di Legno, Cuamj Onlus) per realizzare l’evento: una giornata primaverile, un momento di partecipazione civica e di condivisione, per riscoprire insieme il centro storico, dimenticato e trascurato”.

Gianluca Conte

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Ecco “Genitori sempre”, servizio che aiuta nel rapporto tra detenuti e i loro figli

“Genitori sempre” è il nome dato al servizio sperimentale e innovativo che dà una mano per recuperare il ruolo genitoriale dei detenuti nella Casa Circondariale di Lecce. Obiettivo, dunque, è quello di promuovere e mantenere le relazioni familiari “nonostante il muro”. Per venerdì 27 aprile, alle ore 11 a Palazzo Adorno, è previsto l’accordo per la sua realizzazione tra Provincia di Lecce, Casa Circondariale di Lecce, Ufficio Esecuzione Penale Esterna (Uepe), Asl di Lecce e Ambiti Territoriali Sociali. Il servizio, autorizzato dal Ministero della Giustizia, è stato voluto dalla Provincia di Lecce, in particolare dall’assessorato alle Politiche sociali e Pari opportunità, che lo attuerà attraverso lo staff dei professionisti del Centro Risorse per la Famiglia, ubicato in Piazzetta Duca D’Enghien a Lecce.
Le finalità e gli interventi atti a migliorare le relazioni affettive tra genitori detenuti e figli o con la rete familiare, concorrendo così al loro benessere, vanno dalle azioni per la riconnessione delle relazioni familiari, in particolare con i figli minori, alla consulenza specialistica, dalla mediazione familiare e penale allo “spazio neutro”.
Interverranno, e firmeranno l’Accordo di collaborazione “Genitori sempre”, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’assessore provinciale alle Politiche sociali e Pari opportunità Filomena D’Antini Solero, il direttore della Casa Circondariale di Lecce Antonio Fullone, il direttore dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Lecce Patrizia Calabrese, il direttore del Distretto Socio-sanitario Asl Lecce Rodolfo Rollo. Saranno presenti anche i presidenti dei 10 Ambiti territoriali sociali: Lecce, Campi Salentina, Casarano, Gagliano del Capo, Galatina, Gallipoli, Maglie, Martano, Nardò e Poggiardo.

Alessandro Conte

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La Regione Puglia finanzia il progetto che permetterà di creare una pista ciclabile fra Otranto e Torre dell’Orso

Da Otranto a Melendugno in bici. Sembra pericoloso per la gran parte delle persone, ma con una pista ciclabile tutti potrebbero farlo.
È stato firmato la mattina del 26 aprile il Protocollo d’Intesa fra la Regione Puglia e i comuni interessati (Otranto e Melendugno), con il quale il Comune di Otranto ha ottenuto un finanziamento di 400mila Euro per il progetto “I SIC in bicicletta”, nell’ambito dei Po Fesr Puglia 2007-2013 Linea 4.4 – Attuazione dell’Azione 4.4.3.
La pianificazione prevede la realizzazione di una pista ciclabile che collegherà il Sic di Otranto con il Sic di Torre dell’Orso, attraverso un percorso nella campagna idruntina che passerà per i Laghi Alimini.
Questo risultato è compreso in quella strategia più vasta attenta all’ambiente e alla valorizzazione del territorio intrapresa dall’amministrazione comunale fin dal suo insediamento. L’intero iter progettuale è stato promosso e seguito dal Consigliere Michele Tenore.
La promozione dell’uso della bicicletta come alternativa ai veicoli a motore rappresenta uno dei più significativi impegni per uno sviluppo sostenibile, concorrendo alla riduzione di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera e al decongestionamento del traffico urbano.
Per incoraggiare la riduzione dell’uso dell’auto è fondamentale creare una rete di collegamenti ciclabili continua, sicura e ben riconoscibile, nonché integrata con altre forme di mobilità.
Tale progetto incentiverà certamente l’uso della bicicletta e permetterà ai tanti sportivi presenti sul territorio, ma anche alle famiglie e ai bambini, di percorrere in bicicletta, in tutta sicurezza e tranquillità, le stradine suggestive che si snodano fra le campagne, godendo appieno della natura, dei profumi e dei colori della macchia mediterranea, dei sapori della nostra terra.

Jenny De Cicco

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Le “Quattro Stagioni” di Fredy Franzutti al Politeama Greco. Musiche del Prete Rosso Antonio Vivaldi e di John Cage

Saluti istituzionali e interventi tecnici nella conferenza che anticipa e illustra lo spettacolo “Le Quattro Stagioni”, del direttore e coreografo del Balletto del Sud Fredy Franzutti, che si terrà venerdì 27 aprile alle ore 20,30 presso il Teatro Politeama Greco di Lecce. Si sottrae al clima impazzito il teatro leccese che si prepara a presentare, l’ultimo venerdì del mese, l’ordinato scorrere del tempo attraversato dalle quattro stagioni, interpretate dal balletto coreografato dal maestro Franzutti su musiche di Antonio Vivaldi e John Cage. Lo spettacolo inserito nella stagione sinfonica della Camerata Musicale Salentina si annuncia come uno scrigno di infinite ricchezze artistiche. La natura in musica trova la sua massima espressione nella calibrata commistione di tutte le forme dello scibile: il suono, con le musiche interpretate dal gruppo di archi dell’orchestra sinfonica “Tito Schipa” capeggiati da Stefan Biro; le parole, perché le Stagioni saranno intervallate da testi, del poeta Wystan Auden, recitati da Andrea Sirianni, e da citazioni di musiche registrate di John Cage – di cui si celebra quest’anno il centenario della nascita; le immagini delle scene dipinte da Isabella Ducrot, nota artista romana sensibile alla contemporaneità astratta; e infine il pensiero, per l’impegno di ricerca e qualità della compagnia di Fredy Franzutti, che presenta uno spettacolo inusuale e originale che vede protagonisti Elena Marzano, Carlos Montalvan e Alessandro De Ceglia. Precisa Franzutti “Le quattro stagioni” è il trentesimo spettacolo che realizzo per la compagnia che dirigo: il Balletto del Sud. L’argomento trattato utilizza le stagioni, intese come mutamento climatico dell’anno solare – ispirazione di base del capolavoro di Vivaldi – per riflettere sulle fasi della vita dell’uomo. Le stagioni della vita o meglio dei sentimenti, non sono solo quattro, non sono dettate da mutamenti repentini scadenzati da giorni precisi del calendario, ma sono legate alla reazione emotiva dell’individuo. Per sostenere la tesi, continua il direttore, affido la legazione dei quadri danzati alle rime del poeta inglese, americanizzato nel 1939, Wistan Auden e alla sua analisi, spesso “peggiorista” – attributo che Auden aveva coniato per sé – della società dell’uomo comune o meglio uomo qualunque, definito “l’ignoto cittadino”. Alle note rassicuranti e familiari di Vivaldi si alternano in contrasto le “amelodie” ritmate di John Cage che non solo ci portano alle esigenze dell’uomo moderno, al dissapore e all’amarezza che il confronto con la società ha generato, ma anche alle straordinarie potenzialità espressive di questa età dell’ansia che abbiamo chiamato contemporaneità. La città del barocco, dunque, apre le porte del Politeama alla musica barocca del Prete Rosso veneziano, e si sentono già echeggiare i suoni delle “Quattro Stagioni”, mentre si possono immaginare i ballerini della Compagnia danzare sulle parole incantate dei quattro Sonetto scritti da Vivaldi per accompagnare la sua opera. E intanto sulle note si intrecciano all’unisono la prosa del maestro della danza e la poesia del maestro della musica. Scrive Vivaldi nel suo primo sonetto “Giunt’ è la Primavera e festosetti La Salutan gl’ Augei con lieto canto”, e spiega Franzutti, la personale primavera è il rapporto con l’amore, la relazione con l’altro e l’incontro; “Sotto dura Staggion dal Sole accesa Langue l’uom, langue ‘l gregge, ed arde il Pino”, così canta l’estate Vivaldi mentre il coreografo commenta, il calore dell’estate è l’allegoria dell’immobilità, intesa come inabilità e incapacità di cambiamento, o come disinteresse delle disgrazie altrui, come nell’Icaro del fiammingo Pieter Bruegel. Celebra l’autunno con parole forti Vivaldi, “Fugge la belva, e Seguono la traccia;Già Sbigottita, e lassa al gran rumore De’ Schioppi e cani, ferita minaccia Languida di fuggir, mà oppressa muore”, ed esplicita Franzutti, l’autunnale caduta delle foglie e l’arrivo della pioggia insistente ci riporta alla routine dei pendolari, al modo pratico e consueto di procedere nell’attività quotidiana. Il rumore dei tuoni ci rinnova la paura delle persecuzioni, l’ingiallimento della natura rimanda alla consapevolezza d’appartenenza ad una società incline al marcire e spaventati dall’oscurità delle nubi, perché non vediamo dove stiamo, ci sentiamo, come scrive Auden, persi in un mondo stregato, bambini spaventati dalla notte. I due maestri d’arte concludono con l’inverno, ricco al contempo di morte e di vita; “Sentir uscir dalle ferrate porte Scirocco, Borea, e tutti i Venti in guerra Quest’ é ‘l verno, ma tal, che gioja apporte”, versi a cui fa eco il fiducioso commento di Franzutti, dopo il gelido inverno di un terribile lutto può ritornare una primavera d’amore. Scopriamo, chiosa infine il direttore del Balletto del Sud, che l’alternarsi delle stagioni delle emozioni altro non è che la Vita in una società con la paradossale centralità riservata a chi non conta nulla – quei cittadini ignoti che il potere modella come cera, l’industria sfrutta come servi e l’arte canta come eroi.

Maria Rosaria Contaldo

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Tre giorni con la Protezione Civile

Incontro, confronto e dimostrazione. Tre giorni di festa per la Protezione Civile a Palmariggi, presso il suggestivo santuario di Montevergine.
Un opportunità di assistere alle prove e alle esercitazioni degli uomini e donne che volontariamente scelgono di dedicarsi alla tutela del prossimo, ma anche una semplice occasione d’incontro e confronto tra volontari e addetti alla sicurezza ed all’ordine civile.
Queste saranno anche giornate dedicate alla divulgazione dei servizi offerti dall’organo Protezione Civile, per comprenderne più a fondo il ruolo e l’indubbia utilità.
L’incontro annuale si terrà a Montevergine a partire da venerdi 27 aprile, con il raduno con l’allestimento del campo-scuola della Protezione Civile alle 14 e l’esercitazione prevista per le 17, il programma è simile anche per sabato 28. Mentre il raduno vero e proprio si svolgerà domenica 29 dalle 9, quando si procederà alla registrazione degli arrivi delle associazioni e delle forze dell’ordine partecipanti. Si terrà alle 10 la sfilata dei gonfaloni dei comuni partecipanti e dei volontari presenti con passaggio d’onore davanti alle autorità, per proseguire con i saluti delle autorità e alle 11,30 la messa officiata dal rettore del santuario e concludere la mattinata con il pranzo presso il campo del santuario.
Il pomeriggio si aprirà alle 15 con le simulazioni d’interventi d’emergenza di protezione civile e prove di soccorso, poi alle 16,30 presso la sala segreteria si svolgerà l’incontro con la Presidenza del Csvs sui servizi e le opportunità offerti e proposti da parte delle associazioni.

Jenny De Cicco

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Alla Liberrima dibattito tra i sei candidati sindaco al comune di Lecce sul tema “Luoghi della cultura o luoghi comuni?”

Dal luogo della cultura ai luoghi della cultura: si è svolto alla libreria Liberrima il dibattito tra i sei candidati sindaco del comune di Lecce, sulle papabili proposte per lo sviluppo e l’incremento del patrimonio culturale della città, e la giusta valorizzazione di alcuni luoghi che meritano di essere messi in luce per la loro importanza culturale: l’Accademia delle Belle Arti, il Castello Carlo V, il Teatro Apollo, il Museo della Cartapesta, il Must, il Teatro Romano, il Conservatorio Tito Schipa . L’iniziativa promossa da SalentoWeb e InCima-Social Network Strategy ha avuto lo scopo di invitare i candidati a rivelare le idee, scoprire i futuri progetti e rispondere alle seguenti domande di interesse comune: Lecce produce Cultura?
Quella Cultura che oltre a tutelare e valorizzare i Beni Storico/Artistici riesce a fare “impresa” e quindi crea nuove opportunità di lavoro? Basta l’arte esistente per promuovere il turismo e, di conseguenza, l’economia? I candidati Paolo Perrone (centrodestra), Loredana Capone (centrosinistra), Luigi Melica (Terzo Polo), Antonio Capone (Verso Lecce), Andrea Valerini (Alternativa comunista) e Maurizio Buccarella (Cinque stelle), hanno dato luogo ad un dibattito acceso, che però ha manifestato, sin dalle prime battute, il suo carattere essenzialmente bifronte palesato dai continui rimandi politici, neanche troppo velati, tra il sindaco Paolo Perrone e la vicepresidente della regione Loredana Capone. Una lotta impari tra i candidati che non ha impedito alla cultura di presentarsi come assoluta protagonista della serata. Coniugata nelle forme più diverse ha permesso a tutti i candidati di proporre futuri progetti, non solo per la città di Lecce ma anche per tutto il territorio salentino.
Modulato con imparzialità e professionalità dalla giornalista Lara Napoli, il dibattito attivo e inter-attivo si è sviluppato sui binari di una partecipazione dinamica, che ha coinvolto sia gli spettatori astanti, che il popolo di internet presente con una serie di domande formulate attraverso il web. Il popolo sovrano ha evidenziato: carenze strutturali dei luoghi deputati alla cultura, una inadeguata informazione egli eventi proposti, una mancata attenzione verso un processo culturale che non cresce di pari passo con lo sviluppo tecnologico, la gestione parziale e poco trasparente dei bandi, e soprattutto la macroscopica distanza tra le istituzioni e i cittadini, a cui corrisponde un microscopico interesse politico verso i giovani, il primario patrimonio artistico e culturale del territorio. Non sono mancate le domande più specifiche e circostanziali riguardanti la Fondazione Memmo e la Triennale d’Arte Sacra a Lecce. La possibilità di affrontare tanti argomenti legati alla cultura ha permesso ai candidati di smarginare i confini dell’argomento specifico, spaziando su temi di carattere generale. Parla di una cultura circolare a produzione continua l’avvocato Loredana Capone che con la concretezza tipica delle donne esplicita il carattere pragmatico e concreto di un processo culturale, che per produrre deve necessariamente coinvolgere pubblico e privato. Propone di investire sulla valorizzazione di tutti i beni culturali della città, al fine di creare un continuum operativo che sia in grado di investire, fruire e re-investire. La Capone prospetta la creazione di un teatro della contemporaneità per il futuro, e risponde positivamente alla richiesta di maggiori attenzioni verso le tecnologie, attraverso un collegamento in rete di tutte le strutture culturali della città. Una città che per esplicita natura, ribadisce la Capone, è già luogo aperto di arte sacra e spazio artistico d’eccellenza. Paolo Perrone apre con una nota critica, e non si esime dal parlare da sindaco e padre dei leccesi, quando rivendica per i suoi figli-cittadini maggiore attenzione da parte della regione che, nella gestione e distribuzione dei fondi, penalizza la sua città in favore di altri paesi e di altre iniziative regionali. Consapevole del ruolo di candidato-sindaco, espone i suoi progetti per il futuro, ribadendo il suo parere favorevole alla Fondazione Memmo, e proponendo l’idea di un “Cartellone Unico” che promuova gli eventi locali su un raggio d’azione extraterritoriale. Luigi Melica punta su una rivoluzione strutturale antecedente al fare, e da professore parla di giusto merito già nella fase della selezione degli operatori culturali, puntando sulla trasparenza della scelta e su un campo più ampio che travalichi i confini della città. Guarda ai giovani di tutto il salento il professore Melica quando espone il programma “Europa Creativa 2014-2020”, che porterebbe fondi per promuovere tutti i campi culturali e creativi: il cinema, la TV, la cultura, la musica, le arti dello spettacolo, mentre da sindaco assicura che costituirà l’Ufficio Progetti Europei e l’Ufficio Progetti dell’Università. Sviluppa un’analisi fortemente ancorata alla realtà Antonio Capone che non esclude, per il bene pubblico, la possibilità di coinvolgere anche i privati nella promozione culturale, conscio del periodo di crisi che attraversa la società, e che investe inesorabilmente anche la cultura.
Si riconosce peraltro favorevole alla collaborazione con la Fondazione Memmo, e con le possibili iniziative della Curia. Meno propositivo Maurizio Buccarella che in una nota di anti-politica fa riecheggiare il dissenso popolare che serpeggia nella cittadinanza, non solo locale. Si fa portavoce di un sentimento di sfiducia generato da domande che rimangono senza risposte e chiede con forza, maggiore trasparenza e un uso più oculato delle tecnologie. Andrea Valerini non lascia spazio al compromesso dialettico, e scopre il velo del perbenismo nel momento in cui richiede una democratizzazione reale di tutti i luoghi della cultura. Ricorda tutti i giovani che vanno via dal territorio, ma focalizza l’attenzione anche su tutti i ragazzi che rimangono e che sono privati della possibilità di esprimersi. Punta il dito contro le tante, troppe barriere architettoniche e culturali che soffocano sul nascere iniziative valevoli ma non adeguatamente fruibili. E controcorrente rispetto agli altri candidati dice no agli interventi dei privati, e sulla triennale di Arte Sacra non nasconde un anticlericalismo di fondo. Sapremo il 7 Maggio quale cultura troveremo nei luoghi deputati, e quali luoghi investirà la cultura.

Maria Rosaria Contaldo

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