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Tricase all’insegna del verde

È di pochi giorni fa una delibera del Commissario Straordinario della città di Tricase, che ha voluto rinnovare, pur in assenza delle risorse finanziarie necessarie, l’adesione del comune di Tricase al Progetto “Cantiere Verde-Agricoltura, Sviluppo sostenibile e Turismo rurale”, elaborato dalla “Confederazione Italiana Agricoltori – C.I.A.” in collaborazione con l’Associazione “Turismo Verde”.

L’adesione, sulla base dei successi ottenuti nei bienni 2007/2008 e 2009/2010 dallo Sportello Agricolo Comunale “Cantiere Verde”, prevede che in futuro i referenti della C.I.A. – Confederazione Italiana Agricoltori – e di Turismo verde forniscano gratuitamente i servizi previsti in progetto.

Il Progetto “CANTIERE VERDE”, condiviso anche da altre Amministrazioni Comunali del territorio salentino, sin dalla sua attivazione, ha segnato una svolta in un settore vitale dell’economia, quello agricolo, spesso emarginato e sottovalutato.

L’iniziativa si pone, infatti, l’obiettivo di far emergere le risorse agricole presenti sul territorio per aprirle a nuove potenzialità nel settore dello sviluppo rurale e agro-alimentare e del “turismo verde” .

Anche quest’anno sarà garantita, come in passato, l’apertura di uno sportello dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, con attività di formazione e informazione rivolte agli operatori del settore e i cittadini interessati.

Lo sportello, sito in via Santo Spirito, 9 a Tricase, in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Tricase e la Confederazione Italiana Agricoltori sede provinciale di Lecce, ha organizzato nel 2010 un corso di potatura ed innesti delle piante agrarie e alcuni seminari tecnico-dimostrativi per il ripristino e la realizzazione, ex novo, dei muretti a secco.

Antonella Cazzato

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L’Ato chiude i cancelli da santo Stefano, Uggiano non ci sta: i pagamenti sono in regola

La chiusura degli impianti dell’Ato Lecce 2 ha scatenato l’amministrazione comunale di Uggiano verso una probabile battaglia legale, se non si ristabilirà la giustizia. L’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti ha comunicato ieri la chiusura degli impianti a partire da lunedì 26 dicembre per la persistente morosità da parte di alcuni comuni. Così, il Comune di Uggiano, che non risulta moroso, ha inviato una lettera di diffida da parte del proprio legale al presidente dell’Ato Silvano Macculi. Uggiano non accetta la sospensione del servizio, poiché, come ribadisce e sottolinea nella lettera il suo legale, il comune è perfettamente in regola con i pagamenti e considera quindi illegittima e ingiusta qualsiasi chiusura o blocco degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Uggiano chiede così all’Ato di intervenire immediatamente con ogni strumento utile al fine di garantire il servizio almeno per i comuni virtuosi, tra cui quello di Uggiano La Chiesa, i cui cittadini hanno diligentemente pagato la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel corso dell’anno 2011. Se il blocco ci sarà, il comune si riserva ogni tutela nelle sedi giudiziarie competenti. “Di fronte alla nota della Cogeam – commenta il primo cittadino Salvatore Piconese – il mio comune utilizzerà ogni mezzo per tutelare gli interessi della propria cittadinanza. Essendo in regola con i pagamenti, riteniamo ingiustificato il blocco degli impianti e chiediamo al presidente Macculi di rendere pubblico alla ditta l’elenco dei comuni non morosi. Si tratta di un elemento di giustizia e di trasparenza che garantisce e tutela le amministrazioni comunali virtuose”.

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Soddisfazione per le interrogazioni parlamentari sulle trivelle nell’Adriatico da parte di Nicastro

Lorenzo Nicastro, assessore regionale all’Ambiente, esprime viva soddisfazione per l’interrogazione parlamentare presentata per la moratoria anti estrazione petrolifera nell’Adriatico, mentre ieri Pierfelice Zazzera parlamentare pugliese dell’Idv ha presentato un’altra interrogazione sulle prospezioni in mare.

“Non posso che essere soddisfatto per la mozione parlamentare presentata dai gruppi in merito alla questione delle ricerche petrolifere in Adriatico: devo sottolineare l’importanza di questo passaggio condiviso da parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno, in questa maniera, raccolto le istanze dei cittadini pugliesi e delle istituzioni locali e la loro volontà di potersi determinare su questioni di tale rilevanza”. A dichiararlo Lorenzo Nicastro apprendendo la notizia della presentazione della mozione parlamentare che vede come primo firmatario il deputato Antonio Di Pietro.

“Rispetto all’iter di due autorizzazioni alle prospezioni sismiche – quelle della Northern Petroleum – per le quali la nostra Regione non ha potuto esprimere il proprio parere che, in altre circostanze anche recentissime (vedi Spectrum e Petroceltic) è sempre stato negativo, questa presa di coscienza e volontà di responsabilizzarsi da parte della politica nazionale e dei parlamentari pugliesi in particolare era un passaggio necessario, sarei tentato di dire un percorso obbligato per addivenire ad una soluzione che non porti alla devastazione del nostro mare. Spero – conclude Nicastro – che questo primo segnale sia il primo passo per una inversione di rotta in merito alle politiche energetiche nazionali che, fino ad oggi, prediligendo le fonti fossili, hanno dato il via a processi di prospezione in acque, come il nostro Adriatico, che hanno tutt’atra vocazione e non hanno certamente bisogno di essere piantonate da portaerei diversamente armate”.

Così ieri è stata presentata una seconda interrogazione da parte del parlamentare pugliese Pierfelice Zazzera, Idv: “Ho presentato un’interrogazione parlamentare in merito allo spiaggiamento di tre esemplari di cetacei sulle coste della Grecia, avvenuto cinque giorni dopo le prospezioni geosismiche in mare adriatico di fronte alle nostre coste da parte della Northern Petroleum. Ho chiesto al Ministro se vi sia la connessione tra l’uso degli air-gun per le prospezioni geosismiche e lo spiaggiamento dei cetacei in Grecia”.

Jenny De Cicco

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Censimento dei “vecchi” di Puglia

Il censimento degli ulivi monumentali in Puglia passa dalle foto via satellite.

Sessanta milioni di piante d’ulivo quelle che dovrebbero essere le piante pugliesi. Il censimento, che costerà 250mila euro, attraverso la realizzazione di ortofoto che diventeranno mappe, ha per obiettivo raggiungere in sei mesi il censimento di 500 mila piante.

Il censimento è l’obiettivo dal quale dipendeva la legge regionale sulla tutela degli ulivi monumentali. Al momento gli esemplari censiti ed etichettati sono 13 mila e 500 e per ciascuno esiste una scheda specifica con tanto di coordinate geografiche per l’individuazione.

“I dati così rilevati – dichiara Lorenzo Nicastro, assessore pugliese – permetteranno l’elaborazione di modelli matematici, sulla base di caratteristiche di piantumazione e conduzione degli uliveti a seconda dei territori, da incrociare con le ortofoto per ottenere una mappatura completa dell’intero territorio regionale che conta circa 60milioni di piante di cui presumibilmente circa 5 milioni monumentali. È del tutto evidente che questa attenzione, questo lavoro di catalogazione e di studio, l’elaborazione di modelli e di database delle nostre piante, delle aree e delle loro morfologie, sono in netto contrasto con le fantasiose ricostruzioni di chi ha voluto far passare il messaggio che l’impegno normativo della Puglia, unica regione ad aver prodotto una norma specifica sulla materia degli ulivi monumentali e il cui operato viene apprezzato nel contesto internazionale del Mediterraneo, andasse contro il patrimonio arboreo, unitamente alla possibilità per i pugliesi di vivere con essi in maniera armonica e senza subirli come un museo delle cere a cielo aperto. Il nostro compito, che sentiamo con forza e a cui non vogliamo sottrarci, è quello di stringere le maglie dei processi amministrativi e dei controlli tecnici perché gli ulivi siano tutelati: questo abbiamo fatto eliminando dalla precedente legge il termine del 31 dicembre come scadenza dei vincoli di espianto, questo abbiamo fatto dando certezza dei procedimenti amministrativi di valutazione delle richieste di espianto con il termine dei novanta giorni, ribadisco, assolutamente non configurabile come silenzio-assenso dal momento che esso non esiste in materia ambientale”.

E’ proprio il termine di 90 giorni ciò che fa preoccupare chi difende dall’espianto i patriarchi pugliesi. 90 giorni entro i quali la burocrazia deve rispondere, e se non vi è risposta il richiedente potrà espiantare e reimpiantare l’albero dove dichiarato nella domanda all’Ufficio Provinciale Agricolo, ecco il punto contestato dagli ambientalisti, contro il quale hanno attuato la petizione “Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia” (http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi ).

Jenny De Cicco

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Un museo per fermare l’eolico industriale

Il Comune di Supersano inaugura il Museo del Bosco e le associazioni ambientaliste tappezzano la città di manifesti di ringraziamento.

Il titolo dei manifesti è “Sì al parco naturale della foresta Belvedere! No al falso parco industriale eolico”.

L’amministrazione comunale di Supersano il 21 dicembre ha inaugurato il Museo del Bosco, ospitato nel palazzo municipale Castello Manfredi.

Realizzato con fondi regionali Pis 14, il Museo nasce per raccontare la storia della scoperta del villaggio bizantino in località “Scorpo” e quella di un ecosistema peculiare salentino, testimoniato già in età romana e fino agli inizi del secolo scorso, il “Bosco del Belvedere”, dove oggi prevale la cultura dell’olivo e che accoglieva fino cento anni fa un’area boschiva nell’agro di quindici comuni.

il museo unisce didattica e una ricostruzione ambientale, archeologica e storica, garantita dalla partecipazione al progetto di docenti dell’Università del Salento diretti da Paul Arthur, docente di archeologia medioevale e direttore degli scavi nell’area.

Le ricostruzioni grafiche realizzate dallo studio Inklink di Firenze, i reperti archeologici e le riproduzioni consentono al visitatore di fruire di un percorso informativo di particolare interesse e suggestione.

Presente lo stesso giorno a Supersano Dario Stefàno, assessore alle politiche Agroalimentari della Regione Puglia, intervenuto al convegno “Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli o Parco Eolico?”, organizzato presso l’oratorio in via Roma.

“Ho raccontato – ha chiosato – qual è la nostra idea di compatibilità degli impianti di produzione di energia rinnovabile rispetto all’agricoltura pugliese, della quale siamo tornati a essere anche orgogliosi. Per noi l’agricoltura e i terreni agricoli devono, prima di tutto, produrre alimenti. Le energie rinnovabili, tanto meglio se con impianti di piccola taglia, possono essere solo uno strumento di complementarietà all’attività principale agricola”.

L’inaugurazione del parco arriva dopo le proteste di ambientalisti e cittadini supersanesi nei mesi scorsi che il 6 ottobre hanno fatto irruzione nel consiglio comunale chiamato a deliberare in favore della realizzazione dell’impianto eolico nei Paduli e dopo il varo del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Lecce, con cui si è definito “Il Salento come Parco naturale e culturale dei cento comuni, riconoscendo e sottolineando l’importanza della vasta area del Parco dei Paduli, testimonianza dell’estensione della vasta foresta di Terra d’Otranto.

Dopo il Ptcp nel 2009-2010 con il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia si torna a parlare di “Parco dei Paduli”, e macro area del “Bosco Belvedere” riconoscendo l’area come “patrimonio territoriale collettivo”.

Un primo intervento regionale di protezione del Bosco si registra nel 2010-2011 con il divieto d’impiantare eolico e fotovoltaico industriali, previsto nel Regolamento Regionale n.24 del 30 dicembre 2010, entrato in vigore il 1 gennaio 2011, “Linee Guida in tema di ubicazione degli impianti industriali di energie rinnovabili”.

“Un primo importante seme per la rinascita dell’ antica magica Foresta nel cuore del basso Salento, la Foresta del Belvedere, viene piantato simbolicamente dunque dal Comune di Supersano, che inaugura il Museo del Bosco da cui partire oggi per la sua ricostruzione razionale e partecipata”, racconta Oreste Caroppo del Forum Ambiente.

Jenny De Cicco

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Ambiente e sostenibilità: la sfida di Tricase per il futuro

Tutela dell’ambiente e salvaguardia delle risorse del nostro Pianeta sono ormai temi all’ordine del giorno e che interessano a vario titolo e in diversa misura le azioni politiche dei grandi governi e dei piccoli enti.

“Sostenibilità, energia auto-prodotta e condivisa secondo il modello della rete di Internet, e Idrogeno sono le parole d’ordine di una nuova economia”: questo il pensiero dell’economista Jeremy Rifkin, autore del saggio “La terza rivoluzione industriale”.

Secondo lo studioso, dopo quella del carbone e del petrolio, sarà l’era dell’idrogeno, una fonte di energia pulita e producibile in qualsiasi luogo del mondo, non soggetta, a differenza di fonti fossili e uranio, a concentrazioni territoriali e non tale da divenire materia prima strategica e geopolitica.

In questa prospettiva di un futuro più equo e solidale, all’insegna dell’energia verde prodotta da tutti e condivisa, si colloca, nel suo piccolo, una deliberazione dello scorso 15 dicembre del Commissario Straordinario della città di Tricase.

Il progetto, avviato nel marzo 2011, con il “Patto dei Sindaci per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica”, prevede appunto un impegno collettivo per la riduzione delle emissioni di CO2 di oltre il 20% attraverso l’ attuazione di un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile.

Sostanziali modifiche attendono il comune di Tricase: è previsto, infatti, l’ adattamento delle strutture della città, inclusa l’allocazione di adeguate risorse umane, al fine di perseguire le azioni necessarie.

Importante per la buona riuscita della lodevole iniziativa sarà la mobilitazione della società civile, per individuare le politiche e le misure da attuare al fine di raggiungere gli obiettivi del Piano stesso, anche attraverso la condivisione di esperienze e conoscenze tra le unità territoriali coinvolte.

Saranno organizzati, inoltre, in cooperazione con la Commissione Europea ed altri attori interessati, eventi specifici (Giornate dell’Energia; Giornate dedicate alle città che hanno aderito al Patto) che permettano ai cittadini di entrare in contatto diretto con le opportunità e i vantaggi offerti da un uso più intelligente dell’energia.

A cadenza biennale, ai fini di una valutazione e sulla base di attività di monitoraggio e verifica, sarà stilato e presentato un Rapporto sull’attuazione del progetto, mentre i media locali saranno regolarmente informati sugli sviluppi del Piano di Azione.

Antonella Cazzato

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A Carpignano Salentino parte il Paes

L’amministrazione comunale di Carpignano Salentino da lunedì 19 Dicembre 2011 è ufficialmente in moto per la redazione del del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (Paes), grazie al quale il comune si impegnerà con la Comunità Europea ad abbattere di oltre il 20% le emissioni di gas inquinanti prodotti sul territorio comunale entro il 2020.

Gli obiettivi che occorre raggiungere in questa prima fase insieme al coordinamento della Provincia di Lecce e delle associazioni del settore, sono i seguenti:

– le metodologie di valutazione di emissioni di CO2 sul territorio comunale,

– gli obiettivi e le azioni che la municipalità vuole attuare per diminuire le emissioni di CO2

Il problema da risolvere subito per quanto riguarda la stesura del Paes è il coinvolgimento di tutti gli ottanta comuni della provincia di Lecce, perché lo studio del territorio è propedeutico per la redazione del progetto. L’idea è ambiziosa: ridurre le emissioni con misure finanziate dalla Comunità Europea per almeno 50 milioni di euro. Un grande momento di partecipazione per decidere insieme il futuro ambientale del territorio salentino.

La provincia con il suo assessore Stefano ha dichiarato che “spingerà tutti i comuni aderenti al Patto dei Sindaci ad avviare la creazione di una struttura di studio in ogni comune”.

Fabio Tarantino

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All’Istituto Tecnico Costa di Lecce un incontro sull’ecocompatibilità

In un momento di grave crisi potico-economica e ambientale come quello che stiamo vivendo – le recenti alluvioni in Liguria e Sicilia ce lo rammentano – un incontro sull’ecocompatibilità in campo architettonico ed edilizio non può che essere accolto con sentita partecipazione.

Stiamo parlando dell’iniziativa “Eco/compatibilità: dall’abitare al costruire al vivere nel Salento”, organizzata dall’associazione Kalos Manfredi Pasca, dall’associazione Secara di Emanuela Musca, e dal Forum Convergenze Possibili per il Salento, che si svolgerà presso la sala Dante dell’Istituto Tecnico Costa di Lecce il 22 dicembre alle 19.

Al dibattito, facente parte della rassegna “Salento d’amare?” (il punto interrogativo è una bonaria provocazione), interverranno Gianluca Pasca, vice presidente dell’Associazione Kalos Manfredi Pasca; Fernando e Sebastian De Lorenzis, Depa srl di Magliano; l’architetto Antonio Antonica di Nonsolocamini – l’architettura del fuoco di Galatina; l’architetto Marco Memmo, progettista di Gm3studio di Lecce. Presenteranno la dottoressa Beatrice Musca, dell’Associazione Secara e la dottoressa Micaela Lepore. È previsto, inoltre, un saluto istituzionale del Sindaco di Lecce Paolo Perrone.

L’appuntamento ha lo scopo di far conoscere alla comunità salentina il vero significato del termine “ecocompatibilità”, chiamato spesso in gioco senza cognizione di causa e oggetto di non pochi fraintendimenti.

L’incontro sarà un’occasione di confronto e di dialogo con le forze produttive che hanno adottato la filosofia dell’abitare in armonia con i contesti privati e pubblici; del costruire optando per materiali meno invasivi e dannosi alla salute delle persone; del tracciare linee architettoniche bio-sostenibili utili a ridurre significativamente gli impatti sull’ambiente, strizzando l’occhio sia al risparmio di risorse che alla diminuzione di inquinamento. Si tratta, dunque, di un’architettura che attraverso una maggiore conoscenza dell’uso dei bioelementi – ecologici e tecnologici insieme – porta a una scelta più consapevole dei materiali da costruzione.

La sfida di un Salento che voglia essere davvero innovativo e allo stesso tempo attento all’ambiente passa anche da questo modo alternativo di fare edilizia e architettura.

Gianluca Conte

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No al petrolio, arriva un’interrogazione parlamentare

Presentata ieri l’interrogazione parlamentare per revocare i permessi per l’estrazione d’idrocarburi nell’Adriatico, l’intero mondo politico la firma, ora i parlamentari pugliesi puntano a coinvolgere l’Unione Europea.

“Il numero crescente di autorizzazioni che il Ministero dello Sviluppo sta rilasciando a compagnie multinazionali per realizzare piattaforme petrolifere nel mediterraneo – dichiara il deputato Pierfelice Zazzera – sta mettendo a rischio l’ecosistema dei nostri mari e l’economia di pesca.

Insieme a tutti i gruppi parlamentari e per primo firmatario Antonio Di Pietro, abbiamo presentato una mozione parlamentare che a breve sarà discussa alla Camera, con cui si chiede al governo di revocare le autorizzazioni concesse per l’installazione di piattaforme petrolifere e comunque di considerare vincolante il parere delle regioni nel procedimento autorizzativo. L’attività di prospezione in Adriatico da parte della società petrolifera londinese Northern Petroleum ha destato profondo allarme sociale tra i comuni interessati da anni impegnati nel rilancio turistico. C’è in Puglia in modo particolare una grande mobilitazione di società civile, partiti ed enti territoriali che insieme stanno tentando di fermare uno scempio senza precedenti.

Dobbiamo ascoltare la loro voce. La normativa vigente non prevede il coinvolgimento delle istituzioni locali e regionali per le autorizzazioni all’installazione di piattaforme petrolifere off-shore.

Abbiamo chiesto al governo di impegnarsi al fine di rendere vincolante il parere delle regioni interessate e bloccare con urgenza lo svolgimento di attività di ricerca ed estrazione attualmente in fase di svolgimento. Il 21 gennaio prossimo a Monopoli ci sarà una grande manifestazione regionale che vede coinvolta la Regione, i comuni pugliesi e i movimenti ambientalisti. E’ inaccettabile che si sacrifichino le nostre risorse come territorio e mare per il profitto del petrolio”.

Zazzera spiega che purtroppo questa mozione può influire esclusivamente sulle acque nazionali, mentre in acque internazionali dovrebbe intervenire l’Unione Europea poiché regolate dal diritto internazionale. Coinvolgere l’Ue per il parlamentare dipietrista è un tentativo che si deve fare.

Zazzera sulla propria pagina Facebook invita i naviganti alla manifestazione del 21 gennaio a Monopoli. Ma è l’intero mondo politico pugliese a condannare l’estrazione petrolifera nel Mediterraneo, così arriva appoggio anche dal consigliere Massimo Cassano del Pdl: “Saremo al fianco dell’onorevole Antonio Di Staso, uno dei nostri parlamentari tra i firmatari della mozione in merito alle ricerche petrolifere al largo delle coste di Monopoli. Una mozione che impegna il governo ad adottare le opportune iniziative volte ad annullare tutte le autorizzazioni in corso e a effettuare la moratoria per le trivellazioni nel Mediterraneo. Personalmente ritengo fondamentale la difesa delle prerogative della nostra Puglia.

E’ inaccettabile che si possano mettere a rischio le nostre risorse naturali per la ricerca di un profitto che, tra l’altro, avrebbe ben poche ricadute positive per la popolazione”.

Jenny De Cicco

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Consiglio comunale del 22 dicembre 2011

Sono chiamati a un ultimo sforzo prima delle vacanze i consiglieri magliesi convocati per questo pomeriggio dal presidente Giorgio Tronci. L’appuntamento è per le 15,30 quando si aprirà, presso il palazzo di città, la sessione ordinaria del consiglio comunale nella sala “Totò Fitto”. Solo quattro i punti in discussione: si comincerà, come sempre, dall’approvazione del verbale della precedente seduta consiliare che si tenne lo scorso 29 novembre. Il primo punto vuole salvaguardare “l’Adriatico e le coste salentine e pugliesi dall’estrazione in mare di idrocarburi”. Il Ministero dell’Ambiente, spiega il documento, ha rilasciato alla società inglese “Northern Petroleum” le concessioni per avviare le ricerche di idrocarburi nell’area marina antistante la costa adriatica pugliese, dalle Isole Tremiti sino a Otranto e a pochi chilometri dalla riva. Anche la società inglese Spectrum Geo Ltd ha presentato richiesta di autorizzazione al Ministero dell’Ambiente per eseguire ispezioni sismiche nel mare Adriatico alla ricerca di petrolio, su tutta la costiera Adriatica da Rimini fino a Santa Maria di Leuca. Una scelta che potrebbe compromettere in maniera irreparabile l’ecosistema pugliese vocato al turismo e alle energie alternative: si esprime quindi “ferma contrarietà a qualsiasi operazione di ricerca e di estrazione di idrocarburi nel mare Adriatico e lungo le coste salentine e pugliesi”. Il terzo punto all’attenzione dell’assise ha come tema il Consorzio agenzia dell’energia: “Nel 2000 la Provincia di Lecce e l’Università del Salento si fecero promotrici della istituzione della società consortile, che avesse tra i propri scopi quello di promuovere e supportare i comuni e gli altri enti nella programmazione delle scelte in campo energetico e in particolare in tema di energie rinnovabili ed alternative”. Il Comune di Maglie ritiene utile il rilancio “delle attività istituzionali e la ristrutturazione del capitale consortile come proposto dalla Provincia di Lecce”. L’ultimo punto valuterà la proposta della Commissione attività produttive di regolamentare l’uso e il decoro di piazza Aldo Moro: si cercherà dare una serie di indicazioni relative alle manifestazioni che si potranno svolgere, all’arredo urbano e perfino al tipo di tende solari per gli esercizi considerato che la piazza è “il più significativo spazio all’aperto di Maglie”.

Maurizio Tarantino

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L’ippoterapia per i disabili

Per la prima volta in Puglia si è tenuto un corso di specializzazione in “Equitazione per Disabili”. L’iniziativa, promossa dalla Fitetrec-Ante è molto importante, visto gli sviluppi che sta avendo l’ippoterapia. Il cavallo è un animale meraviglioso, il suo rapporto con l’uomo e antichissimo, la scoperta che questa creatura possa giovare a tante malattie umane, sia fisiche che psichiche, rafforza ancora di più questo legame. “Nei giorni di corso gli allievi hanno avuto il primo approccio con questo mondo -dice Cristina Rugge, presidente regionale di Fitetrec-Ante- L’importanza di tale appuntamento è data dal fatto che non è stato soltanto di tipo tecnico-didattico, ma anche esperienziale. Gli allievi hanno partecipato ai progetti di Riabilitazione Equestre messi in atto presso il C.I. Acqua2o di Mesagne”. L’Equipe dell’Acqua2o era composta da Valerio e Marcello Ostuni, entrambi laureati in Scienze Motorie, Fabiana Gigliola Psicologa e Daniela Evaroni Pedagoga. Tutto lo staff è specializzato Anire (Associazione Nazionale Italiana di Riabilitazione Equestre).

L’ippoterapia agisce grazie all’interazione uomo-cavallo sia a livello neuro-motorio che a livello neuro-psicologico creando un miglioramento nella qualità della vita del suo fruitore. A livello psicologico il poter maneggiare e montare un cavallo, nonostante la sua imponente statura e potenza, genera in chiunque autostima e fiducia in sé, stimola forti emozioni e sentimenti. Il cavallo, grazie alla sua comprensione della gestualità, permette a tutti di comunicare con lui, ricambia il nostro amore senza giudicare, rievoca sentimenti biografici, aumenta il sentimento di rispetto verso sé stessi e verso gli altri, nonché il senso di responsabilità.Proprio per questo l’ippoterapia viene utilizzata a sostegno di numerosi casi di tipo psichiatrico, con risultati da discreti a ottimi a seconda della gravità dei casi: autismo, sindrome di Down (con le dovute accortezze per l’apparato motorio), disturbi del linguaggio e del comportamento.

A livello motorio sono tantissimi, poi, i benefici che si possono ottenere tramite un progetto di terapia assistita dal cavallo: al passo, il suo movimento, di tipo sinusoidale, produce una serie di stimoli sui muscoli e le ossa di chi lo monta, molto simili ai movimenti che avvengono durante la deambulazione umana, potendosi facilmente intuire gli effetti positivi che si possono riscontrare su di una persona che è costretta da tempo su una sedia a rotelle e che durante la sua quotidianità non può svolgere alcuna attività motoria.

Inoltre, migliora l’equilibrio, la percezione spazio – temporale, il rilassamento e la distensione dei muscoli, e così via.

Grazie al corso, inoltre, gli allievi durante un test di gruppo, svolto in forma di gioco hanno potuto sperimentare diverse situazioni di difficoltà psicologica, conoscendo le diverse reazioni e imparando a gestire i sentimenti di disagio di fronte ad una disabilità. Le lezioni di ippoterapia prevedono, normalmente una fase iniziale a terra, nella quale il fruitore entra in contatto con il cavallo e con il suo ambiente. Se la situazione psico-motoria del fruitore lo permette, la seconda fase si svolgerà a cavallo, prevedendo qualora ne sussistano nel tempo le condizioni la terza fase pre-agonistica. A tal proposito, Cristina Rugge ha deciso di nominare una Responsabile del Settore Agonistico per Disabili: Brigida Nigro, che ha raggiunto ottimi risultati in sella, svolgendo già lo scorso anno una gara in MdLv. Grazie all’autorizzazione dei suoi genitori, insieme all’Equipe dell’Acqua2o, Brigida darà consigli e suggerimenti per affrontare in serenità le competizioni. Inoltre, al più presto sarà aperta una pagina su Facebook dedicata a tale settore, interamente gestita da Brigida.

Elio Paiano

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Riunione di Federbalneari

Si è svolta sabato, presso Lecce l’assemblea generale di Assobalneari Puglia – Federbalneari.

Oltre cento partecipanti alla riunione considerando i delicati temi trattati, come la nuova Legge Comunitaria in materia di rilascio delle concessioni demaniali e il Piano Regionale delle Coste. Presente anche la vice presidente della Regione Puglia Loredana Capone, del Consigliere Regionale Saverio Congedo e del Presidente del movimento Regione Salento Paolo Pagliaro.

Con la Legge Comunitaria 2010, approvata in via definitiva dal Senato il 30.11.2011, è stata chiusa la procedura d’infrazione iniziata con la famosa Direttiva Servizi, la Bolkestein, riguardante le modalità di rilascio delle concessioni demaniali marittime.

Con questa legge è stata conferita la delega al governo a emanare, entro marzo 2013, una Legge Quadro sulla durata, il rilascio e il rinnovo delle concessioni demaniali secondo principi che garantiscano concorrenza, valorizzazione delle attività imprenditoriali e tutela degli investimenti.

Un passo importantissimo in materia di gestione degli stabilimenti balneari, sancendo definitivamente l’equiparazione degli stabilimenti a tutte le altre attività commerciali ed imprenditoriali. E’ previsto che gli stabilimenti balneari non possano avere orari o attività diverse da quelle delle altre per quanto riguarda attività ricreative, l’esercizio di bar e ristoranti e le attività di intrattenimento musicale e di svago danzante che non sono più soggette a limitazioni nel numero degli eventi.

Molta preoccupazione dell’associazione di categoria per il contenuto del Piano Regionale delle Coste, concepito già vecchio e parziale, si basa su studi scientifici risalenti ad alcuni anni fa e presentano il limite dovuto alla evoluzione della costa pugliese, soggetta al forte fenomeno d’erosione costiera. Un esempio si trova nelle schede tecniche allegate al PRC, vengono indicati in avanzamento dei tratti di costa che hanno visto ridotto l’arenile di decine di metri lineari.

“Sono molto preoccupato per il contenuto del Piano Regionale delle Coste e per le ripercussioni che lo stesso avrà soprattutto in sede di redazione da parte dei singoli comuni dei Piani Comunali delle Coste – chiosa il vicepresidente nazionale di FederBalneari Italia Mauro Della Valle – siano davanti ad atto di pianificazione generale che detta limiti e prescrizioni assolutamente irrazionali senza essere accompagnato ad altro atto o programma di pianificazione turistica e di valorizzazione del patrimonio costiero e balneare pugliese e salentino”.

Jenny De Cicco

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