Una manifestazione per salvare il Salento dagli ecomostri.
Domani, domenica 3 giugno, a partire dalle 19, si terrà a Otranto la manifestazione pacifica indetta dai movimenti ambientalisti salentini, a radunarli il Forum Ambiente, e il Coordinamento civico, che si sono dati appuntamento presso il lungomare degli Eroi per dissentire su quelli che vengono ritenuti degli eco mostri in costruzione o in progetto e per battersi per l’edificazione di una strada parco salentina.
Per i gruppi ambientalisti in causa sarebbe meglio destinare i fondi per le infrastrutture previste nel territorio leccese alle popolazioni emiliane afflitte dal recente terremoto, un’azione che farebbe bene anche al paesaggio. “Il governo riprogrammi d’urgenza quei fondi – gridano le associazioni – Rivolgiamo un appello alla Soprintendenza ai Beni Culturali perché intervenga a tutela del preziosissimo sito archeologico di Craunuse-San Basilio lungo la strada statale 16 e minacciato dai lavori in progetto per una nuova maxi-strada”.
Alla manifestazione di domani è prevista la partecipazione delle associazioni ambientalistesalentine, ma sono previsti anche gli interventi del giudice Mario Fiorella, il senatore Alberto Maritati, Vito Lisi del Comitato 275, Nicolangelo Barletti, Nando Popu dei Sud Sound System gruppo salentino noto per il proprio impegno ambientalista, i rappresentanti locali del Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva e di altre associazioni e comitati solidarizzanti.
Inoltre per l’occasione dalle associazioni viene segnalata l’iniziativa del Governo, che ha chiesto ai cittadini di segnalare gli sprechi da tagliare tramite l’indirizzo internet http://www.governo.it/scrivia/redweb_form.htm su cui segnalare “tagli tutti quei fondi pubblici a tutto ciò che altera il nostro paesaggio storico-naturale ed il nostro – sottolineano gli organizzatori – Ma non solo, le associazioni invitano tutti i cittadini a farsi promotori di queste segnalazioni per spese inutili ed evitabili. Delle varie voci di assurda spesa che i comitati stanno segnalando al Governo, a Otranto l’attenzione sarà focalizzata e argomentata sull’urgente necessità di fermare i progetti e i cantieri per inutili strade ridondanti ex-novo, o sovradimensionate, come la faraonica nuova ss16 Maglie-Otranto, la ss275 nel tratto da Montesano a Leuca dove il progetto della nuova strada si snoderebbe ferendo a morte territori del tutto vergini del Capo di Leuca condannandoli alla rovina, la Strada Regionale 8, che minaccia il Nord Salento tra Talsano e Maruggio, come l’area tra Lecce-Melendugno-San Foca, dove addirittura si snoderebbe persino su percorsi nuovi, mentre già un’ottima strada corre lì libera tra Lecce e San Foca e basterebbe riadattare quella senza alcuna variante! L’ orrore della mancata segnalazione nei progetti del sito archeologico di Craunuse-San Basilio, sito rupestre già noto agli studiosi ed archeologi locali con almeno due grotte con croci incise sulle pareti, e dromos.
Alla Soprintendenza si è chiesto e si chiede l’urgente intervento per fermare tutto e salvare l’ intero sito già oggetto di turismo e grande risonanza mediatica nazionale dopo la riscoperta, il 2 aprile 2012 ,dello stesso da parte di alcuni volontari di questi comitati durante un sopralluogo.
Infine il sit-in otrantino vuol denunciare quanto avvenuto in questi ultimi giorni: è stato approntato e recintato con rete di plastica arancione, questo cantiere dovesse essere collegato in qualche modo all’opera, il tutto sarebbe da considerarsi un grave atto nei confronti del territorio e sarebbe da considerarsi come un tentativo macchinato volto ad abbattere le speranze dei cittadini e scoraggiarli e per il quale motivo chiederemmo subito l’intervento del prefetto di Lecce per far sì che tale presidio, venga rimosso al più presto per dare la massima serenità a quanti si stanno mobilitando per curare i mali generati da una cattivissima amministrazione ad oggi del territorio da parte di tutta la locale classe dirigente negli anni”.
Tanti i giovanissimi, ma anche gli adulti, le famiglie dei protagonisti coinvolti. È archiviata la grande novità magliese della “Notte verde”, serata di sensibilizzazione sui temi dell’ambiente. Tra musica e altro tipo di intrattenimento, presso il liceo “Francesca Capece” è stato possibile visitare degli stand in cui sono stati esposti i risultati dei differenti progetti Pon che hanno coinvolto nell’ultimo anno scolastico il liceo, ma anche la scuola media, il comprensivo di Cursi e l’elementare di Maglie “Principe di Piemonte” Ad accompagnare questi ragazzi, in particolare per quanto riguarda il laboratorio “Leggere il paesaggio” ci sono stati due architetti, Tiziana Lettere e Marilena Manoni, che insieme con l’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, hanno spiegato in questi mesi gli elementi che compongono il paesaggio e la sua lettura, esaminando il caso del paesaggio salentino. Un modo molto diverso per vivere la notte, perché il divertimento può essere anche istruttivo e raccontare le speranze per il futuro.
L’associazione di promozione sociale Learning Cities – Rete per le Comunità che Apprendono, realizza attività di sensibilizzazione e formazione della cittadinanza sui cambiamenti negli stili di vita utili a migliorare la sostenibilità dell’agire umano e la prosperità delle generazioni future, attraverso la metodologia del meeting, basato su dibattiti interattivi, testimonianze, proiezioni e riflessioni condivise, in un confronto, insieme a esperti. Anche Maglie ha deciso di aderire a questa campagna denominata “Learning coffee” nell’ambito della quale ogni comune aderente ospita un meeting su un argomento specifico, con lo scopo di diffondere buone prassi in termini di senso civico. L’appuntamento a Maglie è per giovedì 31 maggio, alle 17 presso l’Alca con il learning coffee dal titolo Una Città che Rifiuta i Rifiuti. “Ho voluto ospitare questa iniziativa nella mia città – commenta il sindaco Antonio Fitto – affinché a fronte di approfondimenti teorici e costruzione di modelli economici nuovi, si attivino sul territorio e nelle comunità nuovi comportamenti e cambiamenti culturali, utili ad accelerare il processo che porterà, inevitabilmente, a una società futura più sobria e certamente più felice”. Sono pochi ma importanti i passi che deve compiere una città per diventare virtuosa nella gestione dei rifiuti: promuovere la raccolta separata dell’umido e la produzione di compost domestico, favorire la vendita di prodotti sfusi e la riconsegna ai venditori degli imballaggi, estendere gli incentivi per la rottamazione a nuovi prodotti, così da evitare che finiscano in discarica. A spiegare la questione ai partecipanti saranno il curatore scientifico del ciclo dei Learning Coffee, Nello De Padova, esperto di buone prassi della pubblica amministrazione e di decrescita, autore del libro “DePILiamoci”, e l’esperta Lella Miccolis, titolare della Progeva, azienda di Laterza che si occupa di fabbricazione di concimi e di composti azotati associati, fertilizzanti e compost. La Progeva vanta una importante esperienza nel recupero e riuso dei rifiuti organici con l’obiettivo di “risparmiare risorse a partire da ciò che esiste già”. Tra i moderatori sarà presente il presidente dell’associazione Learning Cities Antonio Massari, al quale potranno rivolgersi i rappresentanti di altri comuni interessanti a ospitare sui propri territori nuovi appuntamenti con i Learning Coffee nei mesi di giugno e luglio.
Pericolo scongiurato per la macchia mediterranea di Otranto.
Ci sono voluti 12 anni ma finalmente il consiglio di Stato ferma ogni pretesa della società Casevacanze per la realizzazione, presso località Conca Specchiulla, del progetto per la costruzione di un villaggio turistico da circa 800 posti letto e previsto in un’area agricola ed ora sottoposta a vincolo paesaggistico proprio per la presenza di flora protetta.
Accolta la tesi del comune di Otranto della tutela ambientale su quelle della speculazione economica.
La società si rifaceva a un accordo di programma in variante allo strumento urbanistico generale ed il procedimento era stato avviato e nella planimetria del Putt la zona risultava non interessata da ulteriori vincoli specifici. La notizia dell’avvio del procedimento ha suscitato perplessità nella comunità cittadina con l’intervento anche della magistratura penale e a seguito di più puntuali verifiche nella zona la stessa risultava interessata da una rigogliosa macchia mediterranea meritevole di protezione.
Per questo motivo vi è stata la revoca da parte della giunta Regionale della delibera di autorizzazione e poi anche un accertamento dell’ufficio tecnico comunale. La società ha deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo regionale di Lecce per avvalersi del diritto al completamento della procedura, ricevendo come risposta il rigetto e dovendo in seguito affrontare anche il ricorso al consiglio di Stato presentato dal Comune di Otranto. Nell’appello di fronte al consiglio di Stato il difensore della società Casevacanze ha chiesto un riesame, affermando che non può essere considerata impeditiva una qualsiasi forma di macchia mediterranea quale vegetazione spontanea, essendo invece indispensabile una definizione puntuale della stessa come fattore d’impedimento alle opere di trasformazione. La sentenza di questi giorni del Consiglio di Stato sposa le ragioni del comune, stabilendo un principio guida anche per gli altri comuni pugliesi.
Infatti nella sentenza vi è scritto: “In particolare per la situazione di Otranto si è in presenza della gariga mediterranea, che corrisponde appunto al concetto e alla funzione della macchia mediterranea in stretta connessione con l’aridità e la rocciosità dei suoli”.
Una sentenza, quella del consiglio di Stato, che sancisce l’importanza della tutela ambientale e dota la Puglia di uno strumento guida contro la speculazione edilizia e sancisce anche la bellezza naturale del Salento come risorsa fondamentale per un turismo votato alla qualità e non alla quantità.
Domenica 27 maggio a San Foca raccolte 1800 firme contro la Tap.
Si è svolta questa domenica la manifestazione contro la Trans Adriatic Pipeline, il famigerato mega gasdotto che dovrebbe trasportare milioni di chilogrammi di metano dall’Asia al Salento.
Conto la Tap è nato anche un comitato, i “No Tap” ideatori, realizzatori e promotori con il mezzo ecologico dei social network della manifestazione tenuta a San Foca domenica pomeriggio.
Invaso il lungomare Matteotti di San Foca dai numerosi attivisti contrari alla realizzazione dell’opera, ai quali da tempo si sono associate anche alcune amministrazioni comunali, in special modo dei paesi interessati dalle opere correlate al metanodotto, anche se bisogna ribadire le competenze sono ministeriali e solo la regione potrebbe dare una mano ai manifestanti per impedire la realizzazione della struttura. In tal riguardo nei giorni scorsi è stata avviata la “guerrilla” di post sulle pagine dei social network possedute da Nichi Vendola perché si esprima in tal senso, mettendo fine ai dubbi.
Le preoccupazioni dei manifestanti sono di vario ordine, tra i quali spicca la ragione naturalistica per una costa m Bandiera Blu d’Europa, di ordine economico-turistico evitando una ricaduta negativa in termini d’immagine e di tutela del territorio da forme d’inquinamento e contro le logiche affaristiche di speculazione ai danni del territorio, di per se già una risorsa.
La raccolta firme “No Tap” ottenuto 1800 consensi de visu domenica e nel frattempo ha proseguito anche on line all’indirizzo elettronico http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap dove sono più di mille.
Alla manifestazione si sono presentati in centinaia ed hanno sfilato pacificamente per il lungomare, con striscioni e slogan, hanno aderito anche i pescatori delle cooperative Delfino e La Folgore, che hanno seguito il corteo per via marina a bordo delle loro barche ed hanno naturalmente preso parte, con le proprie rappresentanze, tutte le associazioni ambientaliste pugliesi, anche i vari comitati “di tutela per Porto Miggiano” e “contro l’eolico e il fotovoltaico selvaggio” e Il dissenso della popolazione salentina è forte nei confronti di “un enorme pericolo dal punto di vista dell’impatto socio-ambientale”, come definito dai membri “No Tap”, ma comunque non basteranno le oltre 3000 firme in totale, tra cartacee ed elettroniche raccolte tramite i vari eventi e banchetti itineranti, a scongiurare il pericolo del gigantesco tubo, il progetto è in fase di studio sul tavolo del Ministero il quale deve analizzare la valutazione d’impatto ambientale e sociale presentata dalla società che propone il progetto. Ad alimentare l’ipotesi di un parere ministeriale favorevole alla Tap la notizia degli scorsi mesi in cui veniva bocciato il progetto Poseidon, gasdotto che sarebbe dovuto approdare ad Otranto e il quale sembra non verrà mai realizzato, nonostante avesse già ottenuto i pareri ministeriali.
Da Uggiano la Chiesa ritornano gli appuntamenti di NaTouristico.
Sabato 2 giugno NaTouristico Pro Loco Uggiano e Casamassella ripropone il suo “Trekking… Bici Tour”, a piedi alla scoperta dell’antica strada romana, testimone di civiltà, storia e cultura, accompagnati da Antonella Screti, esperta guida naturalistica, un modo per riscoprire il territorio con lentezza e consapevolezza.
Il programma prevede, dopo il ritrovo dei partecipanti presso il piazzale Santi Medici, la partenza in direzione “strada romana”, passando per il menhir di San Giovanni Malcantone, la cappella della Madonna della Serra, monte Ferrari e con l’arrivo alla Baia di Porto Badisco dove natura e storia si fondono in scenari suggestivi, per poi volgere al ritorno al luogo di partenza.
Questo proposto è un itinerario di salute e sapere, cibo per il corpo e per l’anima, un modo per conoscere ed acquisire consapevolezza del proprio territori per chi lo abita e un primo appuntamento per curiosi, le campagne si trasformeranno in una grande palestra a cielo aperto.
Un ottimo metodo per ricaricarsi prima dell’inizio di una nuova settimana di lavoro e, magari, anche per fare nuove conoscenze.
Per informazioni basta contattare alla mail [email protected], è prevista una quota di partecipazione che include la quota assicurazione, guida, affitto bici per il ritorno e una bottiglietta d’acqua fresca da mezzo litro che vi verrà consegnata arrivati nella Baia di Porto Badisco.
Si consigliano scarpe e abbigliamento comodo, zainetto con pranzo al sacco e macchina fotografica per imprimere non solo nella memoria una giornata memorabile.
Incontri e interventi per la tutela del mare salentino.
Iniziativa di sensibilizzazione del gruppo sommozzatori della Protezione Civile Palmariggi, in materia di ambiente e soccorso, in programmazione per domenica 27 maggio a Porto Badisco dove la stessa Protezione Civile Palmariggi e il Raon – Raggruppamento Associazioni Operative Nazionale – e con la collaborazione della Capitaneria di Otranto, organizzeranno una giornata ecologia con pulizia dai rifiuti abbandonati dei fondali presso la baia delle “Tajate”.
Lo scopo è quello di mostrare come a Porto Badisco, un piccolo paradiso ricco di vita sottomarina e con le scogliere incontaminate, la pulizia dei fondali dovrebbe essere il mezzo per garantire alle specie che popolano i fondali di sopravvivere e che saranno in mostra tramite video e foto di realizzate dal Nucleo sommozzatori. Seguirà una simulazione di salvataggio di sbarco di naufraghi a mare che vedrà impegnati i volontari della Protezione Civile di Palmariggi (nucleo sommozzatori, e nucleo soccorso sanitario) con l’ausilio di mezzi della Capitaneria di Porto di Otranto.
Alla manifestazione parteciperanno i bambini delle scuole primarie e secondarie di Uggiano La Chiesa, Palmariggi, Bagnolo del Salento, Cannole, Otranto e Maglie.
Mentre sabato 26 maggio alle 18,30, presso la sala auditorium dell’istituto scolastico comprensivo di Uggiano La Chiesa, si terrà un convegno sul tema “Parchi e aree marine protette. Salvaguardia ambientale”. Al convegno interverranno Ferdinando Boero, professore di Zoologia all’Università del Salento, Francesco Amato, comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto, Dario Corsini, dirigente Settore Ambiente Provincia di Lecce.
Oltre ai sindaci dei vari comuni. Nelle due giornate è prevista la presenza delle autorità istituzionali e politiche.
Incentivi per riportare giovani braccia all’agricoltura e non ironicamente.
La Puglia conta circa 2mila giovani sotto i 40 anni che praticano l’agricoltura come lavoro anche usufruendo degli incentivi all’insediamento regionali del Programma per lo sviluppo rurale.
La Regione Puglia nel tentativo di abbassare l’età media degli operatori e imprenditori, ha puntato su un modello innovativo d’incentivi trasformando in vere aziende le idee progettuali risultate idonee alla valutazione preliminare. Vantaggi anche per la Regione realizzando l’istruttoria tecnico-amministrativa delle richieste di contributo che hanno superato la fase preliminare.
A parlarne a Roma è stato l’assessore regionale otrantino Dario Stefàno, negli scorsi giorni nello spazio espositivo pugliese durante Forum della pubblica amministrazione.
“Abbiamo reso le nostre politiche attrattive per i giovani – ha spiegato Stefano – mettendoli in condizione di operare al meglio. Sono stati erogati oltre 250 milioni di euro tra premi a fondo perduto, incentivi , corsi di formazione e consulenze. Crediamo tanto in questa esperienza tanto che ci stiamo impegnando a riportare l’attenzione del Parlamento Europeo sulla necessità di costruire un disegno di politica agricola comune, rispondente all’esigenza di sburocratizzazione avanzata dalle imprese agricole. Non possiamo, però, vivere il tema dell’innovazione solo come elemento di miglioramento tecnologico e burocratico, ma introdurlo anche nel loro modello organizzativo. Le aziende sono troppo piccole e disaggregate, inadeguate alle richieste quantitative del mercato”.
No Tap, la battaglia continua con un nuovo atto.
Ieri presso Acquarica di Lecce è andato in scena un nuovo atto per la battaglia ambientalista contro la Trans Adriatic Pipeline, tramite una raccolta firme contro la realizzazione dell’infrastruttura a essa connessa a circa un chilometro dal centro cittadino.
Il comitato nato da Facebook da tempo lotta per informare i cittadini e i salentini per una maggiore consapevolezza del proprio territorio e dunque di una migliore destinazione d’uso dello stesso.
Così il pomeriggio del 18 maggio, presso piazza Malta di Acquarica di Lecce si terrà un incontro informativo, sollecitato dal basso, i cittadini preoccupati vista la vicinanza della cabina di depressurizzazione di 16 ettari dovrebbe sorgere a meno di un chilometro dall’abitato, secondo quanto riportato dal progetto preliminare.
Resta confermata per domenica 27 maggio la manifestazione con corteo sul lungomare di San Foca a partire dalle 16,30.
Mentre si muovono anche le istituzioni, infatti, alle 16,30 ieri si è riunito il Consiglio comunale di Vernole per discutere i due punti sulla Tap e deliberare contro la realizzazione del gasdotto, cercando di porre il diniego delle autorizzazioni di competenza comunale sull’opera.
Ufficialmente la Tap ha raccolto le scorse settimane il parere contrario già dalle amministrazioni di Melendugno e Castrì di Lecce.
Niente raccolta rifiuti questa mattina nei comuni dell’Ato Lecce 2.
In rivolta gli operatori ecologici, che incrociano le braccia perché non retribuiti.
I dipendenti di Lombardi Ecologia responsabili della raccolta dei rifiuti nei 21 comuni dell’Ato 2 dichiarano lo sciopero a oltranza a partire da questa mattina, attraverso i propri rappresentanti sindacali.
Sono in 150 gli operatori che avanzano una mensilità, situazione colta al volo per manifestare i disagi risalenti fin dall’inizio del 2009, anno dell’appalto alla ditta Lombardi, a causa anche del buco di 6 milioni di euro che l’ambito territoriale Lecce 2 dove alla ditta Lombardi a causa delle morosità dei comuni nei confronti dell’ente gestito da Silvano Macculi.
I lavoratori hanno protestato sotto i portoni della Provincia di Lecce, intanto Lombardi Ecologia annuncia, per bocca dei sindacati, di non sapere quando riuscirà a liquidare i dipendenti.
Silvano Macculi invece precisa: oltre al credito di 15 milioni di euro accumulato dai comuni, altri 5 milioni e 400 mila euro non sono mai arrivati dalla Regione, Vendola ha dichiarato l’impegno a pagare l’Ato entro la prossima settimana.
Il presidente provinciale Antonio Gabellone ha telefonato alla segreteria regionale e la vertenza verrà posta anche sui tavoli della prefettura, in un incontro tra tutte le parti i causa, comuni, Ato, Provincia e Regione.
Intanto è iniziato il conto alla rovescia per la stagione estiva e con esso ricomincia il rimpallo di responsabilità per una situazione che si trascina avanti da anni e non vede ancora una soluzione certa.
Ritorna con foga il dibattito sul destino degli ulivi monumentali e la legge tutela. La Regione Puglia ha per stemma proprio un ulivo e il Salento è una delle patrie di questo tipo di coltivazione tradizionale.
Il 16 maggio, il segretario regionale Udc Salvatore Negro è intervenuto con il seguente testo nel dibattito in Regione: “I secolari alberi di ulivo che caratterizzano il paesaggio della Puglia vanno tutelati, soprattutto contro il traffico illegale di alberi monumentali. Ma ai vincoli imposti dalla legge 14 del 2007 non corrisponde un adeguato indennizzo per i proprietari dei terreni su cui vivono questi monumenti della natura che per la loro età non rendono quanto gli alberi più giovani e non permettono alle aziende agricole di rinnovarsi. Superata la fase dell’emergenza del traffico illegale occorre rivedere la legge che va adeguata alle esigenze degli agricoltori, senza voler distruggere il lavoro di quei contadini e braccianti che per secoli hanno curato il territorio. La legge attuale sottopone a vincoli paesaggistici tutta la particella su cui si trovano almeno il 60% di ulivi monumentali e quindi non ai singoli alberi secolari. Questo costituisce una diminuzione del valore del fondo su cui non si può costruire neanche un trullo, nel rispetto della tradizione, e lo stesso terreno non può essere destinato ad altra coltivazione più redditizia.
Noi siamo convinti che questi alberi vadano tutelati al pari di tutti gli altri monumenti di cui è ricco il nostro territorio, costituendo delle idonee fasce di rispetto intorno alle piante senza vincolare tutta l’area e allo stesso tempo ad un vincolo deve corrispondere un indennizzo certo. Per questo nei prossimi giorni ci faremo promotori di una modifica alla legge regionale che riconosca un indennizzo ai proprietari dei nostri monumentali alberi d’ulivo, patrimonio unico al mondo”.
Sull’argomento è intervenuto anche Il consigliere regionale Pdl Nicola Marmo, che il giorno seguente l’intervento di Negro, ha diffuso della seguente nota: “In occasione dell’approvazione della legge sulla tutela degli ulivi secolari, evidenziai sia l’eccessiva estensione dei suoi vincoli, che rischiavano di trasformare quelle che erano aziende agricole in meri musei gratuiti a cielo aperto, sia il dovere di risarcire comunque gli agricoltori sulle cui spalle gravano.
A distanza di anni, è tempo di tirare le somme del lavoro svolto, perché non si possono bloccare all’infinito e senza ristoro alcuno, in una sorta di confisca surrettizia, attività economiche che devono produrre reddito e lavoro, nell’attesa infinita di sapere se i loro ulivi, spesso soltanto marci, sono secolari o meno.
Se poi si considera che la nuova Pac prevede una drastica riduzione delle integrazioni in olivicoltura, a vantaggio proprio delle politiche per l’ambiente, ma che ambiente e paesaggio nulla rimborsano agli agricoltori che mantengono gli olivi secolari per la bellezza della Puglia, ci imbattiamo in una nuova genìa di benefattori necessitati, in mecenati obbligatori, una categoria indebitata fino al collo, ai limiti della sopravvivenza.
L’occasione è utile anche per rimarcare la necessità che la riforma in atto del mercato del lavoro non introduca –in totale incoerenza con gli impegni assunti con la Ue- ulteriori rigidità in relazione alle assunzioni giornaliere, quali quelle relative ai periodi di raccolta. Il sistema dei voucher, per esempio, non va abolito né depotenziato, ma semmai integrato con ancora maggiori flessibilità, accompagnate da un più efficiente sistema di controlli”.
Bandiere Blu Legambiente in Puglia e richieste di estrazioni petrolifere.
“Più aumentano le Bandiere Blu, più fameliche diventano le società petrolifere”: è quanto riferisce in questi giorni il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, che chiede un incontro al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per “acquisire dettagli ufficiali sul numero e sul contenuto delle autorizzazioni che interessano le nostre acque”.
Il presidente dell’assemblea pugliese si fa portavoce dell’allarme suscitato da recenti notizie e chiede se rispondano al vero. Sono quelle relative al nuovo nulla osta all’ampliamento delle prospezioni geofisiche 3D lungo le coste pugliesi dell’Adriatico, chiesto e ottenuto dalla Northern Petroleum al Ministero dello Sviluppo Economico, per altri 600 chilometri quadrati, portando l’area marittima interessata a un totale di 1.200 chilometri quadrati.
“Ministri tecnici debbano tenere conto delle posizioni delle Regioni e degli enti locali” Introna si appella alla “sensibilità istituzionale” del responsabile del dicastero dell’Ambiente per ottenere un “momento di confronto” dopo le richieste di fissare una data utile per il convegno internazionale e interregionale sull’Adriatico europeo. In occasione di Mediterre, a Bari, i primi di febbraio, Clini aveva dato l’assenso a partecipare all’appuntamento che la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali aveva in progetto di organizzare a Trieste.
“L’incontro col ministro servirà a sottolineare la stridente contraddizione della politica ambientale del Paese, che da un lato celebra i successi territoriali certificati dalle prestigiose Bandiere Blu, dall’altro autorizza campagne di ricerca che preludono a programmi di sfruttamento degli idrocarburi nella piattaforma marina prospiciente le stesse coste premiate per la qualità delle acque. Due linee incoerenti tra loro e inconciliabili, per una Puglia che con orgoglio vanta quest’anno la decima Bandiera Blu da issare su altre tre spiagge del proprio straordinario litorale.
Significativamente, la città che si è aggiunta aggiunge alle nove località pugliesi confermate è proprio quella Monopoli nella quale il 21 gennaio si è svolto un corteo pacifico ed entusiasta a favore dell’ ambiente e contro ogni ipotesi di aggressione dell’Adriatico, il cui ecosistema rappresenta un’insostituibile risorsa imprenditoriale per le comunità rivierasche”.
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