Posted on 18 Maggio 2012. Tags: "La Regina", Festival della Dieta Med-Italiana, Francesco Pacella, Michelle Obama, ulivo monumentale
“La Regina”, antichissimo e prezioso albero d’ulivo monumentale del Salento verrà assegnato e “adottato” dalla First Lady degli Stati Uniti Michelle Obama. Il 25 maggio prossimo, alle ore 18, nell’ambito del Festival della Dieta Med-Italiana a Lecce, con una cerimonia ufficiale, sarà firmato il documento di “Assegnazione onoraria” del suddetto albero. Questa iniziativa nasce dall’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Lecce, in accordo con Ines Maria Antonucci, proprietaria del terreno che ospita la maestosa pianta, e con la collaborazione dell’Istituto Tecnico “Costa” di Lecce, promotore del progetto “Dieta Med-Italiana”, della Camera di commercio, della Coldiretti di Lecce e della Cooperativa Sant’Anna di Vernole, azienda produttrice dell’olio ricavato dall’albero. Oltre all’aspetto simbolico dell’assegnazione, anche l’olio extravergine d’oliva che l’albero produrrà sarà della famiglia Obama e sarà inviato alla Casa Bianca. “La Regina” può arrivare a produrre fino a 6 quintali di olive, capaci di trasformarsi in un massimo di 100 kg di olio extravergine d’oliva.
Nei giorni scorsi il presidente Antonio Gabellone, insieme all’assessore provinciale all’Agricoltura Francesco Pacella, ha inviato direttamente alla First Lady Michelle Obama, presso la sua residenza alla Casa Bianca a Washington e, per conoscenza, all’ambasciatore Usa in Italia David Thorne, una comunicazione ufficiale relativa al prestigioso riconoscimento.
“La Provincia di Lecce – si legge nella nota – in accordo con le parti coinvolte, è lieta e onorata di omaggiare la persona della First Lady degli Stati Uniti, Michelle Obama, con l’assegnazione onoraria dell’albero d’ulivo monumentale denominato “La Regina”, una delle più antiche e prestigiose piante del territorio, insieme all’olio extravergine d’oliva che sarà prodotto con i suoi frutti, simbolo di pace, di alimentazione sostenibile e di benessere”. La motivazione scelta è stata questa: “Per aver ideato e lanciato e per il grande impegno profuso a favore della campagna salutista ‘Let’smove!’, attraverso la quale è stato attuato un importantissimo servizio pubblico, affinché le nuove generazioni di giovani e giovanissimi americani potessero crescere in maniera più sana, avvicinandosi a uno stile di vita caratterizzato da un regime alimentare più ricco in verdure, frutta e cibi naturali e da una maggiore attività fisica. Uno stile di vita, questo, in perfetta armonia e sintonia con i dettami della Dieta Mediterranea, riscontrata e scoperta in Italia dallo scienziato americano Ancel Keyse meritevole del riconoscimento da parte dell’Unesco quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. “Per aver fornito – si legge ancora nella motivazione – un efficientissimo esempio di comportamento virtuoso, svolto in prima persona, impiantando e curando presso la Casa Bianca un orto coltivato a verdure e ortaggi e per avere, così facendo, amplificato a livello mondiale il messaggio a favore di una alimentazione più corretta, più ecosostenibile, più sana e, al contempo, gustosa e nutriente”.
“La Regina”, con un’età stimata in 1.400 anni, è una imponente pianta ultramillenaria situata in agro di Vernole, in provincia di Lecce.
Nelle sue vicinanze vi sono altri ulivi altrettanto importanti, conosciuti come “Il Re” e “Il Faraone”.
Il presidente Antonio Gabellone, inoltre, con la stessa nota, ha invitato la First Lady nel Salento nuovamente in autunno “per assistere in prima persona alla raccolta, da parte di giovani studenti italiani, delle olive prodotte dal “Suo” albero e alla successiva spremitura e produzione di olio extravergine di oliva della migliore qualità”. Quello stesso albero prenderà poi la via di Washington.
Alessandro Conte
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Posted on 15 Maggio 2012. Tags: Melendugno, San Foca, tap
Manifestazione no Tap, pronta per il 27 maggio. Lo annuncia Alfredo Fasiello di Vernole, membro del Comitato No Tap, e lo fa con un post su Facebook: “Siamo pronti, preparate drappi e bandiere, fischietti e tamburelli. Domenica 27 alle 16,30 sul lungomare di San Foca è prevista una manifestazione con corteo. Passate parola, fatevi accompagnare dai vostri cani e dai vostri gatti, sono ammessi bambini in passeggino, nonni e nonne, padri e madri, venite in bici, moto e in barca. Accorriamo tutti per partecipare il nostro dissenso alla Tap e al suo mostruosissimo progetto. Salentini tutti, vi aspettiamo, non lasciate il vostro cuore chiuso in casa”.
I motivi del no sono stati resi noti da tempo dai membri dei principali comitati anti Tap.
L’associazione Tramontana, insieme al comitato Cambio di Rotta e al Comitato No Tap, avevano espresso pubblicamente i propri dubbi in occasione dell’incontro presso la sala convegni di Melendugno di giovedì 16 febbraio nel quale i progettisti Tap esposero il progetto.
Inizialmente questo prevedeva l’approdo del gasdotto a Brindisi, ora invece insisterà su una località di pregio naturalistico e d’interesse storico e turistico qual è San Foca e prevede anche un tratto di tracciato sulla penisola salentina. A Melendugno sarà creata anche una centrale di depressurizzazione.
I comitati denunciarono con un comunicato “la mistificazione da parte del consorzio Tap in merito alla riduzione del tragitto sulla terraferma da 25 a 5 chilometri, in quanto non si tratta di una reale riduzione della lunghezza, bensì di un passaggio di consegna nella realizzazione dello stesso da Tap a Snam Rete Gas. I comitati richiedono che l’approdo del gasdotto venga realizzato a Brindisi, così come indicato nel progetto iniziale, annullando pertanto la variante San Foca in modo da poter attuare le direttive contenute nel Piano Energetico e Ambientale Regionale. ln questo scenario il gasdotto può essere considerato una risorsa fondamentale per riconvertire la centrale di Cerano da centrale a carbone a centrale a gas. San Foca rappresenterebbe il primo caso in Italia di approdo di un gasdotto in un’area a preminente interesse turistico”.
Marco Santo, membro dell’Associazione Tramontana, del Comitato No Tap e del comitato Cambio di Rotta afferma: “La nostra terra ha bisogno di decidere che tipo di sviluppo vuole perseguire. Nel progetto preliminare pubblicato sul loro sito (della Tap,ndr) era prevista l’installazione su suolo melendugnese di una centralina di depressurizzazione che avrebbe avuto emissioni paragonabili ad una centrale a gas. Il 16 febbraio, durante la presentazione al pubblico del progetto definitivo, la centralina di depressurizzazione è stata rimpiazzata da una centrale di 9 ettari di misurazione fiscale, che non avrebbe prodotto emissioni inquinanti, un errore? Intanto è vicina la data del 21 maggio, il termine ultimo per presentare le osservazioni al Ministero dell’Ambiente relativamente alla Via della Tap presso il Ministero, stiamo producendo una serie di osservazioni. Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 presso Acquarica di Lecce si svolgerà un incontro pubblico per informare la popolazione sulla cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal centro abitato”.
Jenny De Cicco
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Posted on 14 Maggio 2012. Tags: Bandiere Blu, Otranto, Santa Cesarea
Il 10% delle Bandiere Blu di Legambiente sono pugliesi. Tra 113 comuni italiani, presenti nell’edizione 2012 che è la numero 26 delle “Bandiere Blu”, 10 comuni sono pugliesi, di cui 4 salentini.
In testa alla classifica regionale la provincia di Lecce, con ben quattro località – Otranto, Melendugno, Salve, Castro- seguita da Brindisi con Fasano e Ostuni, in provincia di Bari Polignano e Monopoli, a Taranto Ginosa-Marina di Ginosa e a Foggia Rodi Garganico.
Le Bandiere vengono assegnate ogni anno dalla Fondazione per l’educazione ambientale in collaborazione con Enel Sole e vengono consegnate oggi a Roma.
Le riconferme nazionali dell’assegnazione del titolo si attestano attorno al 96% e comprendono tre località lacustri, sono 61 gli approdi turistici premiati, due in meno rispetto alla precedente edizione, nonostante l’edizione 2012 delle Bandiere Blu abbia visto un incremento delle località meridionali.
Per ottenere la Bandiera Blu, la qualità delle acque di balneazione è un requisito indispensabile: solo le località, le cui acque sono risultate eccellenti nella stagione precedente, possono presentare la candidatura. Per quanto riguarda la depurazione, vengono prese in considerazione solo località con impianto di depurazione almeno con trattamento secondario e che abbiano almeno l’80% dell’allaccio in fognatura delle acque reflue. Altro criterio fondamentale è la percentuale di raccolta differenziata, il cui livello minimo è stato recentemente innalzato.
Sorprende, forse non tanto visto le recenti polemiche, l’assenza in graduatoria di Santa Cesarea Terme, per la quale si era annunciata la presenza in classifica lo scorso aprile, ma senza specificare a che titolo e che fu esclusa già nella precedente edizione 2011.
Conferme importantissime quelle di Melendugno e Otranto che ripartono nel post elettorale con il piede giusto e avviano così il cammino verso la prossima stagione balneare.
Facilitato il lavoro amministrativo in questo secondo mandato del sindaco Luciano Cariddi con una riconferma che attesta la giusta strada intrapresa. Anche quest’anno, alla Città di Otranto viene assegnata la Bandiera Blu dalla Fee.
Questa mattina, alle 11, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, si è svolta la conferenza di presentazione delle Bandiere Blu 2012. Il sindaco Luciano Cariddi dichiara: “Sono soddisfatto di questa riconferma che testimonia il grande impegno che la Città di Otranto sta dimostrando nel percorso di politiche virtuose intrapreso che pongono al centro della crescita del territorio le valenze ambientali e culturali”.
Jenny De Cicco
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Posted on 14 Maggio 2012. Tags: Melendugno, No Tap, petizione
Parte la petizione on line per fermare il progetto Trans Adriatic Pipeline. L’obiettivo è la raccolta di 100mila firme, che serviranno a supportare la petizione cartacea in atto da qualche settimana e proposta Comitato No Tap, Associazione Tramontana e nel pomeriggio di oggi (13 maggio) si è svolta con un banchetto a Sant’Andrea.
Appena concluse le elezioni ed eletto il nuovo sindaco Marco Potì, alcuni cittadini di Melendugno e i sostenitori del “Comitato no Tap” promuovono una raccolta firme per fermare l’approdo del metanodotto e delle infrastrutture a terra ad esso connesse, l’idea è partita dal giovane membro del comitato Facebook Matteo Natìo, cittadino melendugnese attento e amante del Salento nonostante la lontananza, Natìo è al momento a Roma per terminare il proprio percorso di studi universitario.
Tra primi firmatari anche la sezione melendugnese del Partito Democratico, da sempre contrario all’approdo dell’infrastruttura.
Un progetto che secondo i suoi detrattori non porterebbe alcun beneficio al territorio salentino, considerandolo l’ennesimo scempio ambientale, subendo un ulteriore sfruttamento selvaggio.
Il testo-richiesta della petizione, riscontrabile al link http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap, reca scritto: “Minacciati fondali di posidonie (piante acquatiche protette), vicinanza a siti archeologici di rilievo ed aree protette. Il sito in questione è una rinomata località turistica più volte premiata con la Bandiera blu.
Minare questo territorio, e di conseguenza il turismo e la sua agricoltura significa continuare a togliere al popolo pugliese le poche risorse che restano per il proprio sviluppo economico.
Dopo casi eclatanti (centrale Enel Federico II a Cerano e l’Ilva di Taranto fra i più famosi) la paura di nuove forme di inquinamento non è pura invenzione. Siamo stanchi di vedere questa terra martoriata aiutateci.
Al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia e ai Comuni interessati: appello contro la costruzione del Gasdotto Trans Adriatic Pipeline – Tap.
I sottoscritti cittadini venuti a conoscenza della volontà di realizzare:
1) In località San Foca, l’approdo del gasdotto Tap.
2) In prossimità di Acquarica di Lecce -Vernole- la centralina di misura fiscale del gas (Prt).
3) Da parte di Snam retegas, un ulteriore gasdotto che provvederà a collegare il gasdotto Tap alla rete Nazionale di Distribuzione del Gas.
Viste le motivazioni prodotte ed esposte dal “Comitato no Tap” chiedono che il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia neghino qualsiasi autorizzazione per la costruzione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline al fine di salvaguardare l’incolumità della popolazione locale, l’integrità del paesaggio, e lo sviluppo turistico del luogo”.
Marco Santo dell’associazione Tramontana e membro del comitato No tap riferisce: “Il 21 Maggio è il termine ultimo per presentare le osservazioni al ministero dell’ambiente relativamente alla valutazione di impatto ambientale presentata da Tap presso lo stesso ministero.
Noi stiamo lavorando e stiamo producendo una serie di osservazioni, per mettere in chiaro alcuni aspetti critici dell’opera.
Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 vi sarà un incontro pubblico presso acquarica di Lecce per informare la popolazione circa la cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal paese. Il comitato sta lavorando e ha contattato alcuni esperti biologi e geologi che hanno prodotto delle osservazioni molto critiche a riguardo, e contemporaneamente l’assessore regionale Lorenzo Nicastro (che ha già espresso parere contrario all’opera) si sta impegnando con la Regione a istituire press il Lido San Basilio di San Foca (sito a 100 metri dal punto di approdo del gasdotto) un area protetta Sic, a tutela di quello che è il sito scelto da anni dalle tartarughe per deporre le uova”.
Jenny De Cicco
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Posted on 02 Maggio 2012. Tags: Otranto, Palacia, sentenza tar
Non si costruisce a Punta Palacia.
La notizia è giunta ufficialmente il 18 aprile scorso, ed è stata commentata in questi giorni nell’ambito della conferenza stampa promossa dal comitato che si è battuto per la salvaguardia di Punta Palacia.
Alla conferenza si è parlato della tutela del territorio salentino, minacciato da opere impattanti dalla questione di Porto Miggiano alla strada regionale 8 Lecce-San Foca, la Maglie-Otranto e appunto il progetto di Punta Palacia, che con la sentenza del Tar di Lecce, il 29 settembre del 2011, ha accolto il ricorso di Vincenzo Scarfidi, Associazione Giuristi Democratici e di “Giù le mani dalla Palacia”. Si tratta della prima sentenza in Italia spiega la relazione tra il nuovo Codice dei beni culturali e le opere di difesa nazionale. Rendendo esecutiva la sentenza del Tar si ripristinerà lo stato dei luoghi originario.
L’attenzione dell’assessore Barbanente ha sottolineato la necessità di tutelare anche Porto Miggiano tramite ulteriori incontri formali con l’amministrazione di Santa Cesarea, vigilando sull’iter burocratico e procedurale, ponendo il dubbio sulla novità normativa rispetto alla continuità amministrativa, riferendosi alle concessioni del ’90.
Jenny De Cicco
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Posted on 01 Maggio 2012. Tags: porto miggiano, Santa Cesarea, Vele Legambiente
Polemica per l’assegnazione delle Vele di Legambiente.
Quest’anno saranno 38 comuni pugliesi a cui Legambiente concederà le vele, new entry Fasano e Santa Cesarea Terme.
La Guida blu di Legambiente assegnerà il 14 giugno, a seconda di severi criteri di valutazione da 1 a 5 vele. Sul giudizio incidono la tutela dell’ambiente e la qualità dei servizi recettivi.
Tra le new entry, Santa Cesarea si è distinta per il trattamento dei liquami, che scaricano le acque trattate in battigia e attraverso una condotta sottomarina, fatto dovuto alla particolare geomorfologia del territorio salentino.
Daniele Cretì, sindaco del comune in causa, gongola su Facebook: “Ho il piacere di comunicare a tutti gli amici che Santa Cesarea Terme è stata inserita tra le 38 città cui Legambiente assegnerà le prestigiose Vele. Un importante riconoscimento ottenuto grazie anche al lavoro svolto da operatori turistici, operatori commerciali, associazioni, istituzioni e singoli cittadini. Ne sono convinto. Ognuno di noi, nessuno escluso, si deve sentire parte attiva di questo processo-progetto iniziato qualche anno fa e che non deve assolutamente arrestarsi. Anche il piccolo gesto del singolo cittadino, che ai più potrebbe sembrare insignificante, può risultare importante se finalizzato alla tutela dell’ ambiente ed alla crescita culturale ed economica del territorio!
Ne sono convinto. Ognuno di noi, nessuno escluso, si deve sentire parte attiva di questo processo-progetto iniziato qualche anno fa e che non deve assolutamente arrestarsi. Anche il piccolo gesto del singolo cittadino, che ai più potrebbe sembrare insignificante, può risultare importante se finalizzato alla tutela dell’ ambiente ed alla crescita culturale ed economica del territorio”.
Invece gli ambientalisti ed in particolare i membri del Comitato di tutela per Porto Miggiano insorgono contro la decisione di Legambiente: “Non si dovrebbero dare bandiere blu di merito ai comuni che hanno in progetto di cementificare la costa senza pudore”.
Gioacchino Bergamo, uno dei membri Facebook si esprime sarcasticamente nel commento: “Sono ormai molti anni che il Salento può vantarsi di avere tra le sue bellezze Porto Cesareo, il comune con la più alta percentuale di costruzioni abusive (alcune sull’acqua) d’Italia. Santa Cesarea sta cercando di batterlo. Le andrebbe assegnato il premio Attila”.
Interviene anche Oreste Caroppo, noto attivista per i diritti ambientali che dice: “Si elogia qui addirittura chi scarica i reflui depurati a mare con condotte sommerse?! E chi va in alto mare a controllare la qualità delle acque sversate, se son state davvero bene depurate?”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Primo Piano
Posted on 28 Aprile 2012. Tags: agricoltura, buoni lavoro, Voucher
Sciopero in tutta Italia, da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dei braccianti agricoli. Anche in Puglia, e in Salento, a scatenare la protesta è l’articolo 11 del disegno di legge sul mercato del lavoro che prevede la possibilità, per tutti gli imprenditori agricoli di utilizzare i Buoni Lavoro dell’Inps fino a 110 giornate lavorative in un anno.
Sono oltre 100mila i lavoratori agricoli pugliesi in totale precarietà.
I lavoratori del voucher non usufruiranno della disoccupazione, dell’indennità di malattia, infortunio e maternità, dell’iscrizione negli elenchi anagrafici, la contribuzione figurativa agricola ai fini pensionistici i diritti previsti dalla contrattazione collettiva e dalla legislazione sul lavoro.
La manifestazione è prevista a Bari con corteo e comizio da piazza Castello.
Solo da Lecce sono previsti dieci pullman in partenza, numero non certo, considerando che probabilmente potrebbe aumentare date le richieste dei manifestanti.
Condanna da più parti e da più partiti alla legge, tra i quali il Pdl pugliese, per bocca di Rocco Palese: “Anche in Puglia i lavoratori agricoli e i sindacati sono scesi in piazza per chiedere alcune fondamentali modifiche al Disegno di Legge nazionale sul Mercato del lavoro per garantire diritti contrattuali e previdenza agricola ai cosiddetti lavoratori stagionali. Chiediamo al Governo Regionale e ai parlamentari pugliesi di recepire le loro istanze e sostenere in Parlamento gli emendamenti proposti dai sindacati. In sostanza i sindacati chiedono modifiche agli articoli 11, 24 e 28 del DDL sul mercato del lavoro che nell’attuale formulazione, pur riconoscendo i contratti stagionali come esempi di buona flessibilità, prevede che questi contratti siano esclusi dal pagamento dell’aliquota aggiuntiva (1,4%) dovuta dalle aziende per gli altri lavoratori a tempo determinato ma non include in questa esclusione i lavoratori stagionali così come individuati dai Contratti Collettivi nazionali di lavoro. I sindacati chiedono invece di includere anche questi lavoratori nella esclusione dell’aliquota dovuta dalle aziende.
Inoltre chiedono anche alcune modifiche alla cosiddetta Mini Aspi, l’Assicurazione Sociale per l’Impiego che giustamente il Governo nazionale prevede di garantire anche ai lavoratori precari, ma non a tutti e, in questo caso, ne sarebbero esclusi i lavoratori agricoli stagionali. Chiediamo quindi al Governo regionale e ai parlamentari pugliesi, di recepire le istanze dei sindacati dei lavoratori di un settore, quello agricolo, che in Puglia è trainante per l’economia e il cui andamento nel nostro territorio è fortemente legato alla stagionalità dei prodotti alimentari”.
Condanna al disegno di legge anche dalla onorevole pugliese del Pd Teresa Bellanova.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Cronaca, Primo Piano
Posted on 27 Aprile 2012. Tags: adriatico, Corrado Passera, trivelle
Trivelle nell’Adriatico, da minaccia a risorsa? “Al lavoro non si dice mai no, ma con l’ambiente non si scherza, incontriamoci e valutiamo pro e contro della politica degli idrocarburi contro l’economia verde”. Il presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna risponde al ministro Corrado Passera sui vantaggi occupazionali dalla ricerca di gas e petrolio nell’Adriatico. “Il responsabile dello Sviluppo Economico calcola 25mila posti di lavoro con le trivelle? La Puglia non si tira indietro quando si parla di occupazione, apriamo perciò un tavolo col Governo nazionale e confrontiamoci, ma devono partecipare tutti: amministrazioni locali, imprenditori turistici, pescatori, ambientalisti”.
In mancanza di dati certi, intanto, Introna non contesta “alla cieca” le stime, ma le trova “incomplete e parziali, perché nella sua alta responsabilità il ministro dovrebbe valutare le conseguenze delle torri in un bacino pressoché chiuso come l’Adriatico.
Quale il futuro di un turismo ora fiorente in un paesaggio intatto? Che ne sarà delle marinerie dei tanti porti pescherecci che punteggiano le coste orientali della penisola?”. E quali sarebbero le occupazioni alternative di migliaia di famiglie: “Troverebbero tutti posto sulle piattaforme petrolifere?”.
Oltre all’impatto sulle attività imprenditoriali che vivono grazie all’Adriatico, le preoccupazioni del presidente del Consiglio pugliese s’indirizzano verso un eventuale disastro ambientale. “Passera ha calcolato a quale costo, umano ed economico, e in quanto tempo si potrebbero superare i danni di un deprecabile incidente: collisione, sversamento, esplosione, errore umano? Nessuno si oppone a nuova occupazione ma nessuno può dimenticare quello che c’è, tutto quello che vive sull’Adriatico e dell’Adriatico e che potrebbe venire cancellato da un’onda nera oleosa. Invito il ministro Passera a fornire una risposta, come avevo già invitato il suo collega all’ambiente Clini, che si era impegnato ad organizzare coi Consigli regionali una Conferenza internazionale dell’Adriatico, ma non ha fatto sapere più niente”. La proposta è di avviare un tavolo tecnico con le Regioni e Amministrazioni italiane, con gli Stati adriatici, con le associazioni ambientaliste e con le categorie, dagli albergatori, ai concessionari di lidi ai pescatori ed agli operatori professionali di tutti i settori legati al mare, anche se le risposte delle associazioni sembrano protendere per un no fermo e deciso.
Intanto interviene anche Peppino Longo dell’Udc regionale: “Saremmo tutti quanti dei pazzi a dire no a nuovi posti di lavoro ma non vogliamo che questo accada a scapito dell’ambiente, del territorio e dell’economia della nostra Puglia. La stima sulla nuova occupazione del ministro Passera non può che farci piacere ma il pensiero che le piattaforme petrolifere nel mare Adriatico possano creare anche enormi danni, fa passare in secondo piano la soddisfazione per eventuali nuovi posti di lavoro. Il timore, inoltre, che il settore pesca insieme col turismo possano risentirne in maniera sensibile deve far riflettere tutti, il ministro Passera per primo. Al momento il progetto è abbastanza nebuloso e preoccupante”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 26 Aprile 2012. Tags: Bici, Melendugno, Otranto, sic
Da Otranto a Melendugno in bici. Sembra pericoloso per la gran parte delle persone, ma con una pista ciclabile tutti potrebbero farlo.
È stato firmato la mattina del 26 aprile il Protocollo d’Intesa fra la Regione Puglia e i comuni interessati (Otranto e Melendugno), con il quale il Comune di Otranto ha ottenuto un finanziamento di 400mila Euro per il progetto “I SIC in bicicletta”, nell’ambito dei Po Fesr Puglia 2007-2013 Linea 4.4 – Attuazione dell’Azione 4.4.3.
La pianificazione prevede la realizzazione di una pista ciclabile che collegherà il Sic di Otranto con il Sic di Torre dell’Orso, attraverso un percorso nella campagna idruntina che passerà per i Laghi Alimini.
Questo risultato è compreso in quella strategia più vasta attenta all’ambiente e alla valorizzazione del territorio intrapresa dall’amministrazione comunale fin dal suo insediamento. L’intero iter progettuale è stato promosso e seguito dal Consigliere Michele Tenore.
La promozione dell’uso della bicicletta come alternativa ai veicoli a motore rappresenta uno dei più significativi impegni per uno sviluppo sostenibile, concorrendo alla riduzione di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera e al decongestionamento del traffico urbano.
Per incoraggiare la riduzione dell’uso dell’auto è fondamentale creare una rete di collegamenti ciclabili continua, sicura e ben riconoscibile, nonché integrata con altre forme di mobilità.
Tale progetto incentiverà certamente l’uso della bicicletta e permetterà ai tanti sportivi presenti sul territorio, ma anche alle famiglie e ai bambini, di percorrere in bicicletta, in tutta sicurezza e tranquillità, le stradine suggestive che si snodano fra le campagne, godendo appieno della natura, dei profumi e dei colori della macchia mediterranea, dei sapori della nostra terra.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 26 Aprile 2012. Tags: porto miggiano, Salvatore Masciullo, SS275
Nuotata annullata, ma la protesta continua. Nonostante non si sia tenuta “Massive Attak”, ideata da Salvatore Masciullo, sostenuto dal Comitato di Tutela per Porto Miggiano, la protesta dei difensori dell’integrità dei luoghi del Salento continuerà sia a Porto Miggaino che a Montesano, contro i lavori per la strada 275.
La manifestazione di Porto Miggiano era prevista anche contro le esasperanti lottizzazioni, previste sin dal piano regolatore generale del 1994, che hanno consentito gli insediamenti turistici sul costone e che potrebbero consentirne altri, su terreni messi all’asta dal Comune due anni fa e acquistati per 400mila euro da Piero Montinari, ex presidente di Confindustria Puglia.
Intanto dall’8 marzo l’area è interdetta al transito e alla balneazione a causa di massi presenti sul fondale.
Alcuni dei 40 supporter intervenuti sul luogo hanno sottolineato la recentissima apparizione dei cartelli di divieto. Presenti alcuni abitanti autoctoni, qualcuno dei quali infastidito dalla regolarità con cui gli ambientalisti stanno presenziando.
La sorpresa amara non è stata solo quella del mancato evento balneare, ma anche constatare che i residui di lavorazione sversati in mare mesi addietro non si siano ancora sedimentati, le acque sono ancora torbide, come si evince dalle foto postate dai presenti a Porto Miggiano.
Drake Salvatore Masciullo sta cercando il modo di attuare la sua civile e pacifica protesta e sul suo profilo Facebook scrive di tutta la sua indignazione: “Oggi è una giornata di memoria. Tale è e deve essere il 25 aprile. Vedere Porto Miggiano e provare ripugnanza nell’immergersi in questa melma, fa provare a me un sentimento di dispiacere. Pensavo che quella melma sparisse nel giro di qualche giorno invece è lì! Ne prendo atto e spero in madre natura”.
Presente anche Oreste Caroppo del Forum Ambiente: “Ero lì questo pomeriggio anch’io e ho fatto le medesime considerazioni. Quella melma è attestazione del modo raffazzonato in cui si stanno facendo i lavori. ma non è un problema ambientale, gli organismi bentonici non ci metteranno molto a ricolonizzare tutto e ridare al fondale il solito aspetto, come le piante rupicole presto torneranno sulla falesia. Ciò che è mostruosità sono i blocchi di cemento squadrato apposti in mare e le cementificazioni a ridosso della naturale falesia”.
Salvatore Masciullo ha creato un album fotografico, in cui documentare gli avvenimenti di Porto Miggiano. In Document – Azione, su Santa Cesarea, Porto Miggiano e i comparti in lottizzazione: “Mi hanno detto che ogni mattina tagliano alberi. Se passerò in bicicletta e sentirò le motoseghe scatenerò la guerra.
Santa Cesarea è sotto attacco. La baia della spiaggia, che prima era una perla oggi 25 aprile 2012 l’ho vista distrutta. La pineta, che si affaccia sul costone di roccia che prosegue verso Otranto, l’ho vista bruciata e ogni giorno alcuni cittadini vanno a tagliare alberi. Non so se abbiano o meno l’autorizzazione. Mi chiedo come sia possibile tutto questo? Se devo fare un lavoro a casa mia devo chiedere la Dia e devo avere tutte le condizioni necessarie per operare nel rispetto della legge, montando un cassone per gli inerti. Qui gli inerti li buttano in mare. La cosa che mi preme di più e che mi scoraggia è questa: le istituzioni, Legambiente, i magistrati dove sono? La parte sana del Paese dov’è. Non cito invece i politici già politicanti. Per favore, indagate”.
Rinviata la nuotata, i dissidenti si sono spostati verso Montesano a dare manforte contro il progetto di raddoppio della statale 275, nel tratto che corre da quel comune fino a Leuca. L’evento è stato organizzato dal Comitato Sos 275, che reclama l’inutilità di un’opera, come il raddoppio di una statale poco trafficata per cui non ci sarebbe bisogno del raddoppio delle corsie.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Attualità, Primo Piano
Posted on 25 Aprile 2012. Tags: porto miggiano, Salvatore Masciullo, Santa Cesarea
Nuotare contro la corrente dell’abuso ambientale, manifestare senza il consenso pubblico in tutta libertà. Questo è l’obiettivo di Drake Salvatore Masciullo, membro del Comitato di tutela per Porto Miggiano, che il giorno della liberazione d’Italia dal nazi-fascismo, mercoledì 25 aprile, nuoterà nelle acque di Santa Cesarea.
L’appuntamento per l’evento è alle 10, ideato dallo stesso Salvatore Masciullo, membro del gruppo facebook del Comitato, il quale propone la sua nuotata di denuncia per la salvaguardia del luogo, l’evocativo nome dell’iniziativa è “Massive attack”.
Drake si propone l’impresa per porre l’accento su Porto Miggiano e per chiedere chiarezza sulla questione della destinazione pubblica della “Cala dei cento scalini”.
Il comune intanto ha assicurato l’accesso pubblico della spiaggetta, ma non ha ancora assicurato con un atto pubblico la vicenda.
Alla nuotata saranno presenti organi di stampa e i sostenitori del Comitato e di Drake.
Intanto la nuotata è l’ennesimo atto di una lecita e pacifica protesta nel legittimo tentativo di difesa di uno dei luoghi più caratteristici e belli del Salento e giunge dopo le vicende legate alle denunce firmate dal sindaco Daniele Cretì contro tre membri del Comitato e le immagini, clamorose, delle acque cristalline dell’insenatura trasformate in fanghiglia.
Il Comitato, infatti, non mette in dubbio la necessità della messa in sicurezza della zona per mantenere la balneabilità dell’area, un intervento necessario di consolidamento del costone resosi necessario, ma mette in dubbio le modalità dello stesso, troppo invasive e radicali, dannose ed irreversibili.
La nuotata si scaglia contro l'”Invincible Armada” – come definita sul social network da Masciullo – di tutti quelli che stanno contribuendo a devastare il più bel pezzo del Salento, “noi rispondiamo con i nostri piccoli mezzi, con l’intellighenzia, con la determinazione di chi è nato libero e vorrà morire libero. Possono querelare, denunciare, vietare d’entrare nel luogo di lavoro con quelle stupide transenne, ma non potranno vietare alla popolazione salentina di arrivare via mare nella spiaggetta di Porto Miggiano. Nuotatori, preparatevi con le vostre mute, con i vostri canotti, con le vostre barche. il 25/4/2012 attaccheremo dal porto. Scaldate il vostro cuore, mettete in funzione i vostri deltoidi ed i vostri quadricipiti”- hanno scritto i partecipanti all’evento Facebook.
Drake propone anche ai salentini di spostarsi, dopo la simbolica nuotata di spostarsi a Montesano per raggiungere i manifestanti contrio lo scempio della strada 275, un gesto doppiamente eclatante, il suo unico timore “l’acqua ancora gelida, anche se ormai sono abituato a immergermi nelle acque fredde delle terme bormiensi. Certo, dopo una bella e tosta sauna finlandese. Ecco, la sauna dovrà essere il pubblico, dovete voi a farmi salire la temperatura”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Attualità
Posted on 23 Aprile 2012. Tags: Campo sportivo, Progetto futuro Uggiano, Uggiano La Chiesa
Incuria e degrado nelle zone meno in vista di Uggiano la Chiesa.
È ciò che denuncia Progetto Futuro Uggiano, gruppo d’opposizione consiliare del paese del pane e dell’olio.
Con un post su Facebook, corredato da foto, l’opposizione ha divulgato la notizia sul proprio profilo e su quello del comune di Uggiano la Chiesa.
Il prost ha per titolo l’eloquente “L’incuria continua” e reca scritto: “Solo pochi anni fa il campo sportivo Matrico è stato oggetto di un intervento di riqualificazione con soldi pubblici. Le foto denunciano lo stato attuale del locale biglietteria. Attualmente non viene utilizzata a tale scopo dalla società di calcio ma resta il fatto che chiunque (in particolare i bambini) può accedervi liberamente dalla strada con il rischio reale di farsi del male. Le foto non hanno bisogno di ulteriori commenti perché parlano da sole e dimostrano l’incuria e l’abbandono da parte dell’attuale amministrazione”.
Nelle foto pubblicate si vedono i rovi colonizzare le pieghe del cemento, oltre agli pneumatici d’automobile e vari altri generi di rifiuti abbandonati incautamente e deliberatamente da qualche individuo non provvisto di senso civico. Ma il locale resta un edificio pubblico che potrebbe essere ancora recuperato e reso fruibile alla vivace comunità dell’entroterra idruntino.
Progetto Futuro non è nuovo a questo genere d’iniziative, infatti l’occhio attento sul territorio uggianese ha portato il gruppo d’opposizione a denunciare il mancato sfalciamento del verde pubblico in marzo, mese delle Tavole di San Giuseppe, ma anche l’incuria in cui versava le palestra della locale scuola media, l’abbandono della biblioteca pubblica di Casamassella, o l’inadeguatezza dei marciapiedi della nuova zona 167 di Uggiano.
Jenny De Cicco
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