Posted on 04 Marzo 2012. Tags: Cursi, ritrovamento, Tombe
Lavori di canalizzazione delle acque piovane portano alla luce una tomba altomedievale.
E’ successo a Cursi dove, nei giorni passati, è stata trovata una tomba tardo-medioevale nei pressi della cripta di San Giorgio e Santo Stefano. I lavori si erano resi necessari per via del restauro della cripta, durante gli scavi è stata ritrovata una tomba con all’interno due corpi con un corredo funebre di alcune ceramiche e di una fibbia in metallo, grazie alla quale è stata possibile la datazione, i reperti risalirebbero intorno al XII-XIV secolo.
Il ritrovamento è posizionato a ridosso di un’abitazione, cosa non agevole per poterla rendere fruibile ai visitatori, di ciò se ne occuperà il comune di Cursi a decidere il da fare.
A riguardo, il sindaco Edoardo Santoro sta valutando con una commissione di esperti la soluzione migliore per la valorizzazione del sito. Infatti, si è riunita in questi giorni la commissione paesaggistica per decidere in proposito.
Il restauro riguarda la rivalutazione e la valorizzazione del sito della cripta, si sta considerando anche l’ipotesi di mettere a vista il sito con delle lastre in vetro che faranno vedere le tombe.
I lavori di scavo sono condotti dalla Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, la dottoressa Daniela Tansella, suppone per la conformazione della tomba che siano una serie di fosse a formare un’area cimiteriale annessa alla cripta di San Giorgio e Santo Stefano.
Per quanto riguarda la tomba ritrovata saranno effettuati tutti i rilievi e le misurazioni del caso, i resti saranno prelevati e conservati negli archivi della Sovrintendenza dei Beni Culturali.
Jenny De Cicco
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Posted on 03 Marzo 2012. Tags: Antonio Giannuzzi, bike sharing, Città Libera, Maglie
Mancano pochi mesi per la partenza del bike sharing a Maglie. Il progetto, che vedrà il posizionamento di 70 biciclette in alcune stazioni strategiche di scambio, come la piazza Aldo Moro e la stazione, solo per citarne due, a disposizione di cittadini magliesi e dell’entroterra, oltre che per i turisti. L’opposizione però non ci sta: in un comunicato, il capogruppo di Città Libera Antonio Giannuzzi ha evidenziato quali siano a suo avviso i punti di debolezza del progetto. “Ci sono tanti modi per sprecare soldi pubblici – scrive – uno di questi è quello di fare opere di cui non si sente alcun bisogno, ancora peggio se, queste opere, non danno nessun apporto al patrimonio pubblico. Ultimamente l’amministrazione ha presentato il progetto di bike sharing, che consiste nel dotare la città di 70 biciclette a pedalata assistita (le bici sono elettriche con l’ausilio di celle fotovoltaiche, ndr), nasce da un bando del ministero dei trasporti del febbraio 2011 che prevede il finanziamento del ministero per 347mila euro e l’apporto dell’amministrazione di 189mila euro, complessivamente un costo di 536mila euro. In consiglio comunale, a fronte delle perplessità manifestate dall’opposizione che metteva in evidenza tra l’altro che il sistema poteva essere adeguato a una grande città, che la tensione finanziaria non poteva consentirci di sprecare risorse, che c’è il timore che, in due tre anni, il tutto potrebbe diventare un sistema da rottamare, la maggioranza, compatta, ma con superficialità, replicava che non potevamo rinunciare al finanziamento, come se i soldi dello stato, non fossero sempre soldi pubblici. A Maglie potevamo fare tesoro dell’esperienza fallimentare di Lecce ma non l’abbiamo fatto, anzi, abbiamo previsto un progetto ancora più oneroso. Quello che è ancora più grave, e che, secondo me, non può essere perdonato, è che a Maglie avevamo già acquistato nel 2002, 15 biciclette, con le stesse caratteristiche, pagate allora oltre 23mila euro, a oggi mai utilizzate e in fase di progressivo logoramento. Bisogna valutare se è il caso di recedere dal progetto, visto che lo sforamento del Patto di stabilità per oltre 1100000 euro, la riduzione dei trasferimenti determinati dalla riduzione della popolazione, il pagamento del mutuo per l’acquisto di queste biciclette, che graverà sui cittadini magliesi per circa 320mila euro, in venti anni costituiscono dei passi nel vuoto che ci porteranno verso il drammatico impoverimento di tutta la città. Noi diciamo basta, alle spese inutili e auspichiamo, almeno, la nomina di un assessore al Bilancio, perché Maglie, come si vede, non può farne a meno”. Il ruolo di assessore al Bilancio è infatti svolto attualmente dallo stesso sindaco Antonio Fitto, che non ha delegato altra figura politica o tecnica.
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Posted on 03 Marzo 2012. Tags: erosione, Otranto, stabilimenti balenari
Operatori balenari e amministrazione idruntina riuniti attorno al tavolo di Palazzo Melorio per fermare l’erosione.
Il primo marzo a Otranto si è tenuto un incontro tra i titolari degli stabilimenti iscritti ad Assobalneari Salento e il sindaco Luciano Cariddi.
Operatori e amministrazione hanno dibattuto sugli interventi di ripascimento da effettuare lungo la costa, colpita dall’erosione.
Ormai è primavera e la stagione turistica è alle porte, anticipare le scadenze vorrebbe dire risolvere al meglio i problemi e contrattempi, che potrebbe risultare precoce ma serve ad evitare il caos degli anni passati, dovuto agli interventi a macchia di leopardo, affidati all’iniziativa dei singoli proprietari di stabilimenti.
La necessità è d’intervenire con un progetto a breve termine, che prevede lo spostamento di 60mila metri cubi di sabbia dal fronte marino.
E’ intervenuta anche Assobalneari Salento, con la presenza del vicepresidente nazionale di categoria Mauro Della Valle, il quale ha riportato l’offerta economica dalla società cooperativa San Martino di Marghera, impegnata già in un progetto a Polignano che si basa sullo spostamento dal mare al litorale di sabbia, tramite sistemi di pompaggio, in modo da rafforzare le spiagge. Il costo preventivato sarebbe di 5 euro al metro cubo, il totale sarebbe di 300mila euro per il ripascimento dei 60 mila metri cubi di sabbia necessari.
I privati parteciperanno con risorse proprie per fronteggiare l’emergenza lungo le aree in concessione, mentre il Comune di Otranto potrebbe valutare di compiere l’intervento sulla porzione di spiaggia libera. I lavori potrebbero iniziare a metà marzo e terminare entro fine maggio, prima dell’apertura delle strutture.
Mauro Della Valle si dichiara soddisfatto: “Il sindaco ha colto subito il nostro messaggio che nasce dalla volontà di fare associazionismo nel migliore dei modi: in questo caso, abbiamo fatto un lavoro certosino portando sul tavolo dell’amministrazione un’idea efficace condivisa dagli operatori. Abbiamo testimoniato che c’è una crescita culturale da parte delle imprese, che non guardano al singolo stabilimento balneare ma all’intero sistema costiero”.
Cariddi ha sottolineato: “Per noi è un problema di natura economica e sociale, tanto quanto ambientale.
Dobbiamo difendere i nostri luoghi e possiamo farlo insieme ai gestori, che non possono rimanere soli. Ci faremo carico delle nostre responsabilità per quanto riguarda gli interventi di difesa stagionale sui lunghi tratti di spiaggia libera”.
Jenny De Cicco
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Posted on 03 Marzo 2012. Tags: depuratore, Otranto, Uggiano La Chiesa
Ieri mattina incontro in Regione Puglia si è tenuta la conferenza dei servizi per decidere della condotta sottomarina per il depuratore di Otranto. Verrà allacciato all’impianto anche il depuratore consortile di Uggiano la Chiesa.
Il progetto è quello annunciato un anno fa dall’amministrazione guidata da Luciano Cariddi e per cui, sempre nel gennaio 2011 furono deliberati i finanziamenti di 3,6 milioni di euro (fondi Po Fesr 2007 – 2013), opera necessaria per la risoluzione dell’annoso problema del sovraccario estivo dell’impianto.
I lavori sarebbero dovuti partire lo scorso settembre, nel frattempo il depuratore continua a in falda, procurando problemi ambientali, la provincia aveva già dato il Via.
All’epoca il sindaco Cariddi aveva sottolineato l’utilità dell’opera: “Si potrà anche risolvere il problema del depuratore consortile di Uggiano, convogliandolo in quello di Otranto”. Insomma, una soluzione che dovrebbe risolvere l’inquinamento della falda acquifera e quello del paventato, ma scongiurato, scarico delle acque del depuratore di Uggiano presso Porto Badisco.
Nel frattempo anche Uggiano, Giurdigano e Minervino hanno avuto parere favorevole alla realizzazione del proprio depuratore consortile e dal sindaco di Uggiano, Salvatore Piconese, lancia l’annuncio su Facebook: “Dopo il progetto del nuovo Depuratore Consortile, anche il progetto del collegamento con la condotta sottomarina di Otranto sarà realizzato. Un obiettivo importante per l’intero territorio, il quale soddisfa pienamente l’interesse generale della comunità locale. A partire dalla mia”.
Jenny De Cicco
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Posted on 01 Marzo 2012. Tags: Cavallino, Centrale a biomasse, Comitato No-Centrale, commissario, Tar
Di nuovo in stato d’allerta i comuni, i cittadini e i vari comitati no-biomasse per la decisione presa dal Tribunale amministrativo di Lecce. Con un termine, ai più apparso davvero breve, di quaranta giorni, il Commissario nominato dal Tar si dovrà pronunciare sulla richiesta di autorizzazione per la costruzione del megaimpianto.
Per i primi giorni di aprile Francesco Luci, nominato commissario al posto di Maria Grazia Fusco, che aveva rinunciato all’incarico lo scorso novembre, dovrà far sapere la sua decisione.
La storia infinita della centrale va avanti ormai da quattro anni, e la Tg Energie Rinnovabili srl rimane sempre dell’idea di voler realizzare un impianto di cogenerazione alimentata a biomasse da 37 megawatt nel territorio di Cavallino, che, come sostiene il Comitato No-Centrale, oltre ad essere un impianto di grandi dimensioni da alimentare con biomasse oleose vergini non presenti in loco, sarebbe fonte di non pochi rischi per la popolazione.
Per affrontare questo compito gravoso, Lusi aveva richiesto una proroga di sei mesi, che alla Tg Energie Rinnovabili ha ritenuto essere troppo lunga. Fatto sta che attraverso gli avvocati Andrea Sticchi Damiani e Simona Viola, la società ha formulato il suo ricorso, poi accettato dal Tar.
I cittadini di Cavallino e dei comuni limitrofi sono allarmati dalla piega che hanno preso gli eventi, anche perché la Regione (che a molti pareva un baluardo ecologista) dalla nomina del Commissario non ha più potestà decisionale.
Comuni, privati cittadini, comitati e associazioni ambientaliste esprimo comunque il loro fermo diniego alla realizzazione dell’impianto e non escludono la possibilità di una nuova mobilitazione.
Gianluca Conte
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Posted on 28 Febbraio 2012. Tags: Antonio De Franchis, Circolo Arci Zei, Gianluca Marinelli, Italsider, Lecce, Taranto
Giovedì 1 marzo, alle 21, presso il Circolo Arci Zei a Lecce, si svolgerà “L’Italsider a Taranto. Gli artisti e la grande industria”, una serata dedicata al rapporto tra gli artisti e la grande industria presente sul territorio pugliese.
L’evento, organizzato da “Filosofia Intrequarti”, vedrà la partecipazione di Gianluca Marinelli, artista e storico dell’arte, che analizzerà vari aspetti delle tematiche trattate, e la proiezione di un video su Antonio De Franchis, artista dedito alla sperimentazione e operaio dell’Italsider di Taranto, insediamento industriale che tutti sanno essere il più grande apparato siderurgico d’Europa.
“Rievocando pagine poco conosciute di storia dell’arte contemporanea Gianluca farà una disamina sulle difficoltà dell’operare di un artista al Sud. In particolare a Taranto, dove la crisi della politica locale e dell’industria dell’acciaio hanno trascinato la città in uno scenario di estrema decadenza”.
Gianluca Marinelli ha curato la monografia del pittore brasiliano Eduardo Correa de Araujo ed ha collaborato con la cattedra di Storia dell’arte contemporanea dell’Università del Salento per la realizzazione del volume monografico dello scultore Pietro Guida.
Tra i recenti progetti artistici rientrano: Scipione Ammirato. Public Talks (Lecce, Ammirato Culture House -Fondazione Musagetes), un video-indagine sull’umanista salentino dell’500, presentato nell’ambito dell’ Italia Wave Love Festival 2011; The Wall (archives) (Lecce, Archiviazioni), 2011, mostra itinerante a cura di Pietro Gaglianò.
Gianluca Conte
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Posted on 27 Febbraio 2012. Tags: Boero, Eolico off shore, Mediterraneo
Pericolo o opportunità? L’eolico off shore, quello delle grandi pale galleggianti in mare, è pronto ad approdare nel mediterraneo, coinvolto nel progetto anche il neoeletto scienziato dell’anno e docente presso Università del Salento Fernando Boero.
E’ quanto riportato ieri dall’Ansa che così scrive: “E’ questo quello che si può ottenere dalla combinazione di una rete di aree marine protette e di piattaforme eoliche off-shore nel Mediterraneo e nel mar Nero. Un mix salva-ambiente racchiuso nel progetto CoCoNet che il 27 e il 28 febbraio riunirà a Roma al Cnr oltre 100 ricercatori, provenienti da 39 istituti di ricerca e 22 Stati (tra cui Egitto, Tunisia, Georgia, Ucraina, Russia, Israele, Turchia) per la giornata del lancio ufficiale.
L’idea è di far nascere queste reti di tutela marine nel Mediterraneo e nel mar Nero, e seguendo l’esempio del nord Europa capire se c’è la possibilità di installare parchi eolici off-shore.
Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea con 11 milioni di euro (all’interno del settimo programma quadro), è coordinato da Ferdinando Boero dell’università del Salento (in questo caso per il Cnr) insieme con Conisma (Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare) e l’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar).
“Il tentativo – spiega Boero – è capire se si può stendere questa rete di protezione su Mediterraneo e mar Nero, creando reti di aree marine transnazionali: al suo interno – osserva ancora il coordinatore dell’unico progetto guidato da un italiano nell’ambito del settimo programma quadro dell’Ue – devono esserci l’ecologia, l’economia, e la giurisprudenza affinché ci siano delle regole condivise tra gli Stati”. Inoltre si intende capire “se nel Mediterraneo e nel mar Nero si possono costruire piattaforme eoliche off-shore e che tipo di impatto possano avere”. Su questo fronte, in particolare, verranno studiate linee guida ad hoc. Due gli obiettivi principali di CoCoNet: il primo è disegnare reti tra aree marine passando da una prospettiva locale ad una regionale fino a tutto il bacino, chiarendo aspetti relativi alla biodiversità, la seconda è arricchire l’atlante eolico del Mediterraneo e del mar Nero. Con questo progetto, conclude Boero, diventano tre gli ambiti di studio italiano sul mare: gli altri due sono Perseus che si concentra sugli ambienti costieri e Vectors sui fattori di cambiamento, specie climatici, nel Mediterraneo”.
Intanto le antenne dei comitati ambientalisti si sono già rizzate per monitorare eventuali soprusi dell’uomo sulla natura, come scritto on line dal portavoce del Forum ambiente Oreste Caroppo: “Basta con questo falso impossibile matrimonio tra ecologia ed economia. Faccia ecologia chi deve fare ecologia, l’economia come nella sua natura si adatterà a essa. Ma sposare alla pari economia ed ecologia, vuol dire soltanto sottomettere l’una, l’ecologia alle leggi dell’altra, l’economia. Se i soldi di questo progetto saranno bene spesi, come tutti ci auguriamo avremo nei prossimi anni nel Salento il ritorno tanto atteso da noi tutti finalmente della nostra vilipesa foca monaca.
Se saranno mal spesi e mal gestiti nei nostri mari avremo ancora speculativi progetti per mega torri eoliche falcidia uccelli e paesaggio storico-naturale. Tutti ci auguriamo che questo non avvenga mai e che sia invece la foca monaca a tornare, e non solo”.
Jenny De Cicco
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Posted on 27 Febbraio 2012. Tags: Bolkestein, Federbalneari, protesta
Grande soddisfazione di Assobalenari per la discussione avvenuto in questi giorni al tavolo di lavoro con i Ministri Piero Gnudi, Enzo Moavero Milanesi e le associazioni di categoria dell’imprenditoria balneare per discutere la deroga alla direttiva Bolkestein, chiedendo espressamente che le concessioni demaniali in vigore non debbano rientrare nelle procedure ad evidenza pubblica e prevedendo l’assegnazione di nuove aree demaniali nel 2013, solo per quelle ancora libere.
Alta la preoccupazione di tutte le rappresentanze balneari che hanno espresso il disagio per il delicato momento, data la congiuntura politica economica, manifestando sotto il palazzo di via della stamperia con fischietti, tamburi e striscioni.
Il presidente Papagni ha infine salutato con favore l’impegno del Governo per liberalizzare il settore. La crescita del comparto turistico balneare deve partire dalla collaborazione tra gli attuali balneari ed il Governo.
Ora che la procedura d’infrazione con l’Ue, che contesta i titoli di rilascio delle concessioni demaniali marittime sta per concludersi, possiamo dialogare finalmente con l’Europa.
Questa proposta è stata accolta favorevolmente dal Governo, che si é impegnato a prendere in considerazione la possibilità di deroga avanzata da FederBalneari Italia.
Il presidente di FederBalneari Italia, Renato Papagni, al termine del tavolo di confronto tenutosi presso il Ministero per il Turismo e Affari Regionali con i ministri Gnudi e Moavero ha dichiarato la propria soddisfazione.
Il Governo, ascoltando le ragioni delle rappresentanze balneari, ha confermato la chiusura della procedura d’infrazione europea n° 2008/4908, conosciuta come Direttiva Bolkestein, dando credito all’ipotesi di FederBalneari: apertura del mercato dal 2013 per tutte quelle aree demaniali attualmente non impegnate da concessioni demaniali marittime.
La deroga alla direttiva Bolkenstein, ha spiegato il numero uno di Federbalneari Italia – non e’ automatica, i bisognerà lavorare bene prossimi 24 mesi, ma non c’è da dimenticare la specificità dell’Italia, il Paese con il numero più alto di coste marittime tra i Paesi europei. Abbiamo 8mila chilometri di costa che potenzialmente non sono impegnate da concessioni demaniali marittime.
FederBalneari Italia nei prossimi incontri si batterà affinché tutte gli attuali concessionari che in Italia hanno scadenza nel 2015, circa 30mila, possano essere esclusi dal Bando di Gara, rinnovando il proprio diritto dai 6 a 20 anni in funzione dei programmi di investimento che dovranno proporre.
“Siamo soddisfatti perché da parte del Governo – ha spiegato Renato Papagni – è venuto un forte impegno per collaborare con l’Ue. Le coste italiane hanno forti potenzialità ad attrarre investimenti per il settore turistico, visto che le attuali imprese balneari occupano meno del 25% degli spazi a disposizione”.
L’importanza della notizia e il grande contributo fornito dal Salento a tale iniziativa (promotore dell’idea) tramite i membri del direttivo nazionale Mauro Della Valle, Toti Di Mattina (presente alla riunione con i Ministri) e Giuseppe Mancarella, ha spinto il presidente nazionale di FederBalneari Italia Renato Papagni a scegliere il Salento quale luogo per ufficializzare l’impegno assunto in data odierna dal Governo, lo stesso parteciperà all’assemblea generale di Assobalneari Salento e Puglia che si è tenuta domenica 26 febbraio alle 16 a Lecce.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 19 Febbraio 2012. Tags: ambiente, BIT, Puglia
La Puglia e il Salento presenti alla Bit di Milano per mostrare la propria offerta turistica di qualità e puntare all’obiettivo della destagionalizzazione.
Una vetrina importante la Bit, utile anche per fare un resoconto delle passate stagioni turistiche pugliesi, controllare i trend futuri e proporre il proprio appeal ai buyers. Il fascino pugliese conta sulla tutela del patrimonio agricolo e culturale, grazie alle sempre più numerose manifestazioni del territorio pugliese, i comitati No Petrolio si energie rinnovabili di Monopoli, il salentino No Tap, Zero fumi sul Salento, il Comitato di Tutela per Porto Miggiano, gruppi spontanei che denunciano i reati ambientali.
L’altro ieri è stato presente l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro che ha parlato dei 10mila pugliesi che hanno detto no alle trivelle.
“Il presupposto essenziale per il nostro turismo sono politiche ambientali di tutela – ha chiosato Nicastro – è questo il quadro di riferimento entro cui lo sforzo di promozione del territorio s’inserisce, questa la motivazione per cui ho voluto esser presente alla conferenza stampa della Regione Puglia alla Bit di Milano. Noi siamo vigili contro gli scempi”.
Un turismo dei grandi numeri secondo i dati diffusi dall’Osservatorio della Regione. Il peso del Pil turistico su quello totale regionale nel 2010 è stato del 7,7% con un incremento dal 2006 del 126,5%.
Nel 2011 forte richiamo ha avuto Lecce, con un aumento d’arrivi del 13% e di presenze del 14%, così raggiungendo il secondo posto regionale dopo Vieste, terza Peschici, poi Alberobello, Bari, Manfredonia, Ugento, Fasano. Le tre province salentine Lecce, Brindisi e Taranto rientrano tra le prime 15 destinazioni per numero d’arrivi nello 2011, mentre Nardò, Porto Cesareo, Otranto e Gallipoli rientrano nella classifica dei primi 15 comuni della regione. La puglia è al terzo posto tra le destinazioni scelte dagli italiani, dopo Emilia Romagna, al secondo posto per percentuale d’occupazione di posti letto, al primo posto tra le regioni più visitate nel mese di agosto, con il 10,9% complessivo del turismo in Italia.
Intervenuto alla conferenza stampa alla Bit anche Nichi Vendola per la presentazione di “Puglia, terra di racconti”, il concept promozionale del prodotto Puglia 2012.
“Il segreto del successo della Puglia sta nel lavoro svolto sin qui per la professionalizzare il settore – afferma Vendola che per il futuro ha evidenziato la necessità di entrare nei mercati esteri – Cerchiamo di farci conoscere nel mondo e di fare in modo che il mondo venga ad arricchirci”.
Vendola ha poi ringraziato Giorgio Forattini e Roberto Vecchioni testimonial d’eccezione per la Regione. Alla conferenza stampa presente anche anche Amalia Grè “una voce che travalica i confini regionali”.
L’assessore Godelli ha ricordato come nel 2011 la Puglia abbia superato i 3 milioni di turisti, trend in crescita. Un mercato che non solo consolida le posizioni della domanda turistica tradizionale come Germania, Francia e Regno Unito, ma che vede profilarsi all’orizzonte nuovi Paesi di provenienza come la Russia (+ 40%) e i cosiddetti Paesi Brics, ovvero Brasile, India, Cina e Sudafrica.
Invece ha parlato d’eccellenze nel settore agroalimentare che hanno una ricaduta notevole sul turismo l’assessore alle Politiche Agroalimentari Dario Stefàno: “Siamo particolarmente orgogliosi di aver portato a Milano la rete di circa 70 masserie didattiche, qualità attraverso le proprie tradizioni culinarie ed enogastronomiche, diventate elemento catalizzatore di flussi turistici in Puglia”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano, Turismo
Posted on 19 Febbraio 2012. Tags: Gasdotto, Melendugno, tap
Il 16 gennaio si è svolto l’incontro tra i responsabili della Trans Adriatic Pipeline e la cittadinanza. L’incontro avrebbe dovuto svolgersi la sera di giovedì nel cinema di Melendugno, poi spostata presso la sala convegni della locale scuola media di via San Giovanni, rivelatasi poco capiente per il pubblico presente.
All’incontro presenti centinaia di ambientalisti che hanno animato subito la seduta, con un invito alla calma dal sindaco facente funzioni Mauro Russo (che sostituisce il compianto Vittorio Potì).
I dirigenti hanno preso la parola per spiegare, per bocca di Paolo Pasteris, country manager di Tap per l’Italia, che l’azienda ha tenuto una cinquantina di incontri con enti e istituzioni, dai rappresentanti dei ministeri interessati alle associazioni locali. Spiega che l’attraversamento del metanodotto interesserà 4-5 comuni del Salento, che gli impianti per l’immissione del gas nella rete saranno realizzati dalla Snam, che la Tap è in gara con la Ig Poseidon il gasdotto proveniente dalla Russia, il cui progetto è già stato approvato e che dovrebbe approdare a Otranto.
Pasteris ha spiegato come il gas che approderà nel Salento è estratto nel mar Caspio e percorrerà 800 chilometri dalla Grecia all’Italia passando per l’Albania. La fornitura sarà di 10 miliardi di metri cubi l’anno, grazie ai lavori di realizzazione che inizieranno entro il 2015 e saranno terminati nel 2018 con la messa a regime. I cantieri saranno chiusi da giugno a settembre per non interferire con le attività turistiche e della pesca. Ci saranno dei benefici, diretti e indiretti, per le popolazioni interessate e indennizzi per i proprietari dei terreni sotto i quali passerà il gasdotto.
Il progetto prevedeva come punto d’arrivo delle tubazioni la zona di Brindisi, a una prima stesura. Carlo Maiola ha spiegato perché proprio San Foca e non la zona industriale di Brindisi. “Perché non ci sono aree protette né a Sud né a Nord del punto di approdo individuato, perché l’area delle Cesine dista 1,8 chilometri e perché nella zona di Brindisi ci sono ampie praterie di posidonia oceanica, protetta a livello comunitario, non possiamo attraversarele”. Il brindisino avrebbe dato problemi di sicurezza per la vicinanza con l’aeroporto, il petrolchimico o il rigassificatore. In effetti la posidonia è presente anche a San Foca, ma in maniera meno estesa, che consente la realizzazione di un microtunnel sotto il fondo marino per superarla.
Lorenzo Bertolè della Erm ha spiegato l’iter burocratico e annunciato la fine delle indagini della piattaforma al largo di San Foca per i primi di marzo.
In seguito la parola è passata ai presenti che hanno lamentato i propri timori e la volontà di non far passare il gasdotto dal basso Salento, facendo sventolare bandiere nere al posto di quelle blu ottenute dalla marina. Così s’è invocato anche il “Referendum”, anche grazie alla presenza dell’esponente leccese dell’Idv Sabrina Sansonetti.
Molte le reazioni del giorno dopo, una esemplare è quella di Treble Lu Professore, che ha postato sul suo profilo Facebook: “Ieri sera a Melendugno incontro tra TaPPi e cittadini (sovrani non dimentichiamo).
Il TAP che ci metteranno dove potete immaginare! C’è un momento in cui le parole non servono più, qui non ci sono ragioni da ascoltare. E’ tutta una messa in scena e il comune recita la parte più equivoca. Non vogliamo le loro risposte, che imboniscano altri, io ho deciso senza appello: no Tap, e piano piano altri come me decideranno. Non capite che l’intento di quelli che sono venuti da lontano (e qualcuno da vicino) era di dividere i convinti dai dubbiosi? Dividi et impera”.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Febbraio 2012. Tags: Ermete Realacci, Maniglio, porto miggiano, Santa Cesarea
Continua su più fronti la controffensiva ambientalista per Porto Miggiano.
Oggi è stata presentata un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore all’urbanistica Angela Barbanente riguardante il porto di Miggiano, dal consigliere del Pd e vicepresidente del consiglio regionale Antonio Maniglio, che si pone sulla scia dell’interrogazione parlamentare dell’onorevole Pd Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente.
La settimana scorsa Ermete Realacci ha presentato un’interrogazione ai ministri per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi e dell’Ambiente Corrado Clini e per gli Affari regionali, il turismo e lo sport Piero Gnudi per chiarire quali siano gli interventi che intendano adottare.
Realacci ha riportato nell’intervento alla Camera come “si sta consumando un caso emblematico della situazione di sfruttamento selvaggio di territorio, deturpamento, incuria e abuso edilizio risulta essere il tentativo di costruzione, progetto peraltro incurante dei problemi di stabilità geologica della costa dell’area individuata, di un complesso turistico – residenziale, esteso su 15 ettari lungo la provinciale per Vignacastrisi, con la realizzazione di 536 unità abitative in 66 sezioni, ristoranti, negozi, piscine, strutture sportive, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro. Una vasta opera di cementificazione di un lembo ancora incontaminato della costa adriatica nella zona a ridosso del parco regionale naturale Otranto-Santa Maria di Leuca. Conseguentemente, un’immensa colata di cemento, se non fermata, ricoprirà l’area denominata comparto 13 del comune di Santa Cesarea Terme classificata di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela (articolo 36 del decreto legislativo numero 42 del 2004)”.
Realacci ha sottolineato l’inquadramento del caso in un contesto regionale segnato da un ampio ricorso all’abusivismo e ai reati ambientali, collocando la Puglia al quarto posto nella classifica nazionale per reati accertati (nel 2010) con il 12,7 per cento del totale nazionale.
Oggi l’interrogazione di Maniglio in Regione. “E’ indispensabile – riferisce Maniglio – che anche la Regione Puglia esprima il suo parere e assuma le determinazioni conseguenti, visto che a tutela dei beni paesaggistici e naturali c’è una larga mobilitazione civica che si esprime anche sulla rete, dove è attiva la pagina del Comitato di Tutela per Porto Miggiano, che la Puglia e la provincia di Lecce, sono ai primi posti per il numero di abusi edilizi che hanno degradato interi pezzi di costa, chiede al presidente della Regione e all’assessore all’Urbanistica di verificare la compatibilità paesaggistica dell’intervento sopra citato con la programmazione urbanistica e paesaggistica della Regione Puglia, di accertare se l’insediamento sopra indicato è coerente con le finalità di difesa dell’ambiente definite nell’istituzione del parco naturale Otranto-Santa Maria di Leuca e di assumere ogni iniziativa possibile per tutelare un pezzo di costa che, per la sua indiscutibile bellezza, è stata spesso utilizzata per pubblicizzare una Puglia incontaminata”.
La risposta del presidente Vendola e dell’assessore Barbanente non tarderanno ad arrivare nei prossimi giorni.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Febbraio 2012. Tags: Anna Elisa Stifani, Palmariggi, risparmio energetico
Ieri sera, il Comune di Palmariggi è stato ospite in diretta della trasmissione Caterpillar di Radio2 in occasione dell’evento “M’Illumino di meno”. Non è il primo anno che l’amministrazione di Palmariggi segue quest’evento che vuole sensibilizzare al risparmio delle risorse energetiche, parafrasando una celebre poesia di Eugenio Montale. L’amministrazione comunale ha infatti partecipato per il terzo anno consecutivo alla manifestazione, ma quest’anno i protagonisti sono stati i ragazzi delle scuole di Palmariggi, che attraverso il Consiglio Comunale dei Ragazzi hanno promosso una campagna di sensibilizzazione presso le famiglie della comunità. “I ragazzi hanno redatto del materiale informativo sulla manifestazione – si legge nel comunicato del sindaco Anna Elisa Stifani – e sul decalogo del risparmio energetico che contiene semplici regole da adottare nella vita quotidiana per dare il proprio contributo alla causa del risparmio energetico e sull’utilizzo di fonti alternative di energia. Palmariggi è stato scelto fra i vari vomuni d’Italia, dopo gli interventi da Vicenza, Udine, Napoli, Bari, grandi città italiane. L’amministrazione comunale è da sempre impegnata in iniziative che riguardano la tutela dell’ambiente e seppur con le poche risorse a disposizione cerca di dare il proprio contributo e il buon esempio”. Sindaco, assessori, Consiglio Comunale dei Ragazzi, ragazzi delle scuole, genitori sono stati impegnati in una tre giorni di volantinaggio di sensibilizzazione al tema del risparmio. La macchina comunale è stata utilizzata per diffondere per le vie del paese l’inno di “M’illumino di meno” e gli slogan sul risparmio ideati dai ragazzi. Una vera colonna sonora durante la distribuzione del materiale informativo sull’evento e sul decalogo del risparmio. “L’utilizzo della macchina dell’arrotino – continua Stifani – come l’ha definita uno dei conduttori Rai, ha destato la curiosità dei redattori e dei conduttori della trasmissione radiofonica. È stato un po’ come tornare indietro nel tempo, a quando i vecchi banditori, attraversavano le vie del paese per informare la popolazione. Un passo indietro, una riflessione, rispetto a tante abitudini poco sostenibili e poco rispettose dell’ambiente che comportano sprechi di risorse ambientali ed economiche”.
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