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Trenitalia: notizie positive

Trenitalia e i nuovi orari delle ferrovie pugliesi. Il nuovo orario invernale di Trenitalia ha parzialmente accolto le sollecitazioni della Puglia e dal palazzo del Consiglio regionale, come segno di buona volontà dell’Assemblea, verranno rimossi i cartelloni di protesta che incombono sulla stazione centrale di Bari e sui binari. Lo annuncia il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, nel prendere atto del “saldo positivo dei collegamenti ferroviari”, che contano ora 20 coppie di treni a lunga percorrenza così composti: 6 sulla tratta per Roma, 3 per l’hub di Bologna, 7 per Milano, 2 per Torino, 2 per Venezia.
Più precisamente l’azienda ferroviaria ha previsto per il 2013 di incrementare 12 treni Frecciabianca, che si aggiungeranno agli 84 già esistenti. Per migliorare il servizio di collegamento fra Lecce e il nord sono stati disposti 4 treni in più al giorno in partenza da Lecce sono 2 per Milano e 2 diretti a Venezia Santa Lucia e altrettanti saranno i treni che percorreranno la tratta inversa, collegando Milano e Venezia.
Risultano incrementati anche i treni Frecciaargento Lecce – Roma, che saranno 3, e i collegamenti notturni con le vetture Intercity: 2 treni notte sulla tratta Lecce – Milano e 1 sulla Lecce – Torino. Da gennaio scorso troneggiavano due cartelloni sulla facciata della sede consiliare di via Capruzzi, a Bari: La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni.
Introna dice:

Avevo preso atto della disponibilità del ministro Passera e dell’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, a non aggravare la perifericità delle destinazioni pugliesi con una programmazione ferroviaria ragionieristica. Le nostre proteste sono servite, ma le nostre esigenze restano tuttora attuali e devono diventare una realtà condivisa, sul piano di un confronto con Roma che deve restare un tavolo permanente, sempre aperto, sempre attento ai problemi del trasporto ferroviario da e per il Mezzogiorno, da e per la Puglia.

Numeri confortanti solo in parte e che colmano solo in parte il divario dei trasporti con il resto del paese e che lasciano spazio a polemiche future.

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Alba Dei Popoli, una rassegna in linea con i tempi

L’Alba dei Popoli di Otranto sul viale del tramonto? Commercianti e imprenditori idruntini attendevano con ansia la programmazione del periodo, per scongelare le casse ibernate dal rigido inverno. Fino dall’edizione numero uno del ‘99 la manifestazione prometteva molto bene e in passato ha portato a Otranto intellettuali di livello internazionale e registi di chiara fama.

Luciano Cariddi, sindaco del comune costiero, spiega il perché di un programma di Capodanno ridotto al minimo:

Quest’anno viviamo in un clima di preoccupazione per la situazione del Paese. Cerchiamo di garantire l’atmosfera che caratterizza questa manifestazione con diversi appuntamenti, molti dei quali rivolti soprattutto ai più piccoli. Abbiamo deciso di limitare il budget destinato all’Alba dei Popoli con l’obiettivo di aumentare le risorse sulle voci di spesa sociale per far fronte a non pochi disagi vissuti dalle tante famiglie otrantine.

Lavinia Puzzovio, vicesindaco di Otranto gli scorsi giorni ha affermato:

Quest’anno il concertone si terrà il 30 dicembre, con una rosa di concerti nei giorni precedenti e successivi, per accogliere i turisti nella città.

Il via ufficiale è stato il 7 dicembre con la III edizione di Accendiamo il Natale di Art’Etica, cori natalizi, accensione delle luminarie e dell’albero di Natale eun pensiero ai bambini afghani di Erat tramite la raccolta fondi per l’acquisto di materiale didattico e il collegamento dalla base militare di Otranto verso i soldati in missione nella provincia afgana. Sarebbe dovuto partire il 9 il mercatino delle opere del proprio ingegno, rimandato causa mal tempo sarà i prossimi 16, 23, 29 dicembre e il 5 gennaio 2013.
Diverse sono le piece teatrali a opera delle scuole paritaria e statale di Otranto, ma anche dei gruppi teatrali locali. Il 15 alle 19 la commedia Sogno di una Notte di Mezza Sbornia di Eduardo De Filippo, a cura del Gruppo Teatrale La Palumbara, presso il teatro dell’Istituto Maestre Pie Filippini.
Il 23 Oscenità del Mare, Canto Teatrale per il Mediterraneo a cura di Itaca Min Fars Hus, gruppo teatrale di sperimentazione di Anna Stomeo, presso Maestre Pie Filippini, alle 19.30.
Il 29 alle 19 Concerto di Natale, in Cattedrale Emanuela Di Pietro dirigerà il gruppo femminile Apuliae Women Singers del Coro Lirico di Lecce, incentrato su A Ceremony of Carols di Benjamin Britten, l’evento è organizzato dall’associazione Hydruntum.
Il 31 a partire dalle 21.30 sul palco dell’Alba dei Popoli Dj Steven Sale e Dj Giuseppe Milano, Vocalist Claudia Cesaroni & Kevin, Willy, Simon e Terence, la band Ikebana, Silvia Olari e Paky di Amici di Maria De Filippi, a seguire fuochi pirotecnici per il nuovo anno.
I Volti di Donne di un Tempo, il 31 alle 5 di mattina, al faro di Palascia spettacolo teatrale scritto e diretto da Paolo Rausa, tratto dai racconti Volti di Carta, Storie di Donne del Salento che Fu, di Raffaella Verdesca, organizzato da Legambiente Otranto.
Il primo dell’anno i Tamburellisti di Otranto daranno vita allo spettacolo Ritmi e Suoni di Fratellanza, organizzato da Music…ando, presso Largo Porta Terra alle 16.30 e alle 18.30 presso l’istituto Pie Filippini Anima Mundi presenta Mesimér di Admir Shkurtaj, arie popolari tramite il jazz d’avanguardia.
Sempre il 31 Hydro in Concerto, evento organizzato dall’omonima associazione giovanile, presso Porta Terra alle 19 e a seguire dalle 21 dj set con Giuseppe Conoci, Dj Klaus, Dj Sergio Petio e Dj Adriano Belmonte & Percussioni Live di Romualdo Nisi.
L’alba dei Popoli terminerà il 06 gennaio 2013 con i festeggiamenti in onore dell’Epifania alla presenza di Befane che distribuiranno caramelle e dolci presso lungomare degli Eroi dalle 16.30.
Ulteriori informazioni al link seguente: http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=1812

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Trenitalia: cosa ne pensano i rappresentanti regionali

Puglia ancora senza treni notturni, le feste si fanno vicine e con esse aumenteranno i pendolari. Ancora irrisolta la vicenda TrenitaliaRegione Puglia, nonostante l’incontro di pochi giorni fa e così sulla questione tornano a esprimersi i politici regionali.
Giannicola De Leonardis, rappresentante Udc e presidente della Commissione Affari Istituzionali della regione, chiede che intervengano gli onorevoli di Puglia per sollecitare i ministri ad intervenire sulla vicenda:

perché le promesse non possono più bastare, così come i tavoli di confronto e i vertici annunciati e poi rinviati e celebrati fuori tempo massimo. Le promesse dei dirigenti Trenitalia non possono più bastare, così come i tavoli di confronto e i vertici annunciati e poi rinviati e poi celebrati fuori tempo massimo. È una vertenza infinita, ormai, quella che contrappone da tempo immemorabile la Regione Puglia e i vertici di Trenitalia. Nonostante l’impegno dell’assessore Minervini, i dossier ben articolati e corredati da documentazioni e dati inoppugnabili, le proteste, le rivendicazioni, i numeri che evidenziano una disarmante disparità di trattamento rispetto ad altre regioni e smentiscono in maniera inequivocabile le goffe spiegazioni fornite da manager poco accorti, anche il nuovo orario invernale conferma un’ingiustificabile e insopportabile disparità di trattamento nei collegamenti tra Sud e Nord, in particolare nelle ore notturne, e prezzi spropositati rispetto alla qualità dei servizi offerti, che non presentano alcuna traccia di miglioramento. Il diritto alla mobilità, in particolare per le fasce meno abbienti non può essere ignorato e calpestato da professionisti strapagati che di fatto hanno spezzato un Paese che mai come in questo momento avrebbe bisogno di unità, coesione e condivisione.

Insoddisfatto il consigliere Udc Giuseppe Longo:

Il nostro era un sacrosanto diritto di vedere la Puglia e i pugliesi viaggiare sui treni con meno disagi e, soprattutto, non vedersi tagliati fuori dai collegamenti con il resto della nazione.

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Internet e il nuovo mondo dei ragazzi

Nelle scorse settimane, stavo informandomi sul movimento studentesco a Maglie, la cittadina in cui abito. Ho parlato con i ragazzi, ho compreso le loro questioni. Ci sono dei momenti in cui mi piacerebbe che non ci fosse tra a me e loro nessun gap generazionale, un po’ per non sentirmi vecchia, un po’ perché in molti di loro ci vedo qualcosa di me che ho solo messo da parte. Ma in ogni gruppo di giovani, in ogni scuola, in ogni classe, c’è sempre qualcuno che fa la cosa sbagliata. Anche a me è capitato molte volte di farla. Sarà capitato a tutti. Così ho beccato un video su Youtube non esattamente edificante. Mi ha disturbata.

Io parlo spesso con i ragazzi per gli articoli che scrivo, mi piace capire come cambiano le abitudini di generazione in generazione, comprendere quali siano i loro bisogni nei confronti della città in cui vivono e del Salento. Li trovo spesso molto più svegli di me alla loro età, più consapevoli, più intelligenti e vivaci. Però ci sono sempre le eccezioni, come accade quando si generalizza. Mi piace pensare che il “cattivo” sia un’eccezione, non la regola. Eppure, quando ho visto quel video non ho saputo non indignarmi, interrompere quel filo di comprensione verso una generazione che da me forse non è lontanissima.

Io non me lo ricordo come si facevano le bravate alla mia età. Mi ricordo che il preside mandava a chiamare i genitori e la cosa finiva lì, magari con una nota che non serviva a niente e via, chiusi in casa per una settimana. Però non c’era Internet, non c’erano gli smartphone che fanno i filmati, forse avevamo un concetto di privacy più spiccato, anche se pure noi ormai ce lo siamo venduto all’asta dei social network. Ma stavolta, quando ho visto quel video – e ne avevo visti altri che non approvavo in passato – ho scritto quest’articolo.

L’imbarazzo corre in rete. È stato diffuso su internet e poi rimosso, su Youtube, un filmato che nei giorni scorsi ritrae alcuni ragazzi di un istituto superiore di Maglie riunirsi in corteo e camminare per le strade della città, ma prima spicca addirittura un piccolo fuoco per strada, forse acceso con un giornale, è impossibile stabilire da chi. Il video dopo un giorno risultava rimosso dallo stesso utente che lo aveva inserito, forse le critiche ricevute da altri utenti lo hanno riportato a più miti consigli.

In questi giorni in Italia gli studenti si oppongono alle privatizzazioni e ai tagli, e anche a Maglie si riuniscono in assemblee per comprendere quale sia la migliore forma di protesta da attuare: nelle scorse settimane si era parlato di sciopero bianco. Che non c’è stato. Non sempre le proteste riescono, è molto difficile coordinare migliaia di studenti magliesi, soprattutto se si è mossi da motivazioni che spaziano e comprendono anche il microsistema piuttosto che il macrosistema. Sicuramente, la percezione della protesta oggi, per gli adulti, assume contorni sfocati e poco ha a che vedere con quelle del ’68, del ’77 e della Pantera negli anni ’80, ma le ragioni appaiono comprensibili: l’avvento del privato nel pubblico potrebbe sancire la fine dell’istruzione per tutti, è questo di cui hanno paura i ragazzi. Tuttavia, l’attenzione in rete è rimasta per qualche ora puntata su questo filmato.

Un gruppo di ragazzi nel video urla frasi e slogan contro i colleghi delle altre scuole, nonché slogan maschilisti e sessisti nei confronti delle ragazze. Un atteggiamento che ha raccolto commenti negativi in rete e ha fatto anche il giro dei social network. Oggi i ragazzi hanno spesso in mano una tecnologia che qualche anno fa era possibile solo sognare. E a volte la utilizzano in maniera errata. È loro la colpa? Come in ogni protesta che si rispetti, la colpa è del sistema, non di come sono i ragazzi, piuttosto di come siamo cambiati noi e della nostra incapacità di spiegare a volte dove sia lo sbaglio, evitando il dileggio o addirittura l’insulto. Naturalmente non si vuole criminalizzare gli studenti, ma solo cercare di comprendere come la tecnologia ci abbia cambiati. Un po’ tutti.

La Gazzella

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B&b e Agriturismi pugliesi: necessarie linee guida chiare

Agriturismi e bed and breakfast:per la Puglia turistica è importante che abbiano riferimenti legali precisi. Queste tipologie d’attività, b&b e agriturismi, sono sottoposte a regimi fiscali agevolati e spesso, portate avanti a conduzione familiare, sono diventati un importante mezzo di sostentamento. Per l’esigenza di regolamentare suddette attività, lo scorso 3 dicembre si sono tenute audizioni in IV commissione consiliare.

I b&b sono una realtà ricettiva da svolgere per un massimo di 6 mesi l’anno, esclusivamente nella propria abitazione, in cui non vige l’obbligo di emissione di ricevute e i ricavi dell’attività vengono assimilati alla dichiarazione dei redditi sotto la voce “altro reddito”.

Gli agriturismi sono invece nati per far rivivere le aziende agricole e d’allevamento, usufruiscono di sconti fiscali, di incentivi economici e devono somministrare prevalentemente i prodotti dell’azienda stessa.

In merito ai b&b è stato approvato un disegno di legge il 9 maggio scorso dalla Giunta regionale e il 3 dicembre sono stati ascoltati i rappresentanti di Federalberghi, Associazione ospitalità Puglia, Cisl e Confcommercio e per gli agriturismi le audizioni hanno fatto riferimento a un testo unificato di provvedimenti legislativi precedenti, hanno riguardato i rappresentanti di Terra Nostra, Coldiretti, Turismo Verde, Upi Puglia, Agriturist e Confcommercio.

Il presidente della IV commissione Aurelio Gianfreda ha sottolineato l’intendimento di approvare la legge nell’ambito della consigliatura e ha invitato i rappresentanti delle associazioni a presentare eventualmente altre osservazioni per iscritto entro metà gennaio, a seguito dell’inizio imminente della sessione bilancio in consiglio.

Durante la sessione di ascolto delle categorie l’assessore alle politiche agricole Dario Stèfano è stato accusato di aver scarsamente coinvolto le associazioni nella fase precedente all’audizione. L’accusa è stata bollata da Stèfano come “ingenerosa”, ed ha ricordato che il testo in esame è quello unificato derivante dalla proposta di legge e disegno di legge ed è stato messo a punto da un gruppo di lavoro interno alla commissione. Ragione per cui ora l’iniziativa legislativa è nelle mani dei commissari e subito dopo dell’aula. Le legge punta a normare e non a liberalizzare il settore. Dario Stèfano ha dichiarato che

In questo ambito faremo tesoro delle indicazioni che ci perverranno. L’obiettivo è di arrivare a un’offerta agrituristica più qualificata e più tipizzata.

Il consigliere del Gruppo Misto-Psi Franco Pastore, segretario della commissione Sviluppo, ha dichiarato:

In Puglia l’evoluzione del modello b&b è stata importante dal punto di vista numerico, ora bisogna che ci sia una evoluzione, che da una gestione e conduzione di tipo familiare si passi a un modello di gestione imprenditoriale, evitando di cadere nell’antitesi modello alberghiero. La cosa importante e normare il settore per evitare che possano crearsi situazioni di concorrenza sleale, al limite del lecito.

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Otranto comune Biciclone

Otranto tra i Comuni Bicicloni 2012. Comuni Bicicloni è il primo rapporto sulla mobilità sostenibile nei comuni pugliesi, nato da un’iniziativa dell’Assessorato alle Infrastrutture strategiche e Mobilità della Regione Puglia e realizzato da Legambiente con la collaborazione dell’Anci– associazione nazionale comuni italiani presso la sede regionale Anci di Bari è stato presentato il 4 dicembre alle 10.30.

Nel corso della conferenza stampa, alla quale ha partecipato il sindaco Luciano Cariddi, sono stati premiati quattro comuni tra cui Otranto, San Cassiano, Bari e Bitonto e sono state assegnate due menzioni speciali all’Acquedotto Pugliese e al Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere.

Legambiente ha raccolto i dati relativi all’anno 2011 attraverso l’invio di un questionario sul mezzo a 2 ruote ai 258 Comuni pugliesi e a cui hanno risposto 74 amministrazioni, sintomo della tanta strada da fare per il mezzo più ecologico.

Le classifiche sono state elaborate prendendo in considerazione la capacità di soddisfare i quesiti presenti nelle macroaree di riferimento, tra i criteri di valutazione ci sono, infatti, le infrastrutture , presenza di piste ciclabili, isole pedonali, zone a traffico limitato, zone 30, politiche sulla mobilità sostenibile, attività di sensibilizzazione, percorsi ciclabili per studenti e bambini realizzati dalle amministrazioni comunali, realizzazione di un Piano della Mobilità e presenza di un Mobility Manager, risposta dei cittadini alla mobilità sostenibile – quali mezzi di trasporto utilizzano i cittadini per gli spostamenti in città, ricezione turistica ed associativa – la presenza sul territorio di strutture turistiche e di associazioni che favoriscono e promuovono l’utilizzo della bicicletta, presenza di ciclofficine per la vendita, il noleggio e la riparazione di biciclette.

Un’altro riconoscimento “verde” al comune costiero, già detentore delle Vele di Legambiente e della Bandiera Blu, soddisfatto per questo ulteriore riconoscimento il sindaco Cariddi:

Ci fa piacere essere stati riconosciuti nell’ambito del premio Comuni Bicicloni tra i territori attenti alla mobilità sostenibile. In particolare ci gratifica il fatto che la nostra città venga premiata per alcune iniziative portate avanti in questi anni relative alla destinazione di alcune aree aisole pedonali, zone a traffico limitato, aree a parcheggio satelliti al centro urbano, bike sharing cittadino. Come per le altre attestazioni avute in questi anni, riceviamo questo riconoscimento quale stimolo a continuare su questa strada per rendere sempre più vivibile la nostra città.

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Borghi della Felicità a Melpignano: nuovo progetto per il benessere

Il progetto Borghi della Felicità – Per un Futuro Sostenibile e basato sulla centralità della persona è stato al centro del consiglio comunale di Melpignano indetto dal sindaco Ivan Stomeo per oggi, alle ore 18, in seduta straordinaria. Il nuovo paradigma dello sviluppo sostenibile, in tempo di crisi, dice che si può ottenere di più, in termini di qualità della vita e di felicità, anche consumando meno risorse, ma questo può accadere solo se si comincia ad attribuire valore economico, anche alle componenti non materiali: cultura, identità e coesione sociale.

Borghi della Felicità è un nuovo progetto strategico dell’associazione Borghi Autentici d’Italia, sviluppato allo scopo di diffondere nuovi esempi di sviluppo all’insegna del benessere, fondati sulla cooperazione e su forme di economia che valorizzino l’enorme patrimonio umano, economico, storico e culturale dei piccoli comuni che punteggiano e rendono unico il nostro Paese. Melpignano è stato scelto, insieme a Saluzzo (CN), come comune pilota per la sperimentazione del progetto, destinato a diffondersi in tutto il sistema Borghi Autentici d’Italia. Il progetto Borghi della Felicità vuole essere per il comune salentino la possibilità di dimostrare come, al di là dell’idea di possesso egoistico, di un non consapevole uso delle risorse naturali, sia realmente possibile preoccuparsi e tendere al benessere della comunità attuale e di quella delle future generazioni.

Nella seduta straordinaria sarà presentato all’intero consiglio comunale di Melpignano il concept del progetto, allo scopo di condividere, con tutte le parti politiche, la proposta e deliberare in merito alla stessa; sarà, inoltre, l’occasione per aprire la sala consigliare ai ragazzi delle scuole di Melpignano, invitati a partecipare e a impegnarsi nella misurazione della felicità del proprio borgo. Durante l’incontro si realizzerà, inoltre, un collegamento in videoconferenza con il consiglio comunale di Saluzzo; è solo il primo passo verso l’attuazione di una delle azioni previste dal progetto, il gemellaggio fra i due borghi coinvolti.

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Treni in Puglia: si muove qualcosa

Dopo un anno la vicenda Trenitalia-Puglia si muove verso una soluzione. È in arrivo qualche novità a seguito dell’incontro con l’amministratore delegato di Trenitalia, Mario Moretti con una delegazione di amministratori pugliesi. La vicenda è partita il dicembre del 2011, periodo in cui il Su ed in particolare la Puglia, si sono visti separati dal resto d’Italia a causa del taglio di 6 treni notturni per Roma, Torino, Venezia e Bolzano e del cambio bolognese obbligatorio in direzione Milano.

L’AD di Trenitalia ha incontrato il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la Regione Puglia, rappresentata dall’assessore Guglielmo Minervini alla ricerca di un chiarimento e di una soluzione. Precedentemente all’incontro l’AD aveva telefonato al presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, giustificando la mancata risposta alla Puglia, con l’esigenza di conoscere gli esiti del successivo incontro del 29 novembre.

Tutto l’universo politico pugliese si è mobilitato lo scorso anno con manifestazioni, slogan e scioperi. Guglielmo Minervini si era espresso, qualche settimana fa, in riguardo alla mancanza di collegamenti:

Nonostante gli sforzi di Fabrizio Barca, unico ministro che ha ascoltato le nostre ragioni, e i due dossier consegnati che evidenziavano lo sbilanciamento dell’offerta ferroviaria in Italia, dal ministero dello Sviluppo Economico non sono arrivate le risposte che ci attendevamo per la riprogrammazione dei servizi.

A seguito dell’incontro di Roma, l’assessore Minervini ha commentato l’esito, ritenendolo in parte positivo:

Sono conquiste importanti per la prima volta ci sarà un incremento sia dei collegamenti diurni che notturni. È ovvio che non si annulla la sperequazione dell’offerta ferroviaria tra nord e sud del Paese ma abbiamo invertito una tendenza. Dobbiamo continuare perchè si consolidi fino a risultati più significativi. Infatti, a partire dall’11 dicembre ci saranno i nuovi treni notturni Lecce-Taranto-Milano e Lecce-Torino mentre l’offerta diurna sulla linea adriatica sarà completata con il frecciargento Lecce-Venezia e Lecce-Bari-Milano. Novità anche sulla linea per Roma, la partenza del primo treno sarà anticipata per permettere l’arrivo nella capitale in prima mattina (attualmente non si arriva prima delle 11.30). abbiamo ottenuto l’impegno da parte di Trenitalia di attivare da giugno un treno notturno da Reggio Calabria che, nel capoluogo ionico, possa ricongiungersi con il Lecce-Taranto-Milano e ricucire il Paese.

Soddisfazione espressa in regione anche da altri esponenti politici e Giovanni Epifani del PD dice:

Grazie al coro di proteste e di iniziative della Regione, dei sindacati e delle associazioni di categoria, ripartono molti treni da e per la Puglia. Ci saranno nuovi notturni e diurni soprattutto lungo la linea adriatica, che era stata fortemente penalizzata dalla programmazione ferroviaria del 2011. Notizie positive riguardano anche i collegamenti per Roma, ma soprattutto per Taranto, lasciata nel totale isolamento dalla precedente offerta di Trenitalia. Oggi la Regione ha registrato un’importante vittoria in materia di diritto alla mobilità, ma non per questo si fermeranno le iniziative delle forze politiche per sollecitare l’attenzione del governo e di Trenitalia su quella che è una problematica tuttora irrisolta, lo sbilanciamento dell’offerta ferroviaria in Puglia e in tutto il sud Italia.

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La regione dice sì ai Gas e istituisce i Boschi Didattici

Approvato il disegno di legge per l’istituzione di boschi didattici e dei Gas e in Consiglio dei Ministri il piano nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Passa all’unanimità il disegno di legge regionale

“finalizzato alla valorizzazione del bosco quale elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico sostenibile e per la salvaguardia ambientale del territorio della regione Puglia”.

Al bosco, infatti, sono attribuite funzioni paesaggistica, naturalistica, produttiva, ricreativa, di difesa del suolo, di conservazione della biodiversità e di fissazione del carbonio, come ha spiegato il presidente della quarta Commissione, Aurelio Gianfreda:

“L’iniziativa legislativa si riferisce in particolare alla funzione ricreativa e culturale del bosco con l’intento di divulgare il bagaglio di conoscenze, tradizioni e di cultura legate al bosco spesso poco conosciuto”.

I boschi didattici, così si chiameranno, saranno inseriti in un albo regionale tenuto dal servizio foreste della regione. Soddisfatto anche l’assessore regionale Dario Stèfano che ha presieduto, negli scorsi giorni, la Commissione Politiche Agricole

“di cui fanno parte gli assessori regionali all’agricoltura. All’ordine del giorno, tra tanti argomenti, le valutazioni sul progetto di riorganizzazione dell’associazione italiana allevatori, sull’approvazione definitiva in sede di consiglio dei ministri del ddl sul consumo di suolo e sul piano nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Discussi inoltre degli esiti dell’istruttoria sullo schema di decreto ministeriale conto termico e del documento recante strategia energetica nazionale: per un’energia più competitiva e sostenibile. Giornata intensa e positiva in consiglio regionale per il comparto agricolo e della forestazione. Abbiamo approvato la legge che istituisce i Boschi Didattici con l’obiettivo ambizioso di replicare le buone esperienze delle masserie, la legge per l’Albo delle imprese boschive e, infine, la legge che istituisce e riconosce i Gruppi di Acquisto Solidale – Gas. Ottimo lavoro. Punto fondamentale della legge è il piano delle attività articolato attraverso un progetto didattico-divulgativo che si concreta nel percorso natura che si rivolge non solo ai più giovani, ma anche al mondo degli adulti che dal mondo dei boschi si sta allontanando. In un mercato globale, omogeneizzante e dalla difficile sostenibilità ambientale ai Gas la legge attribuisce anche l’importante compito di esaltare le potenzialità dei prodotti agricoli e agroalimentari a chilometri zero, da filiera corta, biologici, di qualità certificata e garantita da sistemi partecipativi di qualità, attraverso un modello nel quale la certificazione della qualità vede coprotagonisti i consumatori in un rapporto basato sulla fiducia”.

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Premio speciale all’Accoglienza alla città di Otranto

Otranto è città d’accoglienza? A ribadire questa vocazione della città, il primo dicembre, sarà attribuito il Premio Speciale per l’Accoglienza e la Solidarietà ai Comuni di Otranto e Lampedusa, altra città approdo di speranza, in occasione della IV edizione del Concorso Internazionale Giornalisti del Mediterraneo.
Nei giorni scorsi presso lo Sheraton Nicolaus Hotel a Bari, ha preso il via la 4a edizione del Concorso Internazionale, promosso e organizzato dall’associazione Terra del Mediterraneo, in partnership con Europuglia, e patrocinato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell’Ordine Regionale dei Giornalisti di Puglia, della Città di Bari, della Provincia di Bari, della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, dell’Università Iulm, della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, della Rai Segretariato-Sociale, della Presidenza dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, delle Ambasciate di Romania, Olanda, Turchia, Cipro e Corpo Consolare di Puglia, Basilicata e Molise.
Il concorso si articola in due sezioni: Primavera Araba, Accoglienza e Solidarietà. A spiegare il perché di questi temi Tommaso Forte, giornalista ideatore dell’evento:

“Quest’anno sono congiunti agli avvenimenti legati alla Primavera Araba, nonché al ruolo della solidarietà umana e dell’impegno civile nel corso dei continui sbarchi di profughi provenienti dai paesi dell’area del Mediterraneo. Infine, sarà conferito il Premio Speciale per l’Accoglienza e la Solidarietà ai Comuni di Otranto e Lampedusa”.

Dopo i consensi delle edizioni precedenti, dall’exploit della sua 1a edizione nel 2009 con oltre 100 giornalisti provenienti da tutta Europa, quella del 2010 che annovera, tra candidati e vincitori, giornalisti delle più importanti testate nazionali e internazionali, e quella del 2011, che ha visto su tutti l’affermazione delle scuole di giornalismo, il 4o Concorso Internazionale Giornalisti del Mediterraneo rappresenta un punto di confronto tra i reporter del Mediterraneo.
Nell’ambito della manifestazione, riceveranno il Premio Caravella del Mediterraneo i giornalisti Michele Mirabella (Rai), Marida Lombardo Pijola, Inviata del Messaggero, Roberto Alajmo di Rai Mediterraneo, Villi Hermann, documentarista Svizzero, Andrea Vreede di NOS TV News – Olanda e Gianni Antonucci, giornalista sportivo. Premio alla Memoria a Mario Gismondi.
Il sindaco Luciano Cariddi dichiara:

“Otranto, città di mare, città di frontiera, ha nel DNA il rispetto e la curiosità verso l’altro. Il suo spirito solidale riemerge sempre e ridiventa genius loci, l’essenza stessa di questa città un po’ speciale. Una Città che, in occasione degli sbarchi del ’91, ha ripreso a dialogare, senza avere paura di chi arrivava dal mare, ci siamo nuovamente contaminati. Per prestare sostegno a questi nostri fratelli abbiamo riattrezzato il Centro Don Tonino Bello, dove è possibile fornire loro ristoro, le prime cure necessarie e un po’ di calore umano”.

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Regione Puglia, niente parità: l’indignazione di Maria Cristina Rizzo

Inaspettata bocciatura della proposta di legge regionale sulla parità di genere. Lo scorso 27 novembre non è passata in camera regionale la proposta popolare, per cui erano state raccolte più di 30mila firme dal comitato Mai Più Senza 50 e 50. A questo punto si può parlare al passato dei due articoli, entrambi bocciati con voto segreto ottenuto su richiesta di 7 consiglieri di centrodestra.

In uno degli articoli si stabiliva che in ogni lista dovesse garantita parità di rappresentanza per entrambi i sessi (pena l’inammissibilità della lista) e parità nei programmi di comunicazione politica e nei messaggi autogestiti, dall’altra s’introduceva la possibilità per l’elettore di esprimere la doppia preferenza, che non può essere attribuita a candidati dello stesso sesso e per la cui approvazione era necessaria la maggioranza qualificata di 36 voti.

Dopo il diniego alle leggi il Pdl, tramite la nota di Rocco Palese fa sapere:

“Abbiamo già spiegato che, a nostro avviso le norme sulla parità di genere vanno introdotte di pari passo con la revisione della Legge elettorale regionale e che se si fosse approvato il nostro ordine del giorno, ora la proposta di Legge sarebbe tornata in Commissione e sarebbe diventata parte integrante della prossima riforma della Legge elettorale regionale. Perché si affannano ora a dichiarare che quella di oggi è stata un’occasione persa, quando non sono stati capaci prima di restare in aula per votare ed approvare la proposta di Legge? Tra i banchi della sinistra al momento del voto non solo c’erano molte assenze, ma qualcuno dei presenti ha anche votato contro. La matematica non è un’opinione e la maggioranza conta 39 consiglieri, come mai la proposta di legge ha avuto solo 29 voti favorevoli all’articolo 1 e 30 all’articolo 2?”.

Per Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale l’occasione non del tutto vana:

“È stata sciupata una bella pagina di politica, ma il prossimo Consiglio regionale rispetterà la parità di genere. Al di là della delusione di chi attendeva un voto positivo, questo stop non pregiudica il percorso verso una parità compiuta in quest’Aula, nella prossima legislatura regionale”.

Parole dure da una politica di Puglia, Maria Cristina Rizzo, vicepresidente regionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, che tuona con un post di FaceBook il 30 novembre:

“Apprendere che il Consiglio Regionale, nascondendosi dietro al voto segreto chiesto dai consiglieri di opposizione (ma sfruttato anche dalla maggioranza) ha bocciato la legge mi mortifica. Oggi i nostri consiglieri regionali hanno perso una grande occasione. Loro e non le donne di Puglia, già da domani saranno più determinate di prima. Mi aspetto che questo intoppo venga immediatamente rimosso con il recepimento della proposta nella riforma della legge elettorale. Ho fortemente condiviso questa legge, ho raccolto le firme. Prima ancora, nel 2007, ho contribuito alla raccolta delle firme per Norme di democrazia paritaria – 50&50 ovunque si decide e per la quale raccogliemmo 120mila firme in Italia. Sono anni che partecipo a tutte le iniziative per la democrazia paritaria, mi sono confrontata con gli uomini di ogni partito e ho compreso come solo pochissimi credano davvero nella democrazia paritaria. La mia cara amica Serenella Molendini consigliera di parità provinciale e regionale-, in un suo commento a caldo ha chiesto che le donne di tutti i partiti in Regione, si dimetteno per protesta. La pagina buia è stata scritta a più mani e tutte hanno usato lo stesso inchiostro, prescindendo dall’appartenenza politica”.

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Controlli della Capitaneria di porto di Otranto, multe per 4500 euro

Proseguono le attività di controllo sulla filiera ittica della Guardia Costiera otrantina. Nei giorni scorsi il personale del nucleo di polizia giudiziaria della Capitaneria di porto idruntina ha battuto il territorio verificando le dispense di 15 tra esercizi commerciali e ristoranti.

Sotto i riflettori esemplari di pesce sotto misura, esistono infatti delle tabelle peso-lunghezza per la commercializzazione degli esemplari ittici per specie, ma sotto la lente anche anche la corretta conservazione e manipolazione dei prodotti, analizzando anche tutta la tracciabilità dalla cattura al consumatore finale.

I risultati non si sono fatti attendere. Solo negli ultimi 5 giorni sono state elevate sanzioni per più di 4500 Euro, dovute a illeciti sulle procedure di immissione in vendita e manipolazione del prodotto fuori dai parametri standard delle vigenti norme igienico-sanitarie e mancanza delle idonee etichettature, fondamentali per la tracciabilità dei prodotti.

L’attività svolta negli ultimi giorni si incardina nel solco di una più grande pianificazione di controlli sul settore che proseguiranno senza sosta nei mesi a seguire, con particolare attenzione ai periodi a cavallo delle festività, durante le quali gli illeciti aumentano in considerazione dell’incremento delle vendite.

Il Comandante della Guardia costiera di Otranto, il Tenente di Vascello Gian Marco Miriello spiega:

“La normativa vigente è decisamente stringente, ma comunque molto chiara, ed è compito del corpo delle capitanerie di porto tutelare l’intera liceità della filiera ittica, ponendo al centro della nostra attività non solo la salvaguardia delle risorse ittiche ma soprattutto la tutela del consumatore”.

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