Posted on 24 Ottobre 2011. Tags: Melendugno, Sindaco Melendugno, Vittorio Potì
Scomparso Vittorio Potì di Melendugno, noto esponente socialista e sindaco del comune marittimo per quindici anni, oltre che amministratore regionale. La famiglia e il mondo politico e civile salentino, commossi, lo piangono. Vittorio Potì si è spento a 71 anni, a seguito di una malattia che lo ha allontanato dalla vita pubblica. Dopo la laurea, si dedicò all’insegnamento nella scuola media superiore. È stato consigliere regionale dal 1990 al 1995 e dal 2000 al 2005 con la lista Primavera Pugliese. Per quattro legislature consigliere della Provincia di Lecce, Potì ha ricoperto l’incarico di vicepresidente per cinque anni e presidente del consiglio per due anni. Nel 2009 iniziò la sua quinta legislatura a Palazzo dei Celestini, questa volta all’opposizione. L’8 giugno 2009 fu rieletto sindaco di Melendugno, vincendo contro la lista civica “Uniti per Melendugno e Borgagne” capeggiata da Roberto Felline, perdendo di 120 voti nel capoluogo e vincendo di moltissimi voti nella frazione. Il totale permise la vittoria di Potì e il suo ritorno come primo cittadino, richiamato a governare la sua città a 24 anni dalla sua ultima amministrazione. Per candidarsi aveva abbandonato la carica di consigliere regionale, prima ancora d’essere rieletto. I funerali si svolgeranno a Melendugno, paese nel cui cuore e mente rimarrà sempre impresso Vittorio Potì, grande uomo politico, entrato nella storia politica e non solo del Salento e pugliese in generale.
Jenny De Cicco
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Posted on 24 Ottobre 2011. Tags: Assemblea Rimini, Federbalneari Italia, Mauro Della Valle
Si è conclusa il 22 ottobre a Rimini l’assemblea costituente della neofederazione Federbalneari Italia, a cui ha partecipato Assobalneari Salento, chiamata a costituire il gruppo dei soci fondatori. Mauro Della Valle, presidente di Assobalneari Salento, ha inviato una nota stampa, chiarendo le motivazioni dell’adesione a Federbalneari del suo gruppo. “La riunione – si legge nel comunicato – ha visto l’assemblea chiamata a decidere la bozza dello statuto, alla cui redazione ha lavorato una cabina di regia dei cui componenti faceva parte anche Assobalneari Salento con il proprio consulente legale Danilo Lorenzo. Federbalneari Italia ha aderito al sistema Confimprese, di cui fanno parte sessantamila piccole e medie e medie imprese di tutto il territorio nazionale. La struttura di Federbalneari sarà d’impronta federalista in cui le peculiarità territoriali avranno assoluta autonomia, consentendo una snellezza operativa e una maggiore cura alle problematiche territoriali che, come è noto, sono ben diverse in ambito nazionale. Assobalneari Salento ha creduto molto in tale progetto federalista, anche per avere maggiori possibilità di risolvere i numerosi problemi in ambito locale, non da ultimo quello della erosione costiera, piano regionale delle coste. Federbalneari Italia nasce in momento storico molto particolare per l’impresa balneare e per gli operatori del settore, come è noto è in discussione tutto il sistema che regola le concessioni demaniali marittime, in attuazione della direttiva europea servizi Bolkestein. In tale contesto, la Federazione ha espresso in maniera chiara e netta la propria linea di condotta ispirata a difendere la professionalità acquisita dagli operatori balneari e le risorse sostenute e investite sugli stabilimenti balneari. Principi che dovranno caratterizzare i riferimenti normativi di settore e che verranno portati all’attenzione del ministro Raffaele Fitto, titolare della delega e alla conferenza Stato-Regioni. La Federazione ha espresso la volontà di portare avanti una linea politica propositiva nei confronti del governo, lontana dalle polemiche fini a se stesse e orientata verso un atteggiamento che porterà la categoria a avere una voce importante al tavolo delle trattative, nella piena convinzione che lo stabilimento balneare rappresenta un vero e proprio prodotto del Made in Italy, sconosciuto in gran parte (se non nella generalità) del territorio europeo e che merita di essere difeso a ogni costo come bene e patrimonio che conferisce una peculiarità unica all’offerta turistica balneare italiana in generale e salentina in particolare”.
Jenny De Cicco
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Posted on 24 Ottobre 2011. Tags: cocaina, Corigliano d’Otranto, eroina, Lecce, Maglie, Marjiuana
Fine settimana all’insegna degli arresti per droga nel Salento. Due ragazzi, giovanissimi, di Corigliano, sono stati fermati dai carabinieri sabato scorso per una sospetta attività ai fini di spaccio. Gli studenti sono sospettati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti a Corigliano d’Otranto, incensurati e ora arrestati dai carabinieri del Nor di Maglie, che li hanno bloccati per un controllo nel centro del paese. Il primo a bordo di uno scooter mostrava sotto al giubbino uno strano gonfiore. Era una busta, piena di marijuana, 45 i grammi, più altri cinque ritrovati durante la perquisizione domiciliare nascosti all’interno della stampante di casa. Il secondo, già da tempo sospettato dalle forze dell’ordine che ne avevano seguito i movimenti, è stato bloccato mentre passeggiava per strada. Addosso non aveva nulla, ma a un controllo più approfondito i carabinieri hanno effettuato la perquisizione domiciliare, e hanno trovato, nascosti nella canna fumaria del caminetto, 85 grammi di cannabis. I militari non escludono che la droga fosse, forse, destinata allo spaccio nelle scuole. Probabile detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti è l’accusa che ha causato l’arresto, il 22 ottobre, di un 30enne leccese. Nella corte del suo appartamento nel centro storico di Lecce aveva creato una serra con lampade al sodio, ventilazione, materiale per il confezionamento delle dosi e mostrando la sua approfondita conoscenza della coltura della particolare piantagione. 160 piantine di marijuana, ancora giovani virgulti, ma quasi pronte a dare i noti fiori. Rinvenuti anche, durante la perquisizione, 3 grammi di cocaina. Dopo le formalità di rito, il trentenne è stato accompagnato presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Altro episodio, sempre sabato, in pieno centro a Lecce. Protagonisti di un inseguimento rocambolesco, quasi da film poliziottesco anni ’70, due trentenni, uno di Lecce e l’altro di Melendugno. L’inseguimento è terminato quando i militari di Brindisi hanno esploso tre colpi di pistola in aria e i due si sono arresi alle fiamme gialle. A bordo di una Punto, trasportavano mezzo chilo di eroina, e sono stati intercettati sulla Brindisi-Lecce, mentre procedevano a velocità sostenuta verso Lecce. I finanzieri li hanno pedinati e intimato l’alt, quando i due hanno tentato di fuggire. Così è partito l’inseguimento per il centro storico barocco, e gli inseguiti, alle strette, hanno abbandonato l’auto tentando la fuga a piedi, per le strettoie della città vecchia. È stato a questo punto che uno dei militari ha estratto la pistola e ha sparato alcuni colpi intimidatori. I due si sono arresi. I militari hanno rinvenuto nell’auto mezzo chilo di eroina, mentre nell’abitazione di uno dei due sono stati rinvenuti 12 grammi di hashish, 2 di marijuana, 4 di eroina, 2 boccette di metadone e due bilancini di precisione. Per entrambi è scattato l’arresto.
Jenny De Cicco
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Posted on 22 Ottobre 2011. Tags: Castro, crollo piazza dante, rinvio a giudizio
Aperta ieri l’udienza preliminare per il crollo che il 31 gennaio 2009 colpì Castro Marina. Piazza Dante fu letteralmente divisa in due, da una parte le macerie di una decina di negozi e abitazioni, dall’altra la splendida piazzetta con vista mare. Il giudice dell’udienza preliminare Alcide Maritati ha ascoltato i legali di tredici dei quindici imputati, la discussione dei due avvocati non presenti è stata rinviata al 4 novembre a causa di un difetto di notifica. Si sono costituiti parte civile una ventina residenti dello stabile, mentre non si è costituito parte civile il Comune di Castro. I lavori di ampliamento e restauro che si sarebbero tenuti nei locali, secondo gli inquirenti, avrebbero indebolito la struttura causandone il crollo. Così Giuseppe Capoccia, pubblico ministero, ha chiesto il rinvio a giudizio dei proprietari di alcuni locali nella zona interessata dai lavori, i titolari della ditta che ha eseguito gli interventi, l’ex sindaco e i componenti della commissione edilizia che autorizzò gli interventi edili. Il provvedimento contiene i nomi di coloro che potrebbero essere rinviati a giudizio, tra cui ex amministratori pubblici, proprietari delle strutture e altre personalità coinvolte nella vicenda. L´ipotesi di reato è di disastro colposo. Ai fini dell´inchiesta è stata decisiva la consulenza redatta dai docenti Amedeo Vitone e Carlo Viggiani, dall’ingegnere Fabrizio Palmisano e dal comandante dei vigili del fuoco Pietro Foderà, periti della Procura, che hanno dichiarato, dopo la ricostruzione tridimensionale tramite scanner lising, come i lavori di scavo, troppo invasivi, abbiano compromesso la staticità degli edifici.
Jenny De Cicco
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Posted on 20 Ottobre 2011.
Di nuovo sbarchi di migranti sulle coste salentine e in numero consistente. Nella notte, infatti, oltre cento persone sono state condotte al Centro di Prima Accogglienza Don Tonino Bello di Otranto. Questa notte, infatti, alla Fraula, in località Porto Badisco a Otranto, sono stati intercettati dalla Guardia di Finanza numerosi clandestini a bordo di un grosso yacht di 18 metri. Il natante era stato intercettato dai finanzieri del gruppo Aeronavale di Taranto, e la Guardia di Finanza, dopo averlo bloccato, ha iniziato le operazioni di sbarco. Dalle indagini condotte a bordo è subito risultato chiaro l’utilizzo dello yacht come mezzo per il trasporto di clandestini e il traffico di esseri umani. L’imbarcazione è ora sotto sequestro presso il porto di Otranto. Gli immigrati giunti al centro erano circa un centinaio nella notte, ma sono diventati già 111 stamattina e si attendono altri arrivi nella giornata di oggi. Varie le nazionalità dei migranti: marocchini, tunisini, pakistani, iracheni, curdi ed afghani. Tra di essi vi sono anche donne e minori, ma nessuno presenta problemi sanitari. Intanto, la situazione al centro di accoglienza è critica. “Siamo in completo sovraccarico – spiega Raffaele De Cicco del Cpa Don Tonino Bello – basti pensare che abbiamo soltanto cinquanta posti letto per oltre cento persone. Ora si sta ancora procedendo alla identificazione (in settanta identificati nel primo pomeriggio, ndr) con la speranza che, entro stasera, dovrebbero ripartire. Dovrebbero mangiare per le 18 e partire subito dopo, ma non sappiamo se si farà in tempo. Intanto a noi mancano anche i materassi e servirebbero altri posti letto, perché ne abbiano solo cinquanta”.
Elio Paiano
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Posted on 19 Ottobre 2011.
Arrestate quattro persone per l’aggressione di una giovane 22enne di Giuggianello. Il presunto movente sarebbe un debito di droga. Una coppia di presunti spacciatori e due loro possibili complici hanno assalito una ragazza, finita in ospedale con ferite da arma da taglio. Questa, condotta presso il pronto soccorso di Scorrano la sera del 17 ottobre, ha permesso alle forze dell’ordine di far scattare subito l’indagine, che si è conclusa il giorno dopo con l’arresto in flagranza di reato degli aggressori e dei loro complici, imputati per tentata rapina aggravata, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestati G. M. S., 31enne di Poggiardo, domiciliato a Cerfignano, D.D.G., 36enne di Minervino, e la coppia F.P., 22enne di Casamassella e M.S.C, 21enne nata e residente in Svizzera, questi ultimi domiciliati ad Andrano. I conviventi si sono presentati a casa della giovane a Giuggianello, che ha opposto resistenza al loro ingresso in abitazione, ma l’hanno minacciata con un coltello, ferendola agli arti superiori. Il fratello della ragazza è intervenuto, bloccando i due aggressori, che hanno chiamato per nome i due complici i quali attendevano in macchina di intervenire. Infine, trovandosi l’abitazione della ragazza in pieno centro abitato, gli aggressori sono fuggiti per paura di essere sorpresi dai vicini. Le vittime dell’aggressione si sono recate in ospedale per le ferite della giovane. I medici del pronto soccorso, come da prassi in questi casi, hanno allertato i carabinieri della stazione di Scorrano, i quali hanno raccolto le deposizioni delle vittime, che ricordavano i nomi dei complici chiamati per dare manforte alla coppia di aggressori. Nelle indagini è stato necessario l’intervento delle stazioni di Muro Leccese e di Minervino, per rintracciare i quattro aggressori. Nel frattempo i due conviventi si sono rifugiati nell’abitazione di uno dei complici a Minervino, per evitare di essere arrestati. Identificato il rifugio, i tre sono stati arrestati e in seguito alla perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti un bilancino, della droga, materiale per il confezionamento delle dosi e contanti derivanti, si suppone, dall’attività di spaccio. I carabinieri sono risaliti anche al quarto uomo coinvolto nella vicenda, arrestandolo nella sua abitazione e mettendo la parola fine al terrore delle vittime.
Jenny De Cicco
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Posted on 19 Ottobre 2011.
Si aggravano le condizioni di uno dei due giovanissimi ragazzi coinvolti nell’incidente di via Mammacasella. Negli scorsi giorni, la notizia dell’ennesimo incidente che ha avuto come teatro via Mammacasella a Otranto ha fatto nascere le proteste di molti residenti del posto che, da anni, segnalano la pericolosità degli accessi da e per la Zona 167. Ora, le condizioni del ragazzo ferito, appena quindicenne, si aggravano. Il ragazzo aveva subito gravi ferite agli arti inferiori, causate dall’urto e dallo sfregamento sull’asfalto. Ora, dopo giorni di prognosi riservata, i medici sono stati costretti all’amputazione dell’arto ferito. Per il piccolo coinvolto nell’incidente, dunque, le conseguenze sono gravissime perché lo condanneranno a una invalidità permanente.
Elio Paiano
Posted in Cronaca, Primo Piano
Posted on 19 Ottobre 2011. Tags: associazioni ambientaliste, Energie rinnovabili, Forum Salento, impianti fotovoltaici, moratoria
Le associazioni ambientaliste salentine fanno sentire la loro voce andando contro il condono sulle energie rinnovabili. Ma sono a sostegno della proposta di moratoria richiesta, tra gli altri, anche da Confindustria. I firmatari di una nota alla stampa sono il Comitato Nazionale contro il Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, la Rete di Salvaguardia del Territorio, il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino di Maglie, il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento. Attualmente, viene attuata una forte incentivazione che porta solo disordine in termini di crescita del territorio. “Ѐ molto grave – si legge nella nota alla stampa – che il vigente sistema di incentivazione consenta e spinga i portatori di interessi puramente speculativi a devastare e distruggere l’ambiente, i territori, la natura e i paesaggi che tanta importanza hanno per un settore chiave dell’economia italiana come il turismo”. Gli ambientalisti chiedono quindi più controlli su progetti di eolico e fotovoltaico, in particolar modo per quelli industriali e la conseguente procedura di smantellamento per quegli impianti che risultano illegali. Chiedono anche sia che il governo centrale che garantisca e incentivi gli impianti fotovoltaici a norma, fabbricati con materiali non tossici e installati sui tetti degli edifici di recente costruzione, sia che si vieti l’installazione delle pale eoliche o di impianti fotovoltaici realizzati sia in mare che sulla terra ferma. “Solo l’idea di un volgare condono – si legge ancora – ci indignerebbe come cittadini di uno stato che voglia ancora dirsi uno stato di diritto”. L’associazione Forum Salento afferma inoltre che solo dopo aver saturato la potenzialità dei tetti si potrà tornare a valutare a livello governativo di cosa ha ulteriormente bisogno il paese in termini energetici da fonti rinnovabili.
Alessandro Conte
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Posted on 18 Ottobre 2011.
La polemica sull’Ato Le2 non si ferma e approda in Parlamento e alla Regione Puglia. L’onorevole Teresa Bellanova del Pd ha presentato un’interrogazione al ministro degli Interni Roberto Maroni e al ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, per richiederne l’intervento e la verifica di quanto emerso nella vicenda Ato Le2. Nella polemica si è inserito anche il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro, il quale ha chiesto la soppressione delle Ato in quanto centri di potere e di clientelismo.
“Quando si parla di gestione delle risorse pubbliche – scrive la Bellanova – la parola d’ordine deve essere trasparenza. Il consorzio ha scelto l’applicazione del regime contabile pubblico e pertanto dovrebbe obbligatoriamente attenersi nella predisposizione e approvazione degli strumenti finanziari e contabili a quanto dettato dal decreto legislativo 267 del 2000. Credo che su questo si debba chiedere obbligatoriamente chiarezza. A mio avviso, non si può derubricare questa richiesta come un fatto puramente personale, a maggior ragione quando il sindaco di Corigliano d’Otranto fin dal lontano 26 aprile 2010 ha denunciato approssimazione nel programmare e organizzare la gestione del servizio di igiene urbana, dimettendosi dalla carica di vice-presidente, diffidando Silvano Macculi e chiedendo insistentemente, sino a oggi, un’azione di controllo sull’operato del consorzio. L’ambito dell’organizzazione, gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani è un settore particolarmente delicato che interessa l’intera collettività, sia dal punto di vista della tutela ambientale e della salute, sia dal punto di vista prettamente economico, rispetto al quale sarebbe buona prassi mantenere un alto livello di vigilanza. In merito a un tema così rilevante, dunque, ritengo non sia consentito porre in deroga i principi di legalità, trasparenza e controllo dell’operato di tutti coloro che sono preposti ad assicurare un servizio alla comunità. Ecco perché ho deciso, nel rispetto di tutti i cittadini facenti parte dell’Ato Le2, di porre la questione direttamente sui tavoli ministeriali”.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Ottobre 2011. Tags: Castrignano dei Greci, Metadone, Overdose
Denunciato per detenzione e spaccio di stupefacenti dai Carabinieri di Martano un 36enne di Castrignano dei Greci. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per vicende simili, pare abbia avuto dei contatti con un ragazzo ricoverato presso l’ospedale di Scorrano, sospettato di avere assunto sostanze stupefacenti.
Così, ieri i Carabinieri della Stazione di Martano hanno concluso alcuni accertamenti che hanno portato alla denuncia dell’uomo. Le indagini sono partite in seguito al ricovero di un 23enne presso il nosocomio scorranese Veris Delli Ponti. Il giovane, castrignanese anche lui, è finito in ospedale in prognosi riservata a seguito di abuso di stupefacenti, nello specifico per overdose di metadone. I fatti risalirebbero all’8 ottobre e sono stati ricostruiti dai militari tramite l’analisi dei contatti e delle rete di frequentazioni del ricoverato con soggetti dell’area delle tossicodipendenze. La perquisizione effettuata dai Carabinieri al 36enne, scaturita dalle indagini, ha permesso di rinvenire un certo quantitativo di metadone e una dose di marijuana. Le sostanze sono state sequestrate.
Jenny De Cicco
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Posted on 17 Ottobre 2011. Tags: Carabinieri Martano, Marijuana, Martano
Coppia di Martano sorpresa a coltivare marijuana. È stata denunciata a piede libero una coppia di 25enni martanesi: ben dodici le piante di stupefacente trovate dai Carabinieri nella casa di Martano condivisa dall’uomo e la donna. Per i due venticinquenni sotto accusa è scattata la denuncia a piede libero. È accaduta durante un controllo effettuato dalle forze dell’ordine della stazione locale. Da tempo i due, D.V. e D.L., avevano insospettito militari, così ieri la perquisizione si è resa necessaria. L’intenso traffico di amici e conoscenti per l’abitazione e i movimenti sospetti hanno condotto i carabinieri dritti in casa dei due. L’ipotesi dei militari era che coltivassero piante di marijuana a fini di spaccio. La bravura dei due nel coltivare la particolare pianta li aveva portati ad avere piante alte e robuste, dodici piante da un metro ciascuna. Le piante avevano dato frutti, anzi fiori, e durante il controllo i carabinieri hanno trovato dosi per circa 50 grammi e ottanta semi pronti per dare nuovi arbusti, oltre al materiale per il confezionamento. Ora i due sono stati denunciati a piede libero, la droga e il materiale per la coltivazione e lo spaccio sono stati sequestrati, in attesa della distruzione, come d’obbligo in questi casi.
Jenny De Cicco
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Posted on 17 Ottobre 2011. Tags: Antonio Barba, Antonio Gabellone, erosione costiera
Il consigliere regionale Antonio Barba, richiama la Regione Puglia, accusata di assenteismo durante il tavolo tecnico provinciale contro l’erosione costiera del 14 ottobre. Tra i banchi di Palazzo dei Celestini, in cui si è visto il riavvicinamento tra Sib e Assobalneari, per far fronte comune contro l’immobilismo della Regione, da Bari è intervenuto in difesa delle coste salentine il consigliere regionale del PDL Antonio Barba, che ha tirato le orecchie alla giunta Vendola, assente al tavolo del presidente Antonio Gabellone. Barba ha proposto la nascita di un’azione regionale volta alla risoluzione del problema, causato dallo sbancamento delle dune. Considerando la vocazione turistica stagionale della regione, un’azione di controllo, prevenzione e risanamento costiero è la priorità che il governo della Regione deve svolgere, anche perché possiede i mezzi economici per farlo. “Vi è la disponibilità dei fondi Por da indirizzare al problema, ma pur potendo impiegare ingenti somme, non si riesce a mettere in moto la macchina burocratica – ha detto Barba, dichiarandosi d’accordo con Gabellone sulla necessità della nascita di un intervento-quadro delle coste, evitando provvedimenti tampone da affidarsi alle singole amministrazioni comunali – È tutto il sistema costiero che deve essere tutelato, nella sua integrità e nella sua bellezza, provando sempre e comunque a raggiungere ogni accordo possibile con le associazioni degli operatori turistici che, con le loro attività, offrono ai vacanzieri il primo biglietto da visita dell’accoglienza. È stato grave non vedere rappresentanti del governo regionale seduti al tavolo convocato dalla Provincia di Lecce, anche perché l’approccio alla questione è stato improntato non sullo scontro politico, bensì sulla volontà di dare risposte concrete su problematiche che riguardano tutti”.
Jenny De Cicco
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