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Ato Le2, Silvano Macculi risponde alle accuse e di dichiara disponibile a lasciare

Non tarda a giungere la risposta di Silvano Macculi, presidente dell’Ato Le2 ai sindaci che contestano il servizio. Dopo la lettera con l’accorata richiesta di dimissioni da parte di 15 sindaci di comuni dell’Ato, capeggiati dal primo cittadino Ada Fiore di Corigliano, la replica del diretto interessato era d’obbligo. I reclami sono stati pesanti, le recriminazioni forti, dovute anche all’assenza del Collegio Revisori e al fatto che la gestione stia contravvenendo a quanto disposto dall’articolo 227 del testo unico degli enti locali.

Oggi il Cda e l’assemblea dell’Ambito ha reso noto il conto consuntivo dell’Ato 2, che ha registrato un avanzo di 5 mila euro, respingendo le accuse delle 15 amministrazioni comunali contro la gestione Macculi.

Nel comunicato stampa dell’Ato si dichiara che i bilanci erano stati lasciati in sospeso in attesa di conoscere l’esatto importo dei finanziamenti regionali. Presenti all’incontro del 15 ottobre 27 sindaci, che hanno sostenuto Macculi. il presidente ha spostato sul piano politico la contestazione dei 15 sindaci, riconducendo la richiesta di dimissioni al buco da 7 milioni di euro in Provincia che lo ha visto nelle vesti di accusato e accusatore. Tuttavia, durante l’assemblea di ieri Macculi si è dichiarato disponibile ad abbandonare il suo ruolo di presidente, i lavori si sono chiusi con una nota del sindaco di Castro Luigi Carrozzo, scritta un mese fa, e che descrive come eccellente il ruolo di Macculi, molto impegnato, competente e capace di mediare, “per cui le sue dimissioni sarebbero solo un motivo di grosse difficoltà per la gestione dell’Ato”.

Jenny De Cicco

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Gli studenti del Capece protestano per un migliore trasporto di massa

Al liceo “Francesca Capece” un autunno caldo così non lo si era mai visto. Gli studenti sono in agitazione, ma non per qualche problema interno all’istituto, una scuola prestigiosa che raccoglie ragazzi dai più disparati luoghi della provincia, ma perché il trasporto non è adeguato alle loro esigenze. Dal prossimo lunedì, infatti, entrerà in vigore il nuovo regolamento che prevede le ore di sessanta minuti imposte dal Miur: questo provocherà dei disagi ai ragazzi che non torneranno a casa abbastanza in fretta per poter svolgere i compiti per il giorno dopo, a meno che non si troverà una soluzione concertata con le aziende private che si occupano del trasporto degli studenti, perché è con loro che il disagio è sorto. Così, gli studenti del Capece hanno dato vita a una manifestazione pacifica, che ha raccolto il plauso del preside Roberto Muci, sia per le modalità in cui si è svolta, sia per la causa, che sarà appoggiata dalla dirigenza scolastica giustificando l’assenza. Sono stati 1200 gli studenti che non sono entrati, e hanno raccolto 550 firme per la loro causa, supportate da 71 dichiarazioni scritte da parte dei genitori, in cui sono riportate le motivazioni del disagio provocato dai mezzi di trasporto. Il comitato studentesco ha emanato un documento in cui si spiega che gli studenti non trovano il servizio di trasporto tale da farli rientrare nei propri luoghi di provenienza in orario opportuno per poter assolvere agli impegni scolastici del giorno successivo. Alcune aziende di trasporto private effettuano una sola corsa di rientro, il lunedì e il mercoledì alle ore 14,20 e negli altri giorni alle ore 13,20, mentre gli studenti del triennio terminano le lezioni ogni giorno tra le 12,05 e le 13,05, quelli dell’Internazionale Spagnolo usciranno dalle tre alle due volte a settimana alle 14,05, quelli dello Scientifico Brocca e del Linguistico Brocca usciranno alle 14,05 dalle quattro alle cinque volte a settimana, quelli del Classico usciranno dalle due alle tre volte a settimana alle 14,05. Una bella gatta da pelare, ma ci si augura, per il bene dei ragazzi che si giunga a una soluzione.

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Otranto, incidente su via Mammacasella

Un incidente grave si è verificato ieri presso l’intersezione di via Mammacasella su via Alimini a Otranto. Il tratto, prospiciente all’Eurospin, è da sempre molto pericoloso. Gli attraversamenti da e per via Mammacasella, infatti, sono molto pericolosi per via della scarsa visibilità e della insufficiente illuminazione notturna. Diversi anni addietro, sullo stesso tratto, morì un giovane idruntino che attraversò via Alimini uscendo da via Mammacasella. Nel caso di ieri, due ragazzi sullo scooter hanno attraversato, di fronte al supermercato per immettersi su via Mammacasella e sono stati travolti da un’auto. Uno dei due ragazzi ha subito delle gravi ferite agli arti inferiori ed è ora ricoverato presso l’ospedale di Scorrano. Il tratto in questione, ancora una volta, mostra la sua pericolosità. Tutta via Mammacasella, infatti, necessita di interventi per via della poca illuminazione e della sede stradale molto rovinata. Ma è, in generale, l’area che permette l’accesso e l’uscita dalla Zona 167 che andrebbe ripensata, soprattutto per gli attraversamenti. In questa zona abita oltre un quarto della popolazione cittadina, ma uscire a piedi, d’estate e d’inverno, da quel quartiere è un’impresa rischiosa. Non solo, gli ingressi con i veicoli, sia fatti dal rondò, che da via Mammacasella, sono pericolosi e poco segnalati per chi giunge da via Alimini. L’estate, gli incidenti e le incomprensioni tra automobilisti sono numerosissime. Tutta l’area, dunque, come dimostrato dal recente caso di cronaca, va ripensata nei suoi accessi con una diversa e più fruibile canalizzazione.

Elio Paiano

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Incendio agli Alimini

Un vasto incendio ieri a Otranto domato, solo in piena notte, che ha rischiato di distruggere l’intera pineta di Alimini. Un incendio che ha divorato oltre un centinaio di ettari di macchia mediterranea, pineta, fragmiteto e habitat prioritari del Sic di Alimini è stato domato solo nella scorsa notte dopo diverse ore. Il vasto incendio, con tutta probabilità di origine dolosa, ha interessato una vasta porzione di Alimini, partendo dalla zona Pagliarone per allargarsi verso i laghi. Non ha raggiunto la grande pineta sulla costa solo grazie all’intervento dei volontari dell’Aref (di supporto ai forestali) e di quelli di Protezione Civile e Misericordia di Otranto. I vigili del fuoco e i fire boss, infatti, erano tutti impegnati nell’incendio di Torre Veneri. Insomma, un sacrificio importante dei volontari e dei cittadini che sono accorsi sul luogo che ha permesso ai forestali ed ai vigili del fuoco di domare un incendio che minacciava l’intero territorio a Nord di Otranto. Ma ora il problema è sotto gli occhi di tutti e il sindaco di Otranto lancia un appello. “Ho il fondato sospetto che questi incendi siano di origine dolosa – ha detto Luciano Cariddi – perché è difficile che partano degli incendi spontanei in questa stagione. Del resto è facile chiedersi come mai queste aree si incendiano ora e non in pieno agosto, quando il pericolo è maggiore per via del caldo e delle numerose persone che frequentano la zona e che creano, naturalmente, maggiori situazioni di rischio? Tuttavia, la legge è chiara e noi l’applichiamo con zelo: ogni area che subisce incendi rientra nel catasto incendi e resta vincolata e per dieci anni. Se l’origine dolosa delle fiamme è dovuta all’intenzione di costruire nelle aree agricole, ciò sarà impossibile. Nello stesso tempo, però servono maggiori risorse per la prevenzione e per la salvaguardia delle aree, basti pensare che i vigili del fuoco sono dovuti giungere a Otranto da Ugento, a tarda notte, per via degli altri incendi nel Nord del Salento. È difficile ormai, con risorse così ridotte, salvaguardare il territorio. Così dobbiamo ringraziare ancora una volta, i volontari della Misericordia e della Protezione Civile se l’incendio non ha avuto conseguenze più disastrose, perché quell’area è abitata e il pericolo per l’incolumità delle persone è molto serio”. Per questa volta, comunque, non c’è stata nessuna vittima, ma se lo stesso incendio dovesse partire d’estate si tratterebbe, a questo punto, di una tragedia annunciata.

Elio Paiano

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Carabinieri coinvolti in un incidente sulla Statale 16

Incidente ieri mattina sulla statale 16 Maglie-Lecce in direzione Maglie nei pressi del centro commerciale Leclerc. Coinvolti tre carabinieri di Maglie. La civetta dei carabinieri è stata tamponata, è uscita di strada e si è ribaltata più volte. Tre carabinieri sono finiti in ospedale, ma le loro condizioni non sono gravi. Tra i protagonisti della vicenda il maggiore Andrea Azzolini, comandante della compagnia dei carabinieri di Maglie, il tenente Rolando Giusti, capo del Nucleo Radio Mobile e un appuntato della stessa compagnia, che si trovava alla guida dell’auto. Un’automobile che precedeva la macchina dei militari ha frenato all’improvviso, e la Punto dei carabinieri ha rallentato bruscamente la marcia, finendo tamponata da una Citroen C3. L’urto con la Citroen ha fatto perdere il controllo ai militari, tanto che la loro macchina ha scavalcato il guardrail, e si è ribaltata finendo sul fianco sinistro. Diverse ambulanze del 118 hanno raggiunto il luogo dell’incidente, trasportando i feriti presso il pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce. Sul posto le pattuglie dei carabinieri e della polizia stradale hanno effettuato i rilievi di rito, il traffico ha subito rallentamenti. I tre feriti sono stati sottoposti a radiografie e a tutti gli accertamenti necessari, nessuna ferita o lesione grave, ma la prognosi è di 4 o 5 giorni.

Jenny De Cicco

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Rifiuti: due denunce per interruzione di pubblico servizio

Niente raccolta dei rifiuti, intervengono le forze dell’ordine. I carabinieri della stazione di Poggiardo hanno denunciato il 6 ottobre per interruzione di pubblico servizio G.M, rappresentante legale dell’impianto “Progetto ambiente” della discarica di Poggiardo, 37enne di Mesagne, e R.L., 38 anni, di Triggiano, responsabile della società “Lombardi Ecologia”, per non aver assicurato lo smaltimento rifiuti ai comuni che necessitavano del conferimento. L’intervento dei carabinieri si è reso necessario in seguito alla chiamata dell’assessore all’Ambiente di Poggiardo Alessandro De Santis. La mattina del 5 ottobre a Poggiardo, come in altri Comuni dell’Ato Le2, tra cui anche Otranto e Uggiano la Chiesa, i rifiuti sono rimasti in strada per la terza volta in 5 mesi. Era stata disposta la chiusura dell’impianto di biostabilizzazione, sito sulla strada provinciale Poggiardo – Giuggianello, attraverso un fax che recava la lista delle amministrazioni morose per importi superiori a 100mila euro, per i quali non si sarebbero dovuti aprire i cancelli per lo smaltimento.

Il Comune di Poggiardo non figurava sulla lista, quindi non era in stato di morosità, e così si è attivato l’assessore De Santis, che si è messo in contatto telefonico sia con l’impresa incaricata della raccolta, che ha confermato la comunicazione di chiusura, che con l’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo, gestito da Progetto Ambiente, che smentiva la chiusura. Una volta chiarita la posizione del comune di Poggiardo la ditta incaricata ha proceduto nello stesso pomeriggio alla raccolta dei rifiuti dalle strade di Poggiardo e Vaste.

Jenny De Cicco

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My Fido, a Melpignano si lotta contro il randagismo

Più attenzione per gli animali, e soprattutto per i cani. Torna per la seconda edizione My Fido, kermesse organizzata dall’Oipa di Lecce, con l’aiuto del comune di Melpignano e quest’anno anche della fondazione “Le Costantine” di Casamassella, oltre che molti altri enti e associazioni. Alle 17 a Melpignano, presso il convento degli Agostiniani, si tiene il seminario dal titolo “Cani, prevenzione e territorio: prodromi ed esempi pratici per una prevenzione dell’abbandono sempre più efficace”, in cui interverranno Rosalba Matassa del Ministero della Salute, Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano, Luigi Perrone, presidente dell’Anci Puglia, Fabrizio Santorsola, titolare del Sisina Beach di Savelletri, Raffaele Bello, presidente provinciale dell’Oipa. Verrà allestita nel convento anche un’esposizione dei dipinti della pittrice salentina Antonella Saraceno che, peraltro, omaggerà Santorsola, il primo ad aver dedicato uno stabilimento balneare agli amici a quattro zampe, con un suo dipinto dedicato a chi sta dalla parte degli animali. Purtroppo per chi le attendeva, saranno rimandate, a causa delle previsioni di maltempo, le altre attività all’aria aperta, come il dog walking presso “Le Costantine”, la gara canina di bellezza con dei giurati d’eccezione, i bambini della quinta dell’istituto comprensivo di Melpignano, e le dimostrazioni tra cui quella di sledog, la corsa coi cani da slitta. “Come l’anno scorso – racconta il primo cittadino di Melpignano Ivan Stomeo al settimanale Belpaese – abbiamo sposato l’iniziativa che ci è stata proposta dall’Oipa, e ci siamo messi a disposizione dell’associazione, attraverso le nostre strutture. Ci crediamo tanto a questo progetto e sposiamo da sempre politiche di prevenzione al randagismo”. Si tratta per Melpignano di un’iniziativa di destagionalizzazione, che l’anno scorso a portato a un migliaio di presenze di appassionati provenienti da tutta la Puglia e la Basilicata.

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Guai per droga per due minori di Vignacastrisi

Sorpresi con la droga in tasca dai Carabinieri della sezione di Poggiardo due minorenni di Vignacastrisi, entrambi studenti. È successo nella tarda serata di ieri, i Carabinieri di Poggiardo hanno arrestato in flagranza di reato un minorenne e deferito l’altro minore. Quello dei due in possesso della maggiore quantità, 45 grammi di marijuana, è in arresto presso il centro di Prima Accoglienza dei Minori, l’altro è stato deferito in quanto recava con se solo un piccola quantità, per l’esattezza 7 grammi. La droga è ora sotto sequestro.

Jenny De Cicco

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Uggiano senza raccolta degli Rsu

Ancora disagi per la raccolta dei rifiuti a Uggiano la Chiesa. Ieri nel comune salentino non si è tenuta la raccolta dei solidi urbani. “Noi siamo in regola con i pagamenti – riferisce il sindaco Salvatore Piconese in una nota sul profilo Facebook – chiedo che si aprano i cancelli almeno per noi. Siamo impegnati per la risoluzione del problema con gli enti preposti. Ciò mi impedisce di partecipare all’assemblea nazionale Anci, ma per la mia comunità questo è un passaggio politico importante. Ho chiesto l’apertura dei cancelli della discarica di Poggiardo per il mio comune”. Come annunciato nei mesi scorsi, la Progetto Ambiente di Poggiardo chiude i cancelli del proprio impianto ai comuni dell’Ato Le 2 morosi, ma l’azione ha colpito anche coloro che hanno onorato gli impegni contrattuali. Da Poggiardo fanno sapere che non ci sarà conferimento finché la ditta appaltatrice non riceve i versamenti arretrati da parte di tutti i comuni. Un “ricatto” nei riguardi anche di quei comuni in regola con i pagamenti, con l’interruzione di un servizio pubblico fondamentale per l’immagine e la salubrità del Salento. “Abbiamo saldato le nostre quote fino al 31 agosto – rincara Piconese – manca solo fisiologicamente settembre”. Il primo cittadino ha sentito ieri il presidente dell’Ato Le 2 Silvano Macculi, che lo avrebbe rassicurato del fatto che oggi i comuni adempienti non avrebbero subito disagi. Intanto l’assessore regionale Lorenzo Nicastro informa dell’eventuale dismissione delle Ato, con il conseguente ritorno alle competenze comunali della gestione rifiuti.

Jenny De Cicco

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Marijuana? “No, pomodori”. Ma i carabinieri scoprono il trucco

“Piante di marijuana? No, papà, sono nuovi pomodori a grappolo. Varietà spagnola”. Questa la spiegazione che pare essere stata data all’anziano padre da M.L., 47 anni, disoccupato originario di Maglie fermato per presunta coltivazione di marijuana a fini di spaccio. Tra i filari di vite, nelle campagne di famiglia, pare che l’uomo fosse riuscito a coltivare piante di cannabis, tre per la precisione, alte oltre 3 e larghe 2,5 metri, per un totale di oltre 30 chilogrammi di arbusti. Il padre pare gli aveva creduto, anche se il sospetto restava comunque: non aveva mai visto piante di pomodori del genere: nulla di esse ricordava le piante dal frutto tondo e rosso, e infatti si trattava proprio di marijuana. Ma a un figlio si è disposti a credere, e l’anziano non si è fatto ulteriori domande, almeno finché non sono arrivati i carabinieri del comando di Maglie, che hanno sventato l’inganno. Per il 47enne sono quindi scattate le manette e l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio. L’arresto è avvenuto dopo un controllo negli agri magliesi, grazie al quale, giorni prima, i militari avevano notato le piante sospette. D’intesa con il magistrato di turno, l’uomo è stato condotto presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Sarà difeso dall’avvocato Raffaele Di Staso.

Jenny De Cicco

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Torre dell’Orso, due incendi in poche ore

Fuoco a Torre dell’Orso. Nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle 15, due incendi hanno colpito alcune zone nei pressi di Torre dell’Orso, marina di Melendugno. Il primo, più ridotto, ha interessato l’area di fronte l’hotel villaggio “Barone di Mare”, l’altro, più esteso, è divampato, poche ore dopo, nell’area prospiciente l’hotel villaggio “La Brunese”. L’allarme è stato dato da alcuni residenti che avevano notato il fumo lungo il parco della pineta che da Torre dell’Orso porta verso Sant’Andrea. Quindi sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco di Lecce e di Maglie, con due autobotti, che hanno circoscritto e spento l’incendio. Ma quasi a lavori terminati, dopo circa due ore, è divampato il rogo più grave che ha interessato una vasta zona di campagna situata di fronte “La Brunese”. Diversi ettari di macchia mediterranea e canneto sono andati distrutti, inoltre le fiamme hanno lambito diverse abitazioni, generando non pochi timori tra i residenti. Sul posto sono intervenute tre squadre di vigili del fuoco, due operai del settore forestale della Regione Puglia, i volontari della protezione civile di Melendugno e gli agenti del Corpo forestale dello Stato. L’intervento è proseguito per ore. Il lavoro è stato particolarmente difficoltoso, poiché il forte vento da sud-ovest ha alimentato le fiamme e rallentato le operazioni di tutte le forze impegnate sul campo. Date le difficoltà e l’estensione del fronte dell’incendio, è stato richiesto l’intervento di un Canadair, ma fino a tarda ora non c’è stata possibilità di ottenere il supporto aereo. Secondo i primi accertamenti compiuti dalla stazione dei carabinieri di Melendugno, le cause del primo incendio sarebbero ignote, ma non si esclude il dolo. Invece il secondo sarebbe stato dovuto all’abitudine di bruciare le sterpaglie per preparare i terreni alla raccolta delle olive, nonostante le ordinanze emesse dal Comune di Melendugno che ne vietano la pratica.

Serena Cappello

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Melendugno, la scuola elementare apre regolarmente

A Melendugno la scuola elementare aprirà i battenti il 19 settembre. Non sarebbe una notizia, se lo scorso anno scolastico si fosse chiuso nel migliore dei modi. Un cedimento strutturale nel palazzo che ospitava l’istituto d’istruzione primaria ha portato a un problema e alla sua risoluzione. Inizialmente alcune classi sono state ospitate presso l’ex mattatoio, oggi museo, ma i ragazzi ne hanno risentito per la presenza di cattivi odori. Nel frattempo il Comune, con grandi sforzi, ha ricercato una soluzione definitiva ed è stato realizzato un plesso vicino alla scuola media. La scorsa settimana si è tenuta una riunione tra l’amministrazione comunale e i dirigenti scolastici per discutere dell’iter di risoluzione del problema. “L’ex mattatoio”, esordisce infatti il vicesindaco Mauro Russo, “è una struttura comunale che lo scorso anno fu utilizzata, per un brevissimo periodo, per ospitare alcune classi dopo il cedimento della scuola. L’istituto precedente era una struttura antichissima, e già nel 2010 aveva subito la riparazione del solaio dopo un crollo e l’attestazione di pericolosità da parte del responsabile della sicurezza, che lo etichettò come un immobile fortemente a rischio. Così è sorta la necessità di reperire un locale, individuato nell’ex mattatoio, ma una parte dei muri emanava un cattivo odore, così si è deciso di spostare i bambini presso altra sede con un doppio turno di lezioni”. Il Comune ha fornito quindi 500mila euro del bilancio per dieci nuove aule, di cui 7 praticamente complete e 3 da sistemare entro l’anno venturo. Intanto dalla scuola media si sono recuperate 6 aule modernissime e si è provveduto alla pulizia dell’ex mattatoio, ora risanato dopo la rimozione di conci impregnati su cui sono in corso le analisi. I genitori sono comunque ancora perplessi per lo stato dell’ex mattatoio, ma in ogni caso i bambini non torneranno lì.

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