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Giovane suicida a Scorrano, oggi i funerali

Antonio Maggio se n’è andato in silenzio, con un funerale che si è tenuto a Scorrano nella chiesa madre, tra parenti e amici e i tanti concittadini che lo conoscevano. Antonio, 29 anni, artigiano di pietra leccese, si è suicidato ieri, lasciando un biglietto ai propri cari, in cui ha spiegato il suo gesto, dovuto a quanto pare al problema del lavoro, che lo accomuna ai tantissimi giovani che non riescono, pur tentando, a trovare la propria strada. Antonio Maggio aveva perso il padre un anno fa e viveva con la madre e il fratello minore: da due mesi era senza lavoro, ma non aveva smesso di cercare. Gli scorranesi lo descrivono infatti come un bravo ragazzo molto volenteroso: purtroppo, Antonio non solo non ce l’ha fatta a trovare un nuovo lavoro, ma non ce l’ha fatta più a vivere. È stato trovato impiccato dai suoi cari, dopo che non era sceso al mattino per la prima colazione, lasciando un enorme vuoto tra chi gli ha voluto bene. In questi casi ci si ritrova sempre a chiedersi il perché di una morte iniqua, prematura, innaturale com’è innaturale a un genitore sopravvivere al proprio figlio. E viste le ragioni di questo suicidio la tristezza diventa ancora maggiore: è triste pensare che il lavoro non sia più quello su cui si basa la nostra repubblica, come afferma la Costituzione Italiana, ma una ragione per cui togliersi la vita.

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Ex Lsu scendono in piazza per lo stipendio

I lavoratori Intini, ex Lsu delle scuole, da questa mattina sono in sit-in di fronte alla sede leccese dell’azienda. A comunicarlo Dario Cagnazzo segretario della Federazione Sindacati Indipendenti con una lettera inviata alla direzione della ditta e, per conoscenza al prefetto, al dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, al consorzio nazionale servizi, al Miles e alla questura di Lecce: “Da circa un anno la Intini source -scrive Cagnazzo- che ha alle proprie dipendenze circa 400 lavoratori, eroga gli stipendi in forte ritardo (a volte anche dopo due mesi), mettendo in serie difficoltà economiche gli stessi lavoratori che non riescono più a garantire il minimo indispensabile alla loro famiglia. Un atteggiamento che prosegue nonostante l’impegni assunti presso la Prefettura di Lecce il 10 febbraio scorso secondo i quali sia il Consorzio Miles che la Intini si erano impegnati a risolvere, nel più breve tempo possibile, il problema del ritardato pagamento delle competenze stipendiali, impegno riconfermato anche il 16 febbraio, quando gli stessi lavoratori si erano nuovamente recati presso la sede della ditta a Lecce per rivendicare il pagamento dello stipendio”. Visto che i lavoratori ad oggi, conclude Cagnazzo, “continuano a subire tale comportamento omissivo non avendo ancora ricevuto lo stipendio del mese di febbraio si comunica che da questa mattina dalle 9,30, i dipendenti effettueranno un sit-in preso la sede di Lecce in via Don Bosco, e vi rimarranno sino a quando non sarà versato loro quanto dovuto. Allo stesso tempio i lavoratori, sino a quando non riceveranno lo stipendio, garantiranno i servizi minimi essenziali sul posto di lavoro”.

Maurizio Tarantino

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17 uomini sbarcati a Otranto

Riprendono gli sbarchi sulle coste salentine. Il bel tempo favorisce le traversate della speranza, in questi giorni sono ripresi gli sbarchi a Lampedusa e dopo una breve pausa anche nel Salento.
A pochi chilometri da Otranto in località Orte, nel tardo pomeriggio di ieri, sono approdati 17 migranti.
I profughi sono tutti maschi e maggiorenni. Gli uomini sarebbero salpati dalla Grecia col fine di arrivare in Italia, sono tutti in ottime condizioni, considerando l’apprensione generata in questi casi dai migranti, aumentata anche dai recenti avvenimenti di Lampedusa e il ritrovamento di 5 cadaveri a bordo di una barca clandestina.
Quasi tutti gli extracomunitari si sono dichiarati di provenienza pachistana e del Bangladesh.
Dopo essere approdati, i diciassette sono stati avvistati in piccoli gruppi, recuperati e radunati sono stati accompagnati presso il “Don Tonino Bello” di Otranto, in attesa del procedimento di rito e che il ministero dell’Interno disponga eventuali trasferimenti, in altri centri.
La Guardia di finanza di Otranto prosegue con le ricerche lungo le coste per intercettare le tracce dell’imbarcazione e accertarsi che non sia rimasto nessuno a bordo del natante.

Jenny De Cicco

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Tricase: pedone investito in pieno centro

Scooter investe un pedone in pieno centro. L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in corso Apulia, nei pressi del distributore di carburanti Total.
Il pedone, che stava attraversando regolarmente sulle strisce pedonali, è stato investito dallo scooter guidato da un ragazzo di Tricase.
Il conducente del mezzo, dopo aver investito il pedone, ha perso il controllo dello scooter ed è caduto rovinosamente sull’asfalto.
Alcuni passanti, che hanno assistito alla scena, dopo essersi accertati delle condizioni dei due uomini coinvolti nell’incidente, hanno allertato il personale del 118 e le forze dell’ordine, che sono intervenuti prontamente sul posto.
I due sono stati condotti presso l’ospedale Panico di Tricase. L’incidente poteva avere conseguenze ben peggiori. Fortunatamente, gli accertamenti, che per il conducente del mezzo si sono protratti fino a tarda serata, avrebbero escluso, per entrambi, ferite gravi.

Antonella Cazzato

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Villa Convento, animali morti nei pressi di impianti fotovoltaici

A Villa Convento – frazione di Lecce – nei giorni scorsi, alcune pecore e capre sono morte dopo essere state portate al pascolo nei pressi di impianti fotovoltaici e industriali. La correlazione tra la morte di questi animali e la presenza dei suddetti impianti sarebbe da ricercare nell’uso di diserbanti in quella zona. Il dubbio è stato posto dal “Comitato contro il fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi”, che ha anche presentato un appello a tutte le istituzioni, a partire dalla Regione fino alle Asl e Arpa affinché vengano rimossi i pannelli fotovoltaici e si ritorni alla situazione preesistente. L’Asl ora sta appurando il possibile collegamento o meno tra il decesso e l’uso di sostanze tossiche.
Inoltre, la preoccupazione è che questi pericoli, vista l’emergenza sanitaria, possano estendersi fino ad arrivare all’uomo. “E le persone che vivono in quei luoghi? – scrive il comitato – Non potrebbero essere a rischio avvelenamento anche esse a causa dei diserbanti che vi vengono adoperati e gettati in dosi massicce. E se i diserbanti penetrassero nelle falde acquifere? E se inquinassero i cibi che la gente mangia?”. C’è anche da segnalare che le crescenti preoccupazioni si stanno estendendo in tutta la penisola. A testimonianza di questa forte ed estesa protesta, è stata presentata giorni fa dal comitato nazionale e da altre 20 associazioni italiane una denuncia scritta ai ministri della Salute, Renato Balduzzi, e dell’Ambiente, Corrado Clini, dove si sottolineava la grave emergenza sanitaria nazionale e il conseguente rischio per la salute dell’uomo e per l’ecosistema ove vi sono impianti fotovoltaici ed eolici. Il “Comitato contro il fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi” precisa che “il fotovoltaico va ubicato solo e soltanto sui tantissimi tetti degli edifici più recenti, suoli questi inutilizzati e biologicamente morti e in nessunissimo altro luogo, nessuno al di fuori delle aree industriali”.
Dunque la battaglia contro i diserbanti e le altre forme di inquinamento associate alla vicinanza degli impianti industriali fotovoltaici continua, con la speranza che si arrivi a una soluzione.

Alessandro Conte

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Tricase: tragico infortunio sul lavoro. Due gli imputati

Il processo, a carico di Davide Scarantino e Luca Luigi Sergio, si aprirà il prossimo 5 giugno di fronte al giudice monocratico del Tribunale di Tricase.
I fatti risalgono al 29 settembre 2010, quando Lisa Paola Picozzi, ingegnere trentunenne di Milano, precipitò dall’altezza di alcuni metri morendo sul colpo.
La vittima stava effettuando un sopralluogo tecnico per l’installazione di pannelli fotovoltaici per conto dell’azienda milanese Sun System sul solaio di un capannone industriale di proprietà della ex Selcom, società del gruppo Adelchi.
Le indagini della Procura si erano concluse con la sola incriminazione di Davide Scarantino, amministratore delegato della Sun System, l’azienda milanese per cui lavorava la vittima, evidenziandone le responsabilità, poiché, a seguito di rilievi e accertamenti, avrebbe dovuto stabilire in anticipo la pericolosità del solaio del capannone. Per Luca Luigi Sergio, legale rappresentante della ex Selcom, proprietaria dell’immobile, in un primo tempo era stata presentata una richiesta di archiviazione, alla quale però i genitori della vittima si erano fermamente opposti per il tramite del loro legale, l’avvocato Massimo Bellini.
L’accusa, per entrambi gli imputati, è di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.
La Procura dovrà inoltre valutare la posizione di Sergio Adelchi, patron dell’omonimo gruppo e socio della ex Selcom, proprietario insieme al figlio del capannone industriale e finora rimasto fuori dall’inchiesta. La denuncia depositata dal legale della famiglia della vittima chiede, infatti, che vengano accertate anche per lui le responsabilità per i reati di omicidio colposo e violazione delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Antonella Cazzato

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L’uomo il miglior nemico del cane

Una fine lenta e dolorosa. Era questa la tortura che, da almeno due giorni, una meticcia di grossa taglia si infliggeva in maniera inconsapevole e tragica. Legata con una cordicella ad un palo del guardrail sulla statale 16, all’altezza della complanare di Melpignano, la cagna, nel corso delle ore, aveva provato in tutte le maniere a liberarsi ma così facendo non aveva fatto altro che acuire le proprie sofferenze provocandosi una profonda ferita alla gola e rischiando di decapitarsi. Una scena raccapricciante notata da un passante che ha l’attività commerciale nella zona e che ha subito chiamato il veterinario magliese, Renato Faggiano. Il dottore, accorso sul posto, ha liberato immediatamente l’animale e lo ha trasportato d’urgenza presso il proprio studio per le cure del caso. Rimane il dubbio che chi ha abbandonano la povera cagna abbia agito incoscientemente anche se le conseguenze del gesto restano ingiustificabili. La meticcia è stata operata d’urgenza: il veterinario, dopo aver addormentato l’animale, dapprima ha ripulito la zona intorno al collo quindi è intervenuto ricucendo con numerosi punti la profonda ferita. Adesso la meticcia è in convalescenza ma nel giro di una decina di giorni dovrebbe essere nuovamente in grado di riprendere una vita normale. Ora però è alla ricerca di un’adozione, di un padrone che possa darle l’affetto perduto trattandola con dignità e rispetto. Per informazioni si può contattare il dottore Faggiano al 333.9888300.

Maurizio Tarantino

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Tricase: nuovo episodio di evasione fiscale

Nuovo controllo della Guardia di Finanza di Tricase nell’ambito delle operazioni, condotte in tutto il territorio del Sud Salento, per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale.
A finire nei guai, questa volta, una ditta situata nei dintorni di Miggiano, che, sulla base dei controlli contabili effettuati, avrebbe commesso un’evasione fiscale pari a circa 700mila euro.
La ditta, specializzata nella produzione di prodotti di pasticceria e da forno, pur essendo registrata regolarmente, avrebbe, infatti, omesso di presentare le dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e indirette relative all’anno 2007. Pertanto, per l’anno in questione, il proprietario è stato dichiarato evasore totale.
Dai controlli effettuati dalle Guardia di Finanza, inoltre, è emerso che la ditta, pur presentando per gli anni successivi al 2007 la dichiarazione dei redditi, avrebbe omesso di dichiarare dal 2007 al 2010 ricavi che ammonterebbero complessivamente a oltre 700mila euro.

Antonella Cazzato

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Controlli a largo raggio: settanta multe per violazione del Codice della strada

L’ultimo largo raggio effettuato nei giorni scorsi dai carabinieri della Compagnia di Tricase ha permesso di elevare settanta contravvenzioni al codice della strada per mancato uso delle cinture di sicurezza, uso dei cellulari senza auricolare e guida in stato di ebbrezza.
Il servizio, finalizzato soprattutto al contrasto del fenomeno delle stragi del weekend e alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha interessato i 18 comuni del territorio di pertinenza della Compagnia di Tricase.
Nel complesso, sono stati controllati oltre centonovanta mezzi, tra ciclomotori, motocicli, autovetture e camion per un totale di duecentoventisette persone identificate. Tra queste, ben nove sono state trovate positive al test dell’etilometro. Per loro è scattata la denuncia all’autorità competente e l’immediato ritiro della patente di guida.
Alto anche il numero delle persone segnalate all’autorità amministrativa competente perché trovate in possesso di sostanze stupefacenti, non a scopo terapeutico. Al termine delle perquisizioni effettuate, sono stati sequestrati in totale 25 grammi e 200 semi di marijuana.

Antonella Cazzato

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Nuovo sbarco di clandestini nel sud Salento

Ancora clandestini sulle coste del sud Salento. L’ultimo sbarco risale alla notte tra venerdì e sabato. Sul fare dell’alba, infatti, lungo la costa all’altezza di Marina Serra (Tricase), è avvenuto lo sbarco di 19 migranti, tutti uomini, di nazionalità presumibilmente afghana e pakistana.
Il gommone su cui viaggiavano era stato precedentemente individuato dagli uomini della Guardia di Finanza in servizio nella zona del Canale di Otranto.
In particolare un guardacoste aveva riferito della presenza del mezzo nautico, che si dirigeva presumibilmente dalle coste greche verso quelle pugliesi.
Costantemente monitorato, il gommone raggiungeva infatti le coste nei pressi di Marina Serra, dove a sbarco avvenuto, si allontanava a forte velocità.
Sul luogo dello sbarco sono prontamente intervenuti i finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, che hanno provveduto ad individuare i 19 migranti. Via mare, invece, le unità navali della Guardia di Finanza, del Gruppo Aeronavale di Taranto e del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, dopo essersi assicurati della messa in sicurezza dei migranti, si sono lanciati all’inseguimento del gommone, senza riuscire però a raggiungerlo e bloccarlo.
Anche quest’operazione si è svolta nell’ambito dell’operazione congiunta Aeneas 2012, condotta dall’Agenzia Europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea (Frontex), che vede il coinvolgimento dei mezzi aeronavali della Guardia di Finanza e di altri paesi europei, coordinati dal Gruppo Aeronavale di Taranto.
L’obiettivo è quello di ridurre e contrastare i flussi migratori clandestini in direzione dei litorali di Puglia e Calabria.
I clandestini, tutti in buone condizioni di salute, sono stati accompagnati al centro di prima accoglienza di Otranto “Don Tonino Bello” per le procedure di identificazione e le operazioni di rito.

Antonella Cazzato

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Tondo denuncia: “La Kater cade a pezzi”

Pierpaolo Tondo, politico di rilievo del Pdl otrantino, consigliere comunale d’opposizione e collaboratore dell’ex ministro Angelino Alfano, lancia l’sos per l’opera L’Approdo con delle foto e un post su Facebook.
Il 20 febbraio scorso, a poco più di un mese dall’inaugurazione dell’opera, correda un’immagine con il post “Arte in gabbia e a pezzi o degrado? A meno di un mese dall’inaugurazione del monumento all’umanità migrante, ne documentiamo lo stato. Credo che ogni parola di commento sia superflua”.
Nelle foto si vede l’opera tutta intorno transennata e circondata da pezzettini di vetro e ferro arrugginito cadente.
Si è scatenato il dibattito.
Presenti circa una quarantina di risposte che denotano come nella cittadina di mare non tutti abbiano accolto bene il relitto e alcuni non si siano ancora abituati.
Per il consigliere Leonardo Salzetti l’opera è brutta, un inutile spreco di denaro pubblico scaturita dalla volontà di pochi, anzi di uno solo, il sindaco Luciano Cariddi, mentre per alcuni semplici cittadini è solo brutta e per altri ancora è solo costosa, ma nel complesso c’è anche chi l’opera la difende, per il carico di valore simbolico e l’importanza dell’autore, Kostas Varotsos.
Nella discussione il punto fermo era però la manutenzione dell’opera e come scrive Tommaso Farenga: “Ma mi domando se l’opera è brutta o se manca semplicemente una manutenzione. Secondo me l’opera è apprezzabile e occorre un piano di gestione del sito e di contestuale valorizzazione. Se lo facciamo costruiamo e non demoliamo. E Otranto cresce”.
Pierpaolo Tondo risponde: “Caro Tommaso, non mi permetto di esprimere un giudizio estetico, trattandosi di un’opera d’arte. Sulle scelte tecniche, però permettimi di dissentire. Dici: mancanza di manutenzione. Consentimi di evidenziare: manutenzione dopo neanche un mese? E fra qualche anno? Criticheremo l’amministrazione di turno che non avrà da investire risorse? Sai, come me, quali difficoltà si trovano per reperire i fondi per mantenere la croce del Papa o il monumento del Bortone (la statua sul Lungomare n.d.r.)”.
Mentre Flavio Piconese sottolinea: “Tutti bravi a criticare ma quando si decidono queste opere nessuno ha il coraggio di opporsi? Oppure son tutti complici?”.
E Tondo risponde: “Caro Flavio, sarebbe vero quello che dici se ci fosse stata l’opportunità di discutere sulla questione. In realtà la decisione di far realizzare l’opera e il suo posizionamento sono stati decisi, per quanto riguarda Otranto, da una persona sola.
Quando si è saputo di questa intenzione (a dicembre ormai inoltrato) si è cercato di avviare una discussione (abbiamo proposto di coinvolgere la città, di far valutare spazi diversi, di verificare il progetto (che peraltro non c’era): tutto inutile. Noi (Alleanza per Otranto, n.d.r.) passiamo sempre per disfattisti, per quelli che non vogliono far fare le cose, nonostante abbiamo, in varie circostanze, cercato di contribuire al miglioramento delle decisioni. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. A Otranto, in questi anni, sei buono solo se accetti senza discutere quello che è stato già deciso da qualcuno. Se sei così, bene (hai mai sentito una parola discordante da parte di soggetti dell’attuale maggioranza?). Se no, fai parte di quei terroristi dell’opposizione. Speriamo in tempi migliori”.

Jenny De Cicco

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Investe cucciolo e ne provoca la morte: autista multato

Un autobus investe un cucciolo di cane e ne causa la morte. È avvenuto mercoledì mattina nel centro abitato di Lucugnano, piccola frazione del comune di Tricase. Un uomo alla guida del pullman ha investito il cucciolo, provocandogli la frattura di tutte e quattro le zampe e, incurante dell’accaduto, si è allontanato senza prestare soccorso.
Sono stati alcuni passanti, che avevano assistito alla scena, ad allertare la polizia locale di Tricase, segnalando la presenza del cane ferito. Gli agenti, giunti immediatamente sul posto, hanno recuperato il cucciolo per affidarlo alle cure del responsabile dell’Ufficio Veterinario della Asl, dr. Santo Giangreco. Purtroppo, nonostante l’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto, il cucciolo è deceduto per le gravi lesioni riportare.
Le indagini della polizia locale, coordinate dal comandante Luigi Muci, hanno permesso di individuare sia il proprietario del cane, multato per abbandono di animale, sia l’investitore. L’uomo, che avrebbe dichiarato di non essersi accorto di nulla, è stato sanzionato con un’ammenda di 389 euro per omissione di soccorso. È stato infatti applicato l’articolo 189 comma 9 bis del Codice della strada, che dal 2010 sanziona chi si rende colpevole di un incidente o, anche se non direttamente coinvolto, non presta soccorso agli animali feriti.
Nell’episodio, è da sottolineare l’importante collaborazione dei cittadini, che animati da una profonda sensibilità e da un forte senso di rispetto per la vita, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e soprattutto, cosa rara in questi casi, di risalire al responsabile dell’accaduto.

Antonella Cazzato

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