Archive | Cronaca

I carabinieri mettono i sigilli al “Revanche”

Sequestro e denuncia per abusivismo per il titolare del “Revanche”, Giuseppe Candelli. A comminarla, i carabinieri della Stazione di Maglie che hanno contestato il reato per un’opera edilizia edificata all’interno del locale. Si tratta di un manufatto realizzato con pilastri e travi in legno, con copertura in Pvc, su una superficie di oltre centodieci metri quadrati, situata nello spazio all’aperto. Per il titolare, Giuseppe Candelli è scattata la denuncia in stato di libertà. Il “Revanche” come si legge anche nei siti specializzati in eventi, è uno dei locali che negli ultimi anni ha raggiunto una forte notorietà tra i ragazzi della movida salentina. Nato qualche anno fa nel cuore dell’area artigianale magliese come punto di ritrovo prettamente estivo, ha riscosso da subito un notevole successo tra le comitive desiderose di assistere ai diversi dj-set o al karaoke con messaggeria. Forse proprio la necessità disporre per tutto l’anno di un numero di posti sufficienti ha spinto il gestore a costruire un’ampia sala esterna, riscaldata e dotata di tavolini dove poter fare esibire musicisti e dj nelle serate invernali consumando nel frattempo una pizza o un panino. Una costruzione però non del tutto regolare se come appurato dai carabinieri mancherebbero le autorizzazioni. Al momento il locale è chiuso per ferie fino al 7 marzo prossimo.
Dovrebbe riaprire l’8 marzo con una serata dedicata alla Festa della donna.

Maurizio Tarantino

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Tricase, decesso del piccolo Luca: il bambino era malnutrito

La consulenza dei medici legali Alberto Tortorella e Leopoldo Ruggiero non lascia dubbi. Il piccolo Luca Monsellato, il bimbo di quattro anni deceduto lo scorso ottobre, sarebbe morto per una “polmonite interstiziale e batterica, complicata ulteriormente da un’infezione da miceti patogeni”.
Secondo le conclusioni cui sono giunti i due consulenti, le condizioni del bambino sarebbero state aggravate dalla malnutrizione che avrebbe favorito “l’infausta evoluzione del quadro infettivo responsabile del decesso”. Il bambino, giunto purtoppo già cadavere presso l’ospedale Panico di Tricase, sarebbe apparso molto debilitato e denutrito, a seguito di un’influenza curata prevalentemente con medicine omeopatiche.
Si aggraverebbe dunque la posizione dei genitori, iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Alberto Santacatterina, per omicidio colposo causato da omissione di cure. Al tempo stesso, la perizia medica escluderebbe le presunte responsabilità dei tre medici dell’ospedale Panico, che avrebbero soccorso il piccolo al momento dell’arrivo in pronto soccorso e per i quali era stata formulata l’ipotesi di omicidio colposo. Nella perizia, si legge che “il bimbo giunse in ospedale in arresto cardiaco respiratorio non risolto nonostante le protratte manovre di rianimazione comunque messe in atto dagli specialisti di quella struttura”.
Una ricostruzione che stride con quanto denunciato dai genitori del bambino nell’esposto presentato all’indomani dei fatti e con cui si mettevano in evidenza le numerose negligenze, i ritardi e le omissioni a carico del personale del 118 e del pronto soccorso dell’ospedale di Tricase.

Antonella Cazzato

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Pullman contromano: tragedia sfiorata a Lecce

Quattro i veicoli coinvolti in uno spaventoso incidente verificatosi ieri mattina poco dopo le 9 a Lecce tra viale Rossini e via Torre del Parco, all’ingresso della città.
Un pullman della società Seat di Tricase, proveniente dalla statale 16, è letteralmente piombato addosso a due veicoli, una Chevrolet Matiz e una Citroen Nemo, tagliando loro la strada, e ne ha agganciato un terzo, una Fiat Panda, trascinandolo per alcuni metri.
Il pullman, a una prima analisi per un guasto all’impianto frenante, ha di fatto imboccato il viale contromano. Il bilancio, considerato il traffico dell’ora di punta, poteva essere di gran lunga peggiore.
Due le donne ferite, entrambe occupanti della Fiat Panda: la donna alla guida dell’auto è ricoverata al “Vito Fazzi” in prognosi riservata, ferita, in modo più lieve, la sorella, che sedeva al lato passeggero. Per aiutare la conducente della Fiat Panda a uscire dal groviglio di lamiere in cui era rimasta intrappolata, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce.
Illesi gli occupanti degli altri mezzi coinvolti, inclusi i 43 studenti di una scuola media dell’entroterra salentino e i loro insegnanti, a bordo del pullman e diretti a Lecce per assistere ad uno spettacolo presso il Politeama Greco, La dinamica dell’incidente è tuttora in fase di studio da parte degli agenti di polizia municipale della sezione infortunistica stradale di Lecce, giunti sul posto con più mezzi, anche per regolare la circolazione.
Il pubblico ministero Carmen Ruggiero ha disposto il sequestro dei quattro mezzi coinvolti, l’autista del pullman è stato iscritto nel registro degli indagati per lesioni colpose. Sottoposto ai test per verificare l’eventuale assunzione di alcool, l’uomo è risultato leggermente positivo con un valore di poco superiore allo zero. Tuttavia, il nuovo codice della strada fissa a zero la soglia per i conducenti di mezzi pubblici, pertanto, è stato disposto il ritiro della patente e è stata elevata una multa pari a 300 euro.
Restano da chiarire il motivo della rottura dei freni e le eventuali responsabilità.

Antonella Cazzato

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16 afgani approdati questa notte sulla costa idruntina

Sbarco nella notte sulle coste otrantine. Rintracciati in mattinata 16 migranti di origine afgana tra i quali una donna incinta e un minorenne.
Stamattina le forze dell’ordine hanno ritrovato nella zona di Porto Badisco i 16 migranti, tra i quali una donna in stato di gravidanza, che, colta da malore, è stata condotta per accertamenti presso il pronto soccorso di Scorrano, dove ora è in osservazione. Un altro degli uomini è stato accompagnato presso il Veris Delli Ponti, per un trauma alla spalla.
16 viaggiatori hanno affrontato il freddo e il maltempo di questo periodo, alla ricerca di un approdo sicuro.
Per adesso ancora nessuna notizia sull’imbarcazione e gli scafisti, probabilmente si sono dileguati dopo lo sbarco dei malcapitati, grazie alla velocità del mezzo.
Sono in corso le ricerche degli uomini del commissariato di Otranto e dei carabinieri della compagnia magliese e probabilmente, come per il caso di ieri di Torre Mozza, si pensa che il gruppo non sia al completo.
I migranti sono stati condotti al centro d’identificazione “Don Tonino Bello” d’Otranto, per le operazioni d’identificazione, le dichiarazioni di stato e la prime cure prestate dal personale medico locale e dalle associazioni di volontariato del territorio, come la Misericordia idruntina e della Croce Rossa.

Jenny De Cicco

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Tricase, nuova operazione della Guardia di Finanza

Nuova operazione delle fiamme gialle della Tenenza di Tricase, questa volta nell’ambito dei controlli finalizzati alla prevenzione e alla repressione delle violazioni inerenti la sicurezza dei prodotti in commercio.
Circa 2000 gli articoli sequestrati, tra cui cosmetici, oggetti di bigiotteria, occhiali, orologi, apparecchiature elettroniche.
Si tratta di articoli di sicura fattura extracomunitaria, con etichette prive delle indicazioni obbligatorie, in lingua italiana, che devono figurare sulle confezioni dei prodotti nel momento in cui sono posti in vendita al consumatore.
L’articolo 6 del Codice del Consumo, in vigore dal 1 gennaio 2007, stabilisce, infatti, il contenuto minimo delle informazioni obbligatorie per rendere i prodotti immessi sul mercato sicuri per il consumatore.
In particolare, i prodotti o le confezioni degli articoli commercializzati devono riportare, chiaramente visibili e leggibili, almeno le indicazioni relative alla denominazione legale o merceologica del prodotto, al nome del fabbricante-importatore, all’eventuale presenza di materiali o sostanze che possano arrecare danno all’uomo, alle cose o all’ambiente.
Inoltre sono necessarie le indicazioni relative ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione, alle istruzioni, alle eventuali precauzioni e alla destinazione d’uso, quando utili ai fini della fruizione e della sicurezza del prodotto.
Gli articoli rinvenuti dalla Guardia di Finanza di Tricase, in evidente violazione di quanto previsto dalla normativa in termini di sicurezza dei prodotti messi in commercio, sono stati sequestrati. Il titolare dell’esercizio, segnalato alla Camera di Commercio di Lecce, quale autorità amministrativa competente, rischia una sanzione che oscilla da minimo di 5,16 euro a un massimo di 25.823 euro.

Antonella Cazzato

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Maglie, ditta di dolciumi evade il fisco

Produttore di dolciumi nei guai con il fisco.
Un nuovo episodio di evasione fiscale è venuto alla luce nell’ambito delle indagini degli ultimi tempi, frutto di un capillare e scrupoloso controllo del territorio del sud Salento a opera della Guardia di Finanza.
Le fiamme gialle della Tenenza di Tricase, che si sono occupate delle indagini, hanno, infatti, rilevato le infrazioni commesse dal produttore, insieme agli altri due soci fondatori della ditta, una società a responsabilità limitata.
L’inchiesta ha permesso di stabilire che la srl, con sede a Maglie e specializzata nella creazione di dolciumi e prodotti di pasticceria, non avrebbe presentato le dichiarazioni dei redditi per l’anno 2009, per un ammontare pari a 500mila euro, né versato la conseguente iva pari a 50mila euro.
Inoltre, sempre nello stesso controllo, i finanzieri hanno appurato l’esistenza di un’iva dichiarata ma mai versata per oltre 10mila euro e di un’indebita compensazione di credito d’imposta per oltre 45mila euro.
Le indagini sono ancora in fase di svolgimento.

Antonella Cazzato

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Gli ex Lsu della Intini si sono incatenati a Lecce

Una scena che si ripete, ieri a Maglie, oggi a Lecce. I lavoratori della Intini source, ex Lsu addetti alle pulizie delle scuole hanno deciso di protestare in maniera eclatante incatenandosi di fronte alla sede dell’azienda in via Don Bosco. Il motivo è sempre lo stesso: il mancato pagamento degli stipendi nonostante ci siano mutui, bollette e fatture impellenti da pagare con urgenza. Si tratta di 400 lavoratori e di altrettante famiglie portate all’esasperazione, allo sfinimento da parte degli enti che non fanno altro che rinfacciarsi le responsabilità di questa situazione. Il Ministero infatti ha comunicato di aver liquidato al consorzio Miles le somme spettanti per il 2011, il quale però afferma di non avere ancora materialmente a disposizione alcun importo, anzi di vantare un credito di 8 milioni di euro. La Intini a sua volta non vede l’ora di uscire fuori dal giro degli appalti e aspetta soltanto di arrivare alla scadenza del contratto nel 2013 rivendicando a sua volta altri 15 milioni. Dopo mesi e mesi di attesa quindi la situazione non si sblocca e con ogni probabilità non si sbloccherà fino a quando non ci sarà un segno tangibile della volontà di corrispondere ai lavoratori quanto dovuto: “I dipendenti hanno pazientato anche troppo -dichiara Dario Cagnazzo, referente della Fsi, federazione sindacati indipendenti- e non è giusto speculare sulle legittime aspettative delle famiglie che continuano a fare il loro lavoro con operosità. Ci hanno promesso che entro lunedì arriverà la mensilità mancante di dicembre ma non è sufficiente: prima che giunga la scadenza di febbraio vorremmo ottenere anche lo stipendio del mese scorso. È un diritto sacrosanto”.
A portare la solidarietà dell’amministrazione leccese ai lavoratori che non intendono demordere anche il sindaco Paolo Perrone che ha promesso di attivarsi per riuscire a sbloccare la vicenda in maniera positiva.

Maurizio Tarantino

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Tromba d’aria nel Salento: milioni di euro di danno

Milioni di euro di danno causati dal maltempo nel Salento. Grandine e vento e una tromba d’aria si sono abbattuti la notte tra il 3 e il 4 febbraio, a subire i maggiori danni Diso e Marittima.
Alberi sradicati, divelti pannelli solari, vetri frantumati, pali elettrici e muretti a secco abbattuti, caduta di cartelloni e segnali stradali, questi i danni causati dalla tromba d’aria passata anche per Andrano, Poggiardo, Spongano, Uggiano la chiesa, Minervino di Lecce e Otranto.
I danni ammontano a circa tre milioni di euro, di cui due per le opere pubbliche, un milione per i privati. Il Comune di Diso chiederà alla Regione lo stato di calamità. Per arginare i danni e far fronte all’emergenza sono intervenuti i vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri, agenti di polizia municipale e tecnici dell’Enel. Due strade di accesso a Marittima sono state chiuse a causa degli alberi ammassati per strada.
Danni di lieve entità si sono registrati anche a Otranto, dove la linea telefonica dei vigili urbani risulta staccata, alberi sradicati presso la villa comunale di Poggiardo e qualche cartellone stradale divelto per Minervino di Lecce.

Jenny De Cicco

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Crollo di Castro, udienza rinviata al 9 marzo

La prima udienza, presso il Tribunale di Tricase, in merito al crollo di due anni fa avvenuto a Castro è stata rinviata. Precisamente si tratta di un rinvio preliminare all’udienza del 9.03.2012. A causa di un errore di assegnazione il processo è stato assegnato al Got (Giudice Onorario di Tribunale), anziché per competenza al giudice togato Maria Pia Verderosa. Dunque, alla prossima udienza, previa discussione delle questioni preliminari, probabilmente verrà aperta la fase dibattimentale e si entrerà nel vivo del processo. Ricordiamo che gli imputati sono difesi dagli avvocati: Luigi Rella, Angelo Coluccia, Andrea Conte, Antonio Salerno, Roberto Rella, Angelo Pallara, Francesco D’Agata, Alberto Russi, Silvestro Lazzari, Marcello Petrelli e Amilcare Tana.

Voci di corridoio fanno supporre che in quell’udienza potrebbe esser chiesta, da taluna delle parti offese, la citazione del comune di Castro in qualità di responsabile civile. Ciò comporterebbe scenari importanti scenari, per quanto concerne la fase risarcitoria in sede civile, perché il comune passerebbe da parte civile a ente chiamato a rispondere di eventuali danni.

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Tricase, violenza sessuale su minori: nuovi elementi probatori

La consulenza tecnica sulla scheda telefonica, disposta dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero, fornisce nuovi elementi probatori sulla vicenda di V.A. che potrebbero giustificare ulteriori accuse a carico dell’uomo.

V.A., originario di Tricase, è stato arrestato lo scorso 18 ottobre, su ordinanza di custodia cautelare, con l’accusa di violenza sessuale, induzione alla prostituzione e pornografia minorile, atti persecutori e molestie ai danni di quattro minori, che frequentava in qualità di allenatore e “presidente” di una società sportiva di pallamano e calcetto della zona.

L’indagine è stata avviata a seguito della denuncia del genitore di un minore, che ha riferito ai carabinieri il contenuto di alcuni sms a sfondo chiaramente sessuale rinvenuti nel cellulare del figlio ed inviati dal telefonino dell’uomo.

I successivi accertamenti hanno permesso di stabilire che l’uomo aveva inviato messaggi dello stesso tenore ad altri tre ragazzi, sempre minorenni, della zona, due dei quali fratelli: in questi sms l’uomo ricordava gli incontri già avvenuti o chiedeva nuovi appuntamenti.

Tra i reati contestati all’uomo, oltre a quelli di violenza sessuale e induzione alla prostituzione, anche quelli di detenzione di materiale pedopornografico e stalking. In alcune occasioni, infatti, l’uomo avrebbe anche scattato foto ai minorenni, che poi avrebbe ricattato; in altri casi, avrebbe imposto loro il silenzio con minacce, o avrebbe “pagato” in denaro o con piccoli regali per le prestazioni sessuali ricevute. Con il tempo, il suo atteggiamento avrebbe assunto le caratteristiche di veri e propri atti persecutori: l’uomo, infatti, avrebbe tempestato i ragazzi di telefonate o sms, il cui contenuto variava dalle dichiarazioni d’amore alle minacce di vario tipo.

L’indagato, che durante l’interrogatorio davanti al Gip aveva confessato molti dei reati che gli erano stati contestati, è detenuto nel carcere di Borgo San Nicola, dopo che il Tribunale del Riesame aveva rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Tony Indino.

Antonella Cazzato

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Trentuno lavoratori irregolari in 19 aziende ispezionate

Una settimana di indagini serrate, condotte dai funzionari della Direzione Territoriale del Lavoro di Lecce, diretti da Virginio Villanova, e dai carabinieri del Nil (Nucleo Ispettivo del Lavoro), a seguito di segnalazioni anonime pervenute all’Ispettorato del Lavoro.

Il controllo di cantieri, officine, esercizi pubblici, aziende metalmeccaniche e di servizi, per un totale di 19 aziende, a Lecce e in provincia nei centri di Caprarica, Lizzanello, Cavallino, Squinzano, Trepuzzi, Copertino, Tricase, Casarano, Maglie e San Cassiano, ha evidenziato la presenza di 31 lavoratori in nero, tra cui un minore.

In quest’ultimo caso, il datore di lavoro e i genitori del ragazzo sono stati denunciati perché il minore non poteva accedere al mondo del lavoro non avendo ancora compiuto il sedicesimo anno d’età.

Particolarmente grave la situazione riscontrata in due cantieri edili a Trepuzzi, dove tutti e dieci i lavoratori impiegati sono risultati irregolari ed addirittura occupati contemporaneamente in diversi cantieri e per conto di imprese differenti.

Gli ispettori hanno provveduto a sospendere l’attività nei due cantieri fino alla regolarizzazione della posizione occupazionale dei lavoratori.

In un comune dell’entroterra, all’interno di una fabbrica di componenti per ascensori, invece, quattro operai sui sei occupati sono risultati irregolari.

In questo caso, sono tuttora in corso le indagini: si ipotizzerebbe una percezione indebita di indennità di sostegno al reddito da parte degli operai con la presunta complicità del datore di lavoro.

Al momento, i reati contestati, per un totale di 133 illeciti amministrativi, vanno dalle violazioni inerenti la normativa sul lavoro nero, all’irregolare tenuta del Libro Unico del lavoro, fino all’inosservanza della consegna dei tesserini di riconoscimento.

In tutto, l’attività imprenditoriale è stata sospesa in nove aziende, poichè il personale irregolare è risultato superiore al 20% del totale impiegato. Le aziende risultate irregolari sono state segnalate alla Guardia di Finanza, all’Inps e all’Inail.

Nel frattempo, le indagini proseguono per accertare altre eventuali violazioni.

Antonella Cazzato

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Truffa ai danni dell’Inps: sette denunce

Scoperto dalla Guardia di Finanza di Tricase, nell’ambito di un’operazione per l’individuazione e la repressione degli illeciti nel settore della contribuzione obbligatoria previdenziale e assistenziale ai danni dell’Inps e del bilancio nazionale, un “illecito sistema aziendale di indebitamento contributivo”.

L’indagine, che ha riguardato alcune imprese del basso Salento, ha permesso di smascherare la truffa messa in essere da un imprenditore edile, originario di Copertino, ma con interessi anche nella zona di Presicce.

L’uomo, più volte indebitato con l’Inps, avrebbe di volta in volta chiuso l’impresa, che non aveva più i requisiti per operare sul mercato del lavoro edile, non potendo esibire il documento unico di regolarità contributiva (Durc) e ne avrebbe aperto una nuova di zecca, ma con lo stesso personale, intestata a familiari o a persone di fiducia, suoi prestanome.

Sette le persone denunciate dalle Fiamme Gialle di Tricase alla Procura della Repubblica di Lecce: si tratta degli intestatari delle imprese create e dichiarate fallite nel tempo e di un commercialista, che, in qualità di consulente, avrebbe messo a disposizione dell’imprenditore le proprie conoscenze professionali.

Gravi i reati contestati: omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, appropriazione indebita e falsità materiale commessa da privato in certificati o autorizzazioni amministrative. Quest’ultima accusa è stata formulata perché pare che una delle imprese coinvolte detenesse due Durc “materialmente e ideologicamente falsi”, per accertare l’utilizzo dei quali sono tuttora in corso le indagini.

L’“illecito sistema aziendale d’indebitamento contributivo” avrebbe permesso alle imprese coinvolte l’aggiudicazione di diversi appalti, diretti e indiretti, potendo beneficiare di costi di gran lunga inferiori rispetto a quelli preventivati dalle altre imprese sul mercato.

Oltre ai reati di natura penale, all’imprenditore è stato contestato anche un danno di natura erariale, segnalato alla competente Corte dei Corti, pari a oltre un milione e mezzo di euro.

Antonella Cazzato

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