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Violento impatto tra Bmw e Vespa: perde la vita un pensionato di 69 anni

L’ennesima tragedia della strada si è consumata nel primo pomeriggio di ieri sulla provinciale che collega Andrano a Depressa, frazione di Tricase.

A perdere la vita nel terribile impatto tra la sua Vespa e una Bmw 320, Rocco Urso, pescatore in pensione di 69 anni originario di Andrano.

Pare che la vittima, di ritorno da un podere di sua proprietà, si stesse immettendo sulla provinciale da una stradina laterale, quando è stata travolta dall’auto di grossa cilindrata, condotta da un medico dell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase, che si stava recando al lavoro.

L’urto violentissimo ha sbalzato il pensionato dalla sella, facendolo cadere rovinosamente a terra, mentre il mezzo a due ruote finiva nelle campagne vicine.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 allertati da alcuni automobilisti di passaggio, ma al loro arrivo non hanno potuto far altro che constatare le gravi condizioni del pensionato. Inutile la corsa in ospedale.

Fortunatamente quasi illeso il conducente della Bmw, che comunque è stato condotto in ospedale per accertamenti.

Sul luogo dell’incidente per i rilievi del caso sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tricase, che in queste ore stanno provvedendo a ricostruirne l’esatta dinamica.

Antonella Cazzato

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Ancora sbarchi di clandestini nel sud Salento

Il dramma della disperazione non conosce tregua e ci costringe a fare i conti con la triste realtà anche il giorno di Natale, ad abbandonare il calore delle nostre case in festa e ad “abbracciare” con carità cristiana chi è meno fortunato.

Neppure le temperature in calo e le proibitive condizioni atmosferiche, infatti, hanno impedito gli sbarchi di clandestini nel sud Salento.

La segnalazione, giunta ai carabinieri della Compagnia di Tricase, ha permesso di individuare 49 immigrati, tutti uomini, tra cui una decina di minori, di provenienza afghana, libica e pakistana, che sulle prime ore dell’alba dalla località Ciolo, luogo dello sbarco, si dirigevano spaesati nell’entroterra lungo la strada che collega Gagliano del Capo ad Alessano.

I clandestini, dopo le prime cure, sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto per le procedure di rito e le operazioni di identificazione.

Si cercano ancora gli scafisti e le imbarcazioni utilizzate per la traversata.

Antonella Cazzato

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Addio a Luciana Palmieri donna d’arte e cultura

La cultura e l’arte salentina sono in lutto per la recente scomparsa di Luciana Palmieri, protagonista di una delle storie culturali più interessanti di Terra d’Otranto.

Personalità particolarmente dotata, dopo essersi laureata a pieni voti presso l’Ateneo Salentino, ha completato gli studi in Francia sotto la guida di alcuni luminari della Sorbona. E proprio a Parigi, e in altre celebri località francesi, Luciana ha partecipato a numerosi eventi, lasciando sempre il segno del suo passaggio.

Tornata in Italia, si è specializzata in Scienze e Storia della letteratura italiana con Mario Petrucciani, subentrato a Giuseppe Ungaretti alla cattedra di Letteratura Italiana presso l’Università della Sapienza di Roma, con una tesi dal titolo – per noi salentini emblematico – “Analisi sull’Epistolario di Girolamo Comi”.

La Palmieri ha sempre dimostrato un grande amore per la cultura meridionale, in particolare salentina; ne danno prova i suoi libri e i numerosi articoli (che portano la sua firma) apparsi sui quotidiani riguardanti artisti contemporanei che molto hanno dato al Salento.

Luciana Palmieri è stata la madre della Fondazione Palmieri (onlus che ha come scopo principale quello di diffondere la cultura salentina nel mondo) con la quale ha portato avanti diversi progetti di grande portata culturale, organizzando eventi, tenendo conferenze e dimostrando una lucidità eccezionale nell’intercettare nuove forme artistiche presenti sul territorio salentino.

Riservata e raffinata, la Palmieri non prestava orecchio alle ciarle che molto spesso accompagnano gli ambienti artistici e sapeva essere d’una squisitezza unica come ricorda, non senza un velo di commozione, Giuseppe Zilli, artista che ha avuto la fortuna di collaborare con lei in più di un’occasione: “Ho conosciuto Luciana qualche anno fa, in occasione di un suo lavoro (poi diventato un libro) riguardante la chiesa della Madonna della Neve a Galugnano. Era una donna eccezionale, che stava al di sopra dei pettegolezzi e degli intrecci della cultura salentina. Una persona vera che lascerà un vuoto incolmabile, prima che culturale, umano”.

Gianluca Conte

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La battaglia anti trivelle approda a Bruxelles

Allarme internazionale per le prospezioni geosismiche alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico. Si pensa che danneggino il fondale, alterando l’ecosistema marino.

L’allarme parte dall’associazione Oceana che s’impegna nella difesa dei mari e fa assumere carattere internazionale alla battaglia degli ambientalisti pugliesi.

Con un comunicato diffuso dalla sede di Bruxelles, Oceana riporta le dichiarazioni di Nicolas Fournier, suo coordinatore, in cui si invita il ministro dell’ambiente Corrado Clini a presentare una moratoria contro le operazioni di estrazione in fase d’approvazione, di cui sono esempio i progetti della compagnia irlandese Petroceltic tra l’Abruzzo e le isole Tremiti, dell’inglese Spectrum Geo per la costa adriatica tra Rimini e la Puglia, o l’australiana Audax Energy per lo stretto di Sicilia che include Talbot, Pantelleria e le rive Avventura.

“Crea preoccupazione la recente approvazione, da parte del Ministero italiano dell’Ambiente, di permettere alla compagnia britannica Northern Petroleum di condurre delle esplorazioni sismiche al largo della costa sud della Puglia, in un’area che si estende per più di 6600 chilometri quadrati e che è limitrofa a nove zone speciali di conservazione (Zsc) integrate nella rete ecologica Natura 2000, a un parco nazionale, a delle aree speciali protette di importanza mediterranea (Aspim) in base alla Convenzione di Barcellona e ad un’area marittima protetta in base alla legislazione italiana (Elenco Ufficiale delle Aree Protette del 27/04/2010) – sostiene il coordinatore di Oceana – Queste aree sono di estrema importanza per conservare la biodiversità europea dato che sono state specificatamente scelte per le loro straordinarie caratteristiche nazionali e che proteggono delle specie a rischio di estinzione, delle specie rare e degli habitat dalla crescente pressione antropogenica. Dopo aver recentemente acquisito dati sismici nelle acque pugliesi, talvolta in siti molto vicini alla costa (7.3 miglia), Northern Petroleum sta pianificando di cominciare il perforamento al largo nel primo semestre del 2012. Il governo italiano deve dare il buon esempio contro l’aumento dello sfruttamento degli idrocarburi se non vuole mettere a repentaglio l’economia costiera e la qualità dell’ambiente marino – dice Fournier – Non vogliamo dover assistere ad un altro disastro come quello del Deepwater Horizon nel Mediterraneo e tuttavia questa eventualità rimane molto alta a causa dell’incompleto quadro normativo europeo sulle piattaforme al largo”.

Nell’allarmante documento si dichiara la necessità di proteggere il delicato ecosistema dei fondali pugliesi, per proteggere le specie di fauna e flora dall’attività estrattiva, come crostacei, balene e cetacei “che in passato sono stati trovati incagliati a terra con lesioni causate dalle attività di esplorazione sismica”. A rischio anche 65 chilometri quadrati di foresta di posidonia oceanica Virginale, un habitat “prioritario” in base alla direttiva europea e svolge la fondamentale funzione di assorbire il diossido di carbonio. Ma l’allarme viene lanciato anche da Maria D’Orsogna, docente di fisica, esperta di petrolio e gas, alla California State University, secondo la docente le trivellazioni metterebbero a rischio l’intera comunità e la pesca e il turismo.

Jenny De Cicco

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Trovati rifiuti radioattivi a Poggiardo

Trovato materiale radiattivo in un mezzo per la raccolta rifiuti a Poggiardo.

Il materiale radiattivo era a bordo d’un mezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti.

La scoperta è avvenuta a opera dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce, che, in seguito al controllo di routine in prossimità delle discariche, hanno sottoposto a fermo un autocarro in seguito al risultato positivo al portale radiometrico, un sistema elettronico automatico che analizza le radiazioni emesse dagli isotopi radioattivi eventualmente contenuti nei carichi trasportati dai grandi mezzi.

Il mezzo era diretto alla discarica di Poggiardo, ora è stato isolato e messo in sicurezza. Domani gli specialisti del nucleo nucleare, biologico, chimico e radiologico – Nbcr – un gruppo specializzato dei Vigili del Fuoco sottoporrà il mezzo ai controlli e gli esami e provvedere alla bonifica del camion. In seguito si accerterà quale fosse la provenienza del mezzo e del materiale soggetto a contaminazione radiometrica.

Gli specialisti Nbcr sono equipaggiati di particolari tute per la protezione personale, tute scafandrate, dotate di auto protettori per la respirazione e per l’intervento in ambienti contaminati. Gli Nbcr hanno in dotazione anche maschere antigas, rilevatori di sostanze pericolose, sensori elettrochimici e particolari mezzi come l’Iveco-One, un’unità mobile progettata proprio per la rilevazione di agenti chimici e nucleari, per la decontaminazione di persone, veicoli e terreno, nonché per il recupero delle sostanze pericolose.

Jenny De Cicco

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Confermati i fondi per le infrastrutture in Puglia, da TrenItalia ancora nessuna novità

La programmazione regionale è confermata e resterà in capo alla Regione Puglia. Il governo preparerà entro il 15 dicembre un piano di azione e coesione che verrà sottoscritto da tutti i governatori delle regioni del sud e poi inviato a Bruxelles, ma intanto ancora nessuna sostanziale novità riguardante i tagli delle linee ferroviarie pugliesi.

I cinque progetti dell’asse V, finanziati con i fondi Fesr per oltre un miliardo di euro si faranno. Il raddoppio della Corato-Barletta, la modernizzazione della rete ferroviaria del Salento, l’elettrificazione della Bari-Martina, l’interporto regionale di Bari, la bretella del sud est barese potranno andare in gara.

La notizia arriva dall’assessore regionale Guglielmo Minervini. “Questo nuovo governo – dice – finalmente ha smesso di avere un pregiudizio ostile nei confronti del Mezzogiorno e sta instaurando un rapporto vero di leale collaborazione con le regioni.

Abbiamo accettato la verifica sull’attuazione del programma da parte del governo perché siamo consapevoli dell’enorme lavoro fatto, in modo serio e rigoroso”. Buone notizie anche sul fronte delle infrastrutture strategiche di valenza nazionale, in discussione oggi, ma per realizzarle servirà un cofinanziamento regionale.

“La Puglia – spiega Minervini – si è impegnata a recuperare circa cento milioni dal proprio programma di fondi strutturali per metterli a disposizione del governo”. Per l’alta capacità Bari-Napoli, segnalata tra le priorità della Puglia, altre risorse potranno arrivare dallo stato di verifica dei fondi strutturali delle altre regioni interessate dal tracciato. “Nel confronto comune – dice l’assessore – sono state assunte decisioni condivise sulle priorità strategiche da perseguire, nonostante la drastica riduzione delle risorse, i fondi Fas, rimodulati nel Piano Sud, ci sono – significa che in Puglia potremo mettere in sicurezza strade, ampliare i nostri aeroporti, ammodernare gli schemi idrici, realizzare la piattaforma logistica regionale con il miliardo e due programmato ad agosto”.

Peppino Longo dell’Udc non è dello stesso avviso e pone l’accento sulla ferita ancora aperta dei tagli ferroviari in Puglia.

“Trenitalia torni sui suoi passi – commenta – basta penalizzazioni al Sud. Se con una mano il governo Monti concede, dall’altra (con l’aiuto di Trenitalia) toglie. Siamo stufi del gioco delle tre carte che ha sempre come vittima predestinata il Mezzogiorno e la Puglia in particolare.

Siamo soddisfatti che le grandi opere infrastrutturali siano salve anche se qualche perplessità è giusto nutrirla. Prendiamo ad esempio l’alta capacità Bari-Napoli: quando diventerà realtà? Forse quando riusciremo a fare senza difficoltà viaggi sulla Luna? Battute a parte, adesso alla conferma dei finanziamenti bisogna far seguire la fase della concretizzazione portando a termine l’iter e, finalmente, avviare la cantierizzazione delle opere.

Mentre discutiamo del futuro c’è un presente a tinte scure, scurissime che comincia proprio con l’entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia. La Puglia ne esce con le ossa rotte e Trenitalia e governo centrale hanno fatto finta di ascoltare le nostre ragioni infischiandosene poi alla prova dei fatti. Tagliare quattro tratte così importanti come la Taranto-Milano, Lecce-Roma, Milano-Bari e Bari-Roma significa voler dividere in due il Paese”.

Jenny De Cicco

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Uggiano e Minervino due Pamparrine e un mistero

Uggiano la Chiesa questa mattina si è scoperta vittima di una serie di atti vandalici. Tutti i manifesti affissi per la promozione della tradizionale Pamparrina – una focara – che dovrebbe tenersi a Uggiano il 13 dicembre prossimo presso l’area del Mercato Coperto alle 20 sono stati strappati.

Pare che con il favore del buio, la scorsa notte, il vandalo sia passato per via degli Eroi – piazzetta san Leonardo e abbia divelto il manifesto, così è stato anche in via Leopardi, via Minervino, via Mario Congedo e via Roma, tutti i manifesti hanno subito la stesa sorte.

Salvatore Piconese aveva annunciato ieri, 10 dicembre, la Pamparrina di Santa Lucia, invitando all’appuntamento di martedì. Oggi si è invece trovato a commentare il gesto, definendolo “vile e intimidatorio. Compiuto con precisione su determinati manifesti del Comune, ossia quelli della Pamparrina. Domani mattina denuncerò il fatto ai Carabinieri. Abbiamo istituzionalizzato la tradizionale Pamparrina. Anche questo è cambiamento, ma ha qualcuno non è piaciuto. Andiamo avanti comunque nell’interesse della nostra comunità”.

Tutta la comunità uggianese si chiede il perché di tale gesto.

Intanto i preparativi dell’evento continuano e la Pamparrina di Uggiano la Chiesa dovrebbe arrivare puntuale.

Ma la Pamparrina è tradizione di un po’ tutto l’entroterra idruntino, infatti l’associazione culturale Ogm – Officina Giovani Minervino, in occasione del giorno di santa Lucia, il 13 dicembre invita al tradizionale appuntamento con la Pamparrina. Presso l’ex-Istituto Agrario, ingresso da piazza San Pietro, martedì 13 dicembre alle 19,30 si assisterà all’accensione della Pamparrina di santa Lucia, in occasione della quale verranno allestiti stand enogastronomici in cui si potranno degustare panini con i pezzetti, castagne e vino.

Jenny De Cicco

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Clandestini, continuano gli sbarchi anche a Tricase

Continuano gli sbarchi di clandestini sulle coste del Salento.

È di ieri la notizia dell’intercettazione di un peschereccio carico di immigrati al largo del Capo di Leuca.

L’avvistamento, a opera della Guardia Costiera di Gallipoli, ha permesso di trarre in salvo 75 extracomunitari, tra cui ben 33 minorenni, tutti egiziani.

I clandestini sono stati scortati fino al porto della città di Gallipoli e, dopo le prime cure, trasferiti nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto per le procedure di identificazione.

Al momento dell’avvistamento, l’imbarcazione aveva difficoltà a raggiungere la terraferma a causa delle condizioni del mare.

L’operazione si è svolta nell’ambito dell’operazione congiunta ‘Aeneas 2011’, condotta dall’Agenzia Europea per la Gestione della Cooperazione Operativa alle Frontiere Esterne degli Stati membri dell’Unione Europea (Frontex), che vede il coinvolgimento dei mezzi aeronavali della Guardia di Finanza e di altri paesi europei, coordinati dal Gruppo Aeronavale di Taranto.

L’obiettivo è quello di ridurre e contrastare i flussi migratori clandestini in direzione dei litorali di Puglia e Calabria.

È probabilmente sfuggito ai controlli in mare, invece, un altro gommone. La notte scorsa sono stati avvistati 15 clandestini in località Ciolo presso la marina di Novaglie e altri 20 a Tricase.

Si tratta di clandestini di nazionalità presumibilmente iraniana e afghana.

Sono in corso le procedure di rito e le operazioni di identificazione.

Antonella Cazzato

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Un branco di cani randagi ha assaltato la masseria Tumara uccidendo cinque pecore gravide

Ieri notte, tra le due e le tre del mattino, un branco di cani randagi ha assalito le pecore custodite nell’ovile della Masseria Tumara. “Siamo addolorati –spiega Pierluigi Morciano della Masseria Tumara- le pecore erano selezionate, giovani e tutte gravide, per noi il danno è enorme e non è solo economico, con esse va in fumo un lavoro di selezione della vera tipica moscia leccese durato più di due anni. Occorre fare qualcosa per evitare che questa situazione diventi sempre più pericolosa”. L’allarme è ora stato lanciato ufficialmente e l’Asl che è intervenuta per ritirare le carcasse delle pecore ha verbalizzato l’accaduto. Ora l’allevatore invierà un appello all’amministrazione comunale affinché intervenga su questo preoccupante fenomeno legato al randagismo. In molte aree naturalistiche di Puglia, infatti, c’è il fenomeno dei cani randagi che da domestici tornano ad essere selvatici attaccando gli animali d’allevamento.

Elio Paiano

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Maglie, gli Lsu tornano a mobilitarsi

Gli ex Lsu delle scuole sono pronti a scendere in piazza il prossimo 9 dicembre. È questa la decisione che sta maturando in queste ore da parte della Fsi, federazione sindacati indipendenti. Il referente Dario Cagnazzo ha preso carta e penna scrivendo al prefetto affinché siano attivate “le procedure per il tentativo preventivo di conciliazione previsto dalla legge 146/90 e successive integrazioni”.

Un tavolo coordinato dal prefetto Giuliana Perrotta per risolvere i problemi dei lavoratori soprattutto alla luce di quanto emerso nei giorni scorsi a Noci quando la Intini Source che dovrebbe direttamente retribuire i dipendenti ex Lsu aveva proposto un pagamento dilazionato delle competenze di ottobre, novembre e dicembre. La ditta barese aveva accusato il Miles, il consorzio che raggruppa le aziende di pulizie di non versare le somme pur avendo ricevuto le spettanze dal ministero. Il colpo di scena però è arrivato a stretto giro quando lo stesso Miles sollecitato da Cagnazzo ha replicato in maniera perentoria alle accuse arrivate dall’incontro: “Non è possibile che l’azienda Intini imputi al consorzio Miles il ritardo nei pagamenti perché a quanto risulta a noi i rapporti sono in pareggio. Il motivo invece va cercato nel grave ritardo da parte delle scuole nel pagamento delle fatture, ben oltre i 90 giorni previsti, fatto che ha generato un credito di enorme consistenza. Inoltre le banche a corto di liquidità non erogano più finanziamenti su anticipi fatture in considerazione anche del fatto che il Consorzio Stabile Miles non essendo capogruppo non è diretto titolare dei contratti di affidamento”. I rappresentanti del consorzio quindi hanno invitato tutti “prima di indire la giornata di sciopero a farsi parte solidale del problema e a contattare gli istituti scolastici perché saldino le fatture nei tempi previsti contrattualmente”. Una situazione ingarbugliata che non sembra trovare una soluzione, giocata sulla pelle di lavoratori che hanno acceso mutui, hanno bollette in scadenza e lottano contro gravi difficoltà ogni giorno che passa. E proprio per cercare di dare una risposta concreta, senza ulteriori palleggiamenti, la Fsi ha deciso “di dichiarare lo stato di agitazione per il 9 dicembre e in assenza di provvedimenti che possano risolvere l’illegittima situazione di ritardo nel pagamento degli stipendi, di proclamare una giornata di sciopero”.

Maurizio Tarantino

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L’avvocato dell’ex sindaco di Castro: “Rinvio a giudizio era prevedibile”

Ieri al quarto piano del Palazzo di Giustizia, nell’udienza per il crollo accaduto due anni fa a Castro, il giudice per l’udienza preliminare Alcide Maritati ha disposto il rinvio a giudizio dei quindici imputati, indagati “per avere cagionato il crollo del complesso edilizio sito in Castro, prospiciente piazza Dante”.

“Ѐ un provvedimento prevedibile – afferma Andrea Conte, difensore dell’ex sindaco di Castro, Giuseppe Coluccia – in considerazione della complessità dei fatti contestati dalla Procura della Repubblica (Pubblico Ministero, Giuseppe Capoccia) nel capo d’imputazione. Sicuramente il dibattimento sarà la sede naturale dove potranno acclararsi i fatti e sarà pertanto possibile dimostrare l’assoluta assenza di profili di responsabilità penale a carico del mio assistito”.

Il processo inizierà al Tribunale di Lecce – sezione distaccata di Tricase – davanti al giudice monocratico Maria Pia Verderosa, il giorno 1 febbraio 2012.

Alessandro Conte

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A febbraio l’udienza per il crollo di Castro

Il primo febbraio prossimo si presenteranno in 15 davanti al giudice monocratico del Tribunale di Tricase, in seguito al crollo di Castro del 31 gennaio 2009 che colpì piazza Dante, riducendola ad un cumulo di polvere e detriti.

L’accusa formulata dal gip è di concorso in disastro colposo “per colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e inosservanza di regole di sicurezza nell’esecuzione di lavori edili”.

Così il 2 dicembre il giudice dell’udienza preliminare Alcide Maritati ha rinviato a giudizio Martino Ciriolo, Giovanna Lazzari, Gabriele Fersini, Speranzina Antonazzo e Maria Fedele, proprietari degli immobili coinvolti, Fernando Schifano, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, Rinaldo Coluccia, Angelo Rizzo, Antonio Fersini e Antonio Ciccarese, componenti della commissione edilizia che approvò l’esecuzione dei lavori negli edifici, Luigi Fersini, Domenico Fersini e Francesco Rizzo, direttore dei lavori e titolari delle imprese che li hanno eseguiti, l’allora sindaco Giuseppe Coluccia che rilasciò l’autorizzazione all’esecuzione dei lavori.

Decisiva ai fini dell’inchiesta è stata la consulenza redatta dal professor Amedeo Vitone e dal comandante dei vigili del fuoco Pietro Foderà, Carlo Viggiani, dall’ingegnere Fabrizio Palmisano, periti della Procura, che hanno dichiarato, dopo la ricostruzione tridimensionale tramite scanner lising, come i lavori di scavo, troppo invasivi, abbiano compromesso la staticità degli edifici. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Luigi Rella, Amilcare Tana, Luigi Fersini, Luigi Corvaglia e Francesco D´Agata. Circa una quindicina i proprietari di appartamenti e locali coinvolti nel crollo che si sono costituiti come parte civile.

Jenny De Cicco

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