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Dialoghi Virtuosi a Melpignano

Melpignano, piccolo comune virtuoso del Salento ospiterà la due giorni di Dialoghi Virtuosi 2012 promossa dall’associazione nazionale dei comuni virtuosi. Per l’occasione le associazioni lanciano l’appello per il restauro della chiesa di Sant’Isidoro.
Il 17 e 18 febbraio presso il convento degli Agostiniani Melpignano ospiterà il dibattito con Domenico Finiguerra, sindaco del comune virtuoso di Cassinetta di Lugagnano (Mi), primo comune italiano a zero consumo di territorio, Giuseppe Altieri, agroecologo, Paolo Sansò, docente di geologia presso l’Università del Salento e Marcello Seclì, presidente della sezione del Sud Salento d’Italia Nostra, coordinerà gli interventi Oreste Caroppo, Coordinamento Civico di Maglie.
S’inizierà alle 17 del 17 discutendo “Il patto tra i sindaci per salvare paesaggio e ambiente”, quando la virtuosità di un comune diventa bellezza estetica. Nel recente passato il paesaggio ispirava gli artisti, è ora di ritrasferire dalla tela al paesaggio l’antica bellezza. Il bravo amministratore sarà il pittore, seguendo il dodecalogo virtuoso a partire dalla decementificazione e rimboschimento, proseguendo con la rinaturalizzazione, il restauro storico-naturale del paesaggio nel rispetto del genius loci, ispirazione a esso per ogni intervento, bonifica dagli inquinanti, ciclo rifiuti zero, fermare il consumo di territorio, agricoltura incentrata sulla salubrità, recupero della biodiversità naturale e agro-pastorale, conoscenza partecipata del territorio e in fine la tutela dei beni comuni.
L’incontro tratterà anche il raggiungimento di un’intesa per l’inversione di rotta delle rinnovabili selvagge, con l’utilizzazione dei tetti degli edifici su cui installare pannelli fotovoltaici e il divieto d’installazione su tutte le aree agricole, rurali e naturali.
Rifiutare le produzioni di energia che causi emissioni nocive come le biomasse, la promozione del compostaggio in loco delle ramaglie di potatura triturate nei campi e vitando il ricorso ai concimi chimici e la pratica dei roghi nei campi.
Riforestazione razionale e partecipata dal pubblico e dal privato, riducendo la superficie minima utile di suolo per l’accesso alle incentivazioni per i rimboschimenti, oggi in Puglia è di 10 ettari, invece dovrebbe essere ridotta a 1/2 ettaro.
nell’occasione viene lanciato l’appello a Melpignano affinché avvii il recupero dell’antica chiesetta rurale di Sant’Isidoro nella contrada dei Cavalieri Templari, situata sull’antica strada dell’olio che conduceva a Gallipoli. Un’iscrizione posta sul portone di entrata ricorda “divi Isidori eanc aedem venerare viator et sic propitium progredier es iter. A.d. 1731”.
La cappella in pietra leccese, necessità d’un restauro strutturale dell’altare e del campanile a vela, di una copia della tela del santo, trafugata negli anni passati, il tutto senza l’uso di cemento, ma con l’utilizzo d’antichi materiali e tecniche.
Il ritorno all’antico splendore della chiesetta fondata nel 1731, adiacente all’ omonima masseria in contrada san Sidero, da poco svelatosi il territorio di masserie, un antico tenimento medioevale dei cavalieri templari.
Melpignano, in collaborazione con i proprietari della chiesetta, si prodigherà per salvarla. L’ appello al sindaco Ivan Stomeo, perché prenda a cuore le sorti del luogo di culto, con la collaborazione tra amministrazione, della Soprintendenza ai Beni Culturali e dei proprietari.
Il caso ricorda quello analogo del comune di Botrugno, il quale ha restaurato di recente un’antica chiesa rurale sulla via per Sanarica.

Jenny De Cicco

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Al Liceo-Ginnasio “Giuseppe Palmieri” di Lecce un incontro con Vittoria Coppola

Sabato 11 febbraio alle 16,30, presso i locali del liceo–ginnasio “Giuseppe Palmieri” di Lecce, si terrà un’iniziativa culturale che vedrà, tra gli altri appuntamenti, un incontro con la giovane scrittrice salentina Vittoria Coppola, fresca vincitrice, col suo romanzo “Gli occhi di mia figlia” (Lupo Editore) del concorso-sondaggio della rubrica Billy del Tg1 Rai.
L’evento, a cura della professoressa Mariana Cocciolo, rientra nella manifestazione “Scuola aperta – celebrando la cultura”, “Progetto letteratura”.
“Questo pomeriggio, alle ore 16:30, sarò ospite dell’istituto Palmieri di Lecce, in occasione della manifestazione Open Day 2012, dal tema Celebrando la cultura.
Per me un’occasione bellissima e un onore personale.
Sono certa che la scuola possa essere culla di progetti che fanno crescere i ragazzi e fanno maturare in loro la convinzione che la cultura, la letteratura, siano fondamentali basi da cui partire per formarsi come uomini e donne del futuro.
Credere nella bellezza della cultura è importante. Attraverso i libri e non solo. In questa occasione porterò con me la mia esperienza ed avrò piacere di condividerla”, dichiara la Coppola.
Un percorso, quello dell’autrice, davvero entusiasmante, che l’ha vista come una delle protagoniste della scena letteraria italiana.
Il liceo–ginnasio “Giuseppe Palmieri”, promuove la manifestazione “Open Day”, che per il primo anno consentirà all’Istituto di interagire in linea diretta con la cittadinanza illustrando le attività di laboratorio e didattiche che regolarmente vengono proposte agli studenti in con il contributo di tutte le istituzioni preposte alla ricerca e allo sviluppo umanistico e tecnologico.

Gianluca Conte

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Giorno del Ricordo, commemorazione dei politici pugliesi

Il Giorno del Ricordo è stato istituito nel 2004 dal Parlamento italiano con la Legge n° 92 del 2004, per non dimenticare i danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia che subì l’eccidio delle foibe. Per questo motivo “la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Le foibe sono grandi crateri carsici utilizzati come fosse comuni per corpi delle centinaia di persone, fosse che per anni hanno ingoiato nel proprio oblio la storia dell’eccidio.
Numerose iniziative si tengono ogni 10 febbraio in tutte le città.
“Le foibe sono il luogo in cui, tantissimi italiani, per la sola colpa di essere italiani, furono lanciati vivi o morti dalle truppe dei partigiani comunisti jugoslavi. Le vittime delle foibe sono state anche e soprattutto vittime del silenzio, della volontà di non raccontare tutta la storia con le sue atroci realtà.
Per metterci alle spalle tutte le crudeltà occorre non perdere le tracce di quello che è accaduto, perché soltanto partendo da una base di condivisione e di valutazione comune di ciò che è stato si può pensare di guardare avanti con occhi sereni”, ha affermato Ugo Lisi, parlamentare pugliese.
A commemorare il “Giorno del Ricordo” anche il consiglio regionale della Puglia, che attraverso il presidente Onofrio Introna, s’unisce alla riflessione su una pagina dolorosa del Novecento.
“Il 10 febbraio – dice – non a caso anniversario del Trattato di pace di Parigi del 1947, si lega al ricordo di un orrore disumano e alla denuncia dell’odio etnico, che nelle province del confine orientale portò ad una caccia agli italiani e ai loro beni, fino all’estremo crudele dell’infoibamento di combattenti repubblichini e agenti delle forze dell’ordine, carabinieri e funzionari pubblici, ma anche semplici donne e uomini e perfino militanti antifascisti, per eliminare ogni opposizione alla slavizzazione del territorio. Torturati e gettati nelle cavità del Carso”.

Jenny De Cicco

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Le dame di carità magliesi in un libro

La storia delle dame di Carità a Maglie in un volume a cura della docente Gioconda Mele. Un interessante repertorio di date e nomi, scritti non senza sentimento da un membro del Gruppo di Volontariato Vincenziano, il nome moderno che assumono le dame di carità. Cento anni di storia in un volume pieno di sentimento, in cui ci sono anche le immagini dei documenti originali conservati a testimoniare l’attività svolta dal gruppo. La storia delle dame di carità magliesi inizia nel 1910, anche se sarà solo nel 1911 che la costituzione del gruppo sarà ufficializzata: una donna, spinta dalla compassione di una povera ragazza malata, le regalò nel letto e le cure necessarie, insieme con le suore vincenziane, per trascorrere nella grazia di Dio gli ultimi giorni della sua vita. Altre seguirono il suo esempio e queste benefattrici, oggi come allora, seguono i bisognosi fornendo un aiuto concreto nelle situazioni più spinose. Il libro è corredato anche da una cronologia che inserisce il movimento all’interno di un’ottica nazionale e internazionale, attraverso fatti e avvenimenti storici che avvenivano contemporaneamente alle vicissitudini del circolo sociale. Uno spaccato che si avvale di testimonianze storiche, alcune particolarmente dure, come quelle relative alla prima guerra mondiale e alla ricostruzione del secondo dopoguerra. Da leggere, per chi ne ha l’opportunità, dato che il volume è stato autoprodotto: uno stile, quello del lavoro silenzioso, che le dame di carità hanno assurto a loro bandiera.

 

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A San Donato di Lecce Gabriele Torsello presenta “Afghanistan, CameraOscura”

Mercoledì 8 febbraio, alle 19, presso la sede dell’associazione culturale “Artenoa”, Gabriele Torsello presenterà il suo libro “Afghanistan, CameraOscura”, edito da Kash Gt Edizioni.
L’evento, organizzato dal Presidio del libro di San Donato e da Artenoa, si svolgerà in occasione della serata conclusiva della mostra sulla Shoah “Sensibili memorie” inaugurata lo scorso 27 gennaio.
Gabriele Torsello, in arte “Kash”, fotografo e giornalista salentino, è noto, oltre che per la sua bravura come fotoreporter, per essere stato rapito in territorio afghano.
Il rapimento, che risale al 12 ottobre del 2006, avvenne sul tragitto che collega Lashkargah a Kabul. Torsello, che si trovava a bordo di un autobus pubblico, sembrava essere sparito nel nulla e di lui non si avevano più tracce.
L’unica cosa che egli riuscì a fare fu inviare un messaggio privo di testo all’ospedale di Emergency di Lashkargah, che pochi giorni prima del rapimento era stato oggetto di una sua visita.
Fortunatamente, l’episodio si concluse con il suo rilascio, dopo circa tre settimane. Ma l’intera vicenda rimane tuttora avvolta da un alone di mistero sul quale non è stata fatta piena luce.
Col suo libro Torsello ripercorre proprio i momenti principali di quella terribile esperienza, esponendo in modo preciso e appassionante fatti ed emozioni che contribuiscono a chiarificare i tanti aspetti controversi di quel drammatico frangente della sua vita.
L’autore, rammentando la prigionia, offre al lettore uno spaccato dell’Afghanistan veramente toccante e suggestivo, senza tuttavia perdere mai la capacità di analisi lucida della situazione di quella terra, non temendo di addentrarsi nella cultura e nelle incoerenze di un paese in costante conflitto.

Gianluca Conte

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A Nardò l’esposizione “Dal Cuore al Colore” di Angela Fracella

Lo scorso 5 febbraio, presso il Dribbling di Nardò, in via Giuseppe Grassi, è stata inaugurata la mostra d’arte “Dal Cuore al Colore” di Angela Fracella, giovane artista copertinese attualmente residente a Nardò. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino a domenica 19 febbraio.
La Fracella presenta 19 opere aventi come caratteristica principale il quotidiano, che, nella sua arte, si traduce in una ricerca di facce, atteggiamenti, mimiche, in ultima analisi, espressioni, che la pittrice trasferisce nelle sue creazioni.
L’artista usa diverse tecniche tra cui quelle dell’acquerello, del pastello e della matita. Si tratta, in buona sostanza, di primi piani che ritraggono volti di contadini, donne di casa, bambini, amici ma anche tipologie umane marginali come i clochard e uomini di strada.
Il suo sentire e vivere la pittura nasce dalla congenita passione per l’arte e il per colore che stimolano un’inclinazione ad esprimere stati d’animo e sentimenti del quotidiano, guadagnandosi per questo alcuni riconoscimenti in concorsi regionali e nazionali. Cromaticità, luce e tratto spaziano tra ritratti e paesaggi.

Gianluca Conte

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I libri antichi della Biblioteca “Piccinno” sbarcano sul web

Le schede catalografiche di un migliaio di volumi antichi della biblioteca Piccinno di Maglie sono da oggi consultabili sul web. Si tratta della continuazione del progetto sul Museo virtuale del libro antico del sud Salento, realizzato nell’ambito del Por Puglia 2000 – 2006 relativo alla promozione della società dell’informazione Pis n.14 “Turismo, Cultura e Ambiente nel Territorio del Sud Salento. Una galleria virtuale in cui una selezione di Cinquecentine, Seicentine e Settecentine di pregio delle biblioteche comunali di Acquarica del Capo, Ruffano, Specchia, Tricase, Taviano, Melissano, Otranto, Maglie e Gallipoli sono illustrate attraverso dati e immagini (digitalizzazioni di frontespizi, copertine e legature artistiche, iconografia varia, tavole incise o manoscritte) e presentate secondo diversi e molteplici itinerari che accompagnano il visitatore in un viaggio virtuale a partire dal patrimonio librario antico locale delle singole biblioteche. Il progetto rappresenta un momento essenziale per la piena integrazione del patrimonio librario del Sud Salento con le risorse culturali di diversa tipologia (beni archivistici, turistici, museali, eventi e manifestazioni, strutture ricettive) allo scopo di creare una serie di itinerari e percorsi tematici di turismo culturale. “Le attività volte alla realizzazione del Museo virtuale del libro antico del Sud Salento -spiega la direttrice Medica Assunta Orlando – sono state avviate nel mese di giugno 2009 con una prima fase relativa al censimento di questi particolari beni librari nelle biblioteche aderenti al progetto. Si è avviata una ricognizione delle risorse accompagnata dalla valutazione e selezione per la riproduzione digitale. Si è data precedenza al materiale più antico, incunaboli e cinquecentine, seguite da seicentine e settecentine; inoltre durante la fase di ricognizione si è provveduto alla ricerca delle singole notizie bibliografiche sui repertori on-line e cartacei, per verificarne la peculiarità e la rarità, altri due elementi che insieme alla datazione concorrono alla selezione dell’opera”. Le operazioni di digitalizzazione sono state eseguite per mezzo di una fotocamera ad altissima risoluzione e di un piano reclinato su cui è allocato il volume che permette un’apertura limitata del libro di circa 90 gradi.

Maurizio Tarantino

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L’improvvisazione nella musica dal ‘700 ai nostri giorni

Un incontro tra musica ed emozioni. Sarà questo il tema dell’iniziativa che il museo “Decio De Lorentiis” in collaborazione con l’associazione Bud Powell di Maglie ha organizzato per il prossimo 11 febbraio. A partire dalle ore 19, presso la sala etnografica “Florio Santini” del museo civico sarà protagonista “L’improvvisazione nella musica dal ‘700 ai nostri giorni”, come recita il titolo dell’evento: un’iniziativa particolare perché rivolta in particolare agli appassionati di musica d’improvvisazione, aperto agli amanti dell’arte musicale che intendono arricchirsi attraverso un momento di condivisione e un percorso di storia della musica. Saranno tre importanti esperti a guidare l’esplorazione musicale: Michele Visaggi, concertista clavicembalista noto in tutto il mondo e profondo conoscitore della storia della composizione, Francesco Libetta, pianista di fama internazionale, direttore d’orchestra tra i più quotati e grande compositore, Gianni Lenoci, pianista, compositore e interprete di opere sperimentali che vanta esibizioni sia come solista che con gruppi jazz e che ha collaborato con i maggiori improvvisatori della scena mondiale. Insomma un incontro tra chi si esprime, con strumenti musicali, attraverso l’istintualità della musica e chi si avvicina, con l’ascolto, all’infinita corrispondenza di sensazioni, che, come in ogni forma d’arte, coinvolgono la sfera emotiva. L’evento prosegue la sinergia tra il museo e l’associazione Bud Powell di Maglie, sinergia che lo scorso anno portò alla realizzazione delle quattro iniziative di “Museo in Jazz” e ad “Aperti per ferie”, gli appuntamenti che, tra luglio e agosto, ebbero un ottimo successo di pubblico.

Maurizio Tarantino

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Diorami a Lecce per vedere la Grotta dei Cervi

Grotta dei Cervi, pochi fortunati l’hanno visitata dal vivo, ma è una delle meraviglie del Salento.
Inaugurata il primo febbraio la mostra di diorami su la Grotta dei Cervi di Porto Badisco, presso il museo Faggiano a Lecce, allo scopo di far conoscere questa eccezionale opera umana.
Il primo febbraio 1970 un gruppo di giovani speleologi s’inoltrarono nelle viscere della rossa terra salentina e scoprirono la meraviglia: per rendere omaggio alla bellezza e all’unicità che però non sono fruibili ecco la mostra di riproduzioni artistiche in scala, in modo che anche i più giovani possano godere della particolarità della Grotta.
Tra i relatori dell’evento la docente di Paletnologia dell’Università del Salento Elettra Ingravallo, impegnata nel progetto di ricostruzione 3D e rappresentazione virtuale della Grotta, avviato nel 2003 dal coordinamento Siba – Servizi informatici bibliotecari – dell’ateneo salentino, d’intesa con la Soprintendenza per i Beni archeologici e in collaborazione con il Cnr canadese e il Caspur di Roma. Alla presentazione, parteciperà anche Pino Salamina, fotografo ufficiale della scoperta.
La “cattedrale più bella del mondo” è a Otranto, per la precisione a Porto Badisco. Non è un errore, Otranto non ha solo la splendida cattedrale romanica, ma ne ha una ben più antica, un luogo in cui si narra approdò l’Enea virgiliano. La cattedrale più bella del mondo è La Grotta dei Cervi, così è stata ribattezzata da Mara Guerri del dipartimento di Scienze delle Antichità dell’università di Firenze.
Il “santurario della Preistoria” non è assolutamente visionabile dal vivo, ma grazie a un lavoro di riproduzione in scala, voluto da Luciano Faggiano proprietario del museo omonimo, dal primo febbraio, data in cui è stata inaugurata la mostra “diorami della Grotta dei Cervi di Porto Badisco”.
I diorami è il termine tecnico per indicare un modello tridimensionale in scala.
Sono sei i diorami del museo Faggiano di cartapesta, gesso e terracotta realizzati da Antonio Di Paola , Claudio Capone, Angelo De Leonardis, Antonio Grazioli, Cosimo Iaconisi con il presidente Angelo Congedo dell’associazione italiana Amici Del Presepio di Lecce.
Nel giorno dell’anniversario della storica giornata del primo febbraio 1970 quando a Severino Albertini, Daniele Rizzo, Remo Mazzotta, Isidoro Mattioli, ed Enzo Evangelisti scoprirono la grotta di Enea poi “Dei Cervi”.

Jenny De Cicco

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A Tricase si riflette su “La famiglia custode della vita”

Sabato 4 febbraio, a partire dalle ore 16, nell’aula magna del Polo Didattico dell’azienda ospedaliera Panico di Tricase, in occasione della celebrazione della XXXIV Giornata per la Vita, si terrà il convegno “La famiglia custode della vita”.
Il dibattito, promosso dalla Pia Fondazione di Culto e Religione Panico e moderato dal giornalista Nello Wrona, dopo i saluti di rito del direttore generale dell’azienda ospedaliera, suor Margherita Bramato, e l’introduzione ai lavori del vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli, si snoderà attraverso un ricco programma di interventi.
Alla relazione su “Educazione alla famiglia e accoglienza della vita” di Marcello Tempesta, docente di Pedagogia Generale dell’Università del Salento, seguirà la presentazione del volume “A casa con mio figlio” scritto da Rodolfo Fracasso, dirigente medico dell’ospedale di Tricase. Il manuale, corredato di molte fotografie e vignette originali di Enzo Ferramosca, sarà donato alle neomanne al momento delle dimissioni.
Il libro è stato promosso ed edito dalla Pia Fondazione in collaborazione con le unità operative di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria e unità di Terapia Intensiva Neonatale, dirette rispettivamente da Liborio Milano e da Giuseppe Presta, che interverranno al dibattito.
In conclusione, Luigia Morciano (dirigente medico di Pediatria e Utin e del servizio di Genetica Medica dell’azienda ospedaliera di Tricase) e Maria Teresa Calignano, rappresentante dell’associazione “Persone Down” della sezione di Nardò, relazioneranno su “L’accoglienza della vita fragile”.

Antonella Cazzato

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Un festival itinerante per i 10 anni dalla morte di Bene

Un festival itinerante per rendere omaggio a Carmelo Bene. Mentre ancora è in balia della burocrazia la casa-museo dell’artista a Santa Cesarea, che rischia di finire all’asta, il Salento si prepara a ricordare uno dei suoi figli più illustri ed eccentrici con un festival.

Sono passati 10 anni dalla dipartita di Carmelo Bene e il Salento lo ricorda con un Festival itinerante a lui dedicato.

L’iniziativa vede promotore e partner la Provincia di Lecce, è stata presentata con una conferenza stampa a Roma nei giorni scorsi, alla presenza della vicepresidente provinciale Simona Manca e del consigliere provinciale Francesco Bruni, ex sindaco d’Otranto nel periodo della morte dell’artista.

Carmelo ha smesso di essere carne a Roma, il 16 marzo 2002. Uno dei massimi esponenti culturali italiani, soprattutto nel teatro, ma non solo, il poliedrico artista dagli occhi bordati sarà ricordato con un grande tributo in programma tra Lecce, Otranto e Bari, promosso da Provincia di Lecce, Comune di Otranto e Bif&st, il Bari International Film Festival giunto alla sua terza edizione, promosso e finanziato dalla Regione Puglia e organizzato dall’Apulia Film Commission.

Un omaggio originale è stato predisposto dalla Provincia di Lecce con il supporto del museo “Sigismondo Castromediano” di Lecce e la collaborazione del regista salentino Edoardo Winspeare e della costumista Antonella Cannarozzi, candidata al premio Oscar 2011 per il suo lavoro nel film “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino. La performance sarà ad opera di Luigi Presicce, artista invitato a Kassel 2012.

All’interno della chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce, il 16 marzo prossimo, sarà realizzato un “tableau vivant” con gli originali costumi di scena di Bene.

Un set in progress sarà aperto al pubblico e nel backstage saranno ospitati importanti personalità del mondo dello spettacolo. Le riprese prodotte saranno montate in un video a cura della società di produzione Saietta Film e il cui prodotto sarà proiettato nell’ambito di una mostra tematica allestita nel Museo “Castromediano”. La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 marzo al 30 giugno.

Previsti anche due concerti di chiusura del “Festival Carmelo Bene”, promossi dalla Provincia, che si terranno venerdì 4 maggio, alle 21 nel Teatro Politeama Greco di Lecce e sabato 5 maggio a Otranto, di cui sarà direttore Marcello Panni.

Anche Otranto ospiterà una serie di eventi a partire dal 15 marzo, un omaggio che l’intera comunità idruntina rende a Bene, città che l’artista aveva scelto come dimora e dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita.

Jenny De Cicco

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Maglie, Elio Scarciglia con “Prima di tutto l’uomo”

Deportazione vs dignità umana. Parla di questo “Prima di tutto l’uomo” l’ultimo documentario di Elio Scarciglia, che viene presentato a Maglie venerdì 3 febbraio alle 18,30 presso il liceo Capece. Alla proiezione del documentario seguirà il dibattito con l’autore Elio Scarciglia e Laura Quarta dell’associazione Biblioteca di Sarajevo, che organizza l’evento. “Prima di tutto l’uomo” prende il nome dai versi di Nazim Hikmet. “Con questi – si legge nel comunicato – magistralmente interpretati da Carla Guido, inizia, infatti, il documentario. Il poeta incita il figlio a rispettare e gioire di ogni elemento della natura, ma a tenere nelle massima considerazione i bisogni dell’uomo. La cronaca, quanto ci viene raccontato tutti i giorni da quotidiani e televisione va certamente in tutta altra direzione. Si inizia così un viaggio a ritroso nel tempo, si indaga sui diritti negati all’uomo nell’imminente passato, varie testimonianze raccontano di fatti e misfatti del secolo scorso. Si parte dalla Casa Rossa di Alberobello e si approda alla Risiera di San Sabba di Trieste. Il sud e il nord legati da una bellissima figura di uomo libero, Vincenzo Antonio Gigante, nato a Brindisi, che, pronto a sacrificare anche la vita per i propri ideali, viene arrestato e infine deportato nell’unico campo di concentramento italiano con forno crematorio, la Risiera di San Sabba appunto, dove fu torturato e ammazzato dai nazisti, senza però rivelare i nomi dei suoi compagni.

Un lungo viaggio per risvegliare la memoria e le nostre coscienze. Ricordare sempre, odiare mai è l’esortazione di un ex-deportato. E oggi? Secondo quali regole si improntano i rapporti umani? Questa è una delle domande che il documentario pone. Non mancano però episodi di disponibilità e generosità, come è il caso dei cittadini di Alberobello che umanizzano con la loro sensibilità la condizione di degrado fisico e morale delle persone internate nella Casa Rossa solo perché animate da idee di libertà ed uguaglianza o perché non gradite al regime. Il film vuole essere un monito rivolto soprattutto ai giovani con la speranza che non ricadano in errori e orrori già vissuti”. All’interno del documentario ci sono le testimonianze di Vittorio Bruno Stamerra (giornalista e scrittore), Vito Antonio Leuzzi (direttore dell’Istituto pugliese per la storia dell’ antifascismo), Adriano Dugulin (direttore dei Musei Civici di Trieste), Francesco Fait (curatore responsabile della Risiera di San Sabba), Sergio Mauri (scrittore), Francesco Terzulli (storico e saggista), Luca De Felice (direttore del Museo del territorio – Alberobello), Boris Pahor (deportato e scrittore).

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