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“Oblivium” di Claudio Scardino approda a Galatina

Da mercoledì 1 a domenica 19 febbraio, presso il Museo Civico d’Arte “Pietro Cavoti”, in Piazza Alighieri, a Galatina, si terrà “Oblivium”, mostra d’arte contemporanea di Claudio Scardino.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Università Popolare Aldo Vallone e il Museo Pietro Cavoti, è patrocinato dal Comune di Galatina, dalla Provincia di Lecce e dalla Regione Puglia, Assessorato del Mediterraneo, cultura e turismo, e offrirà un contesto originale e inedito nell’intero territorio pugliese.

Curatori della mostra saranno la scrittrice Daniela Bardoscia e Francesco Luceri, studioso di filosofia e storia locale.

Claudio Scardino, artista dell’Avanguardia storica, scultore, artista multimediale e pittore, forse poco conosciuto in Salento, ha riscosso un ampio successo in Italia e all’estero, ricevendo vari riconoscimenti, tra cui quello del Museum of Modern Media e vanta, inoltre, partecipazioni come quella alla Boston Biennal.

Il primo giorno dell’evento, alle ore 18, l’artista proporrà un’inedita audio-istallazione e una “action painting” che vedrà coinvolti nella realizzazione di una scultura nuova i soci dell’Università e coloro i quali ne prenderanno parte. Scardino condurrà il pubblico alla riscoperta della classicità, pur tenendo presente, nella sua opera, il sentire contemporaneo.

Al termine della sua azione d’arte, l’artista, alla presenza del Vice Prefetto Vicario Matilde Pirrera, inaugurerà la mostra.

“Le radici rivolte al cielo, come braccia tese a catturare le vibrazioni e gli echi immortali del tempo, dell’arte, dell’umanità, con i suoi miti, i suoi eroi, le sue divinità. È questa la chiave di lettura dell’opera di Claudio Scardino che, con la sua arte, dà voce a questi influssi, di cui si fa recettore e strumento. Le sue performance, simposio d’arte, divengono un corridoio di specchi, prepotenti, insormontabili per i convenuti alla sua fucina d’anime e ci costringono a vedere, a prestargli attenzione, a scovare nella nostra inviolata intimità e a consegnare nelle sapienti mani dello sculture quel pezzo di noi stessi che nasconde un embrione d’artista smarrito e confuso. L’arte ‘partecipata’ di Scardino conduce con feroce prepotenza a prendere distanza dalla quotidianità e a divenire un frammento del Tutto”, scrive Daniela Bardoscia nella sua presentazione alla mostra.

La serata si chiuderà con un rinfresco allietato dai musicisti Matteo Giustizieri, basso, Lorenzo Negro, chitarra e Francesco Napolitano, voce e chitarra, i quali presenteranno il progetto musicale “Alchemian”.

Scardino, per tutta la durata della mostra, sarà disponibile ad incontrare il pubblico, ogni venerdì, a partire dalle ore 18.00. Nei sabati successivi all’inaugurazione l’artista terrà delle performances di poesia, alla conclusione delle quali si esibiranno diversi musicisti.

L’evento si concluderà domenica 19 febbraio con un programma artistico che coinvolgerà altre istituzioni del territorio e vari operatori culturali e artisti salentini.

Gianluca Conte

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L’Approdo a Otranto

Da Kater I Rades a “L’Approdo. Opera all’Umanità Migrante”. Metamorfosi di una tragedia. Il vetro di Varotsos è il contrappasso dantesco per il relitto della disperazione.

L’opera è stata presentata la mattina del 29 gennaio alle 10,30 al Castello di Otranto, tramite conferenza stampa e a seguire alle 12.00, presso l’Area Fabbriche del Porto il varo in quella che per sempre sarà la sua collocazione.

L’Approdo apparirà una delle tante navi del porto idruntino, ma mai è giunta al sicuro, la Kater è stata protagonista della strage del Venerdì Santo del 1997. La trasformazione della Kater da emblema della tragedia, a simbolo d’accoglienza e riparo. Un viaggio di rinascita che è giunto a meta dopo 14 anni grazie all’idea dell’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, a Klodiana Cuka dell’associazione umanitaria Integra Onlus e dei parenti delle vittime, all’amministrazione comunale di Otranto e a Giusi Giaracuni curatrice del progetto.

Un importante sostegno è giunto dalla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, in collaborazione con la cooperativa Artemisia.

La Conferenza permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo ha sostenuto l’iniziativa, che gode anche del patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dell’Unesco, dell’Organizzazione Internazionale per i Migranti e del Comitato Italiano per i Rifugiati.

Il progetto vuole diventare il punto di partenza per la nascita di una vera e propria “residenza internazionale per il contemporaneo e le migrazioni”. Il Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo ha aderito al progetto di residenza attraverso il coinvolgimento della propria rete internazionale.

L’opera è stata estratta dalle lamiere della tragedia che ha ispirato in altri campi Alessandro Leogrande nel suo ultimo libro “Naufragio. Morte nel Mediterraneo”, il regista brindisino Simone Salvemini nel documentario, in lavorazione, “L’approdo delle anime migranti” e tramite le sette note il gruppo musicale pugliese I MARinARIA con il brano inedito “Quattùrdici anni” ispirato alla tragedia della Kater I Rades.

Come ama dire il maestro Costas Varotsos, “L’Approdo è un’opera collettiva e tanti sono stati i soggetti istituzionali, multinazionali, imprese locali, artigiani e privati cittadini che hanno concorso per rendere possibile vincente questa sfida”.

Il sindaco Luciano Cariddi ha sottolineato: “La storia, a volte, sa scrivere pagine molto tristi, e anche il nostro Canale ha dovuto assistere a tragedie di un dolore assordante che si fa fatica a dimenticare.

Non dimentichiamo mai che anche il nostro Paese, e in particolar modo il Meridione, è stato interessato in passato dal fenomeno dell’emigrazione di massa verso Paesi esteri che ci hanno accolto. L’Approdo potrà contribuire a rafforzare nella nostra comunità la naturale predisposizione all’accoglienza e alla solidarietà sempre dimostrata”.

Costas Varostos invece fa notare come la proposta di trasformare la Kater I Rades è giunta in un momento in cui la Grecia si trova in una tempesta: ”Per me questo è un momento di riflessione e di ripensamento sul significato stesso di Europa, di cultura e di Mediterraneo. Ho guardato alla possibilità di trasformare una tragedia in un’opera d’arte come a una grande occasione. C’è un modo dire che viene dal greco antico molto diffuso nel mio paese il cui senso è che non ci può essere il bene se non c’è il male. E’ dal male che scaturisce il bene”.

Jenny De Cicco

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IL DIAVOLO STA NEI DETTAGLI, PRIMO LAVORO IN STUDIO DI AMERIGO VERARDI E MARCO ANCONA

Il 2012 si è aperto per il duo di musicisti Amerigo Verardi e Marco Ancona con un nuovo lavoro discografico, Il Diavolo sta nei dettagli, nei negozi dal 24 gennaio. Si tratta del primo lavoro in studio del duo più noto dell’underground locale ed emergente a livello nazionale, che ha precedentemente pubblicato Oliando La Macchina – Live Tour 2009. Il disco, una piacevolissima conferma dell’eccezionalità di questi due musicisti, si apre con i suoni elettronici di Un’Onda non frena, riassunto dell’intero lavoro, prodotti da rhodes e bass synth di Gianluca De Rubertis (Il Genio) e dalla batteria elettronica di Paolo Provenzano. Seguono Stanco, stufo, stupido e da solo, anch’esso contenuto nel precedente lavoro come altri pezzi tra cui I figli dei Mirafiori, insieme a una serie di brani inediti come Gente che ti vuole bene e Baby Sitter; brani che hanno un filo conduttore, il racconto rock e underground di una società viziata e bugiarda, che ti rende “stanco”, “stufo” e “stupido”, alla ricerca di un posto che sia per sempre. Caratteristica originale sono le due voci che viaggiano perfettamente all’unisono, rendendo ancora più energico e diretto l’effetto di colpire come dardi spietati. Non mancano brani dai toni riservati e intimistici come Anche questo è amore e l’acustico che chiude l’album, Mano nella mano: “certi giorni non è facile pensare di non ritrovarsi più mano nella mano e abbandonarsi a respirare dirsi tutto senza dire una parola”, recita il pezzo che più di tutti, nel 2009, ha coinvolto l’interesse di Manuel Agnelli al punto da far nascere una collaborazione tra Veradi-Ancona con gli Afterhours. Per ascoltare i brani in anteprima http://www.rockit.it/VerardiAncona/album/il-diavolo-sta-nei-dettagli/18437.

Luana Campa

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Otranto: la Kater e i Piccoli profughi

Il 29 gennaio due importanti eventi a Otranto ricorderanno che quello appena passato è stato il ventennale delle migrazioni albanesi in Salento.

“L’Approdo. Opera per l’Umanità Migrante”, la prestigiosa scultura ideata dal grande maestro greco Costas Varotsos, verrà presentata a Otranto dal comune e dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, alle 12 presso l’Area Fabbriche del Porto.

Il relitto della motovedetta albanese Kater I Rades sta per subire la metamorfosi concettuale, oltre che materiale, da relitto protagonista della “Strage del Venerdì Santo” a opera monumentale simbolo di tutti i migranti morti in mare e di speranza per la società caratterizzata da nuovi tipi di migrazioni.

La trasformazione della carcassa di questa motovedetta è stata anche la battaglia contro l’indifferenza, che si è concretizzata nell’idea dell’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce e di Integra Onlus, di trasformare la Kater in un monumento da situare presso il porto d’Otranto.

Nonostante le polemiche legate ai costi di realizzazione, al mantenimento di un’opera d’arte contemporanea ed alla collocazione (che ha richiamato alla polemica del riccio di Gallipoli) resta di fatto l’idea e la sintesi artistica grazie alla quale Costas Varotsos, le cui opere sono presenti in tutto il mondo, ha accettato la sfida di creare un monumento a partire dal drammatico relitto della Kater. Il maestro greco, è stato affiancato da cinque giovani selezionati dalla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo organizzata a Salonicco, ai quali si aggiungeranno un artista greco, un albanese e un italiano.

Il progetto artistico internazionale è stato ideato dalla Cooperativa Artemisia, in media partner con la Copeam.

L’inaugurazione sarà anticipata da una conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto “Residenza internazionale per il contemporaneo e le migrazioni” presso il Castello Aragonese alle 10,30, nella quale interverranno Luciano Cariddi, sindaco d’Otranto, Nicola Fratoianni, assessore alle Politiche Giovanili della Regione Puglia, Bruno Ciccarese, assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Lecce, Luigi De Luca, presidente dell’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce e Luigi Ratclif, presidente della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo e infine Alessandra Paradisi, segretario generale della Copeam.

Sabato 28 verrà presentato il volume per raccontare le storie dell’esodo albanese in Salento. Il Salento visto dai profughi, terra d’approdo ma anche terra di partenza rappresentante un nuovo inizio, raccontato tramite le amicizie.

Alle 18 a Otranto, presso la sala triangolare del Castello Aragonese, verrà presentato il volume Piccoli Profughi. Il tomo è la vera storia dell’amicizia tra i due autori, Alessandro Santoro e Edison Duraj, il loro dialogo, le lettere e i diari di bordo che li hanno accompagnati dal loro primo incontro nel 2005 sino al ritorno di Edison in Albania.

Il volume è presentato da Maria Rosaria De Lumè, presidente dell’Istituto di culture mediterranee della Provincia, dal rettore dell’università di Lecce Domenico Laforgia, dalla ex preside della media Galateo di Lecce Rita Bortone, dal sindaco di Otranto Luciano Cariddi.

Jenny De Cicco

Invito inaugurazione “L’approdo. Opera all’umanità migrante”

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Regione e città di Lecce non dimenticano la Shoah

67° anniversario della liberazione di Auschwitz, la Giornata della Memoria, ricordata anche in consiglio regionale, con Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale: “Il 27 gennaio ricorre il 67° anniversario della liberazione del lager di Auschwitz, una data consacrata da una legge statale del 2000 alla riflessione sulla barbarie dell’odio nazista.

Quel giorno, nel 1945, l’Armata Rossa raggiunse il campo di concentramento nei pressi di un’anonima cittadina polacca. E il mondo cominciò a sapere. L’inferno si apriva dietro il cancello sormontato dalla scritta Il lavoro rende liberi e i camini testimoniavano la disumana efficienza di una delle più aberranti fabbriche di morte di tutti i tempi. L’intero Paese e la Puglia devono fare dell’Olocausto una parte integrante della memoria collettiva”. Quest’anno il consiglio regionale pugliese ricorderà il Giorno della Memoria in maniera inedita, tramite una seduta straordinaria del Parlamento dei Giovani destinatari e depositari della memoria, i ragazzi dell’assemblea e di diverse scuole pugliesi approfondiranno, con testimonianze dal vivo e letterarie, la vicenda finora poco nota degli Imi, gli internati militari italiani nei lager tedeschi.

Anche nel Salento le manifestazioni per non spegnere la luce del ricordo sono state innumerevoli, scuole, associazioni e istituzioni si sono attivate in ogni campo.

Organizzato a Lecce un percorso cittadino sulle tracce della comunità ebraica presente fino agli inizi del XVI, un tour organizzato dal comune assieme all’agenzia OasiMed e svolta nella mattinata del 27 per le scolaresche e nel pomeriggio dalle 17 per tutti.

Sempre a Lecce si è svolta la prima tappa del progetto “Multidisciplinary Art”. Il 27 gennaio alle 18 presso i Teatini si è tenuto l’“Omaggio a Primo Levi e Marc Chagall”. Progetto culturale realizzato da Stefania Negro, e Simone Franco in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, Turismo, Spettacolo, Relazioni internazionali e Marketing territoriale del Comune di Lecce, ha per obiettivo quello d’avviare un ciclo di incontri di sperimentazioni artistiche, culturali interdisciplinari, rivolto a tutti i cittadini, alle scuole, alle associazioni e agli artisti.

Il progetto che si articolerà in 10 atti multidisciplinari artistici d’autori italiani ed esteri, in luoghi di prestigio a disposizione del Comune di Lecce, è iniziato intanto nella mattinata del 27 con il laboratorio didattico “Noi non vogliamo dimenticare” insieme alle classi terze, presso la scuola primaria “Cesare Battisti” di Lecce. La mattina si è chiusa con il laboratorio artistico di libera espressione grafica, insieme a Orodè Deoro.

A partire dalle 18 l’iniziativa è proseguita presso la sala conferenze dell’ex convento dei Teatini con un “Omaggio a Primo Levi e Marc Chagall”. A seguire un’introduzione alla musica klezmer e sefardita a cura della musicologa e cantante Nadia Martina.

Alle 19,30 si è tenuta la rilettura personale del gruppo Shanà Tovà (Buon Anno in ebraico), canti e melodie della tradizione musicale e testi tratti dalla letteratura ebraica, con Nadia Martina (canto), Fabio Zurlo (fisarmonica), Simone Franco (voce recitante) e azione pittorica di Orodè Deoro.

Jenny De Cicco

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“Sensibili memorie”, mostra fotografica in ricordo della Shoah

Da venerdì 27 gennaio a mercoledì 8 febbraio, a San Donato di Lecce, presso la sede dell’associazione culturale Artenoa, si potrà visitare “Sensibili memorie”, una mostra fotografica sul tema della Shoah.

L’evento, organizzato dai Presidi del libro e da Artenoa in collaborazione con la Regione Puglia, oltre a vedere la partecipazione di dodici artisti che useranno la fotocamera per la realizzazione di opere aventi come tema l’Olocausto, sarà occasione di altre iniziative riguardanti questo terribile capitolo di storia recente.

Lo spirito dell’incontro è da ricercare, non solo nella memoria della terribile tragedia che ha visto la morte atroce di milioni di ebrei per mano della follia nazista – ma anche di oppositori politici, omosessuali, zingari, malati terminali – anche nella volontà di lanciare un messaggio di presenza civile e culturale rispetto a nuove forme di intolleranza che sembrano interessare trasversalmente l’intera società ontemporanea.

Nel corso dell’inaugurazione, che avrà inizio alle 18,30, ci sarà la lettura del racconto “L’ora che non viene” di Gianluca Conte, presente nell’antologia “Paesaggi letterari” edita da Historica Edizioni. Lo scritto è ispirato alla storia di una ex internata nel campo di concentramento di Ravensbrück.

La mostra resterà aperta al pubblico nei giorni feriali dalle 17,30 alle 20.

 

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“Gli occhi di mia figlia” di Vittoria Coppola è libro dell’anno

Davvero un grande traguardo quello raggiunto dalla giovane scrittrice salentina Vittoria Coppola. Il suo romanzo d’esordio, “Gli occhi di mia figlia”, edito da Lupo Editore, è stato proclamato libro dell’anno dal concorso-sondaggio della rubrica “Billy, il vizio di leggere” del Tg1 Rai.

Il romanzo della Coppola si è cimentato in una sfida con opere di autori titolati del calibro di Carofiglio, Maraini e Pansa – per fare soltanto due nomi – e da questo confronto è uscita vincitrice. Intanto il volume verrà ripresentato a Maglie presso Libri & Musica sabato 28 gennaio alle 18,30, con la presenza di Francesca Rinaldi e Adele Maruccio.

“Un’avventura bellissima e inaspettata. Un’occasione importante in cui ho sentito il calore di centinaia di persone. Sono felice di aver vinto un concorso in cui sia stata la gente a decidere, perché il mio romanzo è nato da me, ma vive e cresce grazie a chi lo legge e lo accoglie”, dichiara a caldo l’autrice.

Molto interessante si è rivelata, di riflesso, l’altra sfida: quella tra una piccola realtà editoriale come Lupo Editore e i giganti dell’editoria italiana.

“Questo risultato rappresenta la realizzazione di un sogno ma anche il punto di partenza per allargare a un ambito più grande la nostra idea di casa editrice intesa come famiglia editoriale, dove ognuno dei componenti, pur con la sua diversità, concorre all’affermazione di tutti”, commenta l’editore Cosimo Lupo.

“Gli occhi di mia figlia”, il cui successo è ormai di portata nazionale, verrà a breve ripubblicato in coedizione “Lupo Editore” e “edizioni A Nordest”, distribuito sul territorio nazionale da Messaggerie Libri, con promozione Vivalibri e stampato presso Mondadori Printing.

Gianluca Conte

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Al Poggio di Sant’Elia una giornata dedicata al popolo Saharawi

Giovedì 26 gennaio, alle 14, al Poggio di Sant’Elia, sulla comunale Squinzano- Campi Salentina, avrà luogo una giornata di incontro per avvicinare la popolazione salentina alla conoscenza della difficile storia del popolo Saharawi.

L’evento, organizzato dall’associazione Melquìades, vede il contributo di Arci Territoriale e Cgil, realtà impegnate con progetti di collaborazione e solidarietà internazionale in diverse zone dell’Africa.

Saranno presenti Anna Lucia Doria, presidente dell’associazione Melquìades e numerose personalità, tra cui Danilo Lupo della redazione di TeleRama News, Omar Mih, rappresentante in Italia della Rasd, Pietro Soldini, responsabile Area Immigrazione Cgil nazionale, l’assessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli, Stefano Montesi, fotogiornalista, Nunzia Baglivo di Emergency Salento, Antonio Maniglio, vicepresidente del consiglio della Regione Puglia gruppo Pd, Filomena D’Antini Solero, assessore Politiche Sociali – Pari Opportunità.

Alfonso Rampino, gruppo consiliare Partito Democratico, Bruno Ciccarese, assessore Politiche Giovanili Provincia di Lecce, Anna Caputo dell’Arci Lecce.

Nel corso dell’iniziativa si svolgeranno diverse attività: il convegno “I Figli delle nuvole: I Saharawi; Cooperazione, Pace, Democrazia, Diritti Umani e Diritto all’Autodeterminazione di un popolo in esilio”, la presentazione Progetti 2012 (Accoglienza Estiva “Piccoli Ambasciatori di Pace” Lecce 2012, Diritto all’acqua: adotta una Cisterna per il Sahara Occidentale), inoltre le proiezioni “Saharawi Donna” e “Bambini in Esilio” e la mostra fotografica “Tradizioni Saharawi” a cura di Gianluca Belei.

“I Figli delle Nuvole, così venivano chiamati i Saharawi quando, ancora nomadi, seguivano le nubi, e le piogge. Dal 1975 il Popolo Saharawi è stato costretto ad abbandonare l’area geografica in cui viveva, il Sahara Occidentale, a causa dell’invasione illegale ed indebita di quella zona da parte del Marocco. Costretti a vivere in territori occupati vedendo calpestare quotidianamente i loro diritti umani, o in campi profughi a sud dell’Algeria, o in una lunga diaspora in giro per il mondo, chiedono solo di riavere la loro casa, il loro paese, libero, indipendente, autodeterminato”, si può leggere su un comunicato di Melquìades.

Tra le tante tematiche che verranno trattate, si dibatterà sulla questione Saharawi, in particolare per ciò che concerne la posizione del Marocco nella repressione, ormai sistematica, nei confronti del popolo Saharawi. Inoltre verrà fatto il punto sulle iniziative e i progetti che si intenderanno portare avanti.

Gianluca Conte

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“Fino alla fine del giorno” di Osvaldo Piliego vince il Premio Nabokov

“Fino alla fine del giorno”, romanzo d’esordio del giovane scrittore e giornalista salentino Osvaldo Piliego, edito da Lupo Editore, ha vinto il Premio Nabokov 2011 – sezione narrativa.

Il concorso, promosso dall’agenzia letteraria “Interrete”, è stato partorito per supportare e promuovere le opere edite, dando visibilità alle stesse e ai suoi autori, sfidando, il più delle volte, le logiche dei dinosauri dell’editoria.

La premiazione, tenutasi nel corso della manifestazione “Incipit: libri in primo piano”, è avvenuta sabato 21 gennaio presso il Teatro Comunale di Novoli.

Il romanzo di Piliego, già oggetto di attenzione del nostro giornale, è un’opera davvero densa ed emozionante, in cui spicca il ritratto di un Salento lontano dall’immagine patinata che vede questa terra soltanto come patria del “sole, mare e vento” e della pizzica. Uno scritto che ci mette di fronte a una realtà ben diversa rispetto a quella dello stereotipo del divertimento tout court e che ci fa riflettere sul rischio di estraniarsi dalla realtà stessa.

Quest’opera prima, pubblicata da una piccola ma intraprendente casa editrice salentina, è la dimostrazione di come possano crescere talenti anche nell’oscuro Salento così ben descritto dal testo del Piliego. Ma c’è un altro segnale importante da cogliere: il lavoro di chi guarda lontano e crede nel valore di ciò che ha fra le mani (investendo tempo e risorse) alla lunga viene premiato. E il raggiungimento di questo riconoscimento ne è la prova evidente.

Gianluca Conte

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“Le stagioni mediane”, ultimo lavoro di Alfredo De Giuseppe

Oggi pomeriggio alle ore 18,30 presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone a Tricase si terrà la conferenza di presentazione dell’ultimo lavoro del regista e scrittore Alfredo De Giuseppe “Le stagioni mediane. Pensieri multipli lungo una litoranea italiana”.

Come suggerisce lo stesso titolo e come si legge sul sito dell’autore http://www.alfredodegiuseppe.it , “Le stagioni mediane possono essere tante cose, innanzitutto il percorso di una vita giunta ad una supposta età di mezzo, ma anche i politici e i calciatori mediani. Ma anche una donna di mezza età che vaga lungo una litoranea del sud Italia, mentre un altro uomo racconta i locali e i ristoranti della medesima strada. Locali stagionali, eternamente provvisori, ma che hanno qualcosa da raccontare, fra il sorriso e l’inquietudine”.

I pensieri multipli, tradotti in brevi spunti, quasi sinossi di una sceneggiatura ancora da scrivere, si fondono in un corpo unico e con una scrittura accattivante in una semplicità narrativa emerge l’eclettismo dell’autore, che ci propone a tratti un romanzo breve, in altri una guida turistica per sciroccati, o un saggio futuribile di economia semplificata.

Il tutto si traduce in un’occasione per riflettere sull’uomo di oggi e sulla società del domani, senza dimenticare la terra d’origine, che tutto confonde, avara e ricca al tempo stesso.

Interverranno alla discussione con l’autore: Stefania Casini, attrice e regista, Maria Antonietta Martella, scrittrice, Donato Chiarello, attore teatrale. Modererà l’incontro Pina Scarcella.

Antonella Cazzato

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Al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce presentazione del volume “Fughe Architettura e Musica”

Sabato 21 gennaio, alle 19,30, presso l’auditorium del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, sarà presentato il volume “Fughe – Architettura e Musica” a cura di Beatrice Malorgio ed Elsa Martinelli, edito da Edizioni Grifo nella collana “Images – Studi su architettura, ambienti e città dell’Europa”.

Alla realizzazione del volume hanno contribuito, con propri saggi specialistici, studiosi ed esperti nei campi della musica, dell’architettura, della fisica acustica, della letteratura, della danza, della storia dell’arte, quali Patrizia Baldassarre, Elena Meleleo, Delia Mugnaini, Saverio Pansini, Gino Pisanò, Biagio Putignano, Ciro Robotti, Gerardo Zaccaro.

Nel corso dell’incontro si potrà assistere alla proiezione di un video a cura dell’associazione culturale “Archicool” e a un intervento-performance dell’architetto Omar Mohamed.

Mohamed, oltre che architetto è anche attore, autore e regista del teatro “Gost” di Bollate Milano ed ha al suo attivo esperienze da regista cinematografico presente in rassegne di cortometraggi e film festival nazionali. È docente di corsi annuali di teatro, autore di lavori di teatro sperimentale, di atti unici e cortometraggi, direttore artistico e curatore di rubriche e trasmissioni radiofoniche. Ha ottenuto vari premi e riconoscimenti.

È direttore artistico di rassegne teatrali, presidente dell’associazione culturale Gost e responsabile Uilt (Unione Italiana Libero Teatro) della provincia di Milano.

È previsto un saluto del maestro Pierluigi Camicia, direttore del Conservatorio di Lecce.

Alla serata saranno presenti, inoltre, il professor Ciro Robotti, direttore della collana e l’editore.

Gianluca Conte

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“Teatro Tenda” a Tricase

È di ieri la notizia di una delibera del 25 novembre u.s. con cui il Commissario Straordinario della città di Tricase ha accolto l’istanza dell’Associazione “Due Lune Teatro Tenda” per l’installazione dell’arcostruttura “Teatro Tenda”, concedendo per cinque anni l’uso gratuito dello spazio esterno e della struttura adiacente lo stabile di via Micetti.

Prosegue così una preziosa e già avviata collaborazione, che riconosce l’importanza dell’iniziativa quale valido strumento didattico-educativo e tiene conto degli apprezzabili consensi ricevuti dall’Associazione sin dalla sua fondazione.

“Due Lune Teatro Tenda” nasce nel 2009 come luogo d’incontro e condivisione, nel tentativo di contrastare problemi di natura sociale come la dispersione scolastica e la disoccupazione e di creare un’opportunità di partecipazione attiva soprattutto per ragazzi, persone con disabilità ed extracomunitari.

Il Teatro Tenda diventa così uno spazio privilegiato in cui promuovere processi di cambiamento e valorizzazione del singolo individuo e sviluppare al tempo stesso la cultura della responsabilità sociale e della cittadinanza attiva.

Alla luce di quanto deliberato, sarà possibile anche in futuro beneficiare di occasioni per promuovere una politica di inclusione sociale e strutturare reti interistituzionali tra scuola, enti locali, associazioni operanti sul territorio e cittadini.

Antonella Cazzato

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