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Giuggianello verso l’Europa

L’associazione culturale giovanile MillePiedi di Giuggianello informa del progetto You4EU – Leonardo Da Vinci, 36 borse di studio, scadenza di presentazione della domanda il 15 dicembre prossimo. Il progetto è finanziato nel quadro del programma Lifelong LearningLeonardo Da Vinci Azione Mobilità – PLM People in the Labour Market, per cui l’associazione Work in Progress mette a disposizione 36 borse di studio per svolgere tirocini formativi all’estero, i cui vincitori potranno formarsi affiancando European Project Managers, esperti nel campo della progettazione e gestione di progetti Europei.

Il progetto, riservato a residenti nel territorio della provincia di Lecce da almeno un anno, intende rispondere alle esigenze dei laureati e di svolgere un’esperienza utile per i propri curricula e all’acquisizione di competenze specifiche nell’ambito della gestione d’iniziative di cooperazione internazionale finanziati dalla Commissione Europea.

Il progetto verrà svolto in ONG ed enti attivi nel terzo settore, permettendo così ai partecipanti di vivere un’esperienza importante anche dal punto di vista dello sviluppo di capacità di organizzazione, di gestione e di management delle organizzazioni non governative dal punto di vista amministrativo, contabile e delle pubbliche relazioni.

You4Eu intende quindi promuovere l’acquisizione di conoscenze, competenze e qualifiche nell’ambito del management delle NGOs e dell’europrogettazione per facilitare lo sviluppo personale, l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro europeo. Il 20% dei posti è riservato a giovani sordi. Ogni info su destinatari, requisiti d’ammissione, presentazione delle candidature e scadenza è dettagliatamente descritta nel bando al link seguente: https://docs.google.com/open?id=0B3zMNrEU7fI8cEl1NXBvR3NEZjA

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In libreria la Tramontana si tinge di giallo

È in tutte le librerie d’Italia Tramontana. Un’indagine di Michelangelo Romani, romanzo d’esordio di Giuseppe Calogiuri, edito da Lupo Editore.

Tramontana è un giallo appassionante e ben scritto, al quale non manca nessuno degli elementi caratteristici del genere: morti, sparizioni, sospetti. Così come non mancano mandante, killer e vittima. E ancora, intrighi, verità non dette o nascoste. Situazioni quotidiane e situazioni al limite che si fronteggiano in una scrittura davvero scorrevole e suadente, e in uno stile frizzante e ricco d’espressività.

Il protagonista, Michelangelo Romani, giornalista del Messaggero Quotidiano, con l’aiuto del suo caro amico Sandro Gennari, direttore di TeleCittàUno, indagherà su degli eventi delittuosi, cercando passo dopo passo – insieme al lettore, che si sentirà parte in causa fin dalla prima pagina – di scoprire cosa si vi nasconde dietro.

Quest’opera prima di Calogiuri non si risolve nel tenere col fiato sospeso e attaccati alla pagina quanti avranno la ventura di leggerla, ma offre anche uno spaccato salentino interessante e gustoso, ricco di personaggi secondari che tanto secondari non sono, ben definiti e caratterizzati, e non di rado grotteschi.

La trama, egregiamente intessuta, si dipana nel caldo e accattivante paesaggio del Salento, richiamato da tinte solari e a tratti esotiche. Tuttavia, come è giusto che sia in una storia dove la tensione è alta e la metà oscura deve venir fuori, il colore lascia il posto al nero e alla tenebra, ricordando a tutti che anche nel bello e assolato tacco d’Italia la morte corre veloce e miete le sue vittime.

E che il delitto – con tutto ciò a cui esso è legato – purtroppo sia cosa quotidiana ovunque lo sa bene Michelangelo Romani, personaggio dal carattere schivo e spesso scontroso (ma forse è proprio il suo essere ruvido ad infondere sicurezza), che con il suo intuito e la sua pervicacia si dedica con tutto se stesso alla ricerca della verità. Ma lo lo sa bene anche l’autore, complice il fatto che di professione fa l’avvocato.

Tramontana si rivela dunque un esordio ben riuscito, la cui storia e i cui i personaggi stanno bene in piedi, grazie non solo alle tematiche affrontate (coinvolgenti e foriere di suspense) ma anche alle capacità dell’autore, dotato di un gran senso descrittivo e di una buona dose d’ironia. Un’indagine che rientra a tutti gli effetti nel panorama del giallo d’autore, mantenendo elementi d’originalità che caratterizzano lo stile e il modo di narrare di questo giovane scrittore.

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Tricase: La persona con sindrome di Down: la conosciamo veramente?

Giovedì 6 dicembre 2012 alle ore 16.00 a Tricase, presso le scuderie di Palazzo Gallone, avrà luogo la conferenza dal titolo “La persona con sindrome di Down: la conosciamo veramente?”, organizzata da Asfodelo – Associazione culturale aperta ad alunni, genitori, docenti e dirigenti.

Ai saluti di Caterina Scarascia, presidente dell’Associazione, seguirà l’intervento di Maria Teresa Calignano, coordinatrice della Sezione di Lecce dell’Aipd Onlus – Associazione Italiana Persone Down.

Sorta nello scorso gennaio a Tricase, l’associazione, attraverso l’approfondimento delle principali tematiche adolescenziali e giovanili e numerose attività di formazione, si propone di conseguire finalità educative, formative e di solidarietà sociale.

L’obiettivo è la costruzione di una comunità attiva, fondata sulla sinergia fattiva delle varie agenzie presenti sul territorio, nella consapevolezza che i problemi dell’infanzia, dell’adolescenza e del mondo giovanile in genere possano essere risolti solo nella prospettiva di una comune condivisione di “visioni” formative, centrate sul rispetto della dignità della persona.

Si tratta di una sfida difficile, certo, ma non impossibile. Così spiega Caterina Scarascia, consapevole delle difficoltà insite nel perseguire sì alti obiettivi:

“L’Associazione ha il nome di una pianta di origine mediterranea, dai bulbi resistenti, che riesce a rispuntare anche sui terreni aridi e bruciati. Ci tocca infatti germogliare in un contesto storico-sociale difficile e complesso, tentando di non essere soffocati dalle vampate di fuoco che provengono da chi vuole, in ogni modo, resistere ai cambiamenti e bendarsi gli occhi dinanzi alle tante emergenze della società odierna, sempre più miope e lontana dagli orizzonti di un’autentica crescita educativa dei più piccoli e dei giovani”.

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Martano, corso annuale di Lingua, Cultura e Tradizioni

A Martano è in corso una importante iniziativa che tende alla salvaguardia e alla diffusione del patrimonio culturale salentino con particolare attenzione all’area della Grecìa Salentina. Si tratta del corso annuale di Lingua, Cultura e Tradizioni della Grecìa Salentina e Grecia che terminerà a maggio 2013. La sede è il Palazzo Ducale di Martano e la frequenza è settimanale.

Il calendario degli incontri per questa settimana e per la prossima:

  • Martedì 4 dicembre alle ore 18.00, il prof. Salvatore Tommasi terrà una relazione sul tema La musica nella Grecìa Salentina;
  • Giovedì 6 dicembre alle ore 18.00, il prof. Periclis Otsos terrà la quinta lezione del corso di Neogreco;
  • Martedì 11 dicembre alle ore 18.00, il prof. Salvatore Tommasi terrà una relazione sul tema Letteratura popolare grika – le fiabe;
  • Giovedì 13 dicembre alle ore 18.00, il prof. Periclis Otsos terrà la sesta lezione del corso di Neogreco.

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A San Donato Succo d’Arancia e Gocce di Limone di Mario Calcagnile

Venerdì 7 dicembre, alle 19, presso la sede dell’associazione culturale Artenoa, sita in Largo Chiesa a San Donato di Lecce, si terrà la presentazione del libro di poesie Succo d’Arancia Gocce di Limone di Mario Calcagnile, edito da Calcangeli Edizioni.

L’evento è organizzato dal Presidio del Libro di San Donato in collaborazione con Artenoa. Dialogherà con l’autore Giuseppe Zilli, responsabile del Presidio.

Il libro, il cui sottotitolo è Poesie Astratte Poesie di Dolore e Poesie d’Amore, appare un viaggio attraverso terre, odori, sapori. Ma soprattutto sentimenti, percezioni, sensazioni. Un lungo cammino (contenuto in un breve libro), non fosse altro per il cammino reale, fatto per ben due volte da Calcagnile, di Santiago di Compostela. Un itinerario dello spirito e della carne (ché di entrambi è fatto l’uomo), dove le suggestioni viaggiano insieme al viandante e offrono al lettore un mondo davvero affascinante e variegato, che fa della profondità di vedute la linea guida.

Temi importanti quindi, come importante è il vissuto dell’uomo e come lo stesso autore spiega nella sua introduzione all’opera:

Temi dolenti quali passione e morte o amore come rinascita, sono il cardine degli argomenti trattati.

Amore, passione, dolore. Poesia allo stato puro, senz’altro, in specie quando l’autore, il poeta, l’artista, l’uomo, decide di mettersi a nudo e raccontarsi, aprendosi al pubblico dei lettori sinceramente e con onestà, donando attimi d’arricchimento spirituale che possono durare una vita intera.

Di origini pugliesi, Mario Calcagnile ha vissuto per lunghi periodi lontano dalla Puglia (prima di farvi ritorno e operarvi professionalmente in ambito artistico), in Germania, Canada, Italia settentrionale. E’ forse anche questo immenso bagaglio di esperienze a tessere le trame dei suoi scritti come, più in generale, della sua arte. Una vasta cultura che lo porta a misurarsi con diverse forme d’espressione tra cui, appunto, la poesia.

Artista poliedrico che si esprime soprattutto attraverso la scultura, l’autore ha al suo attivo varie pubblicazioni sia di poesia che di prosa. Quest’ultimo lavoro rappresenta – egregiamente – un’ulteriore conferma del suo lungo e personalissimo percorso umano e culturale.

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Lucugnano: presentazione dell’ultimo lavoro di Raffaella Verdesca

A Lucugnano, frazione di Tricase, sabato 1 Dicembre 2012 alle ore 18 presso Palazzo Comi sarà presentato l’ultimo lavoro dell’autrice salentina Raffaella Verdesca “Volti di carta. Storie di donne del Salento che fu” (Ed. Albatros).

L’evento, a cura dell’Associazione Culturale Archès, è patrocinato dal Comune di Tricase e gode anche del contributo dell’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, in collaborazione con la Fondazione Terra d’Otranto e la Libera Università Popolare Sud Salento Unito.

Interverranno all’evento il sindaco di Tricase Antonio Coppola, il presidente dell’Associazione Archès di Lucugnano, Marco Cavalera e l’autrice del libro. Modererà la giornalista Giuliana Coppola.

Il progetto si inserisce all’interno del programma di attività culturali “La linea del tempo. Viaggio nella poesia e nella letteratura storica e archeologica del Salento, alla ricerca delle proprie radici” promosso dalla regione Puglia per il triennio 2010/2012.Il volume, infatti, si presenta come una raccolta di venti storie che hanno per protagoniste, come si evince dallo stesso titolo, altrettante donne salentine nel periodo a cavallo delle due guerre.

Con uno stile coinvolgente e accattivante, l’autrice tratteggia uno straordinario affresco della nostra terra nei primi decenni del secolo scorso e rievoca storie di gente umile, dedita al sacrificio e al lavoro duro dei campi in una terra aspra e poco generosa.

Nel corso della serata sarà presentata una selezione di brani tratti dal libro e letti dall’attrice Giustina De Iaco. Il lettore, trasportato attraverso le parole dell’autrice in un mondo che fu, riscopre così pagina dopo pagina l’autenticità di sentimenti e valori profondi, oggi in parte dimenticati, e l’importanza di quelle tradizioni più vere che costituiscono le radici della nostra salentinità.

L’evento, che sarà allietato anche da un intervento musicale, si concluderà con una degustazione di prodotti tipici salentini.

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Tricase: Premio Giornalistico Il Volantino 2012 a Lino Patruno

Domenica 2 dicembre 2012 alle ore 16.00 a Tricase presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone avrà luogo la 4^ edizione del “ Premio Giornalistico Il Volantino”.

L’evento, realizzato dall’ Associazione Amici del Volantino assieme a Minuto d’Arco, grazie alla preziosa collaborazione di UBI Banca Carime, gode del patrocinio del Comune di Tricase e della Provincia di Lecce.

 

Quest’anno il premio sarà consegnato a Lino Patruno, editorialista e scrittore, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, da tempo attento alle tematiche e alle problematiche del nostro Sud. Il suo ultimo lavoro, “Ricomincio da Sud”, è una profonda riflessione sulla spinosa quanto mai aperta questione meridionale.

Proprio per questo, la manifestazione prevede un ricco dibattito “QuestioSud” sulle tematiche del nostro Mezzogiorno. A dialogare con Patruno saranno Adriana Poli Bortone e Francesco Boccia, due personaggi della politica e dell’economia, entrambi esperti della questione meridionale. Adriana Poli Bortone, già ministro dell’Agricoltura, europarlamentare e più volte deputato alla Camera ed ora al Senato, si è dedicata negli ultimi anni ai temi del Mezzogiorno fondando un movimento politico denominato IoSud. Francesco Boccia, oltre ad essere deputato alla Camera e coordinatore delle Commissioni Economiche per il P.D., è professore di Discipline economiche presso l’Università Cattaneo di Castellanza.

A seguire, i saluti del sindaco di Tricase Antonio Coppola, del Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone e del Direttore Generale della Banca Carime Raffaele Avantaggiato.

Conduce l’evento il Direttore de Il Volantino Alessandro Distante.

 

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In poesia soffiano Brezze Moderne

Posando lo sguardo sulle ultime novità del mondo editoriale, ci siamo imbattuti in Brezze Moderne, interessante raccolta poetica di un giovane autore romano, Pietro De Bonis, classe 1984, che ha scelto di pubblicare con una casa editrice salentina, Lupo Editore.

Le liriche contenute nella raccolta, dirette e tenute bene insieme da una concept line con alla base i sentimenti e tutto ciò che intorno ad essi gravita, sono molto evocative e trasportano il lettore verso un mondo a metà strada tra il caos metropolitano e gli ampi spazi dove il poeta può vagare sentendosi libero e slegato da ogni vincolo.

A questo proposito vale la pena di riportare integralmente la breve introduzione scritta dallo stesso autore (la prefazione è di Alessia Mocci. E’ presente, inoltre, una nota della poetessa Carmen Togni), che sembra iniziarci al suo affascinante viaggio emotivo e percettivo:

L’amore è un sentimento interiore, l’odio un sentimento esteriore. L’odio va proclamato, l’amore no. Vedo sempre poca sincerità nei proclami d’amore. Nella poesia mento, mento bene. E’ solo lo strascico d’amore, una pezza sporca e unta, un abito strappato. L’amore di una donna non mi dà alcun bisogno di proclamare, poiché tutto già c’è e tutto giace in quello. Scrivo solo tante bugie, tante belle bugie, a partire dall’introduzione.

E’ forse nel pensiero – che appare manicheo – dell’autore riguardo i due sentimenti contrastanti per antonomasia, amore e odio, che dai tempi remoti di Catullo sono il cruccio del poeta, che risiede lo slancio al versificare, al cercare nella poesia l’esternazione del proprio io interiore. E l’autoaccusa di De Bonis, il suo autodafé, il suo dichiararsi menzognero portatore d’illusioni, a partire già dall’introduzione, come egli stesso afferma, potrebbe leggersi in chiave provocatoria, potrebbe rappresentare uno stimolo, un invogliare alla lettura che si realizza proprio nell’avvertire il lettore della sua (quella del poeta) mendacità, un po’ come fece Nietzsche con lo Zarathustra, quando lo marchiò per i secoli a venire come un libro per tutti e per nessuno.

Brezze Moderne, arricchito da due sezioni, una di intermezzi l’altra di aforismi, sembra essere lo specchio di una realtà poetica transeunte, dinamica, sempre in movimento, che partendo dall’autore di espande a raggiera, arrivando in ogni dove, penetrando a fondo la psiche e il cuore di chi si appresta a cogliere questi attimi d’infinito che dalle pagine emanano sensazioni, percezioni, emozioni forti.

Pietro De Bonis, con questa sua seconda raccolta (la prima era Tempeste Puniche – Il Profumo della Quiete, Albatros Edizioni, 2010), scandaglia a fondo l’animo umano e le sue infinite possibilità, regalando al lettore il soggetto/oggetto della sua ricerca, la bellezza, come egli stesso spiega:

Uno dei miei intenti principi nella vita è far riconoscere la bellezza, non tanto della poesia quanto della vita, molte persone credo vivano addormentate e col cuscino appiccicato in faccia. Può darsi che io sia un illuso, può darsi, ma credo che si possa essere un po’ e un po’.

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È in libreria Immagina la Gioia di Vittoria Coppola

È da pochi giorni in libreria Immagina la Gioia, il nuovo romanzo di Vittoria Coppola, edito da Lupo Editore. Questo secondo lavoro – il primo, Gli Occhi di Mia Figlia (sempre per Lupo), ha vinto il sondaggio della rubrica Tg1 Billy come miglior romanzo 2012 – rappresenta una conferma per la giovane autrice salentina.

La storia, che si apre in un ventaglio di emozioni man mano che scorrono le pagine, è incentrata sulla figura di Eva, giovane e inquieta donna dalla personalità curiosa quanto riservata, amante della vita eppure in conflitto con essa. Attorno alla protagonista altri personaggi importanti faranno poi la loro comparsa: dal fratello Pietro, con il quale Eva ha un rapporto in cui trova spazio la gelosia, a nonna Annina, che cerca di trovare le parole giuste per interagire con lei e la consiglia, a nonno Manfredi, una figura quasi mitologica, legata a certi amori che si pensano indissolubili.

All’apparenza Eva è una ragazza come tante altre, ma dentro di sé ha un mondo immenso e a tratti travagliato, che forse cerca di tenere celato con un abbigliamento variopinto e sgargiante, un po’ come quando si tende a dissimulare la timidezza con la loquacità, esternando il contrario di ciò che il proprio essere conserva all’interno. Suo fratello Pietro, invece, è solare e intraprendente, amante del calcio e realizzato in amore, tanto che ci potrebbe chiedere se non sia questa differenza caratteriale a far ingelosire Eva e a farla vivere come sull’orlo di un’eterna competizione.

Fin qui tutto normale – o quasi – ma all’improvviso, accade qualcosa che sconvolgerà gli equilibri personali così faticosamente tenuti assieme, perché si possa realizzare quanto appena suggerito in seconda di copertina: una vicenda di unione autentica, fatta di parole non dette e verità dolorose che fanno crescere.

Il nuovo lavoro della Coppola, in contintuità tematica con il romanzo d’esordio, segna un altro passo fondamentale nel percorso letterario dell’autrice, che così commenta questa tappa del suo cammino:

L’uscita di Immagina la Gioia è per me un momento importante e forte dal punto di vista emozionale. Dietro al romanzo c’è un lavoro costante, giornaliero, che si è tradotto in pagine che parlano di donne forti e famiglia, condite da sapori unici provenienti dalla terra. Mi auguro che il lettore possa sentirsi accompagnato tra le mura di quella casa e deliziato da quei profumi, che tanto mi hanno sorpreso durante la stesura del romanzo.

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Street art di Ennio Ciotta: intervista all’autore

Sabato 24 novembre, alle 16, presso la Sala Pinocchio della Città del Libro di Campi Salentina, Ennio Ciotta presenterà il libro Street Art – La Rivoluzione nelle Strade, edito da Bepress. Interverranno Osvaldo Piliego, giornalista e scrittore e Mariapia Scarciglia, avvocato. Alla vigilia dell’incontro abbiamo rivolto all’autore, che ringraziamo per la disponibilità, qualche domanda sul suo lavoro.

Come è nata l’idea di un libro sulla street art?

I graffiti e la loro fantastica quanto utopica idea di trasformare le città in una grande galleria d’arte mi hanno sempre affascinato. Quel senso di ribellione mi appartiene da sempre. Ho avuto tante fortune nella vita, una di queste è legata al lavoro che svolgeva mio padre: lui era ferroviere. Grazie a questo ho viaggiato gratis in treno fino al compimento del ventiseiesimo anno di età. In quel periodo, parliamo degli anni novanta, questo privilegio mi ha dato la possibilità di calarmi come insider all’interno dei movimenti antagonisti italiani. Viaggiavo ogni settimana e, dal finestrino del treno, i graffiti sui muri immediatamente prima dell’ingresso nelle stazioni ferroviarie, segnavano per me l’arrivo in una nuova città. Il mio background è principalmente letterario e musicale. Provengo dalla scena hardcore, dai dischi autoprodotti, dalle musicassette duplicate con le copertine fotocopiate, dalle chitarre distorte male e dal disagio urlato nei microfoni. Detto questo, ho deciso di scrivere un libro sulla street art quando mi sono reso conto che queste linee di vernice sulle pareti iniziavano a farmi lo stesso effetto di un brano dei Negazione (storica band italiana della scena hardcore).

Eri già un appassionato della street art o ti sei approcciato a questo tipo di espressione artistica quando hai iniziato a lavorare al tuo libro?

La mia vita è interamente calata all’interno delle controculture. La mia curiosità si infiamma ogniqualvolta riesco a scorgere un qualcosa che varchi i confini della quotidianità. Le immagini della street art facevano parte già da molto del mio panorama. Il libro è stato un’ottima occasione di ricerca e confronto con la scena italiana.

Cosa pensi, in generale, della scena street italiana e, in particolare, di quella salentina?

Non sono abituato a dare giudizi. La figura dell’esperto o del critico, specie in ambito creativo, per fortuna tende a sparire grazie al fatto che ormai ogni singolo contenuto è disponibile per tutti in un click. Non leggiamo più le recensioni di un disco per capire se può valere la pena acquistarlo, preferiamo cercarlo in rete per soddisfare la nostra curiosità. Questo ragionamento vale per tutto. In Italia c’è moltissima gente in gamba e anche nel Salento non ci si può davvero lamentare. Il consiglio, in questo caso, è di uscire di casa per andare a scoprire i tanti angoli, muri, club, squat, invasi di interventi artistici. Usiamo la rete come mappa e riprendiamoci le nostre città.

Una domanda un po’ bizzarra: hai mai preso in mano pennelli, spray o qualcos’altro dell’armamentario street? O te ne è mai venuta la voglia?

Per quanto si possa considerare l’arte come un meccanismo democratico ed alla portata di tutti, nel rispetto di chi avrebbe dovuto guardare le mie presunte creazioni, ho sempre evitato volentieri di cimentarmi con colori e figure. Non ho una formazione artistica neanche come autodidatta. La street ert ha diffuso il falso mito dell’approccio possibile all’arte per tutti. I risultati, anche grazie ai social network, sono sotto gli occhi di tutti. Non a tutti bastano tre accordi per stregare il mondo intero.

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Specialmente Giuseppe Bertolucci

A meno di 6 mesi dalla morte il Salento rende omaggio a Giuseppe Bertolucci . Ha preso il via un festival in onore dell’intellettuale, originario di Parma, a Lecce presso manifatture Knos. La rassegna prende il titolo de Il Cinema Specialmente.

L’associazione di cultura cinematografica Spazio Cineforum e l’Apulia Film Commission dedicano la rassegna Il Cinema Specialmente a Giuseppe Bertolucci, anche per ricordare il legame con la Puglia ed in particolare per la “sua” Diso e omaggiare in questo modo la grandezza della arte cinematografica di questo autore.

In tutto sono cinque le proiezioni con dibattito a seguire e si terranno a cadenza settimanale, partite dal 20 novembre e fino al 18 dicembre prossimo, nella sala conferenze del Cineporto di Lecce, presso le Manifatture Knos di via Vecchia Frigole. Durante la serata inaugurale sono intervenuti la sindaco di Diso Antonella Carrozzo e il vicepresidente di Apulia Film Commission Luigi De Luca. È seguita poi la proiezione del film Strana la Vita.

Il cartellone della rassegna si completa con i film I Cammelli il prossimo 28 novembre, proiezione alla quale sarà presente il regista Edoardo Winspeare, Segreti Segreti il 4 dicembre, La Domenica Specialmente l’11 dicembre e, per finire, Amori in Corso il 18 dicembre. Il programma di ogni serata del festival prevede la proiezione delle pellicole selezionate, la distribuzione di schede informative e la partecipazione di esperti del campo cinematografico e accademico per l’introduzione dell’opera presentata e il dibattito successivo.

Bertolucci è morto a Diso dopo una malattia durata 2 anni, l’evento, annunciato dalla moglie, la docente Lucilla Albano, e dal fratello maggiore Bernardo ha scosso il mondo della cultura italiana ed ha richiamato nel piccolo comune del leccese numerose celebrità, come il poliedrico Roberto Benigni. Bertolucci è stato presidente della Cineteca di Bologna, diventata recentemente una fondazione presieduta da Carlo Mazzacurati. Figlio del poeta Attilio Bertolucci, classe ’47, il compianto regista ha esordito nel cinema all’inizio degli anni ’70 in qualità di aiuto regista del fratello. Nel 1975 scrisse la sceneggiatura di Novecento e in seguito lavorò con Benigni per il suo film Berlinguer Ti Voglio Bene nel ‘77. Ha contribuito anche alla sceneggiatura di Non Ci Resta che Piangere.

(foto per gentile concessione di Toti Bello)

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Fiabe per l’integrazione

Un nuovo modo per integrarsi dedicato ai giovanissimi e dagli italiani di seconda generazione. Il 23 novembre alle 10 presso l’aula del consiglio regionale di via Capruzzi a Bari si svolgerà la presentazione di Fiabe per Integrarsi.
L’Italia sta assistendo in questi anni alla formazione di una seconda generazione di italiani e si avverte la necessità di ravvivare il dialogo. È un tema scottante quello dell’integrazione, in cui i pugliesi sono duplicemente protagonisti, da emigrati e da ospiti.
Gli italiani di seconda generazione sono in sociologia bambini nati e cresciuti nella società ricevente, adolescenti ricongiunti dopo aver compiuto un ampio processo di socializzazione nel paese di origine o figli di coppie miste, equiparati, nel sistema scolastico, a minori di origine straniera, portatori di eterogeneità culturale.
L’immigrazione può condurre all’arricchimento culturale: in quest’ottica è stato realizzato il libro dalla Biblioteca del consiglio regionale della Puglia, che in questa prima edizione raccoglie fiabe e racconti di tradizione orale narrate direttamente da mediatori interculturali sui valori fondanti della società, come il rispetto per le regole, il rapporto uomo-società e la solidarietà.
All’incontro e alla presentazione interverranno la docente Luisa Santelli Beccegato del laboratorio di Pedagogia Interculturale, Alberto Fornasari modererà l’incontro e interverrà anche Anna Cammalleri dirigente Ufficio VI Politiche per gli studenti e USR-Puglia.
Porteranno i saluti il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, il prefetto di Bari Mario Tafaro, l’assessore alle Politiche Educative e Giovanili Fabio Losito e il presidente di Intercultura del Centro Locale di Bari Antonella Silvestri. Seguiranno le testimonianze dei mediatori interculturali dell’associazione Amici.

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