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A Uggiano incontri su “Lavoro e Cultura d’Impresa”

Fare impresa è difficile ma anche definire il significato di cultura d’impresa non è semplice. Così, il comune di Uggiano la Chiesa ha deciso di organizzare un incontro informativo per i giovani del proprio territorio. L’amministrazione comunale e l’assessorato alle Politiche Giovanili organizzano il 19 novembre prossimo, alle 18,30 presso la biblioteca comunale, il primo incontro su “Lavoro e Cultura d’Impresa” rivolto ai giovani liceali, a studenti universitari, giovani inoccupati per fornire mezzi e strumenti messi a loro disposizione dallo Stato, dalla Regione e della Provincia con il fine di aumentare tra di essi la consapevolezza della necessità del fare impresa e del bisogno impellente di formare nella società contemporanea una buona cultura del lavoro.

Cultura del lavoro è un termine che definisce l’insieme di creatività, innovazione e responsabilità, la capacità d’imporsi obiettivi che vadano oltre al mero profitto negli individui, un termine spesso associato all’onestà, alla trasparenza, alla responsabilità, in poche parole a una buona etica del lavoro.

Alla base della crescita occupazionale ed imprenditoriale ci sono dunque le persone, la ricerca, l’innovazione, la passione e le motivazioni. Migliorare questa consapevolezza vuol dire migliorare la situazione occupazionale dei giovani, che rappresentano la maggiore cifra di disoccupati e inoccupati del Paese.

Previsti a Uggiano una serie di sei incontri al fine d’analizzare il mercato del lavoro salentino, sottolineando i punti di forza, le criticità, le debolezze e le risorse presenti sul territorio.

Per l’occasione verrà presentata la nuova versione dello sportello InformaGiovani, con i servizi aggiuntivi previsti per il 2011/2012 e il portale web relativo allo sportello.

Interverrà l’assessore Provinciale alle Politiche del Lavoro Ernesto Toma e sarà presentato l’avviso pubblico della Provincia di Lecce riguardante i tirocini professionalizzanti.

Jenny De Cicco

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Agorà Design 2011, partono le selezioni per la decima edizione

Sono in corso le selezioni per partecipare alla decima edizione della rassegna “Agorà Design”, organizzata da Cna di Lecce e Azienda Speciale per i Servizi Reali alle Imprese. La manifestazione rappresenta una fertile occasione, che stimola il processo d’incontro e di sintesi tra la tradizione dell’artigianato e le nuove tendenze di design, con l’obiettivo di valorizzare l’identità salentina. In questo contesto l’artigianato e l’arte si mescolano, si confondono, si agitano in una continua evoluzione che ha portato designer e aziende salentine alla ribalta nazionale e internazionale. “Agorà Design” è l’annuale momento di incontro di queste tendenze: una manifestazione cresciuta, anno dopo anno, passo dopo passo, puntando alla qualità e alla semplicità. La decima edizione si svolgerà a Martano dal 3 al 11 dicembre nel Castello Baronale Aragonese. La novità più importante di questa edizione è rappresentata da un premio, riservato a tre selezionati ritenuti meritori e corrispondenti ai criteri del regolamento, ai quali verrà assegnato uno spazio presso il Salone Internazionale del Mobile di Milano per aprile 2012. Il costo dello stand sarà a carico di Agorà Design. Come le scorse edizioni, anche quest’anno la partecipazione è gratuita, ma limitata ad un massimo di trenta espositori. Anche quest’anno la rassegna sul design salentino può contare sulla collaborazione dell’azienda Sprech, leader nel settore delle tendocoperture, che indice un concorso di idee riservato a proposte per la progettazione di prodotti inediti e originali di arredi da giardino e coperture per esterni, tenendo conto della realtà produttiva territoriale pugliese e del genius loci che da sempre la caratterizza. I vincitori del concorso di idee si aggiudicheranno un premio in denaro e potranno, eventualmente, essere inseriti nel catalogo dell’azienda Sprech.

Fabio Tarantino

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Otranto, incontro commercianti-amministrazione

Un incontro con l’amministrazione di Otranto per i commercianti.

Previsto per mercoledì 9 novembre alle 17, 30, presso il centro don Tonino Bello l’incontro dell’amministrazione comunale con i commercianti e i gestori degli esercizi pubblici cittadini. Come ogni anno, in questo periodo, iniziano le chiusure degli esercizi commerciali presenti sul territorio.

“Un incontro che si rende opportuno – ha detto il sindaco Luciano Cariddi – per valutare insieme, come sin qui fatto alla fine di ogni stagione turistica, le problematiche riscontrate durante l’estate e la programmazione degli interventi da approntare per il futuro”.

All’incontro saranno discusse le novità normative introdotte della Legge 111 del 15 luglio 2011 sulla liberalizzazione delle aperture e chiusure dei locali commerciali. Le ultime disposizioni non hanno consentito d’adottare l’ordinanza sindacale, così come fatto lo scorso anno per garantire un programma di aperture minime obbligatorie tali da assicurare in ogni zona della città il servizio di somministrazione a turisti e cittadini anche nei mesi invernali, considerando anche la tendenza recente delle vacanze fuoristagione di alcuni turisti, prevalentemente stranieri.

L’auspicio dell’amministrazione è che si possa adottare un’autoregolamentazione delle aperture minime, in accordo con i commercianti, che consentano alla città di continuare a vivere tutto l’anno e di non spegnersi, come avviene a ogni inverno, per poi destarsi dal consueto letargo in primavera.

Un problema che da anni sta interessando in particolar modo il centro storico.

“Non vorremmo – prosegue Cariddi – che queste regolamentazioni adottate a tutela dei luoghi possano tradursi negativamente sul piano della concorrenza facendo avvertire una minore sollecitazione a essere aperti tutto l’anno agli attuali esercenti. In tal caso, potremmo vederci costretti a riaprire le maglie di accesso per nuovi esercizi”.

Jenny De Cicco

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L’economia del Sud Est della provincia di Lecce: un po’ di storia

di Mauro Ragosta

Il Sud Est della provincia di Lecce, quell’area che va da Melendugno a Maglie, a Gagliano del Capo e, risalendo, fino a Otranto, sebbene mostri ancora vive tracce di un passato fiorentissimo, a partire dal 1500 ha registrato, tra alterne vicende, un progressivo arretramento, costituendo oggi la zona meno dinamica della provincia di Lecce. Ciononostante, Otranto e le sue attività turistiche costituiscono attualmente uno dei motori strategici non solo per l’economia locale, ma anche per quella provinciale. Uno degli indicatori più significativi è costituito dalla bassa densità della popolazione che insiste sul territorio e la fortissima dispersione demografica. E ci si chiede se, in una prospettiva storica, ciò sia ascrivibile a variabili tipicamente culturali anziché a dinamiche economiche e commerciali, che prescindono dalle caratteristiche della personalità degli imprenditori. Il rallentamento economico del Sud Est leccese, sebbene appena evidente, si mostra già nel ‘700 e diviene strutturale nell’800. Tale connotazione è legata alla produzione e al commercio dell’olio, che al tempo fu la principale, se non esclusiva, fonte di ricchezza a livello locale. Terra d’Otranto, e in particolare la provincia di Lecce, rappresentò uno dei principali fornitori, a partire soprattutto dal secolo dei Lumi, dell’industria tessile inglese, che in tale periodo si afferma come leader mondiale. L’olio leccese venne utilizzato esclusivamente come lubrificante dei macchinari tessili e il 90% della produzione locale ebbe come destinazione proprio l’Inghilterra, dove fu quotato alla borsa di Londra. Tali circostanze spostarono il baricentro commerciale del sud Salento su Gallipoli, la cui posizione geografica era più favorevole e i cui traffici fecero decollare l’economia di tutto l’arco ionico, mentre il versante adriatico rimase con uno sviluppo meno marcato. Si somma a ciò la sfavorevole politica dello Stato, che, all’indomani dell’Unità, nelle strategie del riassetto dei porti non previde alcuno stanziamento per Otranto, contrariamente a quanto avvenne per Gallipoli, Brindisi e Taranto. Anche quando nel leccese, dopo il 1870, esplose la produzione del vino, le cui esportazioni avevano come punto di riferimento la Francia, la situazione rimase immutata e le opportunità di crescita vennero colte soprattutto dalle parti Sud Ovest e Nord della provincia di Lecce. Nel 1880, infatti, mentre nell’area Gallipolina si coltivavano ben 20mila ettari di vigneto e nell’area del capoluogo più di 15mila, nel Sud Est non si raggiungevano i 3500 ettari. Un certo riequilibrio si ebbe dopo il 1900 con lo sviluppo delle produzioni e delle lavorazioni del tabacco, che vennero colte immediatamente non solo dal Sud Est, ma anche dalle aree a Nord della provincia, e in particolare dal centro di Novoli. Due aree che si posero in competizione, sebbene non esplicitamente. Ma è nella Valle della Cupa che queste ultime raggiunsero livelli di crescita veramente importanti, nonostante a Maglie e a Tricase si insediassero strutture di tutto rilievo, la cui storia è ben nota. Tali produzioni comunque furono utili a risollevare le sorti economiche del Sud Est, facendole conoscere un certo benessere, soprattutto dopo la prima guerra mondiale. In effetti, un certo bilanciamento economico tra le varie aree della provincia di Lecce si può registrare a partire dal 1920 e fino al 1963, dove spicca come centro industriale e commerciale la città di Maglie, che si contende il primato con Galatina, nonché con i centri di Trepuzzi e di Squinzano, ovviamente fatta esclusione per il capoluogo. Va considerato tuttavia che, questo quarantennio si può connotare come il periodo aureo della provincia, dove, a partire soprattutto dal dopoguerra, e scontato della crisi del 1929, tutte e tre le principali produzioni leccesi, ovvero quelle dell’olio, del vino e del tabacco, raggiungono i massimi livelli, mai più superati sino a oggi. Non è difficile capire che il processo di sviluppo del Sud Est della provincia di Lecce, storicamente si deve in larga parte alla sua posizione geografica, anche se questo, fino alla seconda guerra mondiale, è assistito da una classe dirigente vivace e intraprendente, che in qualche maniera è riuscita ad ammortizzare gli effetti delle dinamiche del commercio nazionale e mondiale, che di certo non ne hanno facilitato il suo percorso. Sta di fatto, che fino agli anni ’60 il Sud Est, sebbene con toni meno vivaci rispetto alle altre aree della provincia, godette di un certo benessere e il divario si mostrò ben più che accettabile. È infatti con la Repubblica che tale area perderà vistosamente molte posizioni.

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Un congresso a Otranto sul turismo verde

Si è svolto a Otranto, presso il castello Aragonese il Convegno Nazionale sul Turismo Verde a cura della Confederazione Italiana Agricoltori. Il tema della conferenza era “Le Politiche Regionali per l’agriturismo: dalla classificazione alla legislazione nazionale”.

Il convegno è stato l’occasione per presentare e discutere il disegno di legge regionale sull’agriturismo presentato dall’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.

Moderatore del congresso è stato il vicepresidente della Cia Puglia Donato Petruzzi. Sono intervenuti, Giulio Sparascio, presidente Cia Lecce, Giuseppe Gandin, presidente Nazionale di Turismo Verde, Daniele Merico, presidente di Turismo Verde Puglia e l’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.

“La Puglia conta circa 350 agriturismi operanti – ha commentato Petruzzi – ben al di sotto delle proprie potenzialità. Una nuova politica regionale sull’agriturismo e la nuova legge possono consentire la triplicazione del numero delle aziende in Puglia, per far fronte anche al boom turistico che sta vivendo la nostra regione. L’agriturismo e l’agricoltura sono un valore aggiunto all’economia turistica della Puglia perché la ruralità costituisce una attrattiva che va oltre il nostro settore.

Apprezziamo l’impostazione data dall’assessore Stefàno che considera il disegno di legge un primo passo per definire, con la concertazione delle organizzazioni professionali e dell’agriturismo, il testo definitivo più adeguato alle esigenze dell’agriturismo, del turismo e dell’ospitalità che va garantita in Puglia”.

“La proposta di legge presentata dall’assessore Stefàno la consideriamo un buon inizio – ha spiegato il presidente della Cia Lecce Giulio Sparascio – se si considera che gli agriturismi pugliesi operano con una legge regionale vecchia 26 anni, ormai deve essere rivista. Da tempo avevamo chiesto a Stefàno di mettere mano ad una nuova legge. Il disegno di legge presentato nei giorni scorsi è un buon inizio, che, comunque, va migliorato in alcuni punti. È positivo, che nella nuova legge regionale si parli di multifunzionalità e di pesca turismo e ittiturismo, quale parte integrante dell’offerta turistica complessiva della Regione.

Questo disegno di legge va perfezionato e reso immediatamente operativo, con il contributo delle organizzazioni di categoria. A nostro parere, infatti, è stato positivo inserire nella nuova legge gli aspetti legati alla multifunzionalità agricola. Ma relegarli solamente alla conservazione e tutela dell’ambiente e alla valorizzazione dei prodotti tipici regionali e alle produzioni di qualità è, secondo noi, limitativo. Nel discorso della multifunzionalità, infatti, andrebbero quanto meno inseriti tutti gli aspetti legati alla didattica, e quindi alle masserie didattiche, e alla vendita diretta in campagna. Non solo un occhio all’ambiente al territorio, dunque, ma anche alla formazione delle giovani generazioni e al reddito degli agricoltori”.

Jenny De Cicco

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Il presidente regionale di Assoturismo Confesercenti, replica al sindaco di Otranto sull’imposta di soggiorno

“Un balzello sul turismo solo per fare cassa”

“Pensa veramente che la maggior parte dei turisti stiano accettando tale imposta a fronte di una Otranto Card che offre l’unico vantaggio di qualche convezione e sconto ancora una volta a carico delle poche imprese che vi hanno aderito e non già di questa amministrazione? Crede veramente che gli “operatori stiano riscontrando positivamente l’avvio di questa nuova esperienza (un’imposta che diviene esperienza!?!)” che consiste praticamente in una serie di incombenze di carattere amministrativo e procedurale introdotte a stagione inoltrata?”. Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo, replica così al sindaco di Otranto a proposito dell’introduzione dell’imposta di soggiorno, su cui si pronuncerà il Tar a settembre.

“La sua affermazione sul fatto che il ricorso sia un’iniziativa prettamente politica sembra essere l’unica giustificazione all’introduzione di questa odiosa tassa”, afferma ancora Rota, che aggiunge: “Si svela l’arcano quando lo stesso sindaco afferma di non aver voluto ricorrere ad un incremento del 50% della Tarsu a danno dei suoi cittadini. Ecco quindi la vera motivazione dell’introduzione di questo balzello: non riuscendo a far quadrare i conti, per fare cassa si sceglie di vessare turisti e imprese, rischiando di infliggere un duro colpo alle prospettive di tenuta del settore”.

Quanto a Federalberghi Lecce, sottolinea Rota, è evidente la posizione in controtendenza con le indicazioni che dalla stessa associazione a livello regionale e nazionale. “Questa sì che è coerenza”, commenta Rota, “così si strumentalizza una associazione agli interessi della politica”.

Per quanto riguarda, infine, il confronto istituzionale con il Comune di Otranto, Rota richiama il sindaco ad un rapporto basato su criteri di correttezza e rispetto reciproco, in modo particolare con i rappresentanti delle associazioni di categoria. “La nostra unica politica”, conclude Rota, “è fare gli interessi degli operatori e della comunità per assicurare al territorio un corretto sviluppo del turismo”.

“Aspettando che la magistratura amministrativa si pronunci sulla legittimità dell’introduzione di questa imposta”, conclude Rota, “consiglierei al sindaco di Otranto di essere più cauto e rispettoso degli operatori turistici e delle loro associazioni di categoria, proprio coloro che quotidianamente lavorano per elevare gli standard dell’industria dell’accoglienza a Otranto, esponendosi in prima persona nell’interesse della comunità. Irresponsabili, semmai, sono coloro che dai palchi della politica cercano il facile consenso piuttosto che operare scelte coraggiose e lungimiranti. L’imposta di soggiorno così come è stata applicata, lo ribadisco, è un cappio al collo al turismo”.

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Porto turistico di Otranto, strada in discesa. E tre anni per realizzarlo

Presentato ieri sera al castello il nuovo Marina di Otranto. Il progetto, ad opera di Condotte d’Acqua Spa (la stessa azienda che costruisce il Mose a Venezia), è ora definitivo. Per concludere il suo iter, infatti, necessita solo dei pareri degli enti che dovranno esprimersi sulle sue caratteristiche, per verificarne le varie compatibilità. Dopo di ciò, come hanno spiegato i vertici di Condotte d’Acqua, “contiamo di realizzarlo in tre anni”. Insomma, posto per 417 imbarcazioni con lunghezza massima di 40 metri, 68 appartamenti, servizi, garage, aree commerciali ed un attracco per crociere nel molo di sopraflutto. Un’opera imponente che cerca di rispettare le caratteristiche della città. Il progetto, dice infatti il coordinatore del gruppo di progettazione del Piano Urbanistico Generale di Otranto, l’architetto Gianluigi Nigro, “sembra quasi esserci sempre stato”. Un intervento che, dunque, si sposa bene con le caratteristiche della città, donandole un Marina che potrebbe essere un potente strumento di destagionalizzazione. “La scelta di avere delle residenze all’interno del porto”, spiega infatti il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, “è dettata dalla necessità di fidelizzare gli utenti. In questo modo, infatti, molti diportisti potranno giungere qui anche in periodi di bassa stagione. L’ultima cosa che serve ad Otranto, infatti, è un porto-parcheggio”. Tra gli ostacoli che questo progetto dovrà superare c’è la Valutazione Integrata Ambientale, in quanto l’opera ricade nel sito d’interesse comunitario marino di Alimini. Per questo motivo potrebbero essere disposte anche opere di compensazione ambientale che verranno eventualmente decise in sede regionale. Un altro ostacolo è quello del vincolo paesaggistico, cui si sovrappone il “vincolo indiretto” apposto dalla Soprintendenza, che impone viste a mare non mutate in alcun modo. Interessante, da questo punto di vista, la scelta dei progettisti di eliminare il muro paraonde dal molo di sottoflutto: ciò permetterebbe di fare a meno anche di parte dell’attuale muro paraonde del porto, permettendo una vista completa dello specchio acqueo. Allo stesso modo gli edifici si mantengono all’altezza dell’attuale collinetta, per nascondersi alle viste laterali e posteriori. La qualità della progettazione, del resto, è evidente sia nei rendering presentati al pubblico che nella scelta di utilizzare avanzate tecniche di architettura bioclimatica. Insomma, il Marina non risolverà tutti i problemi di accoglienza del porto di Otranto (perché sarebbe necessario un nuovo “braccio” commerciale, in grado di far convertire l’attuale bacino in porto turistico), tuttavia l’intervento rappresenta, in un periodo di crisi, un eccezionale fattore di sviluppo. Il tutto a patto che riesca a superare tutti quegli (infiniti e lunghissimi) ostacoli burocratici che restano sulla sua strada.

Elio Paiano

PROGETTO

DATI ECONOMICI

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Vacanza nel Salento? Non tutto è ok. Piccolo viaggio sull’Adriatico

Se l’economia del Salento si fonda sul turismo, forse non bisogna fare tanti investimenti, ma attuare solo piccole accortezze per compiacere il turista. Che va coccolato: perché, se i disagi si assommano, potrebbe indispettirsi. Ecco alcune ragioni per cui questo potrebbe avvenire.

Le strade. Ne abbiamo di molto suggestive, a collegare un paese e l’altro. Peccato però che ci siano le deviazioni, che in questo scampolo d’estate non solo contribuiscono ad allontanarci dal mare, ma a volte non sono neppure presidiate dalla segnaletica adatta. Pensiamo a quando il mese scorso era bloccata la Uggiano-Porto Badisco, proprio nel periodo della raccolta dei ricci di mare: a quanti turisti sarà capitato di perdersi per quelle stradine, che a volte neppure per chi è salentino sono tanto comode? E viene spontaneo chiedersi: ma i lavori sulle strade bisogna farli per forza in estate? A questo si aggiunga che certe deviazioni non sono ben illuminate, e tenendo presente che non siamo ancora in grado di impedire alla gente di bere prima di mettersi al volante, si tratta di situazioni potenzialmente molto rischiose.

La tecnologia. Sicuramente non deve essere il perno della nostra vacanza, ma aiuta. Prendiamo la diffusione del Pos come sistema di pagamento, che in non tutti gli esercizi viene utilizzato: in alcuni, anzi, è addirittura la connessione che non va. Il che, nel 2011, sembra risibile, ma non lo è. Immaginate di essere andati al mare, con pochi spiccioli per il parcheggio e un gelato o una bibita fresca, e di esservi portati dietro solo la vostra carta prepagata, il bancomat o la carta di credito, per non avere denaro liquido da perdere in spiaggia. Immaginate anche di voler fare un romantico pranzo a base di pesce sul mare. Scordatevi aragosta e champagne, potete permettervi solo una birra e una bruschetta, neppure troppo condita. Per non parlare del wi-fi pubblico, che per esempio a Lecce non raggiunge tutte le zone: meglio nella zona di Maglie, dove funziona abbastanza bene nei centri storici. Anche se in alcuni paesi dell’entroterra idruntino non pensate di tenere con voi il telefono cellulare: per certi gestori è impossibile fornire copertura, per cui il telefonino è pressoché inutile.

Iniziative clone. A volte nel carnet estivo delle manifestazioni culturali o degli spettacoli esistono molte iniziative che sono copia carbone di altre: una vera e propria inflazione culturale causata spesso da eventi male organizzati, congegnati con poca competenza e approssimazione. È pur vero che l’arte è uno sporco lavoro e che qualcuno lo deve pur fare: a volte, tuttavia, si tratta di braccia rubate all’agricoltura.

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I lidi ad Otranto tra erosione costiera, ritocchi ai prezzi e nuove proposte.

Erosione costiera, è da aprile che gli operatori dei lidi balneari chiedono sostegno ma, è ormai arrivata la stagione e così ricomincia il lavoro e in alcuni casi il 50% di sabbia in meno, il che vuol dire che ci saranno, solo, la metà dei posti lettino/ombrellone, disponibili.

“Purtroppo, in questo modo” – riferiscono dai lidi – “siamo costretti a rifiutare le prenotazioni, con ciò che comporta il rifiuto”.

“Al Lido Acquachiara, per l’erosione, siamo stati costretti, con la metà degli ombrelloni in deposito, ad aumentare del 10% il prezzo e fare differenza tra alta e bassa stagione” – Dice Salvatore – “Il nostro è un lido che offre servizi di bar, ristoro, tabacchi ed edicola, con animazione gratuita nei fine settimana e per tutto agosto”.

Al Ficodindia stesso problema dice Carlo – “fortunatamente siamo riusciti a non aumentare i prezzi. Il Ficodindia propone una terrazza sul mare con dj set e piccoli concerti live, oltre al servizio bar”.

Anche al Tropea, nonostante l’erosione, i prezzi sono allineati allo scorso anno e con, in più, un servizio ristorante sul mare ma solo su prenotazione.

Prezzi stabili, ma con eventi live e dj set al Fuorirotta in zona Punta ad Otranto “abbiamo problemi di erosione, ma abbiamo mantenuto sostanzialmente i prezzi, con un lieve ritocco” dice Fabrizio del lido Fuorirotta- “speriamo che durante la stagione la situazione migliori”.

Una novità è quella della Castellana dove quest’anno “avremo degli aperitivi d’autore con chef e musica anche live” –spiega Mercedes Turgi Prosperi- “un esperimento dove offrire agli amici ed agli ospiti di Otranto sia un aperitivo in spiaggia che in preserata”. Il tutto nella spiaggia più glamour del Salento.

Al Dolceriva, invece, “avremo appuntamenti fissi due volte a settimana la sera” –spiega Itaco- “mentre i prezzi sono gli stessi dello scorso anno”.

Jenny De Cicco

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Api calessino, mezzo anti-traffico un po’ glamour: a Otranto servizio potenziato

Nell’ultimo Consiglio comunale del 30 maggio si è discussa anche la modifica al regolamento sul noleggio delle “Api calessino” http://www.otrantooggi.it/2011/06/03/otranto-nulla-di-fatto-in-consiglio-sul-nuovo-porto-turistico-presto-un%E2%80%99assemblea-pubblica/.

A introdurre il tema il consigliere Fabio Marrocco, che ha fatto notare quanto siano importanti questi mezzi, risorsa occupazionale con un notevole ritorno d’immagine per la cittadina: difatti è difficile non notarle per il loro stile retrò, un po’ felliniano. Già nel 2007 le Api in questione avevano invaso, con il loro ritorno sul mercato, le piazze più glamour d’Italia; utilizzate a Portofino e a Capri fin dalla loro nascita, negli anni ’50, e ultimamente adottate anche nel centro di Firenze, non potevano non arrivare a Otranto.

Così nel 2008 la prima Ape calessino aveva battuto le vie della città adriatica, subito seguita dalle altre tre oggi presenti a Otranto. Le Api, d’altronde, ben si abbinano con i colori della città e con il turista idruntino, amante della calma (questi mezzi non superano i 56 km l’ora) ma al tempo stesso dinamico, osservatore del territorio, visitatore di zone poco note e difficilmente raggiungibili in altro modo.

Il consigliere battutosi per la modifica del regolamento tiene tra l’altro a precisare come “le logiche dell’operatività concreta richiedano di concentrarsi sull’analisi delle determinanti di progetti e iniziative già attualizzati e da attualizzare, sulla misurazione degli stessi e sulle modalità che consentono di accrescere i loro punti forza. Sicuramente, il nuovo taxi “api calessine”, con approvazione il 16/2/2009, ha riscosso un successo immediato e notevole”. Individuando questi mezzi come “un veicolo economico, concepito per il trasporto umano a breve raggio, adatto per muoversi sia negli antichi borghi della città sia nelle zone periferiche, veicolo ideale in quanto permette una fruizione più immediata del nostro paesaggio e del nostro territorio, proprio perché direttamente a contatto con l’ambiente circostante e con la natura, essendo aperta”.

Api Calessino, dunque, ormai una caratteristica del turismo locale, e per il futuro prossimo Marrocco le individua come protagoniste della Dolce vita non solo otrantina, ma anche extra comunale, visto che la modifica del regolamento riguarda anche la novità di poter uscire dal territorio comunale con queste vetture, un po’ calesse un po’ auto, collegando in maniera ottimale Otranto ai paesi vicini.

Jenny De Cicco

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Bravo Club, accordo azienda-lavoratori: apertura del villaggio il 20 giugno

L’apertura era prevista per il 21 di maggio ma – a causa dei lavori di adeguamento dell’impianto di deflusso delle acque bianche – il Bravo Club aprirà il 2 luglio. I lavoratori sono agitati, l’inizio posticipato della stagione turistica proprio non se lo aspettavano, il tutto è stato “come un fulmine a ciel sereno”, fanno sapere. Il fatto è che la stagione turistica a Otranto si preannuncia molto buona: le richieste ci sono, per cui nessuno immaginava un’apertura ritardata. Il problema è legato alla realizzazione dell’impianto depurazione delle acque reflue che interessa il Bravo Club presso Alimini, dopo che lo scorso anno alcune strutture vicine avevano sollevato il problema e la Guardia di finanza aveva sequestrato l’impianto. Lo scorso anno, infatti, in piena estate (era il 16 agosto) fu sequestrata la condotta per lo scarico di acque meteoriche di dilavamento provenienti dal villaggio turistico “Bravo Club” di Otranto dopo un controllo operato dal Noe e dai campionamenti fatti dall’Arpa Puglia. L’esposto, partito dal complesso residenziale “Serra degli Alimini 2”, aveva evidenziato la presenza di “acqua schiumosa”. Nella zona, infatti, è presente un altro canale, un antico corso d’acqua che sfocia nei pressi della torre chiamata, appunto, “Fiumicelli”. Per anni il canale era rimasto sommerso, ma ora è ritornato attivo. Per ovviare al problema, la struttura turistica ha provveduto dunque a rifare gli impianti di depurazione, e adesso sta creando un complesso sistema di drenaggio delle acque. Lavori che tra l’altro hanno subito uno slittamento, rispetto alla previsione di consegna, per cui la struttura aprirà in ritardo: adesso, dunque, l’azienda si trova stretta tra le lamentele dei lavoratori, che vedono ridursi le loro giornate lavorative, e la necessità di adeguare gli impianti per evitare i problemi dello scorso anno. Giovedì scorso si è tenuta al riguardo una riunione tra lavoratori, sindacati e azienda, presso il Comune di Otranto, alla presenza del sindaco Luciano Cariddi. I lavoratori hanno lamentato la gravità della situazione, che mette in pericolo l’accordo raggiunto in precedenza, in grado di garantire le 78 giornate lavorative; dopo un’animata discussione, si è giunti alla definizione di un nuovo accordo. Il villaggio sarà aperto il 20 di giugno, e la chiusura sarà posticipata in modo tale da garantire ugualmente ai lavoratori le giornate lavorative previste. A Lecce, il 7 di giugno, è prevista una nuova riunione tra lavoratori, sindacati ed azienda, in cui sarà ratificato questo nuovo accordo.

Elio Paiano

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Le agenzie immobiliari in rete alla conquista del mercato internazionale. Presto on line il nuovo portale della Confesercenti

Il nuovo portale www.confesercentiimmobiliare.it sarà a breve disponibile on line, rivolto soprattutto alle agenzie immobiliari della provincia di Lecce.

Si tratta di uno strumento informatico realizzato da Confesercenti Lecce e dall’Associazione nazionale agenti e mediatori d’affari (Anama) con l’assistenza tecnica della web agency Consolidati. L’iniziativa è stata presentata alla stampa venerdì mattina all’Hilton Garden Inn di Lecce da Salvatore Santese (presidente Confesercenti Lecce), Paolo Bellini (presidente nazionale Anama), Antonio Schipa (direttore Confesercenti Lecce) e Antonio Magurano (coordinatore provinciale Anama Lecce).

“Il nuovo portale – ha spiegato Bellini – nasce con lo scopo di far cooperare le agenzie immobiliari presenti sul territorio per conquistare i mercati nazionali e internazionali. Tale sito intende, infatti, dare visibilità a tutti gli operatori del settore per arrivare ai mercati esteri difficilmente raggiungibili, come, ad esempio, quello russo. La Russia dal punto di vista della compravendita immobiliare è molto attratta dall’Europa e in particolare dalla Puglia. La borghesia russa – ha continuato Bellini – è interessata agli immobili costosi e alle masserie. Immobili che difficilmente si riescono a vendere in Italia. Per far partire questa iniziativa si è scelto Lecce anche perché, nella graduatoria dell’andamento della compravendita immobiliare, risulta la seconda dopo Brindisi che ha maggiormente ‘tenuto’ nel momento della crisi, seguita da Taranto, Bari e Foggia”.

I destinatari del portale www.confesecentiimmobiliare.it sono le agenzie immobiliari, gli acquirenti, i venditori e gli operatori del settore in genere. Il sito dovrà garantire qualità e affidabilità. Per aderire al portale, le agenzie immobiliari dovranno, infatti, sottoscrivere l’accordo (condizioni generali servizio), il Codice etico e la quota associativa. In tal modo avranno hanno la possibilità di pubblicizzare gli immobili di cui sono titolari di regolare incarico di mediazione. Il portale interattivo offrirà inoltre numerosi servizi, oltre alla visibilità delle agenzie, la stampa visure catastali, la stampa render, aggiornamenti costanti e collegamenti con siti istituzionali, la realizzazione di software per gestione agenzia immobiliare. I privati potranno, con pochi clic, cercare la propria casa da acquistare o da affittare; contattare l’agenzia, ottenere gratuitamente preventivi di mutui o la valutazione degli immobili, oltre a consultare la normativa in materia immobiliare.

Annalisa Gentile

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