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Tre nuovi bandi presentati al Castello: beni culturali, chioschi bar per vitalizzare le periferie e le attività nei locali in area fabbriche

Presentati tre nuovi bandi pubblici nella serata di giovedì 27 gennaio scorso presso la Sala triangolare del Castello aragonese di Otranto. A presentare le nuove iniziative, oltre al Sindaco Luciano Cariddi, il consigliere Gianfranco Stefano e il dirigente dell’ ufficio segreteria Francesco Miggiano. Annunciati come bandi rivolti ai giovani, i bandi in realtà attribuiranno punteggi in più ai candidati che non hanno ancora superato la soglia dei 40 anni. Il primo bando riguarda i beni culturali. Presentato dal Sindaco come una sorta di concorso, per il quale ci saranno anche dei premi in denaro, interesserà beni culturali come quelli che ricadono all’interno di proprietà private ma non per questo non fruibili dai turisti. Il progetto dovrà essere presentato da un gruppo di soggetti o da singoli, diplomati, residenti a Otranto da almeno 3 anni. Attraverso un premio di mille euro per il primo classificato, 750 euro per il secondo e 500 euro al terzo, il bando ha una “veste” di concorso cui seguirà lo “start up” aziendale fornito dal Comune a chi “si aggiudica” il primo posto. Il secondo bando riguarda invece la valorizzazione funzionale di tre aree verdi nelle periferie cittadine. La valorizzazione, oltre che con arredo urbano e con la piantumazione di verde o della sua manutenzione sarà funzionale alla gestione di un chiosco bar, tipo “grillerie” o pizzeria e tavola calda presso il quale si dovrà, sempre secondo il bando, esercitare anche forme di intrattenimento di vario tipo, dallo spettacolo musicale serale ai giochi per bambini. Con questo secondo bando si punta a rivitalizzare tre aree periferiche: la pinetina antistante il campo da calcetto comunale in zona 167, il piazzale tra la riviera degli Haethey e via F.Sforza (adiacente all’hotel la Plancia) e il parco recintato in via Sforza di fronte all’ auditorium diocesano “Porta d’Oriente”. I vincitori del bando dovranno farsi carico della manutenzione delle aree verdi “alleggerendo” il Comune da tale incombenza, in cambio della gestione, si pensa 15ennale dei collegati chioschi-bar. Il terzo bando riguarda invece 4 dei 6 locali comunali in area Fabbriche, all’imbocco della zona portuale. Due verranno dati in gestione senza vincolo alcuno per attività commerciali di qualunque tipologia; due invece sono funzionali alle attività che il Comune intende rivolgere al funzionamento amministrativo del costituendo porto turistico e sono fuori dalla gara; uno è destinato a diventare un bar, mentre l’ultimo è vincolato alle attività portuali. Su questo ultimo punto si acceso il dibattito in sala, poiché le attività portuali che vanno dal diving alla gestione di agenzie marittime, dalla vendita di attrezzature per la diportistica a quella delle attrezzature per il pesca-turismo saranno sicuramente i prossimi recettori degli investimenti nella nostra cittadina.

Salvo Sammartino

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A Palmariggi la banda larga di Vodafone

Arriva anche a Palmariggi, in questi giorni, la banda larga di Vodafone. Il traguardo rientra in un progetto “1000 Comuni”, che si propone di vincere la sfida di giungere in mille comuni, uno al giorno, per i prossimi tre anni. Stavolta è toccata a Palmariggi, piccolo comune con poco più di millecinquecento abitanti, in cui però esiste una buona attenzione pubblica verso le nuove tecnologie: in piazza esisteva già da tempo, infatti, il wi-fi comunale, come in molti paesi del circondario, per cui basta inviare un sms all’azienda che ha la convenzione con il comune per ottenere un user e un password da utilizzare per accedere a internet con il portatile o lo smartphone, comodamente dalla piazza del Palmariggi. Quello di “1000 Comuni”, invece, è un progetto che mira soprattutto alla diffusione privata di internet: sono tante le famiglie che, ancora, soprattutto nel Sud Italia (per non parlare del Salento, in cui permangono ancora sacche di zone non coperte dal segnale del cellulare o del wi-fi) non fruiscono di questo metodo veloce e pratico di comunicazione, forse anche in mancanza di una corretta e diffusa a tappeto alfabetizzazione informatica. Ma, forse, una soluzione sarebbe già far capire alle persone come internet può esserci d’aiuto nella vita di tutti i giorni: a Scorrano ad esempio, comune che rientra nel succitato progetto di wi-fi gratuito con l’azienda Cliocom per i comuni, internet viene utilizzato per mettere in contatto gli indigeni con i propri parenti emigrati all’estero, un esempio virtuoso su come la rete può diventare interessante a molti che siano anche un po’ in là con gli anni.

Angela Leucci

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Gli introiti della lotta all’evasione ICI del comune

Il debito verso la Monteco e altre questioni legali hanno ingessato il bilancio comunale con la conseguenza che, come dice il Sindaco, il Comune non ha soldi per fare la manutenzione ordinaria. Che bisogno c’è ora, visto che vi sono pochi soldi a disposizione, di dare una parte di quelli che vengono incassati dalla lotta all’evasione dell’ICI, ai dipendenti comunali dell’ufficio tributi. Il comune non potrebbe aspettare che la situazione finanziaria migliori e poi di premiare i suoi dipenenti quando le cose andranno meglio?

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MISERICORDIA OTRANTO: RACCOLTA FONDI PER L’ACQUISTO DI UN’AMBULANZA IDONEA ALLE LUNGHE PERCORRENZE

La Misericordia di Otranto sta facendo una raccolta fondi per acquistare una nuova ambulanza idonea per le lunghe tratte stradali. Otranto Oggi vi invita a fare una piccola donazione in favore dell’associazione di volontariato otrantina che tanto si spende per la nostra comunità e per i bisogni dei cittadini legati alla salute.

Un’ambulanza nuova potrebbe essere un ottimo strumento per permettere alla Misericordia di svolgere in maniera più completa il suo prezioso servizio.

Potete eseguire il vostro versamento utilizzando le seguenti coordinate bancarie intestate alla Confraternita di Misericordia di Otranto: BANCA POPOLARE PUGLIESE, AGENZIA DI OTRANTO – IBAN: IT 88 M 05262 79860 CC0280120901 oppure BANCO POSTA – IBAN: IT 45 C 07601 16000 000016192734.

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Farmer Market

Vendita diretta di frutta e ortaggi di qualità da parte degli imprenditori agricoli del territorio di produzione, con abbattimento dei costi di trasporto delle merci e conseguente diminuzione di traffico e inquinamento. Questi sono, in poche parole, gli elementi salienti che caratterizzano i Farmer market, i mercati agricoli di vendita diretta.

“Un passo importante per l’agricoltura, i contadini e i produttori”, ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia dopo l’approvazione del ddl recante “norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti da filiera corta e di qualità”, approvato dal Consiglio dei Ministri del primo marzo scorso e che verrà ora trasmesso alla Conferenza unificata per il parere.

“Si tratta di una grande modernizzazione per tutto il settore primario e ha anche l’effetto di accorciare notevolmente le distanze tra i produttori e i consumatori” – ha aggiunto Zaia – “accorciare la filiera è indispensabile sia per la diminuzione dell’inquinamento, (anche questo è il chilometro zero), che per abbassare i costi per i consumatori”.

Il provvedimento impone un passo di qualità diverso e si aggiunge alle norme in materia di sicurezza alimentare, definendo principi importanti in materia di mercati agricoli riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli: non solo la modalità di vendita e la trasparenza dei prezzi, ma anche una maggiore verificabilità della qualità dei prodotti: dalla semina, produzione e lavorazione alla vendita.

Facciamo un esempio relativo alla qualità del prodotto in vendita nei Farmer market. Se un consumatore, un acquirente, conosce il terreno in cui vengono coltivati i prodotti, perchè fa parte del territorio circostante in cui abita, sarà molto difficile, e sicuramente controproducente per il produttore – venditore, produrre in terreni dalla qualità dubbia.

Chilometro zero è l’espressione che sta ad indicare la brevità della distanza dal luogo di produzione al quello di vendita, strettamente collegata e al concetto di filiera corta, che sostanzialmente significa il minor numero possibile di passaggi da chi produce a chi vende i prodotti. Vale a dire uno degli aspetti su cui usualmente il mercato specula di più, con i lavoratori della terra che riescono con difficoltà a far pareggiare i conti tra una buona produzione e il giusto guadagno, a fronte di un prezzo sui banconi di negozi e supermercati che paga il pedaggio di trasporti e numerosi altri passaggi. Ciò riduce il numero degli intermediari commerciali, dovrebbe dunque consentire, col superamento dei costi della distribuzione, un prezzo finale più basso. L’acquirente può accedervi tramite vendita diretta, mercatini, gruppi di acquisto, cooperative di consumo o commercio elettronico.

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Contributo sul canone di affitto per abitazioni anno 2009

Si avvisa che la Giunta Regionale, con delibera n. 2142 del 01/10/2010, ha attribuito a questo Comune un finanziamento di € 18.632,26 per le predette finalità. Il Comune di Otranto ha incrementato dette risorse con la somma di € 2.500,00.Coloro che intendono richiedere il contributo devono presentare apposita domanda entro e non oltre il 6 dicembre 2010 con la seguente documentazione:

– Dichiarazione sostitutiva unica riportante la situazione economica del nucleo familiare per l’anno 2009 resa ai sensi del D.L. n.109 del 31.3.1998 e s.m., di cui al modello-tipo approvato con D.P.C.M. 18.05.2001; (la dichiarazione è soggetta ai controlli previsti dal medesimo D.L. n.109/98 e dal D.P.C.M. n. 221 del 7.5.99);- copia del contratto di locazione registrato;- copia delle ricevute di pagamento del canone di affitto;- eventuale documentazione per l’aumento del limite di reddito di cui al bando di concorso.

Il limite di reddito per l’accesso ai contributi suddetti non deve essere superiore a quello “convenzionale” di € 16.000,00, calcolato con le modalità di cui all’art.21 della legge n.457/78.

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La vicenda MONTECO

Il 28.12.2009 il consiglio comunale ha autorizzato l’accordo con la Monteco che mette fine alla controversia per il servizio di smaltimento rifiuti svolto per conto del Comune di Otranto dal 01.06.1999 al 30.04.2009. Autorizzando l’accordo transattivo il Consiglio Comunale ha riconosciuto in favore della Monteco il debito di Euro 1.100.000,00.

Il Comune si è assunto l’obbligo di pagare questa somma dopo che ha versato in acconto Euro 100.000,00 il giorno 15.12.2009. La restante somma di un milione è stata suddivisa in quattro rate annuali di euro 250 mila ciascuna, con scadenze 31.07.2010, 31.07.2011, 31.12.2012 e 31.12.2013.

Questo debito, come detto dallo stesso Sindaco, “imbalsamerà” il bilancio comunale per anni impedendo all’amministrazione di affrontare e garantire ai cittadini la manutenzione ordinaria del paese e le spese per “programmi culturali e progetti di spettacolo”.

Il debito scaturisce dal servizio di smaltimento rifiuti che il comune di Otranto commissionò alla Monteco nel 1999 e che inizialmente doveva avere durata di un anno, più altri due di rinnovo, ma che è durato sino al 30.04.2009 grazie alla legge che ha introdotto le ATO.

Più precisamente il debito di 1.100 mila euro è la somma che la Monteco incasserà in più rispetto a quanto già incassato. La somma in più è giustificata dalla revisione in aumento dei prezzi iniziali previsti nel contratto del 1999.

Va detto che la maggiore somma di 1.100 mila è il risultato di quanto il Comune è riuscito a spuntare dalla società dopo che questa aveva inizialmente preteso il pagamento di circa 2.100 mila euro.

Le valutazioni dei tecnici comunali, supportate dal parere dei professionisti esterni incaricati (Avv. Roberto Marra e Ing. Riccardo Bandello), hanno confermato che il maggior valore riconosciuto dal Comune alla Monteco è vantaggioso per le casse comunali. Mentre la minoranza (Sammarruco), in occasione della discussione in consiglio comunale, pur riconoscendo l’annoso problema, ha messo in discussione la validità del contratto sin dal 2000 e poiché inesistente da quella data ha dichiarato che non è possibile applicare la revisione in aumento dei prezzi pretesa dalla Monteco.

Nel dibattito consiliare il Sindaco ha fatto notare che il problema non era più rinviabile e che andava affrontato e risolto per non essere un ulteriore peso da lasciare sulle spalle delle future generazioni.

La minoranza ha messo in discussione anche la scelta di non riconoscere quella somma, tecnicamente, come “debito fuori bilancio” perche evita che la Corte dei Conti possa controllare la bontà dell’intera operazione conclusa dal Comune. Ma questo aspetto investe la responsabilità patrimoniale dei consiglieri che l’hanno votata perché potrebbero essere chiamati personalmente a rispondere sull’operazione conclusa con la Monteco.

E difatti, l’accordo transattivo è stato autorizzato con il voto favorevole di 9 consiglieri. Prima della votazione i consiglieri della minoranza presenti (Sammarruco, Tondo, Salzetti e De Benedetto) si sono alzati per non partecipare alla votazione, ma prima di loro si era anche alzato il consigliere Leonardo Conte della maggioranza, mentre gli assenti al consiglio comunale sono stati i consiglieri Francesco Bruni, Fabio Marrocco e Gianfranco Stefano.

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