Archive | Eventi e Spettacoli

All’HEA 180 di Lecce la mostra “C’eri e non ceri” di Giuseppe Zilli

Giovedì 26 Aprile, alle 20, presso il pub HEA 180, si aprirà la mostra di pittura e scultura “C’eri e non ceri” di Giuseppe Zilli, che resterà visitabile fino al 6 maggio.

L’iniziativa continua la serie di eventi proposti da HEA 180, spazio alternativo che sotto la direzione artistica di Raffaele Quida ha già organizzato diverse esposizioni.

Questa mostra di Zilli, che nel titolo gioca con le parole “c’eri” e “ceri”, è l’ultima, in ordine di tempo, ad avere come caratteristica principale l’aspetto delle pratiche rituali nelle religioni – a prescindere dalle singole fedi – dopo “Riti della mente” e “Peccati celati”.

In “C’eri e non ceri” l’artista si approccia alla fede ortodossa e spiega come è nata l’idea portante di questi ultimi lavori: “All’interno dei loro templi, gli ortodossi usano accendere i ceri a suffragio sia dei morti che dei vivi. La distinzione tra i due atti consiste in questo: per i morti i ceri vengono accesi vicino al Crocifisso, per i vivi vicino alla Madonna”.

Le opere di Zilli seguono questa dinamica, anche sotto l’aspetto cromatico, come egli stesso chiarisce: “Per i lavori che corrispondono al cero posto vicino al Cristo Crocifisso, quindi ai morti, ho usato il ‘pigmento’ rosso, perché simbolo della Passione, del sangue, della violenza; per quelli che invece corrispondono al cero posto vicino alla Madonna, cioè ai vivi, ho scelto il ‘pigmento’ giallo. Quest’ultimo si rifà a un pezzo dell’Apocalisse di Giovanni, in cui l’evangelista descrive la Madonna come ‘la donna vestita di sole’”.

Una peculiarità che contraddistingue le creazioni pittoriche di “C’eri non ceri” è l’assemblaggio materiale delle stesse, create con l’utilizzo di carte cucite e dipinte con pigmento e appese alle pareti con grucce in metallo realizzate appositamente dall’artista, cosa che rappresenta una novità assoluta nel campo artistico.

Gianluca Conte

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Il rosato che unisce l’Italia

Si avvicina il 5 maggio, che sarà un giorno che da quest’anno verrà ricordato, no solo per il celeberrimo componimento manzioniano, ma anche per la riscossa dei vini rosè, infatti coincide con la data conclusiva del concorso enologico nazionale Rosati di Puglia, che avrà Otranto come palcoscenico e la presenza del ministro Mario Catania.
Alla conferenza stampa del primo concorso enologico, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha espresso viva soddisfazione. All’incontro, tenuto la mattina del 20 aprile, è intervenuto anche l’assessore regionale alle Politiche Agroalimentari Dario Stefàno presso Villa Romanazzi Carducci a Bari.

Secondo Vendola: “Bisogna riscattare l’onore del rosè, bisogna raccontare che questo vino ha una sua personalità, una sua culla specifica, un suo percorso di accompagnamento alla crescita che è delicato e complesso. Questo concorso serve a portare in vetrina e a esibire le peculiarità di questo nostro prodotto, e ha fatto molto bene l’Assessore Stefàno a non rinchiudersi dentro la trincea pugliese, perché la sfida dell’enologia, dei prodotti di qualità nel food, o è una sfida globale o rischia di essere una sagra di paese. Per noi, invece, anche l’enogastronomia rappresenta una provocazione importante a qualificare il nostro modello di sviluppo.
Il vino pugliese oggi ha dei record di vendita straordinari. Ogni anno al Vinitaly, in maniera crescente, guadagniamo delle postazioni importanti. Prima non era così: la Puglia, fino a poco tempo fa, produceva il vino degli altri. La nostra regione, che aveva un ritardo clamoroso anche rispetto alla Sicilia, aveva un rapporto problematico con la vite: troppe produzioni di uva senza mercato, un’uva buona solo per gli ammortizzatori sociali, troppa richiesta di ristoro dei danni. Era come se la produzione enologica fosse percepita dagli stessi produttori come un qualcosa in stato comatoso da assistere con la farmacopea dei sussidi comunitari.
Nelle nostre terre sono tornati gli antichi vitigni e su di essi abbiamo portato la ricerca e l’innovazione, perché la campagna non è una questione di vanga, ma di scienza e di tecnologia. L’enologia accompagna l’agroalimentare a dotarsi di competenze, di specialismi e di futuro. Questo calice di rosato oggi ci ha fatto ragionare su tante questioni. Spero che non siano discorsi ebbri, ma ragionamenti sobriamente carichi di futuro”.

Jenny De Cicco

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A Lecce inaugurazione del primo skatepark pubblico

Finalmente anche Lecce si apre ufficialmente agli amanti dello skateboard e di altri sport da strada. A darne comunicazione ufficiale è la stessa amministrazione comunale del capoluogo salentino, annunciando l’imminente inaugurazione del primo skatepark pubblico, sito in via Medaglie D’Oro, che avverrà domenica 22 aprile alle 10.
L’evento, che vedrà la presenza del sindaco Paolo Perrone, sarà un susseguirsi di diverse dimostrazioni di skate, in line e bmx da parte di esperti, nonché l’intervento di gruppi musicali. La manifestazione proseguirà con un alternarsi di musica dal vivo ed esibizioni sportive fino al tramonto.
La realizzazione di questo spazio è stata possibile grazie ai fondi del Comune di Lecce e alle 1400 firme raccolte da Radical Shop e dall’Associazione Suburban. La struttura consiste in un’estesa ‘area street’ con minirampa su una piattaforma di cemento quarzato di 650 metri quadri. Il tutto, oltre ad essere dotato di illuminazione, è pannellato in skatelite.

La disciplina dello skate – come anche quella dell’in line, della bmx e altre legate all’ambito urbano – già da tempo diffusasi tra i giovani salentini che amano vivere la controcultura, trova finalmente uno spazio libero da impedimenti di sorta. La nascita di questo skatepark reca con sé un doppio vantaggio, infatti, se da un lato sembra arrivare, dopo tanta attesa, un riconoscimento ufficiale a quella che fino a ieri era considerata soltanto una subcultura del ghetto, dall’altro è stata resa possibile la materializzazione di un’area in cui i ragazzi possono dare libero sfogo alla loro passione, senza il timore di commettere irregolarità e al riparo dai pericoli che questo tipo di attività potrebbe comportare se praticata nel bel mezzo della città.

In ultima analisi, un segno di civiltà e di apertura rispetto alle esigenze delle nuove generazioni da parte di istituzioni e cittadinanza.

Gianluca Conte

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Corto Magliese, l’edizione 2012

Torna Corto Magliese per la sicurezza stradale. L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada sezione di Maglie presieduta da Eva Ruggeri ha appena emanato il nuovo regolamento, che trovate in allegato, con qualche novità. Innanzi tutto, quest’anno ci sarà una maggiore attenzione per i lavori giovanili e scolastici che perverranno: l’ultimo anno sono arrivati dei prodotti molto buoni, per cui abbiamo deciso di premiare l’impegno dei ragazzi. Sono loro in fondo i destinatari ultimi del nostro messaggio come Aifvs: mai più morti sulla strada.
Altra innovazione del concorso sarà l’invio a mezzo mail dei lavori che saranno presenti in concorso, la cui partecipazione è gratuita e scade il 31 luglio 2012. Eventuali premi e la giuria, sempre presieduta dalla nostra presidente Eva Ruggeri, che esaminerà gli spot saranno comunicati in itinere.

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Diciannove e settantadue, il trailer debutta al Festival del Cinema Europeo

La magliese Sharon Cinema sempre più avanti. Sarà presentato al Festival del Cinema Europeo di Lecce, il prossimo sabato 21 aprile alle 16 presso il multisala Massimo, il trailer definitivo della docufiction “Diciannve e settantadue”. La storia, come spesso abbiamo detto su queste pagine virtuali, è quella del primatista Pietro Mennea, che si è recato nel Salento nei mesi scorsi per seguire direttamente le riprese. Una storia affascinante e avvincente quella di Mennea, atleta il cui lato umano risulta anche più interessante di quello sportivo, di per sé davvero grandioso. Alla presentazione del trailer ci sarà anche la produttrice Rita Surdo. Combinazione vuole che il superospite di quest’edizione del Festival del Cinema Europeo sia Emir Kusturica, che figura tra l’altro tra i produttori esecutivi del primo film che ha visto la luce lo scorso anno con la Sharon Cinema, l’apprezzato “Mozzarella stories”. Un evento quindi da non perdere, non solo per una questione di campanile, ma soprattutto perché la docufiction sta generando grandi attese.
Plauso anche dal primo cittadino di Maglie Antonio Fitto per l’impegno della Sharon Cinema. “Nell’edizione di quest’anno del Festival del Cinema Europeo – dice Fitto – su questo prestigioso palcoscenico trova a giusta ragione il posto che merita una casa produttrice di Maglie, che nella persona della sua titolare, Rita Surdo assicurerà alla nostra Maglie un ruolo da protagonista.
Esprimo le mie congratulazioni a Rita Surdo, giovane concittadina, che porta la nostra Città sotto i riflettori augurandomi che questo prestigioso riconoscimento possa fungere da sprone soprattutto per i giovani, affinché possano coltivare i propri sogni, le proprie aspirazioni e passioni che non sempre si rivelano velleitarie, ma se perseverate con pervicacia possono essere foriere, come in questo caso, di prestigiosi riconoscimenti a vantaggio dell’intera città.”

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L’isola di Lorenzo si dipana a Torcito

Il teatro è liberazione degli angoli reconditi e bui dell’animo umano.
L’Isola di Lorenzo, opera in 15 minuti della Compagnia Calandra nata a Tuglie nel 1991, porta sullo schermo la storia di una famiglia salentina di cinquant’anni fa con il regista Enrico Conte presentando la propria opera che ha per protagonista il piccolo Nicolò De Pascalis, con Gianfranco Protopapa e Federico Della Ducata e le location salentine tra le quali Torcito di Cannole.
Il risultato è la produzione cinematografica, un cortometraggio, costato un anno di lavoro e prodotto grazie al sostegno della Compagnia Teatrale Calandra di Tuglie e che ha avuto come sfondi principali alcune tra le più suggestive location del basso Salento, tra le quali spicca l’antichissima Masseria di Torcito di Cannole, messa a disposizione delle riprese dalla Provincia di Lecce.
“L’isola di Lorenzo” è il secondo cortometraggio a zero budget diretto da Enrico Conte. Come per il suo primo lavoro, il regista si è avvalso della collaborazione di istituzioni, realtà e personalità presenti sul territorio salentino. Nel suggestivo contesto di Torcito prende avvio la vicenda di Lorenzo, dieci anni, che vive con i suoi pochi parenti lontano dal mondo. Durante l’estate del 1960 anche pochi chilometri possono sembrare una distanza incredibile, la vita di questa famiglia è minacciata anche da grida provenienti dal poco lontano bosco.
Il fantasioso e sognante punto di vista di Lorenzo (Nicolò De Pascalis) descrive con infantile innocenza il tramonto di un’epoca, coincidente con l’abbondono del luogo da parte della sua famiglia, dove per generazioni hanno vissuto servendo da contadini i “padroni” la cui casa sta per essere espropriata. La situazione verrà affrontata con approcci opposti dal padre Donato (Gianfranco Protopapa), remissivo e servile nel cercare di proteggere i suoi cari, e dallo zio Giovanni (Federico Della Ducata), combattivo e perfino prepotente negli stessi intenti. La prima ufficiale del film si terrà venerdì 27 aprile, presso il cinema DB D’Essai di Lecce , alle 21. Saranno presenti in sala, oltre al regista, sceneggiatore e produttore Enrico Conte, il cast artistico e tecnico, nonché la Compagnia Teatrale Calandra di Tuglie che ha realizzato il progetto.

Jenny De Cicco

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A Copertino un appuntamento dedicato a Fabrizio De Andrè

Venerdì 20 aprile, alle 19,30, presso il castello di Copertino, appuntamento con “Nuvole”, una serata dedicata al grande e indimenticato Fabrizio De Andrè.

L’evento, incluso nell’ambito della XIV Settimana della Cultura (14-22 aprile) e fortemente voluto da Lupo Editore, ha visto la collaborazione di Nubes, Poiesis, Acme Lab, Castello di Copertino e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Per l’occasione si esibiranno musicisti di indubbio talento: Mino De Santis, chitarra e voce, Rachele Andrioli, voce, William Greco, pianoforte e Marco Bardoscia, contrabbasso.
La poesia – perché De Andrè, indubbiamente, è stato anche un grande poeta – è affidata alla voce di Pierluigi Mele che leggerà dei suoi componimenti inediti dedicati all’immenso Faber.

Questo incontro suggella un legame profondo tra Lupo Editore e la musica proprio nel momento in cui la casa editrice compie vent’anni di attività editoriale, infatti, Lupo Editore darà il via a un progetto che nei prossimi mesi lancerà una nuova etichetta discografica che ha già in serbo delle sorprese tutte da scoprire.

“Un omaggio al grande Fabrizio De Andrè è doveroso soprattutto in un momento della nostra storia così delicata fatto di profonde incertezze e disequilibri, soprattutto perché si parla di un uomo che con grande coraggio morale e coerenza artistica ha scelto di sottolineare i tratti degli emarginati, affrancandoli dal ‘ghetto’ degli indesiderabili e dandogli grandissima dignità.
Un omaggio dunque non solo al poeta De Andrè, ma all’uomo impegnato a denunciare ‘i punti caldi’ del malcostume italiano senza peli sulla lingua”, spiegano gli organizzatori.

Gianluca Conte

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Al Teatro Paisiello di Lecce va in scena “Iro kotoba miburi”

“Iro kotoba miburi. Un pittore, un poeta” è il nome scelto per la performance poetico-visuale con Guglielmo Scozzi e Fabio Tolledi, in scena, al Paisiello di Lecce, giovedì 19 aprile alle ore 21.

Iro kotoba miburi, sarebbe a dire gesto, colore, suono che Scozzi e Tolledi metteranno in scena, e nell’azione performativa il gesto diventerà colore, la parola sarà suono. Un’esperienza davvero unica, la cui essenza si può trovare nel ‘qui e ora’, nell’ “esserci in questo spazio, in questo tempo.
Un tempo che diviene flusso, accadimento unico per lo sguardo”.

A partire dalle sperimentazioni del Futurismo, passando per quelle del Dadaismo, del Surrealismo, dell’azione pittorica per arrivare a movimenti di forte innovazione come Fluxus, l’esperienza performativa dà vita a una forma di intendere l’arte del tutto inedita, rappresentando, non di rado, il trait d’union tra forme artistiche convenzionali e nuove tendenze creative in cui sembra attuarsi un vero e proprio melting pot culturale, ricco di contaminazioni e suggestioni diversificate.

In questa performance il poeta lascerà la terra della scrittura, troppe volte confinata negli stretti recinti del popolo dei lettori, e l’artista visivo abbandonerà il piccolo rettangolo della tela, in cui vigono – non fosse altro che per una questione spaziale – norme circoscritte. Entrambi gli attori di questa esperienza cercheranno di incrociare le proprie rispettive arti per intraprendere un cammino comune in cui la vita diverrà un tutt’uno con l’arte stessa.

Gianluca Conte

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ESORDISCE A ROMA CON GLI INEDITI DAVIDE MOGAVERO. FRA UN MESE IL NUOVO EP

A due anni dal suo esordio al talent show X Factor ieri, 14 aprile, Davide Mogavero ha debuttato con il repertorio di brani inediti per il pubblico romano. Il giovanissimo cantante salentino, nel 2010 è arrivato secondo, dopo Nathalie Giannitrapani, alla finale della quarta e ultima edizione del talent su Rai due. Si è distinto fin dalla prima puntata grazie alla sua voce vorticosa e rauca che ricorda cantanti come Brian Adams e l’incredibile precisione nell’intonazione nonostante allora avesse solo diciassette anni. L’inedito cantato da Davide in quell’edizione, Il tempo migliore, scritto da Francesco Renga, è stato accolto dal pubblico con molti consensi. In questi due anni si è esibito soprattutto con le cover che ha cantato durante le puntate del programma.

Un periodo che è servito anche a preparare il nuovo repertorio con l’importante sostegno di uno staff di musicisti, arrangiatori, produttori e autori come Francesco Musacco, arrangiatore, il produttore e autore Francesco Migliacci, Oscar Angiuli, autore e Marco De Iaco, produttore. Ieri la presentazione dei nuovi brani per la prima volta al The Place di Roma, che ha registrato il sold out. Tra i nuovi brani: She makes me feel, che nasce dalla collaborazione con un altro autore, Jack Rubinacci, cantante e cantautore inglese di origini italiane che ieri ha duettato con Davide proprio con questo brano, da lui scritto e composto insieme ad altri pezzi e inoltre Benvenuto al mondo, Tra fumo e parole, Promessa e La mia bugia, il brano portato alle selezioni di SanremoSocial. Il nuovo sound di Davide è un pop che spazia dal rock all’acustico e alla musica leggera italiana, con tutta la sua natura romantica. La sua voce è più matura e affascinante ed esibisce i suoi lineamenti cantando sia in italiano che in inglese.

Il nuovo ep uscirà a maggio ed è in programmazione il nuovo tour. La band di Davide Mogavero è composta da Alessio Gaballo al basso, Danilo Cacciatore al piano hammond, Paolo Colazzo alla batteria, Raffaele Rufio Littorio e Alfredo Marasco alle chitarre.

Luana Campa

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Alle Officine Cantelmo “L’Occhio Magico” di Knulp Malevich

Domenica 15 aprile, alle 18,30, presso le Officine Cantelmo a Lecce, si apre la mostra di Knulp Malevich dal titolo “The Magic Eye”, che propone diversi ritratti di alcuni tra i più importanti e indiscussi maestri della fotografia mondiale.

La mostra, organizzata dalle Officine Cantelmo in collaborazione con FotoScuolaLecce, è a cura di Alessandra De Donatis e sarà visitabile fino al 29 aprile.

I profili dei fotografi in questione sono visti attraverso una lente e sono molto originali. Si parla di personaggi – vale davvero la pena menzionarli – del calibro di Bernard Plossu, Chiara Samugheo, Ferdinando Scianna, Francesco Cito, Gabriele Basilico, Gian Paolo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Giovanni Gastel, Letizia Battaglia, Mario De Blasi, Robert Frank, Massimo Vitali, Rino Barillari, Ernesto Bazan, Tano D’Amico, Nino Migliori. Lo si evince chiaramente dalla presentazione di Pippo Pappalardo, critico d’arte: “famosi artisti dell’otturatore e del diaframma, disposti a reggere un pezzo di vetro, quasi fosse la lente cristallina del loro occhio, e come in un film di Bunuel, ci giocano, quasi fosse una protesi distaccatasi dal loro corpo”.

Nella serata del vernissage verrà proposto al pubblico “The Magic Eye”, libro edito da Il Raggio Verde a cura di Ulderico Tramacere e con il progetto grafico di Bruno Barillari.

“Ho sottoposto al ‘gioco’ i grandi protagonisti della fatale invenzione (la fotografia) e ognuno di loro mi ha donato una possibile risposta (un’immagine)”. A volte era umile, talvolta provocante, spesso sorridente (persino ironica), talaltra contraddittoria, quasi a volermi dire: cosa vai cercando?
Ho capito, da questa esperienza, che neanche un cliché, una cornice, un espediente riesce ad imprigionare la complessità di un volto, per chi vuol guardare, per chi vuol farsi guardare. E io, dietro il mio pezzo di vetro (la macchina fotografica) – sempre più luminoso, sempre più artefatto – io resto ancora nascosto, guardando come un bambino, dentro l’occhio magico del mio strumento, confidando di aver indovinato la giusta sintonia, la registrazione di un’autentica presenza”, spiega Knulp Malevich.

Gianluca Conte

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ERICA MOU ALLE OFFICINE CANTELMO PER VERSO SUD

Dopo essersi giudicata il Premio Mia Martini dalla sala stampa del Festival con il brano Nella vasca da bagno del tempo, con il quale ha ottenuto il premio della Critica a Sanremo 2012 ed è stato considerato dai giudici del Premio Lunezia come miglior testo tra i brani di Sanremo Social, la giovane cantautrice pugliese, Erica Mou, torna sabato 14 aprile alle Officine Cantelmo di Lecce, per esibirsi in occasione della rassegna Verso Sud che, iniziata il 23 dicembre si protrarrà fino al 5 maggio. Il progetto, promosso da Coolclub, Lecce Città Universitaria, Artimedia e ExFadda e sostenuto da Puglia Sounds, ha ospitato una serie di concerti dislocati tra le Officine Cantelmo di Lecce, il Livello 11/8 di Trepuzzi, la Casa delle arti di Conversano (Ba) ed ExFadda di San Vito dei Normanni (Br), con l’obiettivo di dare spazio ai giovani talenti pugliesi della scena musicale indipendente che si cimentano in qualsiasi genere musicale. La nuova rivelazione è proprio la poco più che ventenne Erica Mou, capace di catturare il pubblico con la sua voce dolce e luminosa che sfugge da frequenti clichè. Erica Mou ha realizzato due album, “È”, con dalla Sugar di Caterina Caselli nel 2011 preceduto da Bacio ancora le ferite, pubblicato nel 2009 da Auand Records. Start concerto ore 22, ingresso 7 euro.

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Al Covo della Taranta il venerdì è live

Venerdì 13 aprile, a partire dalle 21,30, presso il “Covo della Taranta”, in via Garibaldi a Galatina, si esibiranno Claudio Prima, voce, organetto, loops e Ovidio Venturoso, cajon.

L’appuntamento è inserito all’interno della rassegna “Venerdì col cantautore”, organizzata dallo stesso locale che ospita la serata.

Il duo in questione è composto da musicisti che possono vantare collaborazioni con cantanti e bands di primo piano della scena musicale pugliese e italiana come BandAdriatica, Adria, Manigold, Orchestra della Notte della Taranta, Raiz, Teresa de Sio, solo per fare qualche nome, e che presentano un repertorio originale di brani inediti ispirati alle culture mediterranee.

“I musicisti si spingono nella ricerca di nuove contaminazioni tra le diverse tradizioni e nell’improvvisazione di matrice jazzistica attraverso strumenti popolari. L’organetto e il cajon appartengono a culture diverse ma spesso in questi anni hanno incrociato le proprie rotte in progetti di commistione e di scambio fra le culture. Nel Salento e in Andalusia, terre che da lontano si richiamano e si ritrovano in un intreccio di curiose similarità, i due strumenti, portati al virtuosismo dai due interpreti, sono portatori di tradizioni antiche e fortemente legati all’impulso ritmico. Il supporto dell’elettronica rende la performance intrigante e attuale, aggiungendo sonorità inaspettate al repertorio e rendendolo ancora più coinvolgente”, ecco come si presentano questi due artisti, con delle credenziali di tutto rispetto.

In una società che ormai da anni va nella direzione della multietnicità e della contaminazione delle culture, anche la ricerca musicale si spinge in tal senso, in specie quando – come giustamente viene ricordato dagli artisti – alcune terre mediterranee arrivano a toccarsi in nome dell’arte.

Gianluca Conte

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