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Antonio Giannuzzi si esprime su bike sharing

Mancano pochi mesi per la partenza del bike sharing a Maglie. Il progetto, che vedrà il posizionamento di 70 biciclette in alcune stazioni strategiche di scambio, come la piazza Aldo Moro e la stazione, solo per citarne due, a disposizione di cittadini magliesi e dell’entroterra, oltre che per i turisti. L’opposizione però non ci sta: in un comunicato, il capogruppo di Città Libera Antonio Giannuzzi ha evidenziato quali siano a suo avviso i punti di debolezza del progetto. “Ci sono tanti modi per sprecare soldi pubblici – scrive – uno di questi è quello di fare opere di cui non si sente alcun bisogno, ancora peggio se, queste opere, non danno nessun apporto al patrimonio pubblico. Ultimamente l’amministrazione ha presentato il progetto di bike sharing, che consiste nel dotare la città di 70 biciclette a pedalata assistita (le bici sono elettriche con l’ausilio di celle fotovoltaiche, ndr), nasce da un bando del ministero dei trasporti del febbraio 2011 che prevede il finanziamento del ministero per 347mila euro e l’apporto dell’amministrazione di 189mila euro, complessivamente un costo di 536mila euro. In consiglio comunale, a fronte delle perplessità manifestate dall’opposizione che metteva in evidenza tra l’altro che il sistema poteva essere adeguato a una grande città, che la tensione finanziaria non poteva consentirci di sprecare risorse, che c’è il timore che, in due tre anni, il tutto potrebbe diventare un sistema da rottamare, la maggioranza, compatta, ma con superficialità, replicava che non potevamo rinunciare al finanziamento, come se i soldi dello stato, non fossero sempre soldi pubblici. A Maglie potevamo fare tesoro dell’esperienza fallimentare di Lecce ma non l’abbiamo fatto, anzi, abbiamo previsto un progetto ancora più oneroso. Quello che è ancora più grave, e che, secondo me, non può essere perdonato, è che a Maglie avevamo già acquistato nel 2002, 15 biciclette, con le stesse caratteristiche, pagate allora oltre 23mila euro, a oggi mai utilizzate e in fase di progressivo logoramento. Bisogna valutare se è il caso di recedere dal progetto, visto che lo sforamento del Patto di stabilità per oltre 1100000 euro, la riduzione dei trasferimenti determinati dalla riduzione della popolazione, il pagamento del mutuo per l’acquisto di queste biciclette, che graverà sui cittadini magliesi per circa 320mila euro, in venti anni costituiscono dei passi nel vuoto che ci porteranno verso il drammatico impoverimento di tutta la città. Noi diciamo basta, alle spese inutili e auspichiamo, almeno, la nomina di un assessore al Bilancio, perché Maglie, come si vede, non può farne a meno”. Il ruolo di assessore al Bilancio è infatti svolto attualmente dallo stesso sindaco Antonio Fitto, che non ha delegato altra figura politica o tecnica.

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Fronte comune a Otranto per contrastare l’erosione

Operatori balenari e amministrazione idruntina riuniti attorno al tavolo di Palazzo Melorio per fermare l’erosione.
Il primo marzo a Otranto si è tenuto un incontro tra i titolari degli stabilimenti iscritti ad Assobalneari Salento e il sindaco Luciano Cariddi.
Operatori e amministrazione hanno dibattuto sugli interventi di ripascimento da effettuare lungo la costa, colpita dall’erosione.
Ormai è primavera e la stagione turistica è alle porte, anticipare le scadenze vorrebbe dire risolvere al meglio i problemi e contrattempi, che potrebbe risultare precoce ma serve ad evitare il caos degli anni passati, dovuto agli interventi a macchia di leopardo, affidati all’iniziativa dei singoli proprietari di stabilimenti.
La necessità è d’intervenire con un progetto a breve termine, che prevede lo spostamento di 60mila metri cubi di sabbia dal fronte marino.
E’ intervenuta anche Assobalneari Salento, con la presenza del vicepresidente nazionale di categoria Mauro Della Valle, il quale ha riportato l’offerta economica dalla società cooperativa San Martino di Marghera, impegnata già in un progetto a Polignano che si basa sullo spostamento dal mare al litorale di sabbia, tramite sistemi di pompaggio, in modo da rafforzare le spiagge. Il costo preventivato sarebbe di 5 euro al metro cubo, il totale sarebbe di 300mila euro per il ripascimento dei 60 mila metri cubi di sabbia necessari.
I privati parteciperanno con risorse proprie per fronteggiare l’emergenza lungo le aree in concessione, mentre il Comune di Otranto potrebbe valutare di compiere l’intervento sulla porzione di spiaggia libera. I lavori potrebbero iniziare a metà marzo e terminare entro fine maggio, prima dell’apertura delle strutture.
Mauro Della Valle si dichiara soddisfatto: “Il sindaco ha colto subito il nostro messaggio che nasce dalla volontà di fare associazionismo nel migliore dei modi: in questo caso, abbiamo fatto un lavoro certosino portando sul tavolo dell’amministrazione un’idea efficace condivisa dagli operatori. Abbiamo testimoniato che c’è una crescita culturale da parte delle imprese, che non guardano al singolo stabilimento balneare ma all’intero sistema costiero”.
Cariddi ha sottolineato: “Per noi è un problema di natura economica e sociale, tanto quanto ambientale.
Dobbiamo difendere i nostri luoghi e possiamo farlo insieme ai gestori, che non possono rimanere soli. Ci faremo carico delle nostre responsabilità per quanto riguarda gli interventi di difesa stagionale sui lunghi tratti di spiaggia libera”.

Jenny De Cicco

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Una condotta per Otranto e Uggiano

Ieri mattina incontro in Regione Puglia si è tenuta la conferenza dei servizi per decidere della condotta sottomarina per il depuratore di Otranto. Verrà allacciato all’impianto anche il depuratore consortile di Uggiano la Chiesa.
Il progetto è quello annunciato un anno fa dall’amministrazione guidata da Luciano Cariddi e per cui, sempre nel gennaio 2011 furono deliberati i finanziamenti di 3,6 milioni di euro (fondi Po Fesr 2007 – 2013), opera necessaria per la risoluzione dell’annoso problema del sovraccario estivo dell’impianto.
I lavori sarebbero dovuti partire lo scorso settembre, nel frattempo il depuratore continua a in falda, procurando problemi ambientali, la provincia aveva già dato il Via.
All’epoca il sindaco Cariddi aveva sottolineato l’utilità dell’opera: “Si potrà anche risolvere il problema del depuratore consortile di Uggiano, convogliandolo in quello di Otranto”. Insomma, una soluzione che dovrebbe risolvere l’inquinamento della falda acquifera e quello del paventato, ma scongiurato, scarico delle acque del depuratore di Uggiano presso Porto Badisco.
Nel frattempo anche Uggiano, Giurdigano e Minervino hanno avuto parere favorevole alla realizzazione del proprio depuratore consortile e dal sindaco di Uggiano, Salvatore Piconese, lancia l’annuncio su Facebook: “Dopo il progetto del nuovo Depuratore Consortile, anche il progetto del collegamento con la condotta sottomarina di Otranto sarà realizzato. Un obiettivo importante per l’intero territorio, il quale soddisfa pienamente l’interesse generale della comunità locale. A partire dalla mia”.

Jenny De Cicco

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Tondo denuncia: “La Kater cade a pezzi”

Pierpaolo Tondo, politico di rilievo del Pdl otrantino, consigliere comunale d’opposizione e collaboratore dell’ex ministro Angelino Alfano, lancia l’sos per l’opera L’Approdo con delle foto e un post su Facebook.
Il 20 febbraio scorso, a poco più di un mese dall’inaugurazione dell’opera, correda un’immagine con il post “Arte in gabbia e a pezzi o degrado? A meno di un mese dall’inaugurazione del monumento all’umanità migrante, ne documentiamo lo stato. Credo che ogni parola di commento sia superflua”.
Nelle foto si vede l’opera tutta intorno transennata e circondata da pezzettini di vetro e ferro arrugginito cadente.
Si è scatenato il dibattito.
Presenti circa una quarantina di risposte che denotano come nella cittadina di mare non tutti abbiano accolto bene il relitto e alcuni non si siano ancora abituati.
Per il consigliere Leonardo Salzetti l’opera è brutta, un inutile spreco di denaro pubblico scaturita dalla volontà di pochi, anzi di uno solo, il sindaco Luciano Cariddi, mentre per alcuni semplici cittadini è solo brutta e per altri ancora è solo costosa, ma nel complesso c’è anche chi l’opera la difende, per il carico di valore simbolico e l’importanza dell’autore, Kostas Varotsos.
Nella discussione il punto fermo era però la manutenzione dell’opera e come scrive Tommaso Farenga: “Ma mi domando se l’opera è brutta o se manca semplicemente una manutenzione. Secondo me l’opera è apprezzabile e occorre un piano di gestione del sito e di contestuale valorizzazione. Se lo facciamo costruiamo e non demoliamo. E Otranto cresce”.
Pierpaolo Tondo risponde: “Caro Tommaso, non mi permetto di esprimere un giudizio estetico, trattandosi di un’opera d’arte. Sulle scelte tecniche, però permettimi di dissentire. Dici: mancanza di manutenzione. Consentimi di evidenziare: manutenzione dopo neanche un mese? E fra qualche anno? Criticheremo l’amministrazione di turno che non avrà da investire risorse? Sai, come me, quali difficoltà si trovano per reperire i fondi per mantenere la croce del Papa o il monumento del Bortone (la statua sul Lungomare n.d.r.)”.
Mentre Flavio Piconese sottolinea: “Tutti bravi a criticare ma quando si decidono queste opere nessuno ha il coraggio di opporsi? Oppure son tutti complici?”.
E Tondo risponde: “Caro Flavio, sarebbe vero quello che dici se ci fosse stata l’opportunità di discutere sulla questione. In realtà la decisione di far realizzare l’opera e il suo posizionamento sono stati decisi, per quanto riguarda Otranto, da una persona sola.
Quando si è saputo di questa intenzione (a dicembre ormai inoltrato) si è cercato di avviare una discussione (abbiamo proposto di coinvolgere la città, di far valutare spazi diversi, di verificare il progetto (che peraltro non c’era): tutto inutile. Noi (Alleanza per Otranto, n.d.r.) passiamo sempre per disfattisti, per quelli che non vogliono far fare le cose, nonostante abbiamo, in varie circostanze, cercato di contribuire al miglioramento delle decisioni. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. A Otranto, in questi anni, sei buono solo se accetti senza discutere quello che è stato già deciso da qualcuno. Se sei così, bene (hai mai sentito una parola discordante da parte di soggetti dell’attuale maggioranza?). Se no, fai parte di quei terroristi dell’opposizione. Speriamo in tempi migliori”.

Jenny De Cicco

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Tricase al voto: niente primarie per il centrosinistra

A Tricase non ci saranno le primarie in casa del centrosinistra. Come già si poteva intuire nei giorni scorsi, pur lasciando ancora aperto qualche spiraglio per la contrattazione tra i partiti, l’ipotesi delle primarie è ormai del tutto abbandonata. Non ci sarà pertanto nessuna chiamata alle urne per la cittadinanza, invitata a scegliere il candidato della coalizione del centrosinistra per la poltrona di sindaco della città.
In realtà, già da tempo gli schieramenti apparivano molto indecisi sull’opportunità o meno di indire le primarie, ritenute dagli esponenti di Sel strumento indispensabile di consultazione in vista del prossimo confronto amministrativo e da Pd, Puglia per Vendola e Socialisti, al contrario, un motivo di spaccatura.
Ad oggi sarebbero confermate le candidature di Giuseppe Panico per l’Idv e di Antonio Coppola, che sin dall’inizio ha manifestato la ferma volontà di partecipare alla sfida e che da pochi giorni ha inaugurato la sede del suo comitato elettorale.
D’altro canto, si profilerebbero possibili intese tra Udc e Pd: le segreterie dei partiti, pur senza palesi ammissioni, non smentiscono l’eventualità di futuri accordi, con il Pd che, in assenza di una convergenza su un unico candidato sindaco, ripropone la candidatura di Carmine Zocco, manifestando al tempo stesso la volontà di un confronto.
Apertura al dialogo e al confronto per la stesura di un programma condiviso con la cittadinanza anche in casa Sel, dove gli esponenti si dichiarano disponibili a vagliare suggerimenti e ipotesi provenienti da partiti e movimenti dell’area del centrosinistra.
Nulla di nuovo in casa del centrodestra: il vice coordinatore del Pdl, Francesco Bruni, incaricato dai vertici del partito all’indomani del Congresso Provinciale, ha aperto le consultazioni, alla ricerca di un candidato condiviso all’interno della coalizione.

Antonella Cazzato

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Medici de-stabilizzati, Negro (Udc): “Urge adire la via parlamentare”

La vicenda dei medici de-stabilizzati fa sempre discutere nei palazzi regionali. A tal proposito è intervenuto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro durante il dibattito sviluppatosi ieri in consiglio regionale. “Se la strada della conciliazione non è praticabile – ha affermato – diventa urgente adire la via parlamentare per trovare una soluzione alla vicenda dei 530 medici de-stabilizzati da una sentenza della Consulta”.
“Per i dirigenti medici de-stabilizzati – ha sottolineato il capogruppo Udc – occorre la stessa soluzione adottata per il personale regionale retrocesso da una sentenza della Corte Costituzionale. I nostri parlamentari devono mettere in atto tutto quanto è nella propria competenza per tutelare i diritti acquisiti da questo personale medico. Occorre tutelare i posti di lavoro, restituire dignità professionale a questi dirigenti medici e riconoscergli quanto maturato in tanti anni di servizio. Ma soprattutto, occorre garantire efficienti servizi ai cittadini, considerato che sono migliaia i medici venuti a mancare negli ultimi anni tra pensionamenti e blocco del turn over”.
Il presidente Negro ha poi posto l’accento sull’attuazione del Piano di rientro sanitario, con tutto quello che ne deriva: “Tutto ciò deve avvenire in tempi brevi e di pari passo con l’attuazione del Piano di rientro sanitario che come gruppo Udc abbiamo sostenuto nell’interesse del territorio, con un atteggiamento responsabile che ha evitato il commissariamento della sanità alla nostra Regione. Ora occorre la responsabilità di tutte le forze politiche per dare un’accelerata ad attuare quanto stabilito da quel piano, in particolare per l’apertura di poliambulatori e Case della salute al posto delle vecchie strutture sanitarie. Allo stesso tempo occorre verificare il sistema di governance dell’intero Servizio Sanitario Regionale. Mai come in questo momento – ha continuato – si rende necessaria una verifica sulle modalità di gestione dei bilanci delle aziende sanitarie, del sistema degli appalti e delle forniture, ma anche delle modalità e dei tempi di attuazione del piano di rientro. L’obiettivo deve essere quello di riformare la governance e giungere a una conformità di comportamento giuridico-amministrativo su tutto il territorio regionale eliminando le varie discrasie oggi evidenziate nelle Asl pugliesi”.
“Non ultimo – ha concluso il presidente Negro – è indispensabile l’avvio di quella Commissione di indagine sugli sprechi nella Sanità che l’Udc chiede da più di un anno e che non è stata mai avviata contrariamente al parere espresso dal Consiglio regionale”.

Alessandro Conte

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Perrone è il candidato sindaco del centrodestra

Paolo Perrone stravince le primarie del centrodestra. È stato il primo cittadino uscente di Lecce a trionfare ieri sera alle consultazioni indette per scegliere il candidato sindaco alle elezioni di maggio.
Perrone si è affermato con 14.335 voti (83,64%) mentre Paolo Pagliaro (Alleanza per Lecce e il Salento) ha avuto 2.401 voti (14,01%) e Gigi Rizzo (area Giovanardi) 403 (2,35%). “Le prime primarie del centrodestra a Lecce – ha spiegato l’ex ministro Raffaele Fitto- ci consegnano un grande risultato in termini di partecipazione quasi 18mila cittadini hanno votato per scegliere il candidato sindaco del centrodestra e la stragrande maggioranza ha scelto Paolo Perrone, al quale va certamente il merito di aver accettato queste primarie nonostante già da mesi fosse stato indicato dai vertici del Pdl come candidato naturale. Questa giornata ci consegna due dati: Paolo Perrone, candidato sindaco del centrodestra legittimato dal voto popolare ed un richiamo a ritrovare quanto prima tra i partiti della coalizione, quell’unità che il nostro popolo non ha mai perso”. Fitto ha poi indirizzato un appello agli altri “spettatori interessati” dall’esito delle primarie: “Mi rivolgo ad Adriana Poli Bortone e a Io Sud, a Udc e a Fli affinché, raccogliendo l’indicazione del nostro popolo e ritrovando insieme le tante ragioni che ci uniscono come alleati naturali nel centrodestra, sostengano anche loro la candidatura di Paolo Perrone”. Soddisfatto dell’esito della consultazione anche l’onorevole Alfredo Mantovano: “La partecipazione dei leccesi alla prima volta delle primarie del centrodestra nel capoluogo salentino è andata oltre ogni aspettativa, e conferma che è stato importante aver insistito per questo metodo di individuazione della candidatura o -come è nel caso di Paolo Perrone- di conferma della stessa. Un metodo che è garanzia di vitalità per la coalizione perché rende ciascun simpatizzante protagonista in prima persona della scelta, coinvolgendo un gran numero di persone, ben oltre gli iscritti alle formazioni politiche che partecipano”.

Maurizio Tarantino

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La Bolkestein e FederBalneari

Grande soddisfazione di Assobalenari per la discussione avvenuto in questi giorni al tavolo di lavoro con i Ministri Piero Gnudi, Enzo Moavero Milanesi e le associazioni di categoria dell’imprenditoria balneare per discutere la deroga alla direttiva Bolkestein, chiedendo espressamente che le concessioni demaniali in vigore non debbano rientrare nelle procedure ad evidenza pubblica e prevedendo l’assegnazione di nuove aree demaniali nel 2013, solo per quelle ancora libere.
Alta la preoccupazione di tutte le rappresentanze balneari che hanno espresso il disagio per il delicato momento, data la congiuntura politica economica, manifestando sotto il palazzo di via della stamperia con fischietti, tamburi e striscioni.
Il presidente Papagni ha infine salutato con favore l’impegno del Governo per liberalizzare il settore. La crescita del comparto turistico balneare deve partire dalla collaborazione tra gli attuali balneari ed il Governo.
Ora che la procedura d’infrazione con l’Ue, che contesta i titoli di rilascio delle concessioni demaniali marittime sta per concludersi, possiamo dialogare finalmente con l’Europa.
Questa proposta è stata accolta favorevolmente dal Governo, che si é impegnato a prendere in considerazione la possibilità di deroga avanzata da FederBalneari Italia.
Il presidente di FederBalneari Italia, Renato Papagni, al termine del tavolo di confronto tenutosi presso il Ministero per il Turismo e Affari Regionali con i ministri Gnudi e Moavero ha dichiarato la propria soddisfazione.
Il Governo, ascoltando le ragioni delle rappresentanze balneari, ha confermato la chiusura della procedura d’infrazione europea n° 2008/4908, conosciuta come Direttiva Bolkestein, dando credito all’ipotesi di FederBalneari: apertura del mercato dal 2013 per tutte quelle aree demaniali attualmente non impegnate da concessioni demaniali marittime.
La deroga alla direttiva Bolkenstein, ha spiegato il numero uno di Federbalneari Italia – non e’ automatica, i bisognerà lavorare bene prossimi 24 mesi, ma non c’è da dimenticare la specificità dell’Italia, il Paese con il numero più alto di coste marittime tra i Paesi europei. Abbiamo 8mila chilometri di costa che potenzialmente non sono impegnate da concessioni demaniali marittime.
FederBalneari Italia nei prossimi incontri si batterà affinché tutte gli attuali concessionari che in Italia hanno scadenza nel 2015, circa 30mila, possano essere esclusi dal Bando di Gara, rinnovando il proprio diritto dai 6 a 20 anni in funzione dei programmi di investimento che dovranno proporre.
“Siamo soddisfatti perché da parte del Governo – ha spiegato Renato Papagni – è venuto un forte impegno per collaborare con l’Ue. Le coste italiane hanno forti potenzialità ad attrarre investimenti per il settore turistico, visto che le attuali imprese balneari occupano meno del 25% degli spazi a disposizione”.
L’importanza della notizia e il grande contributo fornito dal Salento a tale iniziativa (promotore dell’idea) tramite i membri del direttivo nazionale Mauro Della Valle, Toti Di Mattina (presente alla riunione con i Ministri) e Giuseppe Mancarella, ha spinto il presidente nazionale di FederBalneari Italia Renato Papagni a scegliere il Salento quale luogo per ufficializzare l’impegno assunto in data odierna dal Governo, lo stesso parteciperà all’assemblea generale di Assobalneari Salento e Puglia che si è tenuta domenica 26 febbraio alle 16 a Lecce.

Jenny De Cicco

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Piconese e il posto in Provincia -parte 2

Continuano le rimostranze nei confronti di Salvatore Piconese che si è difeso dalle accuse di Sel e dando inizio alla controffensiva del Pd.
Il 22 febbraio il sindaco Uggianese, ora anche consigliere provinciale, replicava così a Sel: “Penso che valga la pena diffidare un po’ da chi in politica recita la parte di Alice nel paese delle Meraviglie”. Due giorni dopo il consiglio provinciale di Palazzo dei Celestini segna un nuovo atto. Piconese prende il posto lasciato dalla Capone e si difende dalle accuse di Sel, che nel frattempo ha avviato una raccolta firme on line per ottenerne le dimissioni, definendo Sinistra per il Salento una lista civica e scaricando la colpa dell’incidente diplomatico a problemi interni a Sel.
Anna Cordella, segretaria provinciale di Sel, per l’occasione ha dichiarato l’indignazione nei confronti della tracotanza di Piconese: “Mi sento di ricordare a Salvatore che Sinistra per Il Salento non era una lista civica. I 13mila elettori che nel 2009 votarono per Sinistra per Il Salento aderirono a un progetto politico di riunificazione delle sinistre, Sel appunto. Progetto che poi Salvatore Piconese, come ha avuto modo di spiegarmi, ha lasciato non per divergenze politiche ma per opportunità amministrative.
Le deduzioni di Piconese in base alle quali la nostra legittima richiesta servirebbe e risolvere problemi interni sono ridicole e irrispettose.
Mi sento di dire a Salvatore che, a causa della sua scelta, né io né i compagni di Sel, né gli elettori che hanno chiesto di essere rappresentati dal quel progetto politico, possiamo sentirci sereni.
Mi auguro che Salvatore ed il Pd possano riconsiderare questa posizione”.
Intanto Il Pd difende fermamente Piconese e replica tramite il segretario leccese Salvatore Capone: “Non intendiamo entrare in una polemica che non comprendiamo”.
Mimmo Saponaro invece affida a Facebook la propria amarezza, così scrive l’ex segretario Provinciale di Sinistra Democratica: ” Piconese forse dimentica la genesi di Sinistra per il Salento, nata non al tavolo dei segretari dei tre partiti che la costituivano ( Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Verdi) ma da un percorso politico avviato con la Sinistra l’Arcobaleno l’anno prima, primo esperimento di riunione in un’unica lista dei partiti a sinistra del Pd) e fino a giungere a oggi con Sinistra Ecologia e libertà.
Sinistra per il Salento nasce dalla consapevolezza degli iscritti dei tre partiti che era necessaria una proposta politica alternativa al Pd. Da lì a poco il passo fu breve per la nascita di Sinistra Ecologia e Libertà.
Ritenevamo pertanto necessario iniziare questo percorso politico, condiviso anche dallo stesso Piconese che accettò di rappresentare questo progetto politico nel collegio e a cui fu pure finanziata la campagna elettorale (così come a tutti i candidati di Sinistra per il Salento) con le casse dei tre partiti.
Loredana Capone occupava, prima delle dimissioni, il seggio di garanzia, come spesso ha voluto precisare, un seggio che garantiva l’integrità del centro sinistra e rappresentava sopra tutto le forze politiche non presenti in consiglio provinciale. Non era un seggio del Pd ma di Sel. Nel Salento, dalle provinciali alle regionali, Sinistra Ecologia e Libertà hanno ottenuto risultati eccellenti addirittura migliorando da 13mila voti ottenuti nel 2009 ai 32mila del 2010.
Chiediamo pertanto, in qualità anche di titolari della storia di quei giorni, un passo indietro e le dimissioni di Piconese che, a nostro avviso, occupa abusivamente un seggio che non appartiene al Pd”.

Jenny De Cicco

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Elezioni a Otranto solo due certezze: Cariddi e Sammarruco

La campagna elettorale a Otranto si apre con delle certezze: a sfidarsi saranno ancora Corrado Sammarruco (ex Udeur, ora in Alleanza per Otranto – verso il Pdl, partito in cui è iscritto, sponsor è Francesco Bruni consigliere provinciale) e Luciano Cariddi (ex Forza Italia, passato nel 2007 Udc, della lista civica rinominata Otranto e che nella passata tornata elettorale era Otranto Domani, formata da esponenti Udc e Pd e il cui sostenitore in Regione è l’assessore Dario Stefàno).
Inizia così, dalla sala conferenze di uno storico e centrale hotel di Otranto, la campagna elettorale che già nel dicembre scorso ha regalato qualche emozione agli elettori.
Allora Sammarruco fu presentato come candidato di AxO, favorito al suo amico-rivale Tommaso De Benedetto, la candidatura fu foriera dell’elezioni nella cittadina rivierasca e aveva fatto vacillare gli animi in Alleanza per Otranto, alcuni si erano opposti al nome di Sammarruco, sostenendo De Benedetto.
Un’altra certezza è che a Otranto entrambe le liste ufficiali non hanno utilizzato le primarie, probabilmente per l’esiguità del numero dei papabili e per le forti coesioni all’interno dei gruppi politici idruntini e le peculiarità delle dinamiche interne alle liste.
Per ora a contendersela solo i due grandi gruppi della politica idruntina, ma aleggia lo spettro di liste civetta, dovute alla falcidiazione del numero dei candidati per effetto della nuova legge elettorale, i quali potrebbero non accontentarsi di stare a guardare.
Altra incognita è rappresentata dall’associazione Otranto-Nuovi Orizzonti, che come annunciato da Livio Corchia (nome noto della ex giunta Bruni in cui era assessore) non correrà in prima persona per lo scranno comunale, ma certamente avrà peso nel raggiungimento della nuova maggioranza e attirerà, come il miele, molte mosche attorno a sé.
Una quarta ipotesi potrebbe fare riferimento al gruppo Azzurro Popolare, che ha fatto parte d’Alleanza per Otranto e fuoriuscito in seguito a dissensi nelle ultime provinciali.
In paese si è azzardata anche l’ipotesi di una quinta lista e verrebbe formata da esponenti di Sel, Idv e varie componenti civiche, non si sentirebbero rappresentate dai soliti noti della politica idruntina.
Ecco, è tempo di bilanci per l’amministrazione Cariddi, che chiede una riconferma facile solo a prima vista, ma bilanci che passano per la frammentazione dei voti e le ridistribuzioni alle urne, ma anche per le luci e le ombre della crisi economica, del patto di stabilità e dalle opere pubbliche ancora incompiute ed ereditate dalle precedenti amministrazioni, di cui sia Sammarruco, sia De Benedetto e lo stesso Cariddi hanno fatto parte, guidati dal sindaco ed ora assessore provinciale Francesco Bruni e prese in carico dalla precedente amministrazione Vetruccio, attuale vicesindaco.
Così il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, ha chiesto in un hotel all’elettorato la propria riconferma per il futuro quinquennio. Una discesa in campo ampiamente prevista, come annunciato dal primo cittadino uscente, ma che formalizza l’inizio della corsa a Palazzo Melorio, iniziata con un buon riscaldamento.
Presentato anche il nuovo logo della lista (peraltro già visibile nei manifesti che hanno annunciato l’assemblea) che sosterrà Cariddi e per anticipare i temi che animeranno il dibattito sino al 6 e 7 maggio, giorni delle fatidiche urne.

Jenny De Cicco

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Riunione del Pdl dell’ entroterra idruntino

Venerdì scorso sostenitori e simpatizzanti del Popolo delle Libertà dei comuni dell’hinterland magliese si sono ritrovati alle 19 a Giurdignano, al Centro Polivalente “Angela Leo” presso lo stadio comunale di Giurdignano, per analizzare il dato di partecipazione al 1° Congresso Provinciale del partito e rinnovare la fiducia nei confronti del nuovo Coordinamento Provinciale.
La serata è stata voluta e organizzata dai circoli del Pdl di Andrano, Bagnolo, Botrugno, Cannole, Calimera, Carpignano, Castrignano de’ Greci, Castro, Corigliano, Cursi, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Martignano, Melpignano, Minervino, Muro, Nociglia, Ortelle, Otranto, Palmariggi, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Soleto, Sternatia, Surano, Uggiano e Zollino.
All’iniziativa hanno preso parte come ospiti d’eccezione l’ex ministro e deputato magliese Raffaele Fitto, il coordinatore provinciale del Pdl Antonio Gabellone ed il vice coordinatore Francesco Bruni, oltre alla deputazione salentina della zona, ai consiglieri regionali locali e a tutti i quadri dirigenti del partito nei circoli sopracitati.
La serata si è conclusa con un rinfresco per i partecipanti.

Jenny De Cicco

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Salvatore Piconese, scorretto il suo ruolo in Provincia?

Salvatore Piconese, suo malgrado, al centro della polemica politica.
La vicenda è nata a fine gennaio, quando Loredana Capone ha abbandonato lo scanno da consigliere d’opposizione in provincia, e al suo posto è subentrato il non eletto, all’epoca delle provinciali nella lista Sinistra per il Salento, Salvatore Piconese, meglio noto come il primo cittadino di Uggiano la Chiesa. Nel frattempo Piconese si è iscritto al Pd, mentre Sinistra per il Salento è poi confluita in Sel, come in questi giorni ha fatto notare Giuseppe Vergari, della sezione Sel di Giuggianello.
Ieri il comunicato della segreteria di Lecce del partito vendoliano, che si associa alla linea di Vergari e rimarca come “Piconese ricoprirà quell’incarico perché nelle provinciali del 2009 fu il più suffragato di Sinistra per il Salento, lista che ottenne più di 13mila preferenze e che, di lì a pochi mesi, sarebbe diventata Sinistra Ecologia Libertà.
Il sindaco di Uggiano, nel frattempo si è iscritto al Partito Democratico e pertanto si ritroverebbe a occupare indebitamente quello scranno di Palazzo dei Celestini, che il dispositivo elettorale assegna alla lista Sinistra per il Salento (oggi Sel) e non a un singolo collegio.
Il seggio che Piconese si accinge a occupare è un seggio conquistato da tutti quei 13mila elettori di Sinistra per il Salento e non dai soli elettori del collegio di Otranto.
Così, Piconese esprimerebbe nel consiglio provinciale unicamente un allarmante vuoto di rappresentanza, dal momento che egli deve la propria elezione a una formazione politica che ha abbandonato. Egli si trova nella scomoda condizione di rappresentare unicamente la propria aspettativa personale di occupare un ruolo di responsabilità istituzionale che si somma a quello già rivestito come apprezzato sindaco del proprio comune.
Chiediamo a Piconese di lasciare l’incarico di consigliere provinciale, di fare un passo indietro in nome della buona politica, del buon governo e del rigore intellettuale che dovrebbe essere la bussola di chi fa politica a sinistra. E chiediamo al suo attuale partito, il Pd, di spingere in coscienza il suo nuovo consigliere a rinunciare a occupare senza legittimità politica una postazione guadagnata da altri.
Gli chiediamo di lasciare quel seggio ottenuto con i voti di Sinistra per il Salento in nome di quel cambiamento che Piconese dice di costruire ogni giorno nel suo operato di sindaco. Cambiamento che per noi non significa trasformismo, politicismo, rampantismo ma desiderio di riscatto, trasformazione, rinnovamento. Non per se stessi e di se stessi ma a servizio della collettività”.

Jenny De Cicco

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