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Ultimi giorni di campagna elettorale a Tricase

Ultimi giorni di campagna elettorale a Tricase in vista del secondo turno delle amministrative previsto per il 20 e 21 maggio prossimi.
Scaduti i termini per formalizzare eventuali apparentamenti, pare proprio che i due sfidanti, Coppola per il centrosinistra e Dell’Abate per l’area del centro, correranno da soli, riconfermando le squadre di partenza.
Coppola, del resto, aveva manifestato sin dall’inizio la volontà di non stringere accordi ed alleanze in vista di un eventuale ballottaggio, peraltro facilmente prevedibile già alla vigilia; Dell’Abate si era rivelato, al contrario, più possibilista.
E probabilmente qualche incontro interlocutorio con le forze esterne alla sua coalizione ci sarà pure stato, tanto che nei giorni scorsi era pure trapelata la notizia di un dictat giunto dai vertici del Pdl, che imponevano la convergenza del partito sulla persona di Dell’Abate.
Ad ogni modo, gli accordi, seppure previsti, non sono stati raggiunti.
Pertanto, escludendo la partecipazione delle liste degli altri quattro candidati sindaco (Fli per Vigneri, Idv per Panico, Azzurro Popolare per Cazzato e Pdl per Scarcella) a sostegno dell’uno o dell’altro sfidante, sono riconfermate le coalizioni di partenza.
Coppola sarà sostenuto dal suo movimento Più Fatti, da Sel e dalla maggioranza del Pd; Dell’Abate sarà il candidato di Udc, della lista civica Insieme Dell’Abate e di Gat, Gruppo Aperto Tricase, il movimento da lui stesso fondato nei mesi scorsi.
Prosegue intanto la campagna elettorale.
Gli elettori dovranno fare la loro scelta tra Coppola, già sindaco di Tricase dal 2001 al 2007 e consigliere comunale dal 2008 al 2011 e Dell’Abate, assessore alla Cultura nella giunta Musarò.
In attesa del responso, questa volta definitivo, delle urne.

Antonella Cazzato

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“La situazione del Vito Fazzi è drammatica”. La denuncia dei consiglieri regionali del centrodestra

La sanità in Puglia e in particolare nel Salento fa sempre discutere. Questa volta, la nota arriva direttamente dai consiglieri regionali del centrodestra Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti e Mario Vadrucci che denunciano lo stato di abbandono dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. “Il Pronto Soccorso del Vito Fazzi di Lecce – si legge – è ancora in un sottoscala, l’unico reparto di riabilitazione cardiologica della provincia di Lecce (quello di San Cesario) ha bloccato i ricoveri dal 9 maggio scorso, nel reparto di Urologia 2 del Vito Fazzi mancano i letti, i volontari che assicurano il servizio 118 sono in emergenza. Sono solo i titoli di oggi delle cronache locali. La sanità leccese è letteralmente allo sbando.
La situazione del Vito Fazzi, il più grande ospedale del Salento, è a dir poco drammatica le denunce delle associazioni dei Diritti del Cittadino e dei Diritti del Malato portano quotidianamente alla luce episodi che dimostrano la totale assenza di una programmazione nella gestione sanitaria e la totale anarchia che regna nei reparti e negli ospedali.
Le carenze di personale medico e infermieristico determinano disservizi non più tollerabili per i pugliesi che continuano a pagare carissima la sanità nella nostra Regione con 338 milioni di euro all’anno di tasse regionali aggiuntive.
L’unica speranza in questa situazione, viene dalla Legge approvata venerdì scorso dal consiglio regionale e nella quale, su nostra proposta, è stato inserito l’obbligo per le Asl pugliesi di approvare le piante organiche entro 30 giorni, altrimenti entro i successivi 10, la Giunta regionale procederà con poteri sostitutivi. L’approvazione delle nuove Piante organiche potrà finalmente consentire di individuare e coprire le reali carenze di personale negli ospedali pugliesi”. Dunque, una situazione non facile che non riguarda solo il “Vito Fazzi”, ma l’intera sanità pugliese.

Alessandro Conte

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Una Petizione per bloccare la Tap

Parte la petizione on line per fermare il progetto Trans Adriatic Pipeline. L’obiettivo è la raccolta di 100mila firme, che serviranno a supportare la petizione cartacea in atto da qualche settimana e proposta Comitato No Tap, Associazione Tramontana e nel pomeriggio di oggi (13 maggio) si è svolta con un banchetto a Sant’Andrea.
Appena concluse le elezioni ed eletto il nuovo sindaco Marco Potì, alcuni cittadini di Melendugno e i sostenitori del “Comitato no Tap” promuovono una raccolta firme per fermare l’approdo del metanodotto e delle infrastrutture a terra ad esso connesse, l’idea è partita dal giovane membro del comitato Facebook Matteo Natìo, cittadino melendugnese attento e amante del Salento nonostante la lontananza, Natìo è al momento a Roma per terminare il proprio percorso di studi universitario.
Tra primi firmatari anche la sezione melendugnese del Partito Democratico, da sempre contrario all’approdo dell’infrastruttura.
Un progetto che secondo i suoi detrattori non porterebbe alcun beneficio al territorio salentino, considerandolo l’ennesimo scempio ambientale, subendo un ulteriore sfruttamento selvaggio.
Il testo-richiesta della petizione, riscontrabile al link http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap, reca scritto: “Minacciati fondali di posidonie (piante acquatiche protette), vicinanza a siti archeologici di rilievo ed aree protette. Il sito in questione è una rinomata località turistica più volte premiata con la Bandiera blu.
Minare questo territorio, e di conseguenza il turismo e la sua agricoltura significa continuare a togliere al popolo pugliese le poche risorse che restano per il proprio sviluppo economico.
Dopo casi eclatanti (centrale Enel Federico II a Cerano e l’Ilva di Taranto fra i più famosi) la paura di nuove forme di inquinamento non è pura invenzione. Siamo stanchi di vedere questa terra martoriata aiutateci.

Al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia e ai Comuni interessati: appello contro la costruzione del Gasdotto Trans Adriatic Pipeline – Tap.
I sottoscritti cittadini venuti a conoscenza della volontà di realizzare:
1) In località San Foca, l’approdo del gasdotto Tap.
2) In prossimità di Acquarica di Lecce -Vernole- la centralina di misura fiscale del gas (Prt).
3) Da parte di Snam retegas, un ulteriore gasdotto che provvederà a collegare il gasdotto Tap alla rete Nazionale di Distribuzione del Gas.
Viste le motivazioni prodotte ed esposte dal “Comitato no Tap” chiedono che il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia neghino qualsiasi autorizzazione per la costruzione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline al fine di salvaguardare l’incolumità della popolazione locale, l’integrità del paesaggio, e lo sviluppo turistico del luogo”.
Marco Santo dell’associazione Tramontana e membro del comitato No tap riferisce: “Il 21 Maggio è il termine ultimo per presentare le osservazioni al ministero dell’ambiente relativamente alla valutazione di impatto ambientale presentata da Tap presso lo stesso ministero.
Noi stiamo lavorando e stiamo producendo una serie di osservazioni, per mettere in chiaro alcuni aspetti critici dell’opera.

Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 vi sarà un incontro pubblico presso acquarica di Lecce per informare la popolazione circa la cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal paese. Il comitato sta lavorando e ha contattato alcuni esperti biologi e geologi che hanno prodotto delle osservazioni molto critiche a riguardo, e contemporaneamente l’assessore regionale Lorenzo Nicastro (che ha già espresso parere contrario all’opera) si sta impegnando con la Regione a istituire press il Lido San Basilio di San Foca (sito a 100 metri dal punto di approdo del gasdotto) un area protetta Sic, a tutela di quello che è il sito scelto da anni dalle tartarughe per deporre le uova”.

Jenny De Cicco

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Palazzo Melorio, chi va e chi resta

Presentato l’esecutivo di palazzo Melorio.
D’altronde la stagione turistica è a un passo e la perla del Salento non deve e non può perdere tempo. Non perde tempo il rieletto sindaco Luciano Cariddi, che coglie l’occasione del comizio di ringraziamento per presentare la propria squadra di governo.
Vicesindaco e assessore con deleghe alla solidarietà e ai servizi sociali, all’istruzione, al lavoro, alla cultura e all’identità territoriale da ieri è Lavinia Puzzovio, appartenente alle fila del Pd e protetta di Dario Stefàno, la più votata della civica ViviAmo Otranto. Michele Tenore, nel primo governo Cariddi è stato consigliere, e oggi è il detentore delle deleghe alle risorse ambientali, alla pianificazione del territorio, alle infrastrutture pubbliche. Il giovane Daniele Merico sarà responsabile delle politiche economiche e alla Polizia municipale.

Gianfranco Stefàno (nella precedente legislatura era consigliere di maggioranza) si occuperà del decoro e della bellezza urbana, e anche sport e del tempo libero.
L’ex sindaco e vicesindaco, Francesco Vetruccio, sarà il capogruppo consigliare della civica cariddiana e manterrà la delega alla portualità. Antonio Schito, non sarà più assessore, ma da ora in avanti occuperà lo scranno come consigliere delegato al contenzioso e agli affari generali. Mentre Fernando Coluccia, ex assessore al bilancio è stato accettato come presidente del consiglio.
Molto rapida la scelta della giunta, tempi veloci sono stati resi possibili, certamente, grazie all’esperienza accumulata nei precedenti 5 anni di governo comunale.
Luciano Cariddi esprime la sua gratitudine agli elettori e a quanti lo hanno sostenuto: “A conclusione di questa tornata elettorale e visto l’esito del voto, voglio ringraziare la Comunità otrantina per la stima dimostrataci e per la fiducia che ha voluto rinnovarci per rappresentare il governo cittadino nei prossimi anni. Avvertiamo questo risultato come un apprezzamento per il tanto lavoro svolto nel nostro primo mandato, ma anche come un impegno che assumiamo con responsabilità per riuscire a vedere compiuta quella visione di città che stiamo, giorno dopo giorno, realizzando”.
L’amministrazione comunale sarà dunque composta dal sindaco Luciano Cariddi, gli assessori Lavinia Puzzovio, Michele Tenore, Daniele Merico, Gianfranco Stefàno, i consiglieri di maggioranza Fernando Coluccia, Antonio Schito, Francesco Vetruccio e l’opposizione rappresentata da Francesco Bruni, Tommaso De Benedetto e Leonardo Salzetti. Non presente nella configurazione Corrado Sammarruco, il quale ha preferito rinunciare al ruolo di consigliere.
Non una presa di posizione, ma una presa di coscienza nei confronti delle scelte dei propri concittadini, consequenziale anche alla perdita di consensi, di Alleanza per Otranto, che del radicamento al territorio aveva fatto i proprio punto di forza.
Così al posto di Sammarruco subentra Leonardo Salzetti, consigliere con lui in questi passati 5 anni.

Jenny De Cicco

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4 milioni per formare giovani tecnici leccesi

4 milioni di euro dalla Provincia per l’istruzione dei giovani leccesi.

Lunedì 14 maggio, alle 12, presso la sala conferenze stampa di Palazzo Adorno a Lecce, sarà illustrato il nuovo Avviso Pubblico “Le/14/2011 Ifts – Istruzione e Formazione Tecnica Superiore” dell’assessorato alla Formazione professionale e Politiche del lavoro della Provincia di Lecce, che prevede un investimento di 4 milioni di euro.
Alla presentazione interverranno il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’assessore alla Formazione professionale e alle Politiche del lavoro Ernesto Toma, il consigliere provinciale con delega alla Pubblica istruzione Antonio Del Vino.
L’avviso pubblico “Le/14/2011” è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 68 del 10/05/2012 e completa lo stanziamento iniziale di oltre 24 milioni di euro.
I percorsi d’istruzione e formazione tecnica superiore, istituiti con la Legge 17 maggio 1999 n. 144, sono finalizzati alla formazione di tecnici specializzati per rispondere alla domanda di figure professionali tecniche di livello medio alto da inserire nei settori produttivi del territorio salentino, interessati da profonde trasformazioni tecnologiche e professionali. Tale formazione viene attuata dagli enti di formazione professionale, dagli istituti scolastici, dall’Università e dalle imprese, che costituiscono, pertanto, un vero e proprio “polo formativo”.
Un’occasione per i giovani salentini di migliorare le proprie conoscenze ed i propri mezzi di sostentamento in periodo di recessione economica.

Jenny De Cicco

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Minacce all’ex sindaco Donato Amato

Minacce all’ex sindaco di Castrignano dei Greci.
In questi giorni è stato recapitato un proiettile calibro 20 all’ex sindaco di Castrignano Donato Amato, contenuto in una busta indirizzata a lui.
Che non ha neanche il tempo di godersi il meritato riposo, dopo i due mandati appena conclusi presso il palazzo municipale griko.
All’interno della busta, ma la notizia è da confermare, oltre il proiettile pare fosse presente una lettera la minaccia, in cui si suggerisce ad Amato di non gioire della vittoria del proprio candidato Antonio Zacheo e di prestare attenzione ai familiari.
La notizia l’ha resa nota lo stesso Amato durante la prima riunione post elettorale presso la sede del comitato.

Intanto la busta e proiettile sono in consegna ai carabinieri e dalla Digos per accertamenti.
Nel 2010 Amato fu aggredito in pieno agosto da alcuni ragazzi nei pressi di Baia dei Turchi di Otranto: in quell’occasione l’avvocato era intervenuto per fermare il danneggiamento della scogliera e così subì una frattura allo zigomo e una ferita all’occhio.

Intanto il segretario regionale del Partito democratico pugliese, Sergio Blasi, esprime “solidarietà e vicinanza a Donato Amato, ex sindaco di Castrignano dei Greci, per lo squallido episodio di intimidazione di cui è stato vittima. Mi auguro che le forze dell’ordine facciano al più presto luce su quanto accaduto. Vicinanza anche alla comunità di Castrignano dei Greci che sono certo saprà reagire con concordia e unità”.
Restano tutt’ora poco chiari i motivi delle minacce, così come non è noto l’autore del gesto.

Jenny De Cicco

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Tricase si prepara al ballottaggio

Giorni intensi a Tricase in attesa del secondo turno delle amministrative previsto per il 20 e 21 maggio prossimi.
Il confronto elettorale vedrà sfidarsi Antonio Coppola e Nunzio Dell’Abate, che al primo turno si sono attestati rispettivamente sul 35,72 % e 33,45% di consensi, con uno scarto di soli 252 voti a favore di Coppola.
Determinante sarà dunque il voto degli elettori che al primo turno hanno preferito Ippazio Cazzato (Azzuro Popolare), Giorgio Vigneri (Fli), Antonio Scarcella (Pdl) e Giusepppe R. Panico (Idv). È caccia aperta anche al 23% degli elettori che il 6 e 7 maggio scorsi non si è recato alle urne, pur considerando il rischio di un ulteriore calo di affluenza, fisiologico in caso di secondo turno.
Diversa appare la posizione dei sue sfidanti rispetto all’ipotesi di stringere o meno apparentamenti.
Il rischio di un secondo turno era nell’aria già alla vigilia, dato l’elevato numero di candidati in corsa per la poltrona di palazzo Gallone, che avrebbe frammentato, come poi è accaduto, il voto degli elettori.
Coppola, durante tutta la campagna elettorale ha sempre ribadito nettamente la volontà di non stringere apparentamenti in caso di ballottaggio, puntando su una linea politica unitaria.
Dell’Abate, che invece non ha escluso tale ipotesi, in queste ore è impegnato a valutare se correre con la sua squadra di partenza oppure cercare consensi esterni.
I prossimi giorni saranno dunque decisivi per i due sfidanti, in attesa del voto del 20 e 21 maggio che decreterà il futuro inquilino di Palazzo Gallone.

Antonella Cazzato

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San Cassiano e Castrignano dei Greci scelgono la continuità

San Cassiano e Castrignano dei Greci al voto, due reazioni tutte salentine alle necessità dei tempi.
Nel piccolo comune nei pressi di Maglie, viene riconfermato Gabriele Petracca, ri-sindaco alla guida di una lista civica di estrazione pidiellina, vincitore nei confronti del nuovo Ferdinando Scaravan, rappresentante della sinistra locale
L’affluenza è stata bassa nel paesino se confrontata con le amministrative di 5 anni fa, in cui vinse Gabriele Petracca eletto il 27 maggio 2007 con il 54,3% nella civica tendente al centro destra e si avvia verso i 20 anni di governo cittadino.
Anche San Cassiano ha riconfermato Petracca con 1.051, il 73,18% per la lista civica “Insieme per San Cassiano” e conquista 4 seggi, mentre l’uomo nuovo della locale sinistra, Ferdinando Scavran, si ferma a 385 voti, ovvero al 26,81% con la lista civica San Cassiano Libera e ottiene i 2 seggi dell’opposizione.
L’affluenza a San Cassiano è scesa di quasi il 10%, dallo 85,2% al 77,21% di questo 2012.

Mentre a Castrignano dei Greci l’affluenza si è attestata al 66,96% ( alle passate elezioni fu il 72,2%), segno negativo anche in questo caso per l’affluenza alle urne.

Se la campagna elettorale del paese griko ha sorpreso per la frammentarietà, non sorprende invece l’elezione a sindaco di Antonio Zacheo.
Il sindaco uscente e non ricandidabile è stato Donato Amato, eletto il 27 maggio 2007 con il 54,3% dei voti dei suoi elettori, che sono 4.385 in totale, il quale ha sostenuto proprio il neo sindaco Zacheo.
I voti si sono così divisi, Antonio Zacheo 1.302 voti, 46,17% civica – “Progetto Democratico” la quale ottiene i 5 seggi di maggioranza, mentre i due scranni d’opposizione vanno alla lista civica pdellina di Anna Maria De Simone 973 voti, 34,50%, “per Castrignano”.

Restano a secco di rappresentanti le altre liste: Salvatore Treglia ha ricevuto 222 voti, per un totale del 7,87% “ l’Idea Comune”. Resta fuori dal palazzo comunale anche la frisulliana Rita Marilena Comi 205 le preferenze ricevuto, con un 7,26% “Castrignano Migliore”, fuori anche Sel di Vincenzo Casaluci, 118 voti 4,18% “Insieme per Cambiare”.

Jenny De Cicco

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Antonio Mariano forma la nuova giunta a Scorrano

Tutto pronto, la nuova giunta di Scorrano è formata, giusto poco dopo l’elezione di consiglieri e naturalmente del sindaco. Che è Antonio Mariano e ha chiamato a sé i quattro assessori richiesti per il suo comune, scelti tra i consiglieri eletti nella sua lista di appoggio alle elezioni. Gli assessori sono quindi Amedeo Scarpa, Antonella Rizzo, Pierluigi Blandolino e Rocco Amato. I primi tre non sono esattamente volti nuovi della politica scorranese, benché non siano neppure facce vecchie per una mera questione anagrafica. Scarpa, “l’assessore dei bambini”, per la sua esperienza nelle politiche dell’infanzia, e Rizzo sono stati infatti assessori nella giunta Pendinelli, Scarpa per due dei mandati dell’ex sindaco Mario, che ha deciso di restare al ruolo di consigliere e quindi lasciar governare la città a volti relativamente nuovi, Rizzo solo per quest’ultimo mandato. Neppure quello di Blandolino è un nome troppo nuovo: figlio dell’ex sindaco e insegnante amatissimo da magliesi e scorranesi Antonio Blandolino, Pierluigi si era candidato sindaco cinque anni fa. La sua lista non ce l’aveva fatta a vincere, ma lui si è guadagnato un posto in consiglio e stavolta è diventato addirittura assessore, segno che forse ha fatto breccia nel cuore della gente. Mariano, che è stato a sua volta assessore, ha deciso di non ricorrere ad assessori esterni, dato anche che nel comune è possibile avere contemporaneamente la carica di consigliere e di assessore. Di fatto, tutti coloro che sono stati candidati in appoggio alla lista di Mariano ora hanno un posto in consiglio comunale.

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Lecce sceglie di andare sempre più avanti con Paolo Perrone. Vittoria schiacciante del sindaco uscente

Lecce, Martedì 8 Maggio 2012, ore 4,30, 102 sezioni scrutinate su 102: Paolo Perrone riconfermato sindaco di Lecce. I dati finali confermano il trend delle prime battute: Paolo Perrone (Centro-Destra) 64,3%, Loredana Capone (Centro-Sinistra) 25,8%, Luigi Melica (Udc) 4,6%, Maurizio Buccarella (Movimento 5 Stelle) 4,3%, Antonio Capone ( Lista Civica- Verso Lecce) 0,6%, Andrea Valerini (Alternativa Comunista) 0,3%. La città sceglie di andare avanti guardando indietro, il risultato clamoroso del centro-destra è più di una scelta maturata nei mesi di campagna elettorale, è una conferma stabilizzata nei cinque anni dell’amministrazione Perrone. A Palazza Carafa continua il lungo corso inaugurato nel 2007 che prosegue in una direzione migliorativa, per niente intaccata dalle pesanti accuse pre-elettorali. Tuttavia c’è un tempo per ogni cosa, e ora è il momento di raccogliere ciò che si è seminato, e lasciare spazio ai sentimenti. Perrone, “commosso dall’affetto” al comitato elettorale, che lo attende festante ringrazia tutti per la vittoria schiacciante, ed esprime il desiderio di abbracciare la città intera. Lascia per una volta i commenti politici e le disamine di genere ai compagni di viaggio che hanno festeggiato la sua vittoria. La soddisfazione per il risultato raggiunto stagliata sui volti di Antonio Gabellone, Gerardo Filippo, Mauro Vadrocci, e tanti altri amici e sostenitori, trova la sua eco espositiva nelle parole di Raffaele Fitto che dichiara: “È un grande risultato per i leccesi che hanno premiato il lavoro di questi anni.
Il consenso al sindaco uscente fa emergere una realtà in controtendenza rispetto al dato nazionale, ed è una risposta all’ondata di disaffezione generale. Il risultato della città di Lecce dimostra che l’unica risposta possibile all’anti-politica è la buona politica. Quella dell’amministrazione di Paolo Perrone, a Lecce negli ultimi cinque anni”. Rivendica per sé una previsione anticipata della vittoria, Rocco Palese che ricorda la sua forte convinzione nel sostenere la serietà dei programmi e la credibilità dei candidati del centro destra. Saverio Congedo non lesina critiche a un centro sinistra polverizzato da un voto che, sottolinea l’esponente regionale del partito di Perrone, non parla solo di risultati amministrativi leccesi, ma richiama a ben più profonde analisi regionali. Ma ci sono giorni in cui l’istituzionalità degli eventi lascia spazio all’anti-convenzionalità del singolo episodio, e oggi vince un uomo pubblico ma festeggia anche un privato cittadino. Paolo esulta per la sua conferma a sindaco della città di Lecce, e svela frammenti personali di una storia familiare. A vigilare su di lui il padre, Enzo Perrone, che per tutto il tempo dello spoglio raccoglieva dati e con equilibrio invitava alla moderazione, e accanto al neo-riconfermato primo cittadino, sempre, in tutte le occasioni, compresa quest’ultima, una giovane premiere dame, la figlia Marta. Come dire che per una che va via in Francia, un’altra italiana la sostituisce sulla scena politica locale. Ricomincia l’8 Maggio del 2012 l’avanzata del centro-destra, e va sempre più avanti nel segno della continuità, sempre più avanti con le sue “mete” ad alta partecipazione, sempre più avanti con la rigenerazione dei suoi quartieri, sempre più avanti con le sue opere, sempre più avanti con la sua economia e le sue tradizioni, sempre più avanti con la cultura e il turismo, sempre più avanti nel welfare, sempre più avanti nell’ambiente e nella mobilità sostenibile. Sempre più avanti con Paolo Perrone.

Maria Rosaria Contaldo

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A Otranto si riconferma sindaco Luciano Cariddi

Il sindaco uscente, Luciano Cariddi, con la lista “ViviAmo Otranto” si riconferma alla guida di Otranto. Otranto registra un’affluenza alle urne molto alta (80,83%), in controtendenza rispetto alla media nazionale, e il verdetto dei due seggi elettorali nei quali i cittadini si sono recati per esprimere il proprio voto è chiaro: “ViviAmo Otranto” vince con il 61,8% (2.526 voti), la lista “Alleanza per Otranto” si piazza al secondo posto con il 32,1% (1.314 voti), infine, chiude la lista “Nuovi Orizzonti per Otranto” con il 6,1% (248 voti).
Così, tra la continuità e il rinnovamento è prevalso il primo aspetto, un bis concesso con una vittoria schiacciante – circa 1200 voti di scarto – sulla lista “Alleanza per Otranto” guidata da Corrado Sammarruco. Ѐ stato un crescendo di consensi per il sindaco uscente dopo una campagna elettorale dai toni a tratti accesi: alla fine Cariddi e la sua compagine sono stati supportati dagli elettori. In tutta questa situazione un aspetto spicca su tutti: stiamo parlando delle cosiddette quote rosa. L’unica donna presente nella lista di Cariddi, Lavinia Puzzovio, ha avuto successo con 356 voti, ma per il resto delle liste il distacco di genere è stato evidente. Le ipotesi possono essere molteplici, ma un fatto è certo e incontestabile, distante da qualsiasi concezione partitica tanto di destra quanto di sinistra: la politica otrantina non è ancora pronta ad avere un numero corposo di donne al suo interno, ancor di più se si pone l’accento sul ruolo di candidato sindaco. L’emancipazione della donna nella vita sociale è storicamente crescente, ma per quanto concerne la politica le quote rosa sono destinate a ruoli marginali e quasi mai di spicco, tranne in alcune realtà. A Otranto, in questa tornata elettorale, vi era una forte componente femminile in entrambe le liste di opposizione, ma questo non è bastato ad annullare il gender gap nell’immaginario della cittadinanza. Indipendentemente dalle quote rosa, la parola “cambiamento”, sempre politicamente parlando, non ha attecchito negli animi degli otrantini che, dati alla mano, hanno giudicato positivamente l’operato dell’amministrazione uscente. Storicamente il “cambiamento” non è ben visto dalla gente per tante ragioni e una di queste è da ricercare nel proverbio che recita: “chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova”. Ora la parola “continuità”, tanto osannata durante queste ultime settimane, è una realtà e rimane viva la speranza che tutte le forze di maggioranza e opposizione possano dare una mano affinché Otranto dia il meglio di sé.

Alessandro Conte

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Elezioni amministrative 2012: i risultati di Scorrano, Castro e Ortelle

Chiuso lo spoglio ora si guarda avanti. Si cambia a Scorrano, dove il sindaco eletto è Antonio Mariano, che succede al doppio governo cittadino di Mario Pendinelli, staccando di quasi sei punti percentuali Fernando Presicce, il candidato di centrosinistra. Sarà un compito arduo quello di Mariano: Scorrano possiede delle specificità che vanno valorizzate o migliorate. Cultura, servizi sociali e del lavoro saranno i primi passi da compiere con dovizia nella città delle luminarie, dopo dieci anni di amministrazione Pendinelli in cui la cittadina ha compiuto dei passi da gigante, per cui Mariano dovrà confermare un trend positivo posto dal suo predecessore, ancora amato e stimato nella mente e nei cuori dei suoi concittadini. A Ortelle invece vince con circa 670 voti Francesco Rausa, sostenuto dalla lista Insieme per lo sviluppo. Si piazza seconda Partecip@zione, con il candidato sindaco Luigi Circhetta, la cui lista presumibilmente dovrebbe guidare l’opposizione, almeno stando ai numeri registrati alle urne. Cambiano le cose a Castro, dove a trionfare è il centrosinistra di Alfonso Capraro: l’amministrazione comunale cambierà quindi registro politico, con un trend che si conferma in molte parti d’Italia, dove si è attestata nel voto popolare una voglia di cambiare.

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