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Vini rosati, concorso al castello con polemica

Premiazione del primo concorso nazionale di vini rosati a Otranto.
La cerimonia di premiazione si terrà nella mattinata del 5 maggio 2012 presso il Castello Aragonese di Otranto. Durante l’intera giornata, sarà possibile visitare la mostra dedicata alle etichette di tutti i partecipanti al concorso con degustazioni a cura di diverse aziende vinicole provenienti da tutta Italia.
Il concorso nasce dalla volontà condivisa della Regione Puglia, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, di Assoenologi nazionale e di Unioncamere Puglia, con l’obiettivo di valorizzare questa tipologia enoica che negli ultimi anni ha mostrato una crescita significativa in Italia, suscitando l’interesse sempre maggiore dei mercati.
Il concorso intende valorizzare le migliori produzioni nazionali, favorirne la conoscenza e diffusione e, nello stesso tempo, orientare le aziende a produrre vini di qualità, adeguatamente presentati e commercializzati, con moderni criteri mercantili.
Per l’occazione saranno allestite sale espositive e il 5 maggio è prevista anche l’inaugurazione della mostra “Rosati d’Italia”, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e forestali Mario Catania e dell’assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia Dario Stefàno.

Presso la Sala Triangolare al piano terra del Castello Aragonese inizio della Tavola Rotonda con la conduzione eccezionale dei due dj “Fede e Tinto” – Rai Radio 2, della trasmissione Decanter . A seguire il convegno “I rosati e il loro consumo”. Introduce il Davide Gaeta – Facoltà di Economia Università degli Studi di Verona, Consigliere Accademia Italiana della Vite e del Vino e con la partecipazione di Mario Catania – ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Nichi Vendola – presidente della Regione Puglia, Dario Stefano – assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia, Federico Castellucci – direttore generale Oiv Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, Paris, Antonio Calò – presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Serge Dubois – presidente Union International Oenologues, Giuseppe Martelli – direttore Assoenologi.
La cerimonia di premiazione si terrà alle 12, premiano Mario Catania, Nichi Vendola e Dario Stefano.
L’occasione lieta è scossa dalla polemica innescata da Rocco Palese, segretario regionale del Pdl che ritiene “inopportuno che l’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia abbia inteso organizzare il primo concorso cnologico nazionale a Otranto proprio alla vigilia delle elezioni amministrative, e nel giorno del tradizionale silenzio elettorale, alla presenza peraltro del sindaco uscente (e ricandidato dalla sinistra) e del Presidente della Regione, dimenticando casualmente il presidente della Provincia di Lecce e ingenerando inevitabilmente il dubbio che si volesse organizzare una passerella politica, compromettendo quindi una pregevole manifestazione dedicata alle eccellenze d’Italia e del Salento, alla quale avremmo con piacere voluto partecipare. Certamente la manifestazione è stata organizzata mesi fa, ben sapendo che a Otranto ci sarebbero state le elezioni, ed è singolare che a noi consiglieri regionali sia arrivato un invito via mail solo ieri (giovedì) per domani (sabato). Data l’importanza che questa manifestazione riveste per le aziende del Salento, tra le prime in Italia per quantità e qualità di produzione di rosati, sarebbe stato decisamente più opportuno spogliarla da qualsiasi ombra e da qualsiasi dubbio che l’assessore Stefano (come tutti sanno originario di Otranto) abbia magari voluto cogliere l’occasione per far fare l’ultima passerella da sindaco, nel giorno del silenzio elettorale, al candidato della sinistra”.

Jenny De Cicco

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Sorgerà a Morigino la quinta farmacia magliese?

Dove aprirà la quinta farmacia magliese? A porre la questione il consigliere di Città libera, Antonio Giannuzzi: “La legge 475/68 e la circolare esplicativa del ministero, dispongono che sia tutto il territorio ad essere servito, cosa che a Maglie, in parte, è stata attuata con la localizzazione di due farmacie, una a Nord-Est e una a Sud-Est oltre alle due rimaste in centro; nessuna farmacia è localizzata ad Ovest della città che è, poi, la parte maggiormente popolata con prossimo importante nuovo sviluppo abitativo, come da previsione del Prg. Ci si aspettava che, in quest’occasione, la lacuna potesse essere colmata, ma l’amministrazione, con lettera del 23 aprile, comunica alla regione e agli altri organi interessati, l’intenzione di localizzare la nuova farmacia nella frazione di Morigino”. Una scelta che è solo apparentemente motivata dalla dichiarata volontà di dare un servizio alla frazione, “ma che sembra in realtà – continua il consigliere -soltanto una trovata populista e che, ritengo, non potrà essere attuata. Intanto il numero dei potenziali clienti, non può giustificare i rilevanti investimenti, necessari, per una farmacia fornita ed attrezzata; non è vero che gli abitanti di Morigino non hanno il servizio, considerato che, come da sempre fanno, si servono, per medicinali, come per altre spese, nel comune adiacente di Cursi; la consuetudine a servizi nel centro più vicino, dimostra che Morigino, non rientra nel disposto inserito nella circolare ministeriale che invita a tener conto dell’esigenza di ‘garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate’ in quanto c’è già una farmacia a circa 400 metri servita pure da una pista ciclabile, in posizione più vicina di quanto lo siano i quartieri nuovi, ad Ovest di Maglie”. Osserva Giannuzzi che in comuni scarsamente popolati anche con più residenti di quanti ne conti la nostra frazione, “molte farmacie esistenti hanno chiuso o sono rimaste inoptate dai farmacisti concorrenti alle assegnazioni delle nuove farmacie, non disposti a porre in essere investimenti dei quali non potrebbe esserci alcun ritorno”. Una scelta che è anche contraria allo spirito della liberalizzazioni “finalizzate a creare servizi e lavoro, con l’obbligo di assicurare un’equa distribuzione sul territorio. La scelta, espone il comune di Maglie ad un possibile contenzioso che, come al solito, si risolverebbe con l’esborso di risorse, senza possibilità di far valere le proprie, deboli, ragioni. Invito l’amministrazione a rivedere le proprie determinazioni, ricordando che non è ‘adeguata l’attuale distribuzione con riferimento al capoluogo’ come si legge nelle comunicazioni del 23 aprile, proprio per le ragioni già espresse, evitando di incorrere nuovamente -conclude Giannuzzi- nel disservizio offerto dagli Studi Medici Associati che, pur dovendo servire tutta la città, hanno scelto una sede, assolutamente decentrata creando, anche per questo, un enorme disservizio ai pazienti, sotto gli occhi indifferenti della pubblica amministrazione”.

 

Maurizio Tarantino

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Tricase al voto: chiusura campagna elettorale

Appuntamento questa sera a Tricase in piazza Pisanelli a partire dalle ore 20 per la chiusura di una campagna elettorale vissuta molto intensamente, a partire dalla frammentazione negli schieramenti, frutto di alleanze e accordi a dir poco travagliati.
Il confronto del 6 e 7 maggio prossimi vedrà sfidarsi nell’area del centrosinistra Giuseppe R. Panico e Antonio Coppola; in casa del centrodestra Ippazio Cazzato, Antonio Scarcella e Giorgio Vigneri. Al centro, se così si può collocare, Nunzio Dell’Abate.
Il primo a parlare alla cittadinanza sarà Ippazio Cazzato, l’avvocato già assessore all’Istruzione nella giunta Musarò, sostenuto da Azzurro Popolare, che ha deciso di correre “in solitaria” dopo alcuni tentativi di dialogo con le altre forze del centrodestra.
Successivamente sarà la volta di Giuseppe R. Panico, ammiraglio in pensione, sostenuto da Idv, alla sua prima esperienza politica e pronto ad offrire a Tricase e alla scena politica tricasina il proprio contributo.
A seguire, parlerà Antonio Scarcella, candidato del Pdl, apparso praticamente a ridosso della scadenza del termine per la presentazione delle liste, già assessore al Bilancio prima e ai Servizi Sociali poi nella giunta Musarò.
Sarà poi il turno dell’avvocato Nunzio Dell’Abate, già assessore alla Cultura nella giunta Musarò, sostenuto da Udc, dalla lista civica Insieme Dell’Abate e da GAT, Gruppo Aperto Tricase, il movimento da lui stesso fondato nei mesi scorsi e che già da tempo si è adoperato per la valorizzazione delle strutture e delle risorse presenti sul territorio.
Parlerà poi Giorgio Vigneri, candidato di Fli, agente di commercio, vicepresidente del circolo cittadino di Alleanza Nazionale e attuale coordinatore cittadino di Fli, alla sua seconda campagna elettorale.
In chiusura è previsto l’intervento di Antonio Coppola, sostenuto dal suo movimento Più Fatti, da Sel e dalla maggioranza del Pd, uno tra i primi a scendere in campo e a sciogliere le riserve e che sin dalla fine di settembre aveva manifestato la ferma volontà di ricandidarsi dopo l’esperienza come sindaco dal 2001 al 2007 e di consigliere comunale dal 2008 al 2011.
Gli interventi avranno l’obiettivo di ribadire i nodi cruciali su cui sono stati costruiti i programmi elettorali, accomunati da un’attenzione alle esigenze della collettività e alla valorizzazione delle risorse ambientali e strutturali del territorio.
Molti rimangono i temi caldi per Tricase, le emergenze da affrontare, le aspettative degli elettori da soddisfare: situazione economica a dir poco drammatica, Pug e piano regolatore, riqualificazione dei centri storici delle frazioni, messa in sicurezza e salvaguardia della zona del porto, Acait, zone congestionate.
In attesa del responso delle urne.

Antonella Cazzato

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Addio fognatura nera

Niente più scarichi in fognature provvisorie. È stata emanata nei giorni scorsi l’ordinanza del sindaco Antonio Fitto che dà sei mesi di tempo ai proprietari di immobili non ancora allacciati agli scarichi convenzionali, di adeguare gli impianti. “Tutti i cittadini residenti nelle strade e piazze comunali servite da pubblica rete di fognatura nera regolarmente in esercizio -si legge in un manifesto pubblico a firma del primo cittadino-, non ancora allacciati a detta rete, debbono procedere a procedere, entro e non oltre 180 giorni all’attivazione dell’allaccio degli scarichi di competenza alla rete fognante cittadina, nonché con la contestuale dismissione degli impianti di smaltimento esistenti, mediante svuotamento dei reflui presenti, disinfezione e riempimento degli stessi con materiale inerte”. Una disposizione derivante direttamente dal regolamento regionale il quale stabilisce che nelle zone già servite da pubblica fognatura “gli scarichi provenienti dagli insediamenti civili o produttivi, devono essere allacciati alla stessa e nelle zone non ancora servite gli scarichi esterni devono essere allacciati alla pubblica fognatura entro un anno dalla attuazione della stessa. A Maglie pur in presenza di una rete fognaria nera vi è una incompleta realizzazione degli allacciamenti dell’utenza alla fognatura dinamica e per questo si rende indispensabile garantire la piena funzionalità della rete fognaria comunale esistente tramite l’allaccio alla stessa degli scarichi delle utenze private ed il conseguente smaltimento dei reflui dell’impianto di depurazione”. Allo scadere dei 180 giorni di tempo “l’immissione di reflui in sistemi di raccolta provvisori (vasche a tenuta stagna) verrà a configurare fattispecie illecite riconducibili all’abbandono di rifiuti. Inoltre gli immobili non allacciati saranno ritenuti inagibili in quanto privi di autorizzazione allo scarico e soggette a sanzioni amministrative e penali previste. Gli utenti dovranno comunicare tempestivamente all’amministrazione comunale l’avvenuta realizzazione dell’allacciamento. È anche fatto assoluto divieto di far confluire nella rete pubblica di fognatura nera le acque pluviali rivenienti dalle abitazioni per cui nei confronti dei trasgressori si procederà a norma di legge”.

Maurizio Tarantino

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Sui palchi a suon di video, ma c’è chi si distingue

Ѐ iniziata la settimana di passione elettorale. Tre schieramenti con un solo obiettivo: trionfare. Una battaglia a suon di proclami tra chi vuol vincere e chi si sente già vincente. E tra questi due litiganti si inserisce proprio la lista numero 1, Nuovi Orizzonti per Otranto, con candidato sindaco Antonella Buttiglione. Una ventata di freschezza in un paese, e in un Palazzo (Melorio), dove l’aria è irrespirabile. Ogni luogo, strade, piazze, bar e persino social network è divenuto un campo di battaglia dove ognuno, giustamente, dice la sua.
Girando per le strade e frequentando i bar della cittadina idruntina si trova gente dalle idee contrapposte, tra chi dice “si deve dare una sterzata a questo paese” e chi “si deve continuare il percorso intrapreso con gli stessi personaggi”. Ma quando si sposta l’attenzione sulla nuova forza in campo ogni discorso crolla come fosse un castello di sabbia. Perché a dispetto di tutti gli ideali, Nuovi Orizzonti per Otranto è l’unica novità per mille motivi: l’aver voluto fortemente un candidato donna, unico caso nella storia politica di Otranto, l’aver messo in lista persone alla loro prima esperienza ma competenti e pronte ad affrontare la sfida amministrativa. Pochi giorni fa, per la precisione domenica scorsa, si è tenuta l’altra tornata di comizi, a onor del vero, chi ha avuto il piacere di assistervi si è trovato di fronte a due liste – Alleanza per Otranto con candidato Corrado Sammarruco e ViviAmo Otranto con candidato l’attuale sindaco Luciano Cariddi – che si son date battaglia a suon di video, l’una facendo vedere le immagini paesaggistiche più belle della cittadina, mentre l’altra ha messo in parallelo le immagini attuali con quelle risalenti al 2007, ovvero l’anno in cui si insediarono a Palazzo Melorio.
Invece, l’altra compagine Nuovi Orizzonti – la prima in ordine di apparizione sul palco – ha esposto idee ben precise ricordando all’amministrazione uscente e all’opposizione consiliare fatti e azioni che, come ha ricordato Antonella Buttiglione, “hanno peggiorato le condizioni di vita dei cittadini”. Sono state contestazioni alle quali nessuna delle compagini opposte ha replicato non trovando, con molta probabilità, valide argomentazioni. Le indicazioni che sembrano uscire dall’ultimo scontro in piazza fanno pensare a una non riconferma dell’attuale sindaco e a un duello tra le altre due liste contrapposte, Alleanza per Otranto e Nuovi Orizzonti per Otranto, sulle quali aleggiava fino a pochi giorni fa lo spettro di un accordo che i fatti dimostrano non esserci mai stato. “Siamo molto soddisfatti – ha spiegato il candidato di Nuovi Orizzonti, Andrea Conte – dell’andamento della campagna elettorale e dei risultati sino a oggi raggiunti considerato che, tra boicottaggi e minacce di vario genere, in molti a Otranto hanno tentato di non farci raggiungere addirittura la presentazione della lista. Ma abbiamo dimostrato che la voglia di cambiamento e la forza delle idee sono più forti di ogni genere di vile azione di condizionamento. Siamo comunque fiduciosi poiché il desiderio di rinnovamento è sempre più presente tra i nostri cittadini”.
Questo è uno dei capitoli più discussi di questi ultimi giorni e senza alcun dubbio non sarà l’ultimo. Tra i mille se e i mille ma, l’unico dato certo sarà quello che decreteranno i cittadini il 6 e 7 maggio prossimo perché, come si suol dire, “il popolo è sovrano”.

Alessandro Conte

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L’estate sta arrivando, i treni no

La Puglia rischia di rimanere isolata fin dall’inizio della stagione turistica. Ad affermarlo in una nota il vice capogruppo PdL, Massimo Cassano: “Al momento ci sono solo ipotesi allo studio per ricollegare la Puglia al resto d’Italia con i convogli a lunga percorrenza.
Evidentemente – come da tempo denunciato –la politica locale ha abbaiato, ma senza mordere, promettendo azioni giudiziarie, class action, eclatanti proteste istituzionali, senza però che cambiasse nulla nelle decisioni deleterie assunte da Trenitalia.
E così siamo alle porte dell’estate e ancora non c’è traccia delle ripresa dei treni notturni sulle tratte per il nord Italia e il resto dell’Europa, con il rischio del collasso della stagione turistica. Quanto sta accadendo per i trasporto su rotaia in Puglia aggiunge al danno la beffa di una politica obsoleta messa in atto dai vertici di Trenitalia che isolerà sempre di più la nostra regione e costringendo sempre più passeggeri a viaggi al limite del decoro e dell’umana sopportazione.
Non solo: domani inizia il conto alla rovescia verso l’avvio (all’inizio di giugno) dell’orario estivo di Trenitalia, sarebbe quindi bene chiarire la faccenda quanto prima, altrimenti la battaglia per togliere la Puglia dall’isolamento dei trasporti sarebbe irrimediabilmente persa.

Il diritto alla mobilità, in una Paese che vuol dirsi civile e moderno, deve essere garantito in modo assoluto e incondizionato a tutti, ancora di più a chi ha fatto in passato e potrebbe continuare a fare per il presente e il futuro, del treno il principale mezzo di spostamento per viaggi, di lavoro, di piacere, di studio. Tagliare sui trasporti, e sui treni in particolare, non è ammissibile dal momento che si aggrava ulteriormente una situazione già di per sé ridotta in condizioni precarissime, in un settore fondamentale per la qualità della vita di tutti noi. Ben vengano dunque azioni istituzionali, incisive e ferme, che vedono uniti tutti i partiti, i sindacati, le associazioni, i sindaci. E che questa volta almeno, alla politica degli annunci possa fare seguito quella politica del fare, di cui attualmente la Puglia è rimasta orfana”.
La Puglia vacanziera, attende speranzosa risposte da istituzioni ed enti.

Jenny De Cicco

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Sì all’allargamento della 275, ma con criterio

Incidente sulla 275 Maglie Leuca, cresce l’attenzione sull’ampliamento.
A riportare in auge il dibattito il tragico incidente stradale avvenuto l’altro ieri sulla 275, nel tratto che collega Surano a Nociglia, che ha causato 2 vittime, tra cui un minorenne.
Tra i sostenitori Rocco Palese, consigliere regionale del Pdl: “Una strada pericolosissima sulla quale è urgente avviare quanto prima i lavori di messa in sicurezza e di raddoppio. Non c’è più tempo da perdere e siamo certi che dopo quanto accaduto oggi tutti converranno sulla necessità di secersi intorno a un tavolo”.
Il Consigliere regionale Pdl, Saverio Congedo ha diffuso la seguente nota: “Occorre molto auto-controllo per evitare una pur facile ricerca di colpevoli sul tragico esito dell’ennesimo incidente sulla SS 275, che è costato la vita ad un ragazzo di 12 anni ed a suo padre. Non ci possiamo però esimere dall’esigere che non si perda più nemmeno un’ora nel cantierizzare l’opera”.
Il consigliere e “La Puglia prima di tutto” Andrea Caroppo ritiene improcrastinabile l’opera, oltre che per i troppi incidenti “si rischia anche di perdere le risorse disponibili”.
Intervengono anche gli ambientalisti, a precisare le proprie posizioni dopo la protesta anti 275 dei giorni scorsi. Oreste Caroppo sostiene: “Credo che sino a oggi non vi sia nessuno che abbia detto no all’allargamento della Maglie-Surano-Montesano! O mi son perso qualcosa? La manifestazione del 25 aprile a Montesano contro i tratti ex-novo su suolo vergine della nuova SS275, chiedeva esplicitamente alle istituzioni di realizzare la strada ampliando e mettendo in sicurezza proprio l’ esistente pericoloso e altamente trafficato tratto da Maglie sino a Montesano! Ma nonostante questa richiesta ragionevole e saggia, anche per non perdere i finanziamenti e dar lavoro, non sia di oggi, ci si ostina nel voler appaltare l’ intera opera anche nei tratti altamente contestati da Montesano a Leuca, contestati poiché la nuova strada la si è progettata ignorando e non utilizzando per la maggior parte i tratti stradali lì preesistenti, allargandoli e minimizzando così il consumo di suolo, evitando, come oggi invece in progetto, di attraversare aree vergini condannandole al totale degrado e alla cementificazione inarrestabile, come successo già sull’attuale SS275 addossata alla quale sono stati realizzati mega-ristoranti, centri commerciali ed industrie d’ogni tipo con pericolosi sbocchi sulla stessa! E si continua a lasciare ai salentini il disagio di una strada iper-pericolosa come il tratto Scorrano-Montesano della SS275, e a strumentalizzare le morti per appaltare l’ intera opera! Perché? Forse perché il grosso della torta, dei finanziamenti son proprio nel tratto ex-novo Montesano-Leuca dove son stati previsti, a scempio di tutto il Capo di Leuca, persino sottopassaggi-galleria e viadotti con mega piloni di cemento ipercostosi”.

Jenny De Cicco

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Tutto o niente cambia: Otranto verso le amministrative

Inizia il conto alla rovescia per il voto delle amministrative, meno di 10 giorni dalle votazioni. Si possono iniziare a fare ipotesi sul candidato vincente (i rumor danno per vincente l’uscente Luciano Cariddi) e analizzare la campagna elettorale. Tre le liste in competizione.
Lista numero 1 “Nuovi Orizzonti per Otranto”, una civica pura, con candidata sindaco Antonella Buttiglione, tutti volti nuovi, tranne uno. Lista numero 2 “Alleanza per Otranto”, di derivazione pdellina con un’incursione Idv, con il già candidato sindaco e sconfitto nella scorsa tornata, Corrado Sammarruco. Lista numero 3 “ViviAmo Otranto” centrista con elementi del Pd, candidato sindaco Luciano Cariddi, in cerca di riconferma.
Partendo dal presupposto che le dinamiche politiche di Otranto non si possono definire chiaramente, come per i grandi centri, in una piccola realtà, come quella idruntina, a guidare dette dinamiche sono la numerosità delle famiglie, si vince anche per un solo voto di scarto, ma anche le simpatie personali.
Così esponenti che in altre situazioni sarebbero agli antipodi, risultano insieme nella “cattività” del paesino. Si perdono voti necessari anche per un sorriso non regalato, o un semplice sinonimo sbagliato.
Liste contrapposte sono unite dall’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione: spot su YouTube, messaggi mail, creazione di gruppi ed eventi Facebook, sms e ricorso a vecchi trucchi da politica cittadina come caffè offerti in piazza e affettuosità elargite con generosità. Percorrere i pochi metri di villa Hydrusa si potrebbe impiegare una mezz’oretta, a dispetto dei soliti 2 minuti.
Il copione è sempre lo stesso? Le liste concorrenti accusano l’attuale amministrazione di demagogia, tra opere pubbliche da fine mandato a fini elettorali e di politica degli interessi personali, anche se va ribadito, a Otranto è difficile evitare il conflitto d’interessi, solo 5mila abitanti e tutti imparentati. Anche l’ex sindaco Francesco Bruni, sostenitore di “Axo”, fu accusato quando a fine mandato ampliò i marciapiedi di Via San Francesco di Paola. Ora si accusa Cariddi per lo stato di degrado del tavolame nei pressi di zona Fabbriche sulla riva del porto, ritorna il tormentone palazzetto dello sport e dell’abbandono della tensostruttura, per la quale il 23 aprile 2012 è stata indetta la “Gara affidamento per lavori di completamento tendostruttura e impianti di servizio”, con la gara fissata per il 26 aprile. “Non vengono lasciati riposare neanche i morti” in causa per i lavori al cimitero.
Tra le accuse più “contemporanee”, rivolte dagli avversari a Cariddi, l’inutile esosità dell’opera L’Approdo, ricavato dai rottami della Kater I Rades, poi in causa anche il progetto del nuovo porto, opera “voluta” per mera speculazione edilizia con la costruzione degli appartamenti contingenti la nuova zona portuale.

Accuse tra avversari un tempo alleati storici, che infelicemente nominano la storia patria idruntina dei Beati Martiri, 800 decollati come le palme del paesino ridotte ad un ricordo.
Tra i due litiganti s’insinua il “Punteruolo” della civica 1, per la quale è stata l’amministrazione Bruni con gli allora assessori Cariddi, Sammarruco e Tommaso De Benedetto di AxO a progettare quasi tutte le opere “abbandonate” da Cariddi, mentre la responsabilità è tutta cariddiana sulla vicenda del commissariamento dei rifiuti, per non aver raggiunto il 15% di differenziazione.
Questi gli atteggiamenti delle prime due liste, mentre “ViaviAmo Otranto” risponde alle accuse: la Kater non è un monumento inutile e dispendioso, è stato un regalo della Provincia, il nuovo porto potrebbe spingere ancor di più l’economia locale e salentina, e lo scorso anno sono stati sbloccati i fondi per terminare finalmente le strutture del palazzetto dello sport e la tendo struttura.
Così prosegue nel suo tour de force elettorale nelle varie zone della cittadina, da zona Fanghi a Frassanito, passando per la sezione locale della Lega Navale Italiana.

Jenny De Cicco

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Trivelle nell’ Adriatico, una risorsa?

Trivelle nell’Adriatico, da minaccia a risorsa? “Al lavoro non si dice mai no, ma con l’ambiente non si scherza, incontriamoci e valutiamo pro e contro della politica degli idrocarburi contro l’economia verde”. Il presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna risponde al ministro Corrado Passera sui vantaggi occupazionali dalla ricerca di gas e petrolio nell’Adriatico. “Il responsabile dello Sviluppo Economico calcola 25mila posti di lavoro con le trivelle? La Puglia non si tira indietro quando si parla di occupazione, apriamo perciò un tavolo col Governo nazionale e confrontiamoci, ma devono partecipare tutti: amministrazioni locali, imprenditori turistici, pescatori, ambientalisti”.
In mancanza di dati certi, intanto, Introna non contesta “alla cieca” le stime, ma le trova “incomplete e parziali, perché nella sua alta responsabilità il ministro dovrebbe valutare le conseguenze delle torri in un bacino pressoché chiuso come l’Adriatico.
Quale il futuro di un turismo ora fiorente in un paesaggio intatto? Che ne sarà delle marinerie dei tanti porti pescherecci che punteggiano le coste orientali della penisola?”. E quali sarebbero le occupazioni alternative di migliaia di famiglie: “Troverebbero tutti posto sulle piattaforme petrolifere?”.
Oltre all’impatto sulle attività imprenditoriali che vivono grazie all’Adriatico, le preoccupazioni del presidente del Consiglio pugliese s’indirizzano verso un eventuale disastro ambientale. “Passera ha calcolato a quale costo, umano ed economico, e in quanto tempo si potrebbero superare i danni di un deprecabile incidente: collisione, sversamento, esplosione, errore umano? Nessuno si oppone a nuova occupazione ma nessuno può dimenticare quello che c’è, tutto quello che vive sull’Adriatico e dell’Adriatico e che potrebbe venire cancellato da un’onda nera oleosa. Invito il ministro Passera a fornire una risposta, come avevo già invitato il suo collega all’ambiente Clini, che si era impegnato ad organizzare coi Consigli regionali una Conferenza internazionale dell’Adriatico, ma non ha fatto sapere più niente”. La proposta è di avviare un tavolo tecnico con le Regioni e Amministrazioni italiane, con gli Stati adriatici, con le associazioni ambientaliste e con le categorie, dagli albergatori, ai concessionari di lidi ai pescatori ed agli operatori professionali di tutti i settori legati al mare, anche se le risposte delle associazioni sembrano protendere per un no fermo e deciso.
Intanto interviene anche Peppino Longo dell’Udc regionale: “Saremmo tutti quanti dei pazzi a dire no a nuovi posti di lavoro ma non vogliamo che questo accada a scapito dell’ambiente, del territorio e dell’economia della nostra Puglia. La stima sulla nuova occupazione del ministro Passera non può che farci piacere ma il pensiero che le piattaforme petrolifere nel mare Adriatico possano creare anche enormi danni, fa passare in secondo piano la soddisfazione per eventuali nuovi posti di lavoro. Il timore, inoltre, che il settore pesca insieme col turismo possano risentirne in maniera sensibile deve far riflettere tutti, il ministro Passera per primo. Al momento il progetto è abbastanza nebuloso e preoccupante”.

Jenny De Cicco

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La Regione Puglia finanzia il progetto che permetterà di creare una pista ciclabile fra Otranto e Torre dell’Orso

Da Otranto a Melendugno in bici. Sembra pericoloso per la gran parte delle persone, ma con una pista ciclabile tutti potrebbero farlo.
È stato firmato la mattina del 26 aprile il Protocollo d’Intesa fra la Regione Puglia e i comuni interessati (Otranto e Melendugno), con il quale il Comune di Otranto ha ottenuto un finanziamento di 400mila Euro per il progetto “I SIC in bicicletta”, nell’ambito dei Po Fesr Puglia 2007-2013 Linea 4.4 – Attuazione dell’Azione 4.4.3.
La pianificazione prevede la realizzazione di una pista ciclabile che collegherà il Sic di Otranto con il Sic di Torre dell’Orso, attraverso un percorso nella campagna idruntina che passerà per i Laghi Alimini.
Questo risultato è compreso in quella strategia più vasta attenta all’ambiente e alla valorizzazione del territorio intrapresa dall’amministrazione comunale fin dal suo insediamento. L’intero iter progettuale è stato promosso e seguito dal Consigliere Michele Tenore.
La promozione dell’uso della bicicletta come alternativa ai veicoli a motore rappresenta uno dei più significativi impegni per uno sviluppo sostenibile, concorrendo alla riduzione di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera e al decongestionamento del traffico urbano.
Per incoraggiare la riduzione dell’uso dell’auto è fondamentale creare una rete di collegamenti ciclabili continua, sicura e ben riconoscibile, nonché integrata con altre forme di mobilità.
Tale progetto incentiverà certamente l’uso della bicicletta e permetterà ai tanti sportivi presenti sul territorio, ma anche alle famiglie e ai bambini, di percorrere in bicicletta, in tutta sicurezza e tranquillità, le stradine suggestive che si snodano fra le campagne, godendo appieno della natura, dei profumi e dei colori della macchia mediterranea, dei sapori della nostra terra.

Jenny De Cicco

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Alla Liberrima dibattito tra i sei candidati sindaco al comune di Lecce sul tema “Luoghi della cultura o luoghi comuni?”

Dal luogo della cultura ai luoghi della cultura: si è svolto alla libreria Liberrima il dibattito tra i sei candidati sindaco del comune di Lecce, sulle papabili proposte per lo sviluppo e l’incremento del patrimonio culturale della città, e la giusta valorizzazione di alcuni luoghi che meritano di essere messi in luce per la loro importanza culturale: l’Accademia delle Belle Arti, il Castello Carlo V, il Teatro Apollo, il Museo della Cartapesta, il Must, il Teatro Romano, il Conservatorio Tito Schipa . L’iniziativa promossa da SalentoWeb e InCima-Social Network Strategy ha avuto lo scopo di invitare i candidati a rivelare le idee, scoprire i futuri progetti e rispondere alle seguenti domande di interesse comune: Lecce produce Cultura?
Quella Cultura che oltre a tutelare e valorizzare i Beni Storico/Artistici riesce a fare “impresa” e quindi crea nuove opportunità di lavoro? Basta l’arte esistente per promuovere il turismo e, di conseguenza, l’economia? I candidati Paolo Perrone (centrodestra), Loredana Capone (centrosinistra), Luigi Melica (Terzo Polo), Antonio Capone (Verso Lecce), Andrea Valerini (Alternativa comunista) e Maurizio Buccarella (Cinque stelle), hanno dato luogo ad un dibattito acceso, che però ha manifestato, sin dalle prime battute, il suo carattere essenzialmente bifronte palesato dai continui rimandi politici, neanche troppo velati, tra il sindaco Paolo Perrone e la vicepresidente della regione Loredana Capone. Una lotta impari tra i candidati che non ha impedito alla cultura di presentarsi come assoluta protagonista della serata. Coniugata nelle forme più diverse ha permesso a tutti i candidati di proporre futuri progetti, non solo per la città di Lecce ma anche per tutto il territorio salentino.
Modulato con imparzialità e professionalità dalla giornalista Lara Napoli, il dibattito attivo e inter-attivo si è sviluppato sui binari di una partecipazione dinamica, che ha coinvolto sia gli spettatori astanti, che il popolo di internet presente con una serie di domande formulate attraverso il web. Il popolo sovrano ha evidenziato: carenze strutturali dei luoghi deputati alla cultura, una inadeguata informazione egli eventi proposti, una mancata attenzione verso un processo culturale che non cresce di pari passo con lo sviluppo tecnologico, la gestione parziale e poco trasparente dei bandi, e soprattutto la macroscopica distanza tra le istituzioni e i cittadini, a cui corrisponde un microscopico interesse politico verso i giovani, il primario patrimonio artistico e culturale del territorio. Non sono mancate le domande più specifiche e circostanziali riguardanti la Fondazione Memmo e la Triennale d’Arte Sacra a Lecce. La possibilità di affrontare tanti argomenti legati alla cultura ha permesso ai candidati di smarginare i confini dell’argomento specifico, spaziando su temi di carattere generale. Parla di una cultura circolare a produzione continua l’avvocato Loredana Capone che con la concretezza tipica delle donne esplicita il carattere pragmatico e concreto di un processo culturale, che per produrre deve necessariamente coinvolgere pubblico e privato. Propone di investire sulla valorizzazione di tutti i beni culturali della città, al fine di creare un continuum operativo che sia in grado di investire, fruire e re-investire. La Capone prospetta la creazione di un teatro della contemporaneità per il futuro, e risponde positivamente alla richiesta di maggiori attenzioni verso le tecnologie, attraverso un collegamento in rete di tutte le strutture culturali della città. Una città che per esplicita natura, ribadisce la Capone, è già luogo aperto di arte sacra e spazio artistico d’eccellenza. Paolo Perrone apre con una nota critica, e non si esime dal parlare da sindaco e padre dei leccesi, quando rivendica per i suoi figli-cittadini maggiore attenzione da parte della regione che, nella gestione e distribuzione dei fondi, penalizza la sua città in favore di altri paesi e di altre iniziative regionali. Consapevole del ruolo di candidato-sindaco, espone i suoi progetti per il futuro, ribadendo il suo parere favorevole alla Fondazione Memmo, e proponendo l’idea di un “Cartellone Unico” che promuova gli eventi locali su un raggio d’azione extraterritoriale. Luigi Melica punta su una rivoluzione strutturale antecedente al fare, e da professore parla di giusto merito già nella fase della selezione degli operatori culturali, puntando sulla trasparenza della scelta e su un campo più ampio che travalichi i confini della città. Guarda ai giovani di tutto il salento il professore Melica quando espone il programma “Europa Creativa 2014-2020”, che porterebbe fondi per promuovere tutti i campi culturali e creativi: il cinema, la TV, la cultura, la musica, le arti dello spettacolo, mentre da sindaco assicura che costituirà l’Ufficio Progetti Europei e l’Ufficio Progetti dell’Università. Sviluppa un’analisi fortemente ancorata alla realtà Antonio Capone che non esclude, per il bene pubblico, la possibilità di coinvolgere anche i privati nella promozione culturale, conscio del periodo di crisi che attraversa la società, e che investe inesorabilmente anche la cultura.
Si riconosce peraltro favorevole alla collaborazione con la Fondazione Memmo, e con le possibili iniziative della Curia. Meno propositivo Maurizio Buccarella che in una nota di anti-politica fa riecheggiare il dissenso popolare che serpeggia nella cittadinanza, non solo locale. Si fa portavoce di un sentimento di sfiducia generato da domande che rimangono senza risposte e chiede con forza, maggiore trasparenza e un uso più oculato delle tecnologie. Andrea Valerini non lascia spazio al compromesso dialettico, e scopre il velo del perbenismo nel momento in cui richiede una democratizzazione reale di tutti i luoghi della cultura. Ricorda tutti i giovani che vanno via dal territorio, ma focalizza l’attenzione anche su tutti i ragazzi che rimangono e che sono privati della possibilità di esprimersi. Punta il dito contro le tante, troppe barriere architettoniche e culturali che soffocano sul nascere iniziative valevoli ma non adeguatamente fruibili. E controcorrente rispetto agli altri candidati dice no agli interventi dei privati, e sulla triennale di Arte Sacra non nasconde un anticlericalismo di fondo. Sapremo il 7 Maggio quale cultura troveremo nei luoghi deputati, e quali luoghi investirà la cultura.

Maria Rosaria Contaldo

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Approvato il ddl regionale sulle norme che disciplinano le attività professionali turistiche. Soddisfatto Franco Pastore

In Regione è stato compiuto un passo importante per la regolamentazione delle attività professionali turistiche. Infatti, in IV Commissione è stato approvato a maggioranza – astenuti Pdl e Udc – il disegno di legge contenente le norme per la disciplina delle attività professionali turistiche. Le associazioni di categoria precedentemente avevano convenuto con le finalità della proposta legislativa che il governo regionale ha predisposto in sostituzione di un precedente disegno di legge del 2008, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale.
In attesa di una norma nazionale, sui cui tempi di attuazione regna però incertezza, si è inserita la proposta legislativa della Regione Puglia. In buona sostanza essa legittima la qualificazione e il titolo per esercitare le professioni turistiche, e al contempo punta a due obiettivi: offrire nuove opportunità e certezze occupazionali e assicurare al turista un servizio qualificato e completo. Le finalità, la definizione e la declaratoria delle professioni turistiche sono disciplinate dallo schema di disegno di legge che individua le condizioni e i requisiti per l’esercizio dell’attività, regolamenta la previsione normativa (accreditamento, abilitazione, libera prestazione e formazione, quest’ultima affidata alle Province), mentre le norme relative alle funzioni amministrative di vigilanza e controllo sono di competenza comunale. Inoltre, è stata inserita nel testo una norma transitoria che rimanda a un regolamento da approvare entro 60 giorni dall’entrata in vigore delle nuova legge, il riconoscimento all’abilitazione dell’esercizio della professione di guida turistica o accompagnatore turistico a coloro che hanno già svolto in Puglia tale attività.
In merito a questo argomento il consigliere regionale del Gruppo misto – Psi, Franco Pastore ha divulgato una nota nella quale ha espresso soddisfazione.
“Fare la guida turistica, in Puglia – ha detto – presto non sarà più un’attività alla stregua del volontariato, considerata fino a questo momento, erroneamente, più un hobby, una passione che una professione. Conoscere il proprio territorio, le sue storie e la sua storia, le bellezze, il patrimonio artistico–culturale e sapere come presentalo al meglio è un lavoro complesso che richiede grande professionalità, e i turisti che visitano la nostra regione devono sapere che chi li guiderà nella scoperta della Puglia lo farà con grande serietà e preparazione. Tutto questo presto sarà possibile visto che oggi la IV Commissione consiliare, di cui il sottoscritto è segretario, ha approvato a maggioranza il disegno di legge sulle norme per la disciplina delle attività professionali turistiche. Il consenso è arrivato dopo l’audizione delle associazioni di categoria e in accordo con esse. L’associazione guide turistiche regione Puglia, inoltre, a questa proposta di legge ha suggerito un emendamento, una norma transitoria, portando gli articoli da 9 a 10, riguardante i criteri che la giunta regionale dovrà adottare per stilare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore delle nuova legge, il regolamento per il riconoscimento dell’abilitazione professionale di guida turistica. L’associazione, poi, si riservano un ulteriore passaggio di condivisione su tale regolamento. Entrando nel merito, tale riconoscimento professionale potrà spettare a chi abbia esercitato almeno per cinque anni, consecutivi, negli ultimi dieci anni, la professione di guida turistica e lo possa dimostrare con documentazione fiscale e incarichi da parte di enti, tour operator, istituzioni. Questo è un intervento legislativo serio, non è un condono professionale, una sanatoria. Si tratta di creare una professione e dare opportunità di lavoro, realizzando un circolo virtuoso per il quale ci si deve sforzare, tutti, per creare sempre più attrattive e tutelare al meglio il patrimonio di bellezze storiche, culturali, paesaggistiche della nostra Regione”.

Alessandro Conte

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