Posted on 14 Marzo 2012. Tags: Bruno Ciccarese, Impianto Formazione Treni, Marco della Monica, Mariella Polla, Trenitalia
Dopo la relazione degli ispettori dell’Asl di Lecce in cui si denunciava le pessime condizioni igienico-sanitarie dei treni sulla tratta che collega le città di Lecce e Bari, questa mattina l’assessore ai Trasporti e Mobilità della Provincia di Lecce, Bruno Ciccarese, ha fatto visita all’Impianto Formazione Treni di Trenitalia, a Bari. Durante il sopralluogo sono state descritte le fasi operative delle pulizie che avvengono sulle tre tipologie di treni regionali.
“Sono soddisfatto – ha dichiarato Bruno Ciccarese – per la disponibilità dimostrata da Trenitalia, che ha dato ampie garanzie e rassicurazioni sulle attività di pulizia e di controllo dei convogli che quotidianamente viaggiano per servire la nostra Regione”.
Ad accompagnare l’assessore Ciccarese vi erano anche Mariella Polla, direttore del Trasporto Regionale Puglia di Trenitalia e Marco Della Monica, responsabile del settore Manutenzione e Pulizie. L’assessore ha anche più volte sottolineato “le criticità legate alla carenza dei trasporti che collegano l’estremo lembo della Puglia con il resto della Regione, alle quali é impensabile che possano sommarsi ulteriori disagi legati anche alle condizioni igienico-sanitarie a bordo dei convogli, il tutto a scapito degli utenti”.
“Nell’apprezzare, ancora una volta, la disponibilità dei vertici di Trenitalia – continua Ciccarese – mi preme stigmatizzare l’atteggiamento per nulla costruttivo dell’assessore Minervini che, pur avendo specifiche ed esclusive competenze sul trasporto ferroviario, ha preferito attaccare demagogicamente il sottoscritto, piuttosto che agire a tutela degli utenti che quotidianamente fruiscono del servizio. A tal proposito lancio la proposta che anche a Lecce, come a Bari, Foggia e Taranto, venga allestito un centro per la pulizia accurata dei convogli. Ѐ un dovere delle istituzioni ed è un diritto dei cittadini”.
Infine, è da sottolineare che l’Impianto Formazione Treni ha apprezzato l’interesse da parte della Provincia che, pur non avendo competenze specifiche del trasporto su ferro, ha voluto verificare lo stato dei treni a garanzia dei fruitori del territorio salentino.
Alessandro Conte
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Posted on 14 Marzo 2012.
Niente più catene, ma i problemi restano. Gli ex Lsu della provincia di Lecce hanno incontrato ieri a Maglie la senatrice Adriana Poli Bortone, per parlare delle loro vicissitudini ormai decennali. Problemi ormai noti e che traggono origine dalla precarietà della loro occupazione presso la Intini Group. Il sogno è l’internalizzazione come già accaduto ad altre categorie di lavoratori. Quello con l’ex sindaco di Lecce è solo l’ultimo degli incontri che nel corso del tempo si sono susseguiti con i politici. In precedenza anche Andrea Caroppo e Saverio Congedo avevano manifestato solidarietà, ma nonostante ciò in un anno e mezzo la situazione è peggiorata anche a causa di un accordo sindacale dello scorso giugno, cui non prese parte neppure una rappresentanza degli ex Lsu: in base all’intesa furono tagliate da subito quattro ore settimanali di lavoro e avviata la cassa integrazione in estate. Si tratta di un periodo in cui le scuole rischiano di restare sporche pur ospitando diverse attività, anche se non riguardanti direttamente gli alunni. Durante l’incontro gli ex Lsu hanno focalizzato l’attenzione sulla difficoltà di arrivare a fine mese, di pagare il mutuo e di convivere con bidelli che non sono d’aiuto nello svolgimento del lavoro. Lavoro che non può essere lasciato neppure in caso di emergenza a meno di non perdere tre giorni di paga. All’onorevole Poli Bortone è stata chiarita la dinamica dello sperpero che da ormai un decennio porta a scialacquare in maniera indecorosa le risorse pubbliche: “Chiederò -ha precisato la Poli Bortone- di essere illuminata sulle questioni che sono emerse da quest’incontro. Perché si parte da uno stanziamento di 2.100 euro a testa per lavoratore per arrivare alla fine a versarne neanche la metà in busta paga? L’attuale sistema è davvero necessario o piuttosto la creazione dei consorzi intermedi è la vera causa della dilapidazione dei denari pubblici? A mio parere si dovrebbe puntare a scrivere la parola fine della vicenda una volta per tutte, attraverso la progressiva internalizzazione i 400 dipendenti”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 13 Marzo 2012. Tags: Angelo Rizzo, Mario Pendinelli, Scorrano
Sarà inaugurata il 15 marzo alle 18 la nuova ala del centro polivalente di Scorrano “Angelo Rizzo”, intitolata allo scomparso rettore dell’Università di Lecce, venuto a mancare proprio dieci anni fa. Il centro, realizzato dall’amministrazione Pendinelli, ospita una struttura riabilitativa impiantata in collaborazione con la Asl, la sede dell’associazione donatori sangue Fratres, l’associazione giovanile 360° Spazio Giovani e un forno gestito dall’Associazione Celiachia Salentina, che produce prodotti alimentari per persone celiache, e ora si arricchisce di ben 150 metri quadri nei quali sono allocate aule informatiche. Il progetto ha visto un finanziamento di 450mila euro con i quali è stato realizzato l’ampliamento e con cui si darà corso a una serie di attività formative, seminariali e didattiche. Il programma prevede corsi destinati ai ragazzi su comunicazione, elettronica, idraulica, cura della persona, cartapesta, sartoria, teatro, ambiente, storia del patrimonio artistico locale. Durante l’inaugurazione il docente Aldo Siciliano del Cnr ricorderà la figura del rettore Rizzo e verrà presentato un busto in cartapesta realizzato da Maria Ratta. “L’amministrazione – dice il sindaco Mario Pendinelli – sottolinea come il centro polivalente abbia svolto in questi anni una funzione rispettosa dell’uomo cui è stato dedicato. Gino Rizzo, come tutti lo conoscevano, è stato sempre attento alle dinamiche di crescita del territorio, allo sviluppo delle opportunità da offrire ai giovani del Salento. Il centro ha contribuito a far crescere la socialità nel paese, ha reso possibile iniziative di sostegno e oggi vede aumentare sensibilmente la sua capacità operativa”.
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Posted on 13 Marzo 2012. Tags: Otranto, otranto maglie, ulivi
Ieri mattina si è tenuto un incontro in Prefettura a Lecce per discutere dell’ampliamento della Maglie-Otranto, ossia l’ultimo tratto della strada statale 16. E’ in corso una petizione on line per salvare gli ulivi destinati all’espianto, mentre gli interessati all’adozione delle piante, pare, non possano presentare istanza. L’Anas non avrebbe i moduli.
Riuniti intorno al tavolo dal Prefetto, Giuliana Perrotta, i soggetti interessati, dai rappresentanti istituzionali della Provincia di Lecce, i comuni interessati dal progetto e i tecnici dell’Anas e della Coedisal-gruppo Palumbo, aggiudicataria dell’appalto che attende da ben 3 anni, con l’intento di trovare soluzioni concrete condivise a tutte le questioni.
Una delle questioni immanenti è l’assicurare lavoro ai circa 300 operai cassintegrati a rischio mobilità, i quali dovrebbero essere impiegati dalla ditta appaltatrice che rischia di perdere i 55 milioni di euro stanziati e vedono nell’opera un posto sicuro in tempo di crisi.
Sorgono anche i problemi ambientali di sostenibilità dell’opera finita, dell’impatto dei lavori e la presenza di siti archeologici sul percorso da asfaltare, per cui vigila la Soprintendenza.
In totale 1 milione e 500 mila euro sono previsti per il reimpianto, ma sufficienti solo per i 260 ulivi monumentali tutelati dalle leggi regionali (legge del 2007) e la legge nazionale del 1951 (previsti 400 mila euro per la loro messa a dimora), ma il numero di patriarchi potrebbe aumentare, l’Ispettorato agrario Provinciale sta censendo da mesi le particelle nelle zone dei lavori.
Altri 1500 alberi potrebbero essere adottati dai comuni, tra i quali Otranto (500 ulivi per sostituire le palme divorate dal punteruolo rosso) e Minervino di Lecce (mette a disposizione 10 ettari), grazie alla copertura finanziaria assicurata dall’Anas (1 milione e 100 mila euro).
Anas aveva presentato istanza per estirpare 8260 alberi, in seguito ridotti a 5500 dopo la valutazione d’impatto ambientale e le varianti richieste dai comuni. Il capitolo di spesa per gli espianti è così ripartito, ma non copre i circa 4mila alberi restanti.
Così molte sono state le richieste di adozione da parte dei comuni e di privati, con l’intento di fare una tenuta pubblica su cui far lavorare una cooperativa di giovani ed istituire un marchio, facendone un esempio a livello nazionale.
Intanto le varie associazioni, quali Wwf, Italia Nostra, Legambiebnte, Forum Ambiente e Salute avanzano proposte all’Anas per i 4mila dall’incerto destino, tra le quali salvare tutti gli alberi e ricostruire la loro tracciabilità, piantumare quegli ulivi sulle fasce, i cigli di scarpata, le rotatorie realizzate per impedire che la strada si trasformi in vetrina per centri commerciali, negozi e zone industriali. Anche istituire una commissione specifica che monitori la situazione e sia composta da associazioni, agronomi e forestali.
La richiesta ambientalista è sfociata in un’istituzione di una petizione, on-line dall’11 marzo, per la richiesta di adozione degli ulivi espiantati.
La pagina web della petizione è la seguente http://www.petizionionline.it/petizione/richiesta-adozione-ulivi-espiantati-dalla-maglie-otranto/6506, in cui i sottoscrittori chiedono l’impegno da parte dell’unione dei comuni Ionica Salentina, oppure da parte delle amministrazioni di Taviano, Matino, Racale, Melissano e Alliste di adottare 500 ulivi che verranno espiantati, avvalendosi inoltre del supporto della commissione per il paesaggio intercomunale per la localizzazione dei siti strategici per l’impianto.
Intanto I lavori per l’allargamento partiranno al più presto, pena la perdita dello stanziamento dei 55 milioni di euro pubblici. Così la riunione di ieri non ha sciolto i nodi e resta in data da destinarsi la soluzione alla vicenda.
Jenny De Cicco
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Posted on 12 Marzo 2012. Tags: Leverano, Mujmunè-a Sud di nessun Nord, porto miggiano
Un appuntamento per discutere gli scempi ambientali e la cementificazione nel Salento.
Il Salento è il luogo che per le bellezze naturalistiche, l’incantevole conformazione dei paesaggi e la vocazione all’accoglienza, sta attirando sempre un maggior afflusso di turismo soprattutto d’”italiani del nord”, che decidono di trasferirsi per trascorrervi gli anni della pensione.
Per difendere questo enorme patrimonio naturale il Comitato di Tutela per Porto Miggiano e l’associazione leveranese Mujmunè-a Sud di nessun Nord, organizzano un incontro presso la propria sede, venerdì 16 marzo a partire dalle 19,30, a Leverano.
Le bellezze del Salento sono sempre più minacciate e per bloccare coloro che minano il patrimonio si discuterà per trovare possibili soluzioni, a partire con ciò che ha scatenato l’indignazione di coloro che poi hanno formato il Comitato di Tutela: lo scempio di Porto Miggiano tramite un percorso parole e immagini.
Proseguiranno illustrando la campagna “salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, proponendo un censimento in ogni comune italiano per mettere in luce la presenza di ed edifici siano costruiti ma inutilizzati.
L’incontro è racchiuso nell’ottica della ricerca di un nuovo metodo di pianificazione, che scongiuri il consumo di suolo e piani urbanistici slegati dai reali bisogni delle comunità, risultando un’inutile spreco di denaro e territorio.
Jenny De Cicco
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Posted on 12 Marzo 2012. Tags: R20, Swarzenegger, Vendola
Nichi Vendola vice presidente del R20 per l’Europa.
Pochi giorni fa il presidente della Regione ha firmato a Ginevra, in Svizzera, un piano d’azione assieme alla rete di regioni per contrastare il cambiamento climatico e sviluppare fonti d’energie alternative R20.
L’unione mediterranea delle 20 regioni è stata anche sponsorizzata da Arnold Schwarzenegger quand’ancora era governatore della California, ed ora è presieduta dal vicepresidente dell’Ile de France, Michele Sabban.
Vendola ha riferito come l’importante incontro abbia portato a una lettera d’intenti e come rappresenti un importante viatico per la prossima Conferenza di Rio+20 delle nazioni: “La lettera di intenti che abbiamo sottoscritto apre un’importante prospettiva di collaborazione tra la Puglia e i membri della rete R20, guidata da Arnold Schwarznegger. Da oggi parte un percorso che sarà definito e presentato pubblicamente a Rio de Janeiro nel giugno prossimo, in occasione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, Rio+20”.
Puglia, R20 e Associazione delle Regioni d’Europa, con i partners mediterranei unite per rinnovare i modelli economici di sviluppo in modelli più ecologici.
Vendola ha sottolineato nel convegno “Il cammino verso Rio: le regioni costruiscono la green economy” che proprio Arnold ha organizzato. Presentando i risultati della Puglia sulle energie rinnovabili, il presidente della Regione ha rivendicato “’il primato nazionale” che sul tema dell’energia la Regione ha assunto negli ultimi anni. “Nel 2006 la produzione rinnovabile pugliese copriva appena il 6% dei consumi elettrici regionali, nel 2010 questo valore ha superato il 21% e oggi, quasi tutta la domanda energetica residenziale regionale è coperta da fonti pulite. Un’eccellenza internazionale, soprattutto con riferimento al solare e l’eolico”.
Jenny De Cicco
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Posted on 12 Marzo 2012. Tags: Passera, Puglia, Trenitalia
Incontro tra la Regione Puglia e TrenItalia ancora da definirsi, o forse dimenticato. A meno di 3 mesi dagli ultimi segnali d’”orgoglio” regionale per difendere il diritto alla mobilità dei propri cittadini – fisica e non dal “noioso” posto di lavoro – sembra non essere in programma nulla per ora. Niente di nuovo sotto al sole, o meglio niente di vecchio sul tavolo.
Eppure in questi mesi, come denunciato sulle pagine web della Gazzetta del Mezzogiorno da Franco Giuliano, sono passati 3 ricorsi, diverse interrogazioni parlamentari e regionali, incontri dell’assessore regionale Guglielmo Minervini con i vertici dell’azienda ferroviaria, la lettera del presidente Nichi Vendola a Mario Monti, incontri con i ministri e ora pare che tutto sia scoppiato, dopo neanche tre mesi, come una bolla di sapone.
A rimanere alta, non più la difesa dei cittadini con azioni politiche concrete, ma la grande stampa esposta sulla balconata in via Capruzzi a Bari, forse dimenticata, “La Puglia non è un binario morto, ridateci i treni”.
Marzo non è ancora finito, siamo solo alla 2a settimane e ne mancano altre due, c’è ancora speranza perché il ministro ai trasporti Corrado Passera si ricordi di convocare il tavolo.
Nel frattempo Mauro Moretti, amministratore delegato di TrenItalia, ha lasciato inalterati i vituperati orari, i discussi scali a Bologna e, dulcis in fundo, inalterate le tariffe aumentate di più del 60%.
Quest’ultimo punto portò la sede delle Fs di Bari a emettere un comunicato stampa, il 23 febbraio scorso, in cui i vertici precisavano che “in relazione ad alcuni articoli usciti in questi giorni su alcuni media, e alle dichiarazioni dell’assessore Minervini, che la politica tariffaria del trasporto regionale è di competenza delle singole regioni. In Italia esistono due tipi di agevolazioni per i pendolari: gli abbonamenti con estensione regionale e le Carte Tutto Treno. I primi si rilasciano in base a specifici accordi con le regioni e consentono di viaggiare sui treni regionali e sui treni a lunga percorrenza pagando l’abbonamento AV, ES, FB, IC incrementato del 5% (in Umbria del 20%). Le Carte Tutto Treno si rilasciano anche esse in base a specifici accordi con le regioni e consentono ai pendolari di viaggiare su tutti i treni sulla tratta per la quale sono valide pagando, oltre all’abbonamento regionale, un extra annuale o semestrale in base alla fascia chilometrica percorsa.
In alcune regioni si assicurano ai pendolari entrambe le agevolazioni, facendosi carico degli oneri derivanti. Il Contratto di servizio tra la Regione Puglia e Trenitalia ha previsto finora come agevolazione per i pendolari gli abbonamenti con estensione regionale. A fronte di tale servizio la Regione Puglia si è impegnata a corrispondere a Trenitalia il 5% d’incremento su ogni singolo abbonamento (la cosiddetta estensione regionale). Dal 2009 al 2011, però la Regione Puglia non ha corrisposto alcuna somma relativa all’estensione regionale, anzi ha recentemente annullato questa forma di agevolazione. Trenitalia è pronta a valutare e discutere ogni forma di agevolazione che la Regione Puglia, nel rispetto dell’equilibrio economico del contratto di Servizio, vorrà proporre nell’interesse dei pendolari pugliesi”.
Sembrerebbe un rimpallo di responsabilità, tra azienda e regione, che comunque non giustificherebbe matematicamente l’effettivo aumento dell’oltre 60%.
Jenny De Cicco
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Posted on 10 Marzo 2012. Tags: liceo Capece, Maglie, Massimo D’Alema, PD
Gli studenti del liceo “Francesca Capece” di Maglie, già da tempo proiettati verso l’Europa grazie al prestigioso indirizzo Internazionale, hanno incontrato il deputato Massimo D’Alema, in qualità di presidente della Foundation of European Progressive Studies, che è intervenuto sul tema “I giovani e l’Europa”. Presenti con lui l’esponente del Pd Sergio Blasi e il dirigente scolastico Roberto Muci. D’Alema ha raccontato ai ragazzi, interessati, che gli hanno rivolto molte domande, delle sue esperienze in ambito internazionale, e di quanto l’unità europea sia una necessità per confrontarsi con i colossi internazionali come la Cina. “Non è più come un tempo – ha raccontato D’Alema – le istituzioni collettive dell’Europa si sono indebolite in favore di una scelta politica che valorizza l’Europa intergovernativa. Il localismo internazionale è la risposta alla sfida della globalizzazione, in cui si dovrebbe accentuare anche l’integrazione politica. Questa generazione parte da un patrimonio straordinario, perché in questi ragazzi non c’è contraddizione tra sentimento nazionale e sentimento europeo”. D’Alema ha anche lanciato la sua proposta per una legislazione meno dura e più precisa, per regolamentare l’attuale situazione degli immigrati di seconda generazione, che sono tutelati fino alla maggiore età, dopo di che divengono apolidi: la sua proposta è che la nascita dia loro la possibilità della cittadinanza. “È giusto regolamentare l’immigrazione – ha commentato D’Alema – perché chi entra in Italia rispetti le leggi, ma accanto ai doveri bisogna riconoscere i giusti diritti, dato che gli immigrati costituiscono una risorsa, non solo demografica (sono ben 900mila i minori figli di immigrati oggi in Italia), ma soprattutto economica perché gli immigrati rappresentano l’11% della ricchezza del Belpaese”.
Posted in Attualità, Politica, Primo Piano
Posted on 10 Marzo 2012. Tags: “Comitato contro il fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi”, Arpa, Asl, impianti industriali fotovoltaici, Villa Convento
A Villa Convento – frazione di Lecce – nei giorni scorsi, alcune pecore e capre sono morte dopo essere state portate al pascolo nei pressi di impianti fotovoltaici e industriali. La correlazione tra la morte di questi animali e la presenza dei suddetti impianti sarebbe da ricercare nell’uso di diserbanti in quella zona. Il dubbio è stato posto dal “Comitato contro il fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi”, che ha anche presentato un appello a tutte le istituzioni, a partire dalla Regione fino alle Asl e Arpa affinché vengano rimossi i pannelli fotovoltaici e si ritorni alla situazione preesistente. L’Asl ora sta appurando il possibile collegamento o meno tra il decesso e l’uso di sostanze tossiche.
Inoltre, la preoccupazione è che questi pericoli, vista l’emergenza sanitaria, possano estendersi fino ad arrivare all’uomo. “E le persone che vivono in quei luoghi? – scrive il comitato – Non potrebbero essere a rischio avvelenamento anche esse a causa dei diserbanti che vi vengono adoperati e gettati in dosi massicce. E se i diserbanti penetrassero nelle falde acquifere? E se inquinassero i cibi che la gente mangia?”. C’è anche da segnalare che le crescenti preoccupazioni si stanno estendendo in tutta la penisola. A testimonianza di questa forte ed estesa protesta, è stata presentata giorni fa dal comitato nazionale e da altre 20 associazioni italiane una denuncia scritta ai ministri della Salute, Renato Balduzzi, e dell’Ambiente, Corrado Clini, dove si sottolineava la grave emergenza sanitaria nazionale e il conseguente rischio per la salute dell’uomo e per l’ecosistema ove vi sono impianti fotovoltaici ed eolici. Il “Comitato contro il fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi” precisa che “il fotovoltaico va ubicato solo e soltanto sui tantissimi tetti degli edifici più recenti, suoli questi inutilizzati e biologicamente morti e in nessunissimo altro luogo, nessuno al di fuori delle aree industriali”.
Dunque la battaglia contro i diserbanti e le altre forme di inquinamento associate alla vicinanza degli impianti industriali fotovoltaici continua, con la speranza che si arrivi a una soluzione.
Alessandro Conte
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Posted on 10 Marzo 2012. Tags: Brindisi, Otranto, porto
Verso la conferma di Otranto come scalo dei traghetti per Grecia e Albania. A dimostrarlo le azioni degli operatori brindisini per bloccare quella che sembra una certezza: l’abbandono del porto e la condanna a morte dell’economia portuale e il suo trasferimento ad Otranto Come riportato sulla testata on-line “Il Nautilus.it”, nei giorni scorsi una delegazione d’operatori marittimi è stata accompagnata dal consigliere regionale e candidato sindaco di Brindisi Giovanni Brigante, per incontrare il prefetto Nicola Prete. L’incontro non si è limitato a un’azione di rimostranza ma ha anche inviato una richiesta al governatore Nichi Vendola per sfiduciare il presidente dell’Autorità portuale di Brindisi Hercules Haralambides. Il presidente sarebbe colpevole della disastrosa gestione portuale, arrivata lo scorso aprile e che fu appoggiata dalla Regione. All’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, Brigante ha invece chiesto di ascoltare le istanze degli operatori che lamentano una carenza di servizi che mortifica il già carente traffico passeggeri.
Al centro della disputa con l’Authority ci sono le tariffe e i costi dei servizi portuali ma anche quelli extra relativi alla necessità di ormeggiare i traghetti in sicurezza a Costa Morena.
Ad esprimere il proprio dissenso c’è Teo Titi, ex assessore comunale al Turismo, esponente della famiglia che da 160 anni opera nel porto di Brindisi ed ha riferito “Bisogna uscire dall’omertà. E io parlo di me stesso. Vorrei sapere da Saccomanno quali sono gli ‘interessi occulti in Comitato portuale’. Se si riferisce a me, sappia che sarò il primo ad andare in procura a denunciare interessi diversi da quelli leciti. E l’Autorità la smetta di addossare le colpe su qualche agente marittimo, o su qualche armatore, che non ha pagato le sue competenze – il riferimento è al proprietario dell’Agoudimos, Franco Aversa, per cui è stata rigettata, il 6 marzo, l’accusa di non aver pagato quanto dovuto all’autorità portuale n.d.r. -. Ogni volta parlano di nuovi moli, progetti che durano anni e non si realizzano mai”.
Ennesimi atti di quella che sembra essere una guerra e che però non allontana l’ipotesi Otranto per gli armatori e che invece potrebbe consolidarla.
Dopo riunioni, scontri ed insistenti richieste, come riferito da Aversa della Ionian Spirit, potrà essere garantito il comfort minimo grazie alle strutture garantite dalla municipalità di Otranto, che ha offerto una sala d’attesa e un locale per il check-in adeguati, pur non essendo infrastrutture da stazione marittima e offerti ad un costo minoe rispetto a Brindisi. Anche l’Autorità Portuale di Brindisi avrebbe potuto offrire un offerta più conveniente. “Ma l’unica risposta che abbiamo incassato dal presidente Haralambidis, e per di più non per iscritto o a un tavolo di trattativa, ma su Facebook, è stata: se ne vadano pure, tanto ci sono altri che prenderanno il loro posto. Io temo invece che nessuno prenderà il nostro posto”, ha riferito Aversa.
Con il comandante di Circomare Otranto i due agenti hanno valutato i problemi tecnici e le prescrizioni a cui attenersi, l’unico punto a sfavore del porto dei Martiri sarebbero i cento chilometri in più che i mezzi su ruote da e per l’Albania dovrebbero percorrere se divenisse il capolinea, ma che verrebbe compensato da un tariffario più basso, a detta di Aversa.
A Brindisi il malcontento verso la situazione si fa sentire e la speranza di Brigante, il consigliere regionale, è ottenere la “sfiducia” del presidente dell’autorità portuale e attirare l’attenzione del Ministero. Insomma, non è ancora detta l’ultima parola.
Jenny De Cicco
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Posted on 10 Marzo 2012. Tags: processo; infortunio lavoro; Tricase
Il processo, a carico di Davide Scarantino e Luca Luigi Sergio, si aprirà il prossimo 5 giugno di fronte al giudice monocratico del Tribunale di Tricase.
I fatti risalgono al 29 settembre 2010, quando Lisa Paola Picozzi, ingegnere trentunenne di Milano, precipitò dall’altezza di alcuni metri morendo sul colpo.
La vittima stava effettuando un sopralluogo tecnico per l’installazione di pannelli fotovoltaici per conto dell’azienda milanese Sun System sul solaio di un capannone industriale di proprietà della ex Selcom, società del gruppo Adelchi.
Le indagini della Procura si erano concluse con la sola incriminazione di Davide Scarantino, amministratore delegato della Sun System, l’azienda milanese per cui lavorava la vittima, evidenziandone le responsabilità, poiché, a seguito di rilievi e accertamenti, avrebbe dovuto stabilire in anticipo la pericolosità del solaio del capannone. Per Luca Luigi Sergio, legale rappresentante della ex Selcom, proprietaria dell’immobile, in un primo tempo era stata presentata una richiesta di archiviazione, alla quale però i genitori della vittima si erano fermamente opposti per il tramite del loro legale, l’avvocato Massimo Bellini.
L’accusa, per entrambi gli imputati, è di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.
La Procura dovrà inoltre valutare la posizione di Sergio Adelchi, patron dell’omonimo gruppo e socio della ex Selcom, proprietario insieme al figlio del capannone industriale e finora rimasto fuori dall’inchiesta. La denuncia depositata dal legale della famiglia della vittima chiede, infatti, che vengano accertate anche per lui le responsabilità per i reati di omicidio colposo e violazione delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Antonella Cazzato
Posted in Cronaca, Primo Piano
Posted on 09 Marzo 2012. Tags: ANAS, Ettore Caroppo, Francesco Bruni, Gianfranco Paglialunga, ulivi secolari
C’è fermento intorno alla questione della salvaguardia degli ulivi secolari presenti nel tratto stradale che collega Maglie e Otranto oggetto di allargamento. Ѐ in fase di studio una soluzione che salvi migliaia di alberi di ulivo e garantisca al contempo l’immediata partenza del cantiere stradale. Per questo motivo è stato previsto un incontro in mattinata, nella Sala Giunta di Palazzo Adorno, tra il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, e i responsabili del cantiere dell’Anas, numerosi tecnici e amministratori.
Partecipano all’incontro, oltre al presidente della Provincia Antonio Gabellone, il presidente della Commissione Ambiente Francesco Bruni, i dirigenti provinciali alle Strade, al Patrimonio e all’Agricoltura, il sindaco di Minervino di Lecce Ettore Caroppo e il dirigente dell’ufficio di Lecce dell’ANAS Gianfranco Paglialunga, direttore dei lavori del cantiere della strada statale Maglie – Otranto.
Al termine dell’incontro la Provincia di Lecce ufficializzerà, con tutti i partner presenti, il suo piano di recupero e salvataggio degli alberi, contribuendo a sbloccare di fatto l’avvio dei lavori. Proprio per questi lavori tante decine di maestranze sono in attesa di occupazione.
Alessandro Conte
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano