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Il Tar sulla centrale a biomasse di Cavallino: decisione entro aprile

Di nuovo in stato d’allerta i comuni, i cittadini e i vari comitati no-biomasse per la decisione presa dal Tribunale amministrativo di Lecce. Con un termine, ai più apparso davvero breve, di quaranta giorni, il Commissario nominato dal Tar si dovrà pronunciare sulla richiesta di autorizzazione per la costruzione del megaimpianto.
Per i primi giorni di aprile Francesco Luci, nominato commissario al posto di Maria Grazia Fusco, che aveva rinunciato all’incarico lo scorso novembre, dovrà far sapere la sua decisione.
La storia infinita della centrale va avanti ormai da quattro anni, e la Tg Energie Rinnovabili srl rimane sempre dell’idea di voler realizzare un impianto di cogenerazione alimentata a biomasse da 37 megawatt nel territorio di Cavallino, che, come sostiene il Comitato No-Centrale, oltre ad essere un impianto di grandi dimensioni da alimentare con biomasse oleose vergini non presenti in loco, sarebbe fonte di non pochi rischi per la popolazione.
Per affrontare questo compito gravoso, Lusi aveva richiesto una proroga di sei mesi, che alla Tg Energie Rinnovabili ha ritenuto essere troppo lunga. Fatto sta che attraverso gli avvocati Andrea Sticchi Damiani e Simona Viola, la società ha formulato il suo ricorso, poi accettato dal Tar.
I cittadini di Cavallino e dei comuni limitrofi sono allarmati dalla piega che hanno preso gli eventi, anche perché la Regione (che a molti pareva un baluardo ecologista) dalla nomina del Commissario non ha più potestà decisionale.
Comuni, privati cittadini, comitati e associazioni ambientaliste esprimo comunque il loro fermo diniego alla realizzazione dell’impianto e non escludono la possibilità di una nuova mobilitazione.

Gianluca Conte

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Maglie chiede la liberazione di Rossella Urru

L’amministrazione comunale di Maglie ha approvato la richiesta di dedicare la giornata della festa della donna a Rossella Urru, la volontaria del Cisp sequestrata in Algeria. Per lei sarà esposto sul municipio lo striscione “Rossella Urru free” e il consiglio comunale si farà portavoce presso il governo per la liberazione della volontaria sarda. La richiesta giunta al sindaco Antonio Fitto proviene dalla fondazione di partecipazione “Francesca Capece” e si unisce al coro di voci che in questi giorni si stanno diffondendo per lo più in rete, per la liberazione di Rossella. A dare il via a questa gara di solidarietà il mattatore Rosario Fiorello, che ha invitato a sostituire la foto del proprio profilo Twitter con quella della volontaria e ha allertato tutti i tg nazionali per parlare della vicenda. Di seguito la lettera inviata dalla fondazione Capece, a firma del suo presidente Dario Massimiliano Vincenti:
Il consiglio di amministrazione della fondazione di partecipazione “Francesca Capece”, in occasione della festa della donna e in collaborazione con la delegata alle Pari Opportunità del Comune di Maglie Valeria Leone, ha ritenuto di onorare la ricorrenza dell’8 marzo chiedendo al consiglio comunale di esprimere la propria solidarietà alla connazionale Rossella Urru e ai due cooperanti spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons sequestrati da un gruppo dissidente dell’Aqmi nella notte fra il 22 e 23 ottobre 2011 mentre prestavano la loro volontaria attività e il loro generoso aiuto alle sventurate popolazioni dei campi profughi Saharawi, nei pressi di Tindouf, nella zona sud occidentale dell’Algeria. La fondazione chiede anche un impegno del consiglio volto a sollecitare il governo italiano affinché continui nell’impegno diplomatico ponendo in opera tutte le azioni tendenti alla liberazione degli operatori umanitari coinvolti, con l’auspicio che si riesca nel più breve termine a porre fine al loro sequestro. Facendo inoltre campeggiare sulla facciata del palazzo municipale lo striscione “Rossella Urru free” la fondazione Capece ha inteso augurare a tutte le donne di poter vedere liberati i loro diritti. Certo che la Città di Maglie, le sue istituzioni e l’intera comunità, da sempre sensibili e partecipi alle iniziative e manifestazioni per la pace e la solidarietà, la pacifica convivenza e la cooperazione tra i popoli, sapranno non far mancare il loro importante sostegno all’iniziativa della fondazione Capece, l’occasione mi è gradita per porgere cordiali saluti.

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L’ospedale di Scorrano verso la ristrutturazione

Un finanziamento per adeguare e ristrutturare l’ospedale di Scorrano. L’amministrazione comunale di Scorrano ha raggiunto un altro importante risultato, ossia la “Perizia suppletiva di variante dell’importo di 5.898.741,39 euro per lavori di ristrutturazione e adeguamento a norma del presidio ospedaliero”. La perizia comporta una maggiore spesa di 1.043.168,98 euro rispetto ai lavori che sono già in fase di esecuzione. “Ciò testimonia – spiega il primo cittadino Mario Pendinelli – la volontà amministrativa di potenziare l’ospedale e di spingere in un percorso che veda il presidio scorranese come punto di riferimento di tutto il territorio. Con forza diciamo che è assurdo pensare la chiusura di una struttura così grande per impelagarsi nella costruzione di un nuovo ospedale. Rilanciamo il tema del potenziamento dei servizi, della copertura delle carenze dell’organico e diciamo con forza: lavoriamo davvero per i cittadini e per i malati. Nel mentre si aspetta l’avvio della nuova Tac, vogliamo che i livelli di funzionamento dei reparti vengano portati sempre più in alto, mettendo gli operatori nelle condizioni di poterlo fare. Che il punto nascita resti a Scorrano perché la sua cancellazione rappresenterebbe un fallimento di tutti , un danno per le nostre comunità e la certificazione dell’essere condannati ad avere una sanità di serie B in questo territorio”.

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Tricase al voto: niente primarie per il centrosinistra

A Tricase non ci saranno le primarie in casa del centrosinistra. Come già si poteva intuire nei giorni scorsi, pur lasciando ancora aperto qualche spiraglio per la contrattazione tra i partiti, l’ipotesi delle primarie è ormai del tutto abbandonata. Non ci sarà pertanto nessuna chiamata alle urne per la cittadinanza, invitata a scegliere il candidato della coalizione del centrosinistra per la poltrona di sindaco della città.
In realtà, già da tempo gli schieramenti apparivano molto indecisi sull’opportunità o meno di indire le primarie, ritenute dagli esponenti di Sel strumento indispensabile di consultazione in vista del prossimo confronto amministrativo e da Pd, Puglia per Vendola e Socialisti, al contrario, un motivo di spaccatura.
Ad oggi sarebbero confermate le candidature di Giuseppe Panico per l’Idv e di Antonio Coppola, che sin dall’inizio ha manifestato la ferma volontà di partecipare alla sfida e che da pochi giorni ha inaugurato la sede del suo comitato elettorale.
D’altro canto, si profilerebbero possibili intese tra Udc e Pd: le segreterie dei partiti, pur senza palesi ammissioni, non smentiscono l’eventualità di futuri accordi, con il Pd che, in assenza di una convergenza su un unico candidato sindaco, ripropone la candidatura di Carmine Zocco, manifestando al tempo stesso la volontà di un confronto.
Apertura al dialogo e al confronto per la stesura di un programma condiviso con la cittadinanza anche in casa Sel, dove gli esponenti si dichiarano disponibili a vagliare suggerimenti e ipotesi provenienti da partiti e movimenti dell’area del centrosinistra.
Nulla di nuovo in casa del centrodestra: il vice coordinatore del Pdl, Francesco Bruni, incaricato dai vertici del partito all’indomani del Congresso Provinciale, ha aperto le consultazioni, alla ricerca di un candidato condiviso all’interno della coalizione.

Antonella Cazzato

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Medici de-stabilizzati, Negro (Udc): “Urge adire la via parlamentare”

La vicenda dei medici de-stabilizzati fa sempre discutere nei palazzi regionali. A tal proposito è intervenuto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro durante il dibattito sviluppatosi ieri in consiglio regionale. “Se la strada della conciliazione non è praticabile – ha affermato – diventa urgente adire la via parlamentare per trovare una soluzione alla vicenda dei 530 medici de-stabilizzati da una sentenza della Consulta”.
“Per i dirigenti medici de-stabilizzati – ha sottolineato il capogruppo Udc – occorre la stessa soluzione adottata per il personale regionale retrocesso da una sentenza della Corte Costituzionale. I nostri parlamentari devono mettere in atto tutto quanto è nella propria competenza per tutelare i diritti acquisiti da questo personale medico. Occorre tutelare i posti di lavoro, restituire dignità professionale a questi dirigenti medici e riconoscergli quanto maturato in tanti anni di servizio. Ma soprattutto, occorre garantire efficienti servizi ai cittadini, considerato che sono migliaia i medici venuti a mancare negli ultimi anni tra pensionamenti e blocco del turn over”.
Il presidente Negro ha poi posto l’accento sull’attuazione del Piano di rientro sanitario, con tutto quello che ne deriva: “Tutto ciò deve avvenire in tempi brevi e di pari passo con l’attuazione del Piano di rientro sanitario che come gruppo Udc abbiamo sostenuto nell’interesse del territorio, con un atteggiamento responsabile che ha evitato il commissariamento della sanità alla nostra Regione. Ora occorre la responsabilità di tutte le forze politiche per dare un’accelerata ad attuare quanto stabilito da quel piano, in particolare per l’apertura di poliambulatori e Case della salute al posto delle vecchie strutture sanitarie. Allo stesso tempo occorre verificare il sistema di governance dell’intero Servizio Sanitario Regionale. Mai come in questo momento – ha continuato – si rende necessaria una verifica sulle modalità di gestione dei bilanci delle aziende sanitarie, del sistema degli appalti e delle forniture, ma anche delle modalità e dei tempi di attuazione del piano di rientro. L’obiettivo deve essere quello di riformare la governance e giungere a una conformità di comportamento giuridico-amministrativo su tutto il territorio regionale eliminando le varie discrasie oggi evidenziate nelle Asl pugliesi”.
“Non ultimo – ha concluso il presidente Negro – è indispensabile l’avvio di quella Commissione di indagine sugli sprechi nella Sanità che l’Udc chiede da più di un anno e che non è stata mai avviata contrariamente al parere espresso dal Consiglio regionale”.

Alessandro Conte

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Perrone è il candidato sindaco del centrodestra

Paolo Perrone stravince le primarie del centrodestra. È stato il primo cittadino uscente di Lecce a trionfare ieri sera alle consultazioni indette per scegliere il candidato sindaco alle elezioni di maggio.
Perrone si è affermato con 14.335 voti (83,64%) mentre Paolo Pagliaro (Alleanza per Lecce e il Salento) ha avuto 2.401 voti (14,01%) e Gigi Rizzo (area Giovanardi) 403 (2,35%). “Le prime primarie del centrodestra a Lecce – ha spiegato l’ex ministro Raffaele Fitto- ci consegnano un grande risultato in termini di partecipazione quasi 18mila cittadini hanno votato per scegliere il candidato sindaco del centrodestra e la stragrande maggioranza ha scelto Paolo Perrone, al quale va certamente il merito di aver accettato queste primarie nonostante già da mesi fosse stato indicato dai vertici del Pdl come candidato naturale. Questa giornata ci consegna due dati: Paolo Perrone, candidato sindaco del centrodestra legittimato dal voto popolare ed un richiamo a ritrovare quanto prima tra i partiti della coalizione, quell’unità che il nostro popolo non ha mai perso”. Fitto ha poi indirizzato un appello agli altri “spettatori interessati” dall’esito delle primarie: “Mi rivolgo ad Adriana Poli Bortone e a Io Sud, a Udc e a Fli affinché, raccogliendo l’indicazione del nostro popolo e ritrovando insieme le tante ragioni che ci uniscono come alleati naturali nel centrodestra, sostengano anche loro la candidatura di Paolo Perrone”. Soddisfatto dell’esito della consultazione anche l’onorevole Alfredo Mantovano: “La partecipazione dei leccesi alla prima volta delle primarie del centrodestra nel capoluogo salentino è andata oltre ogni aspettativa, e conferma che è stato importante aver insistito per questo metodo di individuazione della candidatura o -come è nel caso di Paolo Perrone- di conferma della stessa. Un metodo che è garanzia di vitalità per la coalizione perché rende ciascun simpatizzante protagonista in prima persona della scelta, coinvolgendo un gran numero di persone, ben oltre gli iscritti alle formazioni politiche che partecipano”.

Maurizio Tarantino

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La Bolkestein e FederBalneari

Grande soddisfazione di Assobalenari per la discussione avvenuto in questi giorni al tavolo di lavoro con i Ministri Piero Gnudi, Enzo Moavero Milanesi e le associazioni di categoria dell’imprenditoria balneare per discutere la deroga alla direttiva Bolkestein, chiedendo espressamente che le concessioni demaniali in vigore non debbano rientrare nelle procedure ad evidenza pubblica e prevedendo l’assegnazione di nuove aree demaniali nel 2013, solo per quelle ancora libere.
Alta la preoccupazione di tutte le rappresentanze balneari che hanno espresso il disagio per il delicato momento, data la congiuntura politica economica, manifestando sotto il palazzo di via della stamperia con fischietti, tamburi e striscioni.
Il presidente Papagni ha infine salutato con favore l’impegno del Governo per liberalizzare il settore. La crescita del comparto turistico balneare deve partire dalla collaborazione tra gli attuali balneari ed il Governo.
Ora che la procedura d’infrazione con l’Ue, che contesta i titoli di rilascio delle concessioni demaniali marittime sta per concludersi, possiamo dialogare finalmente con l’Europa.
Questa proposta è stata accolta favorevolmente dal Governo, che si é impegnato a prendere in considerazione la possibilità di deroga avanzata da FederBalneari Italia.
Il presidente di FederBalneari Italia, Renato Papagni, al termine del tavolo di confronto tenutosi presso il Ministero per il Turismo e Affari Regionali con i ministri Gnudi e Moavero ha dichiarato la propria soddisfazione.
Il Governo, ascoltando le ragioni delle rappresentanze balneari, ha confermato la chiusura della procedura d’infrazione europea n° 2008/4908, conosciuta come Direttiva Bolkestein, dando credito all’ipotesi di FederBalneari: apertura del mercato dal 2013 per tutte quelle aree demaniali attualmente non impegnate da concessioni demaniali marittime.
La deroga alla direttiva Bolkenstein, ha spiegato il numero uno di Federbalneari Italia – non e’ automatica, i bisognerà lavorare bene prossimi 24 mesi, ma non c’è da dimenticare la specificità dell’Italia, il Paese con il numero più alto di coste marittime tra i Paesi europei. Abbiamo 8mila chilometri di costa che potenzialmente non sono impegnate da concessioni demaniali marittime.
FederBalneari Italia nei prossimi incontri si batterà affinché tutte gli attuali concessionari che in Italia hanno scadenza nel 2015, circa 30mila, possano essere esclusi dal Bando di Gara, rinnovando il proprio diritto dai 6 a 20 anni in funzione dei programmi di investimento che dovranno proporre.
“Siamo soddisfatti perché da parte del Governo – ha spiegato Renato Papagni – è venuto un forte impegno per collaborare con l’Ue. Le coste italiane hanno forti potenzialità ad attrarre investimenti per il settore turistico, visto che le attuali imprese balneari occupano meno del 25% degli spazi a disposizione”.
L’importanza della notizia e il grande contributo fornito dal Salento a tale iniziativa (promotore dell’idea) tramite i membri del direttivo nazionale Mauro Della Valle, Toti Di Mattina (presente alla riunione con i Ministri) e Giuseppe Mancarella, ha spinto il presidente nazionale di FederBalneari Italia Renato Papagni a scegliere il Salento quale luogo per ufficializzare l’impegno assunto in data odierna dal Governo, lo stesso parteciperà all’assemblea generale di Assobalneari Salento e Puglia che si è tenuta domenica 26 febbraio alle 16 a Lecce.

Jenny De Cicco

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Piconese e il posto in Provincia -parte 2

Continuano le rimostranze nei confronti di Salvatore Piconese che si è difeso dalle accuse di Sel e dando inizio alla controffensiva del Pd.
Il 22 febbraio il sindaco Uggianese, ora anche consigliere provinciale, replicava così a Sel: “Penso che valga la pena diffidare un po’ da chi in politica recita la parte di Alice nel paese delle Meraviglie”. Due giorni dopo il consiglio provinciale di Palazzo dei Celestini segna un nuovo atto. Piconese prende il posto lasciato dalla Capone e si difende dalle accuse di Sel, che nel frattempo ha avviato una raccolta firme on line per ottenerne le dimissioni, definendo Sinistra per il Salento una lista civica e scaricando la colpa dell’incidente diplomatico a problemi interni a Sel.
Anna Cordella, segretaria provinciale di Sel, per l’occasione ha dichiarato l’indignazione nei confronti della tracotanza di Piconese: “Mi sento di ricordare a Salvatore che Sinistra per Il Salento non era una lista civica. I 13mila elettori che nel 2009 votarono per Sinistra per Il Salento aderirono a un progetto politico di riunificazione delle sinistre, Sel appunto. Progetto che poi Salvatore Piconese, come ha avuto modo di spiegarmi, ha lasciato non per divergenze politiche ma per opportunità amministrative.
Le deduzioni di Piconese in base alle quali la nostra legittima richiesta servirebbe e risolvere problemi interni sono ridicole e irrispettose.
Mi sento di dire a Salvatore che, a causa della sua scelta, né io né i compagni di Sel, né gli elettori che hanno chiesto di essere rappresentati dal quel progetto politico, possiamo sentirci sereni.
Mi auguro che Salvatore ed il Pd possano riconsiderare questa posizione”.
Intanto Il Pd difende fermamente Piconese e replica tramite il segretario leccese Salvatore Capone: “Non intendiamo entrare in una polemica che non comprendiamo”.
Mimmo Saponaro invece affida a Facebook la propria amarezza, così scrive l’ex segretario Provinciale di Sinistra Democratica: ” Piconese forse dimentica la genesi di Sinistra per il Salento, nata non al tavolo dei segretari dei tre partiti che la costituivano ( Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Verdi) ma da un percorso politico avviato con la Sinistra l’Arcobaleno l’anno prima, primo esperimento di riunione in un’unica lista dei partiti a sinistra del Pd) e fino a giungere a oggi con Sinistra Ecologia e libertà.
Sinistra per il Salento nasce dalla consapevolezza degli iscritti dei tre partiti che era necessaria una proposta politica alternativa al Pd. Da lì a poco il passo fu breve per la nascita di Sinistra Ecologia e Libertà.
Ritenevamo pertanto necessario iniziare questo percorso politico, condiviso anche dallo stesso Piconese che accettò di rappresentare questo progetto politico nel collegio e a cui fu pure finanziata la campagna elettorale (così come a tutti i candidati di Sinistra per il Salento) con le casse dei tre partiti.
Loredana Capone occupava, prima delle dimissioni, il seggio di garanzia, come spesso ha voluto precisare, un seggio che garantiva l’integrità del centro sinistra e rappresentava sopra tutto le forze politiche non presenti in consiglio provinciale. Non era un seggio del Pd ma di Sel. Nel Salento, dalle provinciali alle regionali, Sinistra Ecologia e Libertà hanno ottenuto risultati eccellenti addirittura migliorando da 13mila voti ottenuti nel 2009 ai 32mila del 2010.
Chiediamo pertanto, in qualità anche di titolari della storia di quei giorni, un passo indietro e le dimissioni di Piconese che, a nostro avviso, occupa abusivamente un seggio che non appartiene al Pd”.

Jenny De Cicco

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Elezioni a Otranto solo due certezze: Cariddi e Sammarruco

La campagna elettorale a Otranto si apre con delle certezze: a sfidarsi saranno ancora Corrado Sammarruco (ex Udeur, ora in Alleanza per Otranto – verso il Pdl, partito in cui è iscritto, sponsor è Francesco Bruni consigliere provinciale) e Luciano Cariddi (ex Forza Italia, passato nel 2007 Udc, della lista civica rinominata Otranto e che nella passata tornata elettorale era Otranto Domani, formata da esponenti Udc e Pd e il cui sostenitore in Regione è l’assessore Dario Stefàno).
Inizia così, dalla sala conferenze di uno storico e centrale hotel di Otranto, la campagna elettorale che già nel dicembre scorso ha regalato qualche emozione agli elettori.
Allora Sammarruco fu presentato come candidato di AxO, favorito al suo amico-rivale Tommaso De Benedetto, la candidatura fu foriera dell’elezioni nella cittadina rivierasca e aveva fatto vacillare gli animi in Alleanza per Otranto, alcuni si erano opposti al nome di Sammarruco, sostenendo De Benedetto.
Un’altra certezza è che a Otranto entrambe le liste ufficiali non hanno utilizzato le primarie, probabilmente per l’esiguità del numero dei papabili e per le forti coesioni all’interno dei gruppi politici idruntini e le peculiarità delle dinamiche interne alle liste.
Per ora a contendersela solo i due grandi gruppi della politica idruntina, ma aleggia lo spettro di liste civetta, dovute alla falcidiazione del numero dei candidati per effetto della nuova legge elettorale, i quali potrebbero non accontentarsi di stare a guardare.
Altra incognita è rappresentata dall’associazione Otranto-Nuovi Orizzonti, che come annunciato da Livio Corchia (nome noto della ex giunta Bruni in cui era assessore) non correrà in prima persona per lo scranno comunale, ma certamente avrà peso nel raggiungimento della nuova maggioranza e attirerà, come il miele, molte mosche attorno a sé.
Una quarta ipotesi potrebbe fare riferimento al gruppo Azzurro Popolare, che ha fatto parte d’Alleanza per Otranto e fuoriuscito in seguito a dissensi nelle ultime provinciali.
In paese si è azzardata anche l’ipotesi di una quinta lista e verrebbe formata da esponenti di Sel, Idv e varie componenti civiche, non si sentirebbero rappresentate dai soliti noti della politica idruntina.
Ecco, è tempo di bilanci per l’amministrazione Cariddi, che chiede una riconferma facile solo a prima vista, ma bilanci che passano per la frammentazione dei voti e le ridistribuzioni alle urne, ma anche per le luci e le ombre della crisi economica, del patto di stabilità e dalle opere pubbliche ancora incompiute ed ereditate dalle precedenti amministrazioni, di cui sia Sammarruco, sia De Benedetto e lo stesso Cariddi hanno fatto parte, guidati dal sindaco ed ora assessore provinciale Francesco Bruni e prese in carico dalla precedente amministrazione Vetruccio, attuale vicesindaco.
Così il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, ha chiesto in un hotel all’elettorato la propria riconferma per il futuro quinquennio. Una discesa in campo ampiamente prevista, come annunciato dal primo cittadino uscente, ma che formalizza l’inizio della corsa a Palazzo Melorio, iniziata con un buon riscaldamento.
Presentato anche il nuovo logo della lista (peraltro già visibile nei manifesti che hanno annunciato l’assemblea) che sosterrà Cariddi e per anticipare i temi che animeranno il dibattito sino al 6 e 7 maggio, giorni delle fatidiche urne.

Jenny De Cicco

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Riunione del Pdl dell’ entroterra idruntino

Venerdì scorso sostenitori e simpatizzanti del Popolo delle Libertà dei comuni dell’hinterland magliese si sono ritrovati alle 19 a Giurdignano, al Centro Polivalente “Angela Leo” presso lo stadio comunale di Giurdignano, per analizzare il dato di partecipazione al 1° Congresso Provinciale del partito e rinnovare la fiducia nei confronti del nuovo Coordinamento Provinciale.
La serata è stata voluta e organizzata dai circoli del Pdl di Andrano, Bagnolo, Botrugno, Cannole, Calimera, Carpignano, Castrignano de’ Greci, Castro, Corigliano, Cursi, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Martignano, Melpignano, Minervino, Muro, Nociglia, Ortelle, Otranto, Palmariggi, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Soleto, Sternatia, Surano, Uggiano e Zollino.
All’iniziativa hanno preso parte come ospiti d’eccezione l’ex ministro e deputato magliese Raffaele Fitto, il coordinatore provinciale del Pdl Antonio Gabellone ed il vice coordinatore Francesco Bruni, oltre alla deputazione salentina della zona, ai consiglieri regionali locali e a tutti i quadri dirigenti del partito nei circoli sopracitati.
La serata si è conclusa con un rinfresco per i partecipanti.

Jenny De Cicco

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Pullman contromano: tragedia sfiorata a Lecce

Quattro i veicoli coinvolti in uno spaventoso incidente verificatosi ieri mattina poco dopo le 9 a Lecce tra viale Rossini e via Torre del Parco, all’ingresso della città.
Un pullman della società Seat di Tricase, proveniente dalla statale 16, è letteralmente piombato addosso a due veicoli, una Chevrolet Matiz e una Citroen Nemo, tagliando loro la strada, e ne ha agganciato un terzo, una Fiat Panda, trascinandolo per alcuni metri.
Il pullman, a una prima analisi per un guasto all’impianto frenante, ha di fatto imboccato il viale contromano. Il bilancio, considerato il traffico dell’ora di punta, poteva essere di gran lunga peggiore.
Due le donne ferite, entrambe occupanti della Fiat Panda: la donna alla guida dell’auto è ricoverata al “Vito Fazzi” in prognosi riservata, ferita, in modo più lieve, la sorella, che sedeva al lato passeggero. Per aiutare la conducente della Fiat Panda a uscire dal groviglio di lamiere in cui era rimasta intrappolata, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce.
Illesi gli occupanti degli altri mezzi coinvolti, inclusi i 43 studenti di una scuola media dell’entroterra salentino e i loro insegnanti, a bordo del pullman e diretti a Lecce per assistere ad uno spettacolo presso il Politeama Greco, La dinamica dell’incidente è tuttora in fase di studio da parte degli agenti di polizia municipale della sezione infortunistica stradale di Lecce, giunti sul posto con più mezzi, anche per regolare la circolazione.
Il pubblico ministero Carmen Ruggiero ha disposto il sequestro dei quattro mezzi coinvolti, l’autista del pullman è stato iscritto nel registro degli indagati per lesioni colpose. Sottoposto ai test per verificare l’eventuale assunzione di alcool, l’uomo è risultato leggermente positivo con un valore di poco superiore allo zero. Tuttavia, il nuovo codice della strada fissa a zero la soglia per i conducenti di mezzi pubblici, pertanto, è stato disposto il ritiro della patente e è stata elevata una multa pari a 300 euro.
Restano da chiarire il motivo della rottura dei freni e le eventuali responsabilità.

Antonella Cazzato

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Salvatore Piconese, scorretto il suo ruolo in Provincia?

Salvatore Piconese, suo malgrado, al centro della polemica politica.
La vicenda è nata a fine gennaio, quando Loredana Capone ha abbandonato lo scanno da consigliere d’opposizione in provincia, e al suo posto è subentrato il non eletto, all’epoca delle provinciali nella lista Sinistra per il Salento, Salvatore Piconese, meglio noto come il primo cittadino di Uggiano la Chiesa. Nel frattempo Piconese si è iscritto al Pd, mentre Sinistra per il Salento è poi confluita in Sel, come in questi giorni ha fatto notare Giuseppe Vergari, della sezione Sel di Giuggianello.
Ieri il comunicato della segreteria di Lecce del partito vendoliano, che si associa alla linea di Vergari e rimarca come “Piconese ricoprirà quell’incarico perché nelle provinciali del 2009 fu il più suffragato di Sinistra per il Salento, lista che ottenne più di 13mila preferenze e che, di lì a pochi mesi, sarebbe diventata Sinistra Ecologia Libertà.
Il sindaco di Uggiano, nel frattempo si è iscritto al Partito Democratico e pertanto si ritroverebbe a occupare indebitamente quello scranno di Palazzo dei Celestini, che il dispositivo elettorale assegna alla lista Sinistra per il Salento (oggi Sel) e non a un singolo collegio.
Il seggio che Piconese si accinge a occupare è un seggio conquistato da tutti quei 13mila elettori di Sinistra per il Salento e non dai soli elettori del collegio di Otranto.
Così, Piconese esprimerebbe nel consiglio provinciale unicamente un allarmante vuoto di rappresentanza, dal momento che egli deve la propria elezione a una formazione politica che ha abbandonato. Egli si trova nella scomoda condizione di rappresentare unicamente la propria aspettativa personale di occupare un ruolo di responsabilità istituzionale che si somma a quello già rivestito come apprezzato sindaco del proprio comune.
Chiediamo a Piconese di lasciare l’incarico di consigliere provinciale, di fare un passo indietro in nome della buona politica, del buon governo e del rigore intellettuale che dovrebbe essere la bussola di chi fa politica a sinistra. E chiediamo al suo attuale partito, il Pd, di spingere in coscienza il suo nuovo consigliere a rinunciare a occupare senza legittimità politica una postazione guadagnata da altri.
Gli chiediamo di lasciare quel seggio ottenuto con i voti di Sinistra per il Salento in nome di quel cambiamento che Piconese dice di costruire ogni giorno nel suo operato di sindaco. Cambiamento che per noi non significa trasformismo, politicismo, rampantismo ma desiderio di riscatto, trasformazione, rinnovamento. Non per se stessi e di se stessi ma a servizio della collettività”.

Jenny De Cicco

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